Speravo con questo quinto capitolo della serie Santuario di poter finalmente dare una risposta alle tante domande che tormentano i miei poveri, piccoli neuroni…speranza vana! I misteri si infittiscono e le domande aumentano in maniera esponenziale.
In questo nuovo episodio della serie approfondiremo la conoscenza di Manny, il genio dell’organizzazione, e di Josh, figlio del poliziotto che ha commesso l’omicidio da cui ha avuto origine tutta la ragnatela di intrighi e complotti. Scopriremo, quindi, attraverso la loro storia che non sempre gli opposti si attraggono, ma qualche volta la passione e, perché no, l’amore può sbocciare anche tra due persone sorprendentemente simili. Entrambi infatti possiedono straordinarie capacità intellettuali, un’ eccezionale dimestichezza con i computer, una smodata passione per Star Trek (ebbene sì, i nostri ragazzi sono seguaci del caro Capitano Kirk), e un passato segnato da scelte altrui che pregiudica il loro futuro.
Che dire? Due metà della stessa mela che, per quanto pressochè identiche riescono a trovare il loro incastro perfetto!
Oltre a Manny e Josh, ritroveremo Nik e Morgan e assisteremo all’evoluzione della loro storia, così come ne intuiremo una futura ( Sean e Jake non me la raccontano giusta!)
Tirando le somme, un libro indubbiamente da leggere, piacevole, scorrevole, decisamente ben scritto.
Se proprio vogliamo trovare una pecca nella serie, in generale, la sequenza conoscenza- intimità- innamoramento mi è parsa un po’ troppo frettolosa ma è comunque dovuta alla brevità di ciascun romanzo ( 130 pagine circa) e si riesce a perdonare se si considera che le varie storie vengono comunque approfondite nei capitoli successivi, pur cambiando i protagonisti principali.
Tornando alle domande che mi tormentano: perché Elisabeth Costain è stata uccisa? E Sean sarà davvero quello che sembra? Io ho seri dubbi al riguardo ma dovrò aspettare le prossime pubblicazioni per verificare se le mie teorie sono corrette, quindi Signori della CE…affrettatevi, sono curiosa.
Ah dimenticavo, un piccolo appunto da fare direttamente a Josh; mio caro, l’autrice descrive il nostro Manny alto all’incirca 1,75 cm, esattamente la mia altezza, quindi, con che coraggio lo definisci alto, cito: “un metro e un barattolo”? Stai scherzando? Mi sento personalmente offesa, tzè.
Bè che c’è? Non mi guardate così, non ditemi che non parlate mai con i personaggi delle storie che leggete, non sarò mica l’unica…o sì?