Platone è un bassotto dal pelo duro e la coda a pennello. Un cane da salotto, di quelli nati per fare compagnia agli uomini. A Yuri, per esempio, studente di filosofia «con gli occhiali perennemente appannati». Ma durante le vacanze Yuri segue la sua Ada su una nave da crociera, lasciando il bassotto alle cure del portiere. E proprio nella solitudine della notte di Natale avviene per Platone l'incontro che gli cambierà la vita. Nella cantina del palazzo, il Tatuato - cranio rasato e muscoli da sollevatore di pesi - nasconde scatoloni pieni di animali di contrabbando: scimmie, iguane, serpenti a sonagli, una saggia tartaruga leopardo di nome Leo, e lei, la Regina, una giovanissima levriera afghana, «poco piú che un gomitolo di neve». Per Platone è il colpo di fulmine. Ma il cuore della Regina è altezzoso, e neanche le canzoni che il bassotto intona giorno e notte per tenerle compagnia riescono a conquistarla. A raccontarci questa storia tenera e profonda, dal suo osservatorio speciale tra le foglie di un albero, un pappagallo che conosce tutte le lingue del mondo, e tutte le pieghe dell'anima. Melania Mazzucco ci appassiona e ci commuove col piú classico dei generi, regalandoci una favola intensa e luminosa sul coraggio dei propri sogni e sulla magia che a volte la vita regala - come a Laika, il cane astronauta che diventò una stella.
Melania G. Mazzucco was born in Rome in 1966. She earned a degree in Italian literature from the University of Rome "La Sapienza" and a degree in cinema from the Experimental Center for Cinematography. In addition to her four novels, she has written award-winning works for the cinema, theater, and radio. Vita was awarded the 2003 Strega Prize, Italy's leading literary award.
الكاتبة الايطالية " ميلانيا ماتزوكو " تنسج قصة حب مٌلهمة..لطيفة..عن كلب باسيت يدعى " أفلاطون " يقع في غرام كلبة صيد أفغانية تدعى " الملكة ".. هى مٌتعالية ..جميلة وعنيدة وتراه كلب قصير ظريف فيلسوف شاعر يتغنى بأعذب الكلمات، و بالرغم من إنها تراه مختلفاً ولكنه لا يُرضي غرورها ، لا يُمكنها العيش مع كلب لا يستطيع الجري ولا يصطاد ، لا يصلح لمصاحبتها أبداً... هو لن ييأس..سيقتفي أثرها أينما كانت ، أخبرها بأنها لا تستطيع العيش معه بينما هو لن يعيش بدونها... كما لو أن المشاعر الانسانية انذوت أمام نظيرتها هنا بما تنطوي عليه من العذوبة ..الرهافة..الصدق..والوفاء... تدرك بأنه عندما تحب أحدهم ليس يعني بأن كل منكما يُكمل الآخر ، من الذي قال بأن الحب يسعى إلى الكمال أو أن يكون أحدانا نسخة متطابقة من الآخر ؟... الحب هو أن يتقبل كل منكما الآخر...هذا هو الحب... هل يمكن للحياة أن تمنح " الملكة " سحر التألق والجمال المتفرد ومع ذلك ترغمها على ان تسلك طرقاً وعرة ومُظلمة لتعود وتستريح في القلب المُخلص المُحِب ؟!!... لم يكن يدع اليأس يتسرب إلى نفسه ، فكان يقول لها إن المظهر هو مجرد حالة ، أما الروح فهى القدر ، وروحه كانت تحتوي على روح العالم التي لا يمكن السيطرة عليها ولا يمكن تدميرها....
Per quel che questo libro ha significato per me in questo momento della mia vita avrei dovuto dare cinque stelle, le ultime righe per una speranza a cui è bello attaccarsi. Ma a parte questa nota personale il libro, molto carino su amore amicizia e semplicità, non può strapparmi più di tre stelle. Un po' di più di una favola, un po di meno di una storia
Pensavo di leggere un libretto leggero e non mi aspettavo una storia così cruda e triste, alcune cose mi hanno fatto accapponare la pelle, anche perché sugli animali sono particolarmente sensibile.
