Romanzo ambientato in uno scenario seicentesco in cui una provincia italiana sta sotto il tallone di ferro dell’Inquisizione, Cenere ha come tema dominante il rapporto di potere che preme sui destini personali nella incertezza di un mondo in cui basta poco per precipitare tra i reprobi. La contessa Stefana accusa un’infima serva di stregoneria, epperò può incorrere nello stesso destino di atroce martirio se ragioni di opportunità politiche e la furia del popolo si alleano in un medesimo intento. Così la vendetta popolare per l’ingiusto verdetto subito dalla innocente Caterina, finisce per coincidere con l’opportunità di sacrificare la contessa Stefana da parte del potere dominante e del clero congiunti. Una nemesi che contiene anche il senso di un capovolgimento imprevisto della sorte e con esso l’impensabile occasione di redenzione della protagonista Stefana animata da brama di riconoscimenti e dispotica e scellerata padrona. Romanzo coinvolgente per la forza dei sentimenti che sono in gioco, per la violenza e la spietatezza del mondo descritto e per la ricchezza della scrittura, Cenere si concentra sulla dimensione umana, personale, esistenziale del destino delle singole persone. E la sicurezza con la quale la narrazione è condotta e il coinvolgimento che suscita, ne fanno un libro notevole e capace di suscitare interesse, di percuotere, appassionare e interrogare il lettore.
Tea Ranno è nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963. Dal 1995 vive a Roma. È laureata in giurisprudenza e si occupa di diritto e letteratura. Ha pubblicato per e/o i romanzi Cenere (2006, finalista ai premi Calvino e Berto e vincitore del premio Chianti) e In una lingua che non so più dire (2007). Nel 2012 è uscito per Mondadori La sposa vermiglia, vincitore del premio Rea, e nel 2014, sempre per Mondadori, Viola Fòscari. Nel 2018 ha pubblicato Sentimi (Frassinelli) e nel 2019 L’amurusanza (Mondadori).