Héctor Germán Oesterheld Puyol fue un guionista de historietas y escritor de relatos breves argentino de ciencia ficción y novelas
Seudónimos: H. Sturgiss, C. de la Vega, Francisco G. Vázquez, Germán Sturgiss, Héctor Sánchez Puyol, Joe Trigger, Patrick Hanson.
Nació en el año 1919 en Buenos Aires. Hijo de Ferdinand Kurt. Estudió y se graduó en la carrera de geología. Fanático de H. Melville y Joseph Conrad. A partir de 1950 cuando comienza a escribir guiones de historietas y relatos de aventuras. Entre muchos otros artistas, trabajó con sus hermanos Jorge Mora Oesterheld y Nelly Oesterheld. Publicó en las revistas "Misterix", "Hora Cero", "Frontera", entre otras. Sus personajes más conocidos son Sargento Kirk, Bull Rocket, Ernie Pike, Sherlock Time y Mort Cinder. Pero es sin dudas El Eternauta la creación que le ha dado un lugar entre los maestros de la historieta, y le permitió superar ampliamente el género. Apareció por primera vez en 1957, en la revista "Hora Cero Semanal" con dibujos de Solano López. Más tarde modifica algunos detalles del guión y la publica en "Gente" con dibujos de Alberto Breccia, pero por problemas con la editorial, Oesterheld es obligado a terminar la historia en tres entregas, transformándola en un resumen de la historia original de "El eternauta". En la década del setenta aparece la segunda parte en la revista "Skorpio", otra vez de la pluma de Solano López. A principios de la década del setenta se incorporó a la organización Montoneros. El 27 de abril de 1977 fue secuestrado en La Plata. Estuvo detenido en Campo de Mayo y en una cárcel clandestina de La Tablada. Se cree que fue asesinado en Mercedes. Sus cuatro hijas también están desaparecidas. Oesterheld desapareció en 1977, durante la última Dictadura Militar. Los sobrevivió su viuda, Elsa Sánchez de Oesterheld.
Per questioni di tempo ho dovuto leggere questa versione ridotta e tradotta con meno attenzione de L'Eternauta (quella storica, pubblicata negli anni '70). Ho visto che alcuni nomi sono diversi, come per esempio Favalli, che qui si chiama Ferri, e lo stesso protagonista che si chiama Juan Galvez anziché Juan Salvo e che mancano alcune tavole, recuperate poi nell'edizione del cinquantenario, che è appunto quella più completa. Ovviamente, sotto alla bellissima storia fantascientifica e post-apocalittica si può leggere l'inquietudine di chi presagisce quello che sarà il futuro della sua patria, tanto da sentirsi in obbligo di rivedere l'Eternauta e di fare allusioni ancora più vicine alla situazione politica quando ripubblicò l'opera negli anni '70, pochi anni prima del colpo di stato a causa del quale Héctor Germán Oesterheld divenne un desaperecido assieme alle sue quattro figlie e ad alcuni dei suoi nipoti. Siete coscienti, voi uomini, delle meraviglie che vi circondano? I mondi abitati dell'universo sono tanti... tanti... Ma in nessuno esistono oggetti meravigliosi come questo. E così adesso mi trovo con la storia in sospeso e non vedo l'ora di leggere i prossimi due episodi.
Per apprezzare appieno questo fumetto bisogna tenere bene a mente l'epoca in cui è stato scritto e non lasciarsi scoraggiare dalle ingenuità, infatti la trama vera e propria a volte fa sorridere: salvataggi miracolosi, cattivi che sbagliano sempre mira ed eroi che fanno tutto giusto al primo colpo, insomma una collezione di cliché dei film d'azione di una volta. Tuttavia il punto di forza sono i dettagli, grazie ai quali ci si accorge di quanto quest'opera sia molto più profonda di quel che appare: basti pensare alla "ghiandola del terrore" dei kol o alle immancabili ed iconiche tute isolanti; e questi sono solo alcuni degli elementi chiave che contribuiscono a creare un clima di oppressione ed angoscia raro da trovare in un fumetto, specialmente in quegli anni. Senza contare che il sottotesto politico e sociale è piuttosto evidente, quindi questa non è solo un'opera avvicente e di grande atmosfera, ma ha anche un messaggio da portare avanti.
Un compendio de lo mejor de la ciencia ficción, de aquí y de allá, con un carácter local que lo adelanta a su tiempo y lo hace único. Eso sí, veremos la adaptación que la veo, de entrada, difícil como poco.
Junto con Mafalda, el Eternauta es la gran historieta argentina. Oesterheld y Solano Lopez hicieron un trabajo entrañable con esta historieta de ciencia ficción que te atrapa desde la primer página porque uno se imagina cómo sería si lo sucedido en el Eternauta tuviera lugar en nuestro mundo cotidiano, cómo reaccionarían las personas con el afán de sobrevivir a esa invasión alienígena en la que han quedado atrapados como Robinson Crusoe queda atrapado en la isla, completamente sólo, teniendo que mantenerse firme y pensante para no perecer. (Perfecta analogía de Oesterheld). Una primera parte excelente, que te deja con ganas de más y con personajes con los que uno siente afecto de manera inmediata. Juan Salvo, su traje de buzo y sus allegados han llegado a formar parte de la historia y no dejan de ser símbolos de la literatura argentina. Magistral para los fanáticos de la ciencia ficción.
"Me gustó mucho la historia, la idea de una invasión extraterrestre, y cómo se desarrolla todo: la llegada, el darse cuenta de que están siendo invadidos, la organización y la resistencia. Es realista, pero hasta determinado punto. Las criaturas que invaden la Tierra no existen (o prefiero creerlo así, al menos) y, sin embargo, todas las reacciones de los humanos son perfectamente reales y lógicas, porque es la naturaleza humana." Reseña completa en http://entremurosdepapel.blogspot.com...