Un giorno il mio ragazzo è tornato in casa con un regalo. Non era un cane, né un biglietto per vedere gli Eugenio in Via Di Gioia; era un libro: glielo avevano consigliato a lavoro, e il titolo rimandava al mondo delle favole.
Quando lo abbiamo finito ci siamo guardati con sgomento e ci siamo chiesti perché non avessimo mai sentito parlare dell’autrice. Certe storie non si dimenticano con facilità, tanto sono potenti.
Il bassotto e la Regina rientra tra quei racconti fatati che di fatato hanno solo il rimando agli animali parlanti. Di disneyano hanno questo, e anche un lieto fine, ma nel mezzo c’è più verità, più crudezza, più tormento.
Platone, la prima volta che si innamora, lo fa di una levriera afghana candida, fiera, elegante, eppure prigioniera. Si chiama Regina, e insieme a tanti altri animali è rinchiusa nel covo di un contrabbandiere. Platone quel covo lo vede da casa sua, gli causa un gran dolore. Ma oltre a essere un poeta e un filosofo, Platone è coraggioso: farà di tutto pur di salvare la sua Regina.
Vincitore del premio Frignano Ragazzi nel 2013, questo breve romanzo ben si addice alle temperature che scemano verso il basso. Gli animali si fanno veicoli di emozioni e vissuti disparati, ognuno reso personaggio essenziale alla storia. E l’eroe, il bassotto Platone, compie un arco di crescita memorabile.
Un racconto sul coraggio, sull’amore, sulla tenacia, sulla cattiveria che infliggiamo all’altro senza davvero vederlo, che sia umano come noi oppure di un’altra specie. Mazzucco riesce, in poco più di cento pagine, a farti piangere e a farti tifare per quel bassotto cocciuto e innamorato, e per tutti gli animali che non possono far niente se non aspettare e, nel mentre, ascoltare le storie che lui racconta alla sua Regina in attesa di trovare un modo per tirarla fuori da lì.
Definito racconto per ragazzi, questo libro è secondo me da leggere da più grandi. L’ho notata spesso, questa cosa: Peter Pan, Il signore delle mosche, ma anche Durrell. Secondo me certe storie hanno bisogno di più vita, per essere comprese.
Carino pur non essendo un capolavoro, la storia di un bassotto innamorato di una levriera si fa leggere, ma non è niente di memorabile. Adatto a chi ama le storie di animali, con un tocco di magia e di denuncia.
Una bellissima fiaba e anche una storia d’amore. La voce narrante è un pappagallo verde e racconta la storia di Platone, un bassotto, e di Regina, un levriero afgano; scritta in modo eccellente dall’autrice che descrive incredibilmente bene gli stati d’animo dei personaggi. Una metafora della vita, una favola di amore e amicizia.
