La questione delle foibe (i crepacci carsici dove furono gettati, tra il 1943 e il 1945, dagli jugoslavi migliaia di italiani) è rimasta per molto tempo un tabù nella nostra storiografia: una vicenda terribile e "scabrosa" sulla quale era difficile scrivere. Gli storici Raoul Pupo e Roberto Spazzali sono stati fra i protagonisti del rinnovamento degli studi sul problema delle foibe avvenuto a partire dalla fine degli anni ottanta. Questo libro fornisce la documentazione necessaria al lettore per comprendere autonomamente i fatti e orientarsi nelle varie interpretazioni storiografiche. L'ultima parte, "I luoghi della memoria", contiene una mappa dettagliata delle foibe e le indicazioni indispensabili per raggiungerle.
Raoul Pupo (Trieste, 1952) è uno storico italiano, a lungo docente di Storia contemporanea all'Università di Trieste. Si occupa di storia della politica estera italiana, della frontiera adriatica, delle occupazioni italiane dei Balcani e degli spostamenti forzati di popolazioni in Europa nel Novecento.
Fatti, documenti e opinioni su un capitolo di storia nazionale relativamente noto. Dall’autunno del 1943 alla primavera del 1945 sul confine nordorientale d’Italia, all’epoca Venezia Giulia. Fenomeno che prende il nome della particolare orografia del Carso (dove, a mio avviso, si producono i nostri migliori vini bianchi) e che assunse subito valenze simboliche, a causa di morti violente tenute nascoste, anche negate, che per alcuni diventarono subito l’altro piatto della bilancia di quell’epoca: se i neri avevano fatto tot, i rossi a loro volta avevano fatto tot, e quindi, pari e patta. Oltre gli omicidi, da non dimenticare deportazioni espulsioni persecuzioni esodo.
Opera di due storici che giustamente antepongono lo studio delle fonti e dei documenti alla presa di posizione sull'argomento.
La mitologia, che di storico ha ben poco, vede contrapporsi da una parte la “vittoria mutilata” presa a giustificazione dai fascisti, italiani brava gente, cioè occupanti e colonialisti pietosi e tolleranti, dall’altra parte il movimento di liberazione jugoslavo guidato da Tito che diventa sinonimo di resistenza europea, addirittura capace di imboccare una strada autonoma rispetto all’Unione Sovietica. Argomento imbarazzante sia per destra che sinistra.
Ho trovato molto utile che le note fossero ridotte all'osso e ampiamente sostituite dal rimando a utilissime schede e documenti. Si tratta di un argomento molto interessante, del quale le foibe in senso stretto sono solo un aspetto: la storia di questa parte d'Europa è complicata e affascinante.
”Il cuore nel pozzo”, miniserie RAI, 2005. Secondo Raoul Pupo nella fiction tutto è poco verosimile, si fa confusione tra 1943 e 1945, i partigiani di Tito vengono ritratti come soldati della Wermacht, il popolo è assente, l’atmosfera dell’epoca è sbagliata, assente.
Argomento molto delicato per vari motivi..... Libro interessante perché Raoul Pupo è "uno storico italiano, professore di Storia contemporanea all'Università di Trieste, tra i massimi conoscitori dell'Esodo giuliano-dalmata e dei massacri delle foibe" ( Wikipedia) che , a mio avviso, cerca sempre - in tutti i suoi saggi finora letti - di esporre, da vero storico qual'è, la storia nei suoi fatti, evitando di dare giudizi personali. Ovviamente riservato a chi, come me, non finisce mai di voler conoscere qualcosa in più su Trieste; conoscenza che, come per altre zone ( vedi Russia, ex Yugoslavia etc.) , si sta ampliando per la desecretazione dei vari Archivi statali e relativi saggi che vengono scritti da bravi storici come Pupo.
Mi è sembrata un'analisi equilibrata del dramma delle foibe. Una chiara distinzione tra le foibe istriane del '43, generalmente vendette personali, e quelle del Carso triestino del '45, più politiche, ma lontane dall'essere una pulizia etnica, sia per numeri che per destinazione. Inquadrato storicamente in modo corretto. Il numero delle vittime riportato nel libro è stato ridotto dalla commissione italo-slovena incaricata di studiare il fenomeno storico.