Una novela gráfica super atrapante. Para ser sincero la leí hace unos años, estando en el colegio secundario. Cayó en mis manos casi de casualidad, y me quedé toda la noche despierto hasta terminarla el mismo día que la empecé. Suspenso e intriga constante, un riesgo nuevo a cada esquina, y habilidades de supervivencia la máximo, acompañados de excelentes ilustraciones y unos personajes macabros. ¡Recomiendo sin duda para jóvenes, adolescentes y por qué no, a adultos también!
Primo dei cartonati in cui l'Eura raccolse la saga di Oestrheld e Solano Lopez. Di per se questo fumetto è il capolavoro mondiale del fumetto, purtroppo questa vetusta edizione non gli rende pienamente giustizia. Le strisce originali furono rimontate, poiché il formato orizzontale a bandiera che caratterizza l'originale, all'epoca era considerato improponibile in Italia. In Italia andava e tutt'ora va il formato verticale, non importa con quali proprozioni. Pertanto alcune vignette sono ingrandite di un 10% circa, altre sono state allargate o tagliate parzialmente in modo che la storia potesse essere adattata alle riviste italiane su cui fu pubblicata.
I dialoghi e le didascalie furono anch'esse adattate in qualche modo, alcune eliminate, altre aggiunte. Davvero, nell'originale a volte alcuni personaggi dicevano qualcosa e qui no; oppure non dicevano nulla e qui gli si fa dire una frase. Specialmente mi spiace per l'eliminazione dei disegnini inseriti nelle didascalie. Per chi ha conosciuto il primo Tex, erano come il cagnolino con pistola e cappello da cowboy o la cuccuma di caffé o altre amenità simili che Galep inseriva quando gli mancava spazio, solo che qui sono attinenti alla storia.
Altro difetto di questa pubblicazione è quello relativo alla chiarezza dei disegni. Mancando degli originali, molti dettagli risultano decisamente più scuri e quindi illeggibili. Volti completamente scuri quando invece erano definiti, dettagli vari che scompaiono sotto questi effetti non voluti ma dovuti alle matrici originali. Inoltre spesso stride la vignetta di formato identico all'originale affiancata ad una ingrandita del 10% circa, poiché la grossezza delle linee così artificialmente ottenute stide all'occhio.
Infine i nomi. Il protagonista si chiama Juan Salvo, perchè è stato adattato in Juan Galvez? Idem per Favalli che in questa prima versione diventa Ferri, e così per il cronista, che si chiama Ruperto Mosca e qui diventa Ruperto Diaz, rendendo tra l'altro eliminabili un paio di giochi di parole sul nome. Altre modifiche le capisco maggiormente, rendere come "mostri" i "cascarudos" ci sta, trasformare la partita di truco che apre la storia in una di ramino anche.
Ma non vorrei che sembrasse che io voglia infierire sul lavoro dei primi traduttori ed adattatori di questo capolavoro. Il voto lo dò alla prima resa italiana che soffriva del fatto che all'epoca certi materiali originali non erano più reperibili e che Oesterheld stesso era già scomparso (desaparecido in realtà) quando l'opera arrivò in Italia. Consiglio a chiunque voglia recuperare la storia di servirsi dell'edizione L'Eternauta della 001 Edizioni, fatta per il sessantenario della prima uscita (1957) che è invece praticamente perfetta.
Maravilloso todo, dibujo y guion son espectaculares, super vigente tantos años después y en plena pandemia vemos muchos reflejos en la historia. Ahora solo debemos sobrevivir
Boníssima ciència ficció amb un toc "camp", o "vintage". Imaginatiu, amb ritme, i amb aquest toc clàssic que roba el cor a aquells que ja tenim una edat.
No pienso sumarme a la masa que dice que "El Eternauta" es uno de los mejores cómics de la historia, a la par de "Tintin", "Asterix" o "Mafalda". Aunque en efecto, "El Eternauta" sea uno de los mejores cómics de la historia, a la par de "Tintin", "Asterix" o "Mafalda".
📖El Eternauta I es una historieta de ciencia ficción distópica creada por Héctor Germán Oesterheld y Francisco Solano López, publicada entre 1957 y 1959.
Sinopsis: La historia empieza una noche en la que Juan Salvo y sus amigos están jugando al truco tranquilamente en su casa de Vicente López. Elena y Martita, esposa e hija de Juan, siguen con sus quehaceres cotidianos. De pronto, después de un extraño anuncio en la radio, se corta la luz y se hace un silencio sepulcral. Al mirar por la ventana, ven lo que ha ocurrido: se desató una tormenta de nieve tóxica que, descubren poco tiempo más tarde, no sólo aniquiló a todas las personas que se encontraban en la calle, sino a la mayor parte de la población mundial. A partir de entonces, Juan, sus amigos, su esposa y su hija tienen que arreglárselas sobrevivir mientras averiguan qué fue lo que causó aquel trágico suceso.
Reflexión: Hay muchas cosas que podría decir de esta historieta. Para empezar, Oesterheld fue un autor y militante en los 70’s, desaparecido durante la última dictadura militar. Y es por eso que además de ser entretenidísima y para cualquier edad, El Eternauta tiene un mensaje poderosísimo. Nos hace pensar sobre cómo somos actores en nuestra propia historia. Reflexiona sobre la resistencia a la opresión, y cómo para afrontarla no bastan los héroes individuales, sino que “el único héroe válido es el héroe colectivo”. Nos insta a no rendirnos, aunque todas las batallas parezcan perdidas. Recomendadísima siempre y un 5/5⭐ para mí.