Leggendo il riassuntino della trama avevo immaginato che sarebbe stata una storia non allegrissima, ma sinceramente non immaginavo neanche questo...E' veramente una storia triste, soprattutto per una col cuoricino di marzapane come me. Sarà che a me gli occhietti di cani gatti, pappagalli, criceti, ricci, ecc mi conquistano in un attimo e mi porterei a casa tutta l'arca di Noè (per fortuna mia madre mi riporta sempre coi piedi per terra...)....Ma questa storia mi ha letteralmente spezzato il cuore, giuro che ho iniziato a piangere da pagina 3 fino alla fine! Già solo sta cosa che Yuri, il protagonista "umano" della storia, prende e parte per una crociera e lascia il povero bassotto tutto solo a casa...no no non voglio pensarci!! E questo non è il peggio! Ma non ve lo svelerò....vi lascio però un consiglio: se come me avete il cuore tenero e la lacrima facile davanti agli animali allora lasciate perdere! La storia, tristezza a parte, è una bella storia, ben articolata e ben scritta, quasi una favola, con il avventure e disavventure del nostro piccolo eroe e un bel lieto fine, che almeno ci ripaga della tristezza. La narrazione avviene da un punto di vista particolare, quello di un pappagallo che vola in giro e osserva e narra tutto, giudicando ma anche consigliando. Una trovata per me vincente. Il vero protagonista è Platone un bassotto, dolce e semplice e col cuore grande che forse solo gli animali possono avere. Il libro in se mi è piaciuto, però mi ha veramente lasciato l'amaro in bocca e una gran tristezza addosso, nonostante il bel finale....Capiamoci, sono che certe cose esistono, anzi esiste anche di peggio, ma leggerlo...Per questo ho deciso di assegnare a questo libro 4 gufetti (la mia versione delle 4 stelle), perchè nonostante la tristezza profonda che mi ha lasciato è una bella storia di amore e di amicizia, che ci insegna a non disperare mai e ci lascia anche molto su cui riflettere...
Ho letto tre diversi libri di Melania G. Mazzucco e, devo dire, che ogni volta mi sembra una scrittrice diversa. È davvero spiazzante, ma anche una piacevole sorpresa. La storia è pensata per i bambini, una storia d'amore tra due cani di razze diverse che rompe ogni barriera; una storia di animali maltrattati e di giusta punizione per gli aguzzini, anche se ci sono scene piuttosto brutali. Essendo una storia per bambini, il lieto fine è d'obbligo, anche se un po' inverosimile. Sono proprio curiosa di scoprire cosa mi riserverà il prossimo romanzo della Mazzucco che leggerò.
Una libro interessante, misto tra storia e fiaba. Molto più cruento di quello che mi aspettassi, soprattutto dopo aver sentito varie impressioni di persone che lo descrivono come libro per bambini. Quando mai? Comunque, un buon mozzico di cento pagine circa (con delle illustrazioni alquanto belle) che tratta di crescita, tenacia, sentimenti, amore. Anche della cattiveria delle persone.
"Chiesi alla signora Leo come faceva a sapere quelle cose, dal momento che era stata settimane al buio, sigillata dentro una scatola. Mia cara, rispose la tartaruga, non ho bisogno degli occhi per vedere, né delle orecchie per sentire. Tu guardi questo mio vecchio corpo rugoso e pensi io sono solo questa - un collo a tubo come un periscopio, una testa minuscola, un guscio fatto di ossa, quattro corte zampe ricoperte di scaglie, venti unghie affilate, un mozzicone di coda, due pupille appannate. Ma invece io mi nascondo in questa forma come il mio corpo si nasconde nella corazza per proteggersi dal pericolo. Capisci quello che cerco di dirti? La forma è solo un'apparenza, e non ha davvero importanza. Quando mi chiudo nella mia mente, e mi abbandono al ritmo segreto del mondo, posso lasciare il mio corpo come il bruco lascia il suo bozzolo per farsi farfalla. E io, che sono pesante come la terra, i sassi, e gli alberi, posso volar via come se fossi cenere, o scintilla del fuoco. Allora vedo nel buio e sento nel silenzio. Né l'acqua né la tempesta né le porte possono fermarmi. Il mondo mi appartiene. Cammino nel tempo e oltrepasso anche le frontiere della morte. Signora Leo, esclamai impressionata, lei è straordinaria! Come chiamerebbe questa sua capacità? Magia? Sciamanesimo? Stregoneria? Mia cara, rispose la tartaruga leopardo, chiamala come ti pare, non è importante. Ho solo imparato a valorizzare le mie qualità. E le ho messe al servizio del mio prossimo. Avere una ricchezza che non rende felice nessuno è come essere poveri. Per questo, so che essa ha avuto un significato e sono felice di avere vissuto."
