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Dando buca a Godot: Giochi insonni di personaggi in cerca di aurore

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Tutto il mondo in un gioco di parole. È difficile immaginare di leggere questo libro senza una matita e un taccuino a portata di mano. Perché il gioco linguistico, come la risata, è contagioso. E ciascuno potrà aggiungervi il proprio. Se Il fagiano Jonathan Livingstone (nel gioco sui titoli dei libri «meno ambiziosi») vi pare offensivo, che dire di Un'email di Jacopo Ortis , o del Bulgakov degradato a Il supplente e Margherita ? Se invece amate il cinema si può cominciare col Fellini dimezzato di Quattro piú . Su Twitter è anche nata una variante mescolando il titolo di diversi film, come nel capolavoro mai girato Tre metri sopra il cielo sopra Berlino o nell'ambiguo Un borghese piccolo piccolo grande uomo . Se si aggiunge una definizione si può rischiare con «Ti boccia già all'appello: Fotte prima degli esami ». E per i piú esperti, si continua con i tautogrammi, i falsi prefissi, i palindromi, gli acrostici, i falsi derivati, le parodie. Il mondo si deforma, perde per un attimo la sua identità, e di fronte a noi se ne spalanca uno parallelo, un po' sghembo, assurdo, sorprendente, che prende forma nel nostro taccuino.

216 pages, Paperback

First published November 13, 2012

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Stefano Bartezzaghi

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Profile Image for Maurizio Codogno.
Author 67 books147 followers
March 3, 2013
Nella prefazione a questo libro Stefano Bartezzaghi spiega come il suo "lavoro", permettetemi di chiamarlo così, sia cambiato in questi tre decenni. Una volta i giocatori scrivevano lettere a mano o al più dattiloscritte (ne ho inviate parecchie anch'io...) e l'Autore salvava man mano gli spunti per usarli nelle rubriche; ora basta un hashtag e Twitter permette di avere uno scambio immediato non solo con l'Autore ma anche tra i giocatori, semplificando la creazione ma lasciando all'Autore il compito forse ancora più arduo di riorganizzare tutto il materiale e dargli una parvenza d'ordine. Ecco cosa troverete, insomma: venti capitoli con venti tipi di giochi con le parole, descritti prima tassonomicamente poi con esempi - generalmente dieci per volta: Bartezzaghi deve trovare significativo il numero 10.
Il guaio di un libro come questo è che non lo si può leggere sequenzialmente, a meno che non si decida di dedicarsi a una pagina per volta, magari con carta e penna sottomano - computer e tablet in questo caso sono subottimali - per provare a cimentarsi nei vari giochi. Infatti la trippa strippia, pardon, il troppo stroppia! Molto meglio a questo punto considerarlo un'opera di riferimento, utile per andare a cercare se e quando il gioco di parole che ci è venuto in mente è stato giocato. Un Vero Tassonomista come me avrebbe aggiunto un po' di tabelle riassuntive in appendice, ma mi sa che sarebbe stato chiedere troppo... che gioco sarebbe, altrimenti?
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