Come le favole antiche, prima che venissero edulcorate per non spaventare i bambini, perdendo però così il valore dei loro insegnamenti, che miravano a plasmare la psiche nel profondo, e a dare indicazioni per le cose della vita, questa che mi aspettavo essere una favoletta leggera e veloce per una domenica pomeriggio, distraendomi da altri libri, ha dei risvolti cruenti inaspettati. A me però la storia non è piaciuta, e mi ha turbata, (mi fa sempre questo effetto) leggere e immaginare certe scene di violenza sugli animali benché ne veda gli aspetti voluti di denuncia.
The whimsical illustrations and cover by Alessandro Sanna, and the Disneyesque "Lady and the Tramp" title [The Dachshund and the Queen] misled me to believe that this was a cheery children's story. However, it turned out to be much more than that.
This is an adults' story, written in the mode of a fable, narrated by a parrot who converses with all manner of animals, from dogs and monkeys to their special friend, the ancient land turtle named "Signora Leo". But awful real things happen in this story. There is real calamity and threat; so real that it shocked me (as was expecting whimsy) and totally drew me in so that by the end I was wiping tears from my eyes. The events are real but also suffused with a bit of magic. The events are also metaphors, with the plight of the animals resonating (for me) with the plight of refugees and trafficked people. There is a wonderful generosity of spirit, with everybody getting redeemed.
Content warnings behind the cut.
It is always a pleasure to read Italian. I found the language here easy to understand although the prose pulls no punches when it comes to complex subjunctive tense constructions (for me, part of the pleasure). The sentences are simple, though, and use repetition in that fable-like mode I mentioned. I inferred many words from context and did not use a dictionary.
«C'era un cane, Laika si chiamava era una femmina, piccola e brava A quel tempo per gli uomini la luna era inaccessibile come la fortuna Sapevano le navicelle dello spazio salire tra le nuvole e stracciare il velo nero che difende il cielo La strada per tornare sulla terra però nessuno conosceva ancora
Così scelsero Laika e le dissero: coraggio perché quel viaggio tra le stelle era senza fine, destinazione ignota
Le misero il casco, le bombole e la tuta e Laika salì bonaria al posto del pilota Accesero i motori e la nave dello spazio schizzò in aria veloce più del vento e Laika volò nel firmamento destinazione cielo e la terra era sempre più blu finché la navicella non si vide più
E alla terra non fece mai ritorno e il cane dello spazio girò intorno al mondo, al cielo, al sole, all'universo e Laika solo essere vivente dell'infinito varcò le porte e vide cosa c'è nel buio pesto
E se di notte brilla come un fuoco nel vuoto quella è Laika tra le stelle una scintilla» (p. 29-30)
Una bella favola sull’amore tra un bassotto e una levriera e sulla forza che li lega ma anche un libro a tratti crudo, che denuncia il male che gli esseri umani possono fare agli animali. Potrebbe essere una favola adatta anche a bambine/i ma da considerare che ci sono dettagli forti. Resta comunque la speranza che in qualche modo l’amore poi possa arrivare a salvare, o ad avere il coraggio di salvarsi.
Non so bene cosa scrivere di questo libro… pensavo fosse una storia leggera quasi adatta ad un pubblico molto giovane e invece al suo interno ci sono delle scene molto forti. Apprezzabile per il messaggio di denuncia degli abusi animali ma i personaggi non sono mi hanno particolarmente coinvolto. Bellissime le illustrazioni e la prima parte del racconto però ci sto ancora rimuginando sopra.
Cruda favola sul mondo animale e su quello umano, fatta di malvagità, di buoni sentimenti, di amore e filosofia. Un breve racconto sul destino che dipende da noi e sulla realtà che è difficile e va vinta ogni giorno
Ho preso questo libro perché piccolino e pensavo mi avrebbe dato un pò di leggerezza e l'avrei letto in fretta. Invece alla fine ci sono scene parecchio cruente che riguardano gli animali e mi ha disturbato abbastanza ma nel complesso la storia di Platone e Regina mi è piaciuta.
Non sapevamo bene cosa aspettarci, da questo breve racconto di Melania Mazzucco, autrice italiana che ama spaziare tra diversi generi (dalla narrativa corale e contemporanea di "Un giorno perfetto" a “L’architettrice”, ultimo romanzo storico pubblicato il mese scorso). La trama sulla quarta di copertina ci ha un po’ tratto in inganno: pensavamo fosse una storia di Natale, invece la notte della Vigilia è solo il momento di inizio; stavamo già tifando la storia d’amore tra Platone, il bassotto protagonista, e la Regina, una levriera magnifica, ma ci siamo resi presto conto che il loro legame non era assolutamente la questione principale. Infatti un partecipante del gruppo l’ha poeticamente definito “un fiocco di neve: leggero da leggere ma complicato per la struttura, che si dirama simmetricamente in tutte le direzioni”. In fin dei conti “Il bassotto e la Regina” è pubblicato in una collana per adulti, non per bambini; ci si può soffermare alla superficie oppure immergersi a diversi livelli di profondità, una profondità misurata forse in empatia, ma anche in volontà di trovare un parallelismo e una chiave di lettura con la realtà. (Ci tengo a sottolineare che non voglio insinuare che chi si è fermato ai primi livelli manchi di sensibilità, anzi, sarebbe persino un’autocritica. Come è venuto fuori durante l’incontro, la lettura è un atto che si fa da soli ma non in isolamento: è influenzata dal nostro carattere e dalle nostre attitudini, dalle nostre professioni e dalle nostre passioni, e anche da quello che ci succede nei giorni precedenti, correnti e pure successivi! In alcuni periodi si è più ricettivi ed empatici, in altri un po’ meno, oppure si preferisce notare altri aspetti. Per fortuna c’è il GdL dove discuterne tutti assieme ;) ) La storia del bassotto e della Regina può essere vista come un “Walt Disney all’italiana”, infatti ad alcuni ha ricordato “Lilli e il Vagabondo”; tuttavia è molto più crudele e crudo. Il maltrattamento degli animali e l’uccisione della Signora Leo (la tartaruga anziana che ha rammentato “Aldabra” di Silvana Gandolfi), per alcuni sono stati dei pugni nello stomaco. L’importazione illegale e la detenzione raccapricciante degli animali in una cantina, ammassati e stremati, hanno ricordato a una partecipante l’attualissima vicenda dei migranti nel Mar Mediterraneo, che inseguono finte promesse e finiscono i loro sogni in fondo al mare. Anche un'altra partecipante, commossa, ha fatto lo stesso collegamento, e per lei questa storia, seppur non ambientata a Natale, è comunque estremamente natalizia: il senso infatti è ricordare chi è meno fortunato. Tuttavia anche per questo libro non sono mancate osservazioni critiche. Per qualcuno è stato “scivoloso”, zeppo di luoghi comuni: la tartaruga anziana e saggia; Regina che si innamora di un cane stronzo che non la guarda di striscio; il Tatuato l’antagonista che poi si redime; il padrone di Platone, Yuri, che si innamora di una ragazza straniera non accettata dalla madre un po’ snob. Tanti, troppi, temi differenti mischiati come in un kit di torte già pronte, dice un'altra partecipante, a cui aggiungere “due uova di quotidianità”. In ogni caso, il personaggio del Bassotto, nella sua semplicità e dolcezza, con la sua filosofia ha colpito un po’ tutti. Qualcuno si domandava: può essere che anche gli animali siano in evoluzione, non da un punto di vista biologico ma spiritualmente parlando? Melania G. Mazzucco l’ha sicuramente idealizzato e reso molto più umano, tramite il dono della voce, la capacità di pensare e soprattutto di cantare, componendo versi struggenti come “La ballata di Laika”. Platone ci ha insegnato a non mollare e ad abbaiare più forte, a farci sentire per rimanere fedeli ai nostri ideali e per salvare i nostri cari, se serve anche rischiando la pelle. L’amore per i più deboli, l’affetto per i nostri cari, il calore e il supporto di una famiglia: effettivamente, non è il senso del Natale?
PS - Un consiglio da un membro del gruppo: per la serie “don’t try this at home”, non lasciare che due pitbull maschi vivano assieme oltre l’anno e mezzo di vita (al contrario di come succede nella storia), altrimenti si azzufferanno per determinare chi sia il più forte.
Quando ho cominciato a leggere questo libro, non mi sarei aspettata una storia così triste... certo, la trama non era delle più allegre, ma sicuramente non mi sarei aspettata di arrivare a leggere alcune parti così esplicite (forse perchè è un tema che mi è particolarmente caro). Bella l'idea della storia (e del punto di vista, atipico), bella la caratterizzazione del protagonista (chi non riuscirebbe ad amare quel piccolo eroe dal cuore talmente grande?) e il messaggio che trasmette, sia d'amore che di denuncia. Non pensavo di poter "sentire" così tanto questo libro... però di fronte a questo piccolo concentrato d'emozioni, nel bene come (purtroppo) nel male, non si può restare impassibili. 4 stelle invece di 5 per la tristezza provata... una mia piccola (e insensata) rivincita personale.
Molto velocemente: questo libro mi è stato regalato, probabilmente non so nemmeno più quanti compleanni fa. Non l'ho mai toccato, perché non mi ispirava. Alla fine mi sono detta "lo possiedo, tanto vale dargli un'occhiata".
Beh. È carino. È scritto in modo particolare (mancano i capitoli e non ci sono segni di interpunzione che indicano i discorsi diretti) e soprattutto è narrato da una pappagallina verde e parla di un bassotto poeta e filosofo e una regina levriera afghana.
La trama è piacevole, perdutamente romantica e tristemente malinconica. Diciamo che essendo solo cento pagine se qualcuno ha un pomeriggio di noia, può gustarlo tranquillamente, ma non è qualcosa che mi sento di consigliare ad ogni costo. Leggerlo non vi farà male, non leggerlo non vi nuocerà in alcun modo.
Era da un po' che avevo adocchiato questo libro. Le favole sugli animali mi piacciono sempre molto malgrado io non ne avessi né ne volessi uno in casa ma apprezzo sempre ogni tentativo per ricordare alle persone quanto queste creature debbano essere protette da ogni tipo di abuso e maltrattamento. Premesso ciò, la storia che ci viene narrata non presenta la leggerezza tipica delle favole adatte ai bambini. È molto triste e l'autrice non si risparmia nel raccontare le scene più crude che purtroppo rispecchiano la realtà. La scrittura è molto bella e poetica, fluida senza le interruzioni dei capitoli. Una volta iniziato non si può non portarlo subito a termine! Consigliato a grandi e piccini (ma non troppo! Secondo me è adatto dagli 11 anni)
Strana storia, che se non fosse per il linguaggio potrebbe anche essere una favola per bambini. Non mi é ben chiaro come la stessa autrice di "Limbo" abbia potuto scrivere anche questo racconto, ma mi mancano informazioni a riguardo quindi non mi pronunceró se non per dire che almeno era un libro della biblioteca.
Da padrona di bassotti non ho potuto resistere ad acquistare questo stupendo libro che mi ha letteralmente conquistata una volta finito. E' la prova tangibile che non servono personaggi mirabolanti e mattoni di +600 pagine per raccontare una storia meravigliosa.. Ci ho lasciato un pezzetto del mio cuore! Consigliatissimo
Una bellissima storia di amore e amicizia. Una storia "vera", che lacera e spezza il cuore e, così facendo, proprio come l'amore, lo cambia per sempre.