Partire. Mettere cinquemila chilometri tra sé e il proprio passato, geografico ed esistenziale, e rendersi conto di non poter appartenere a nessun luogo. Dopo una brusca rottura, Piero e Lucia si trasferiscono altrove, lei in Norvegia, dove incontra quello che sarà il padre di suo figlio, lui al Cairo per lavorare come archeologo. Nicola, amico del cuore di Piero, anima spavalda del triangolo adolescenziale, invece resta. A distanza di anni, Piero e Lucia non riescono a dimenticare, a colmare la mancanza nutrita dalle illusioni della distanza e, di nuovo a casa, decidono di rivedersi. Come suggeriscono i toni dell’acquerello, ad attenderli però sono non i colori vivaci di un amore giovanile, ma la sua opaca, illusoria eco. Cinquemila chilometri al secondo arriva in libreria in una nuova e imperdibile edizione, cartonata e di grande formato, arricchita da una prefazione inedita firmata dall’autore. Un’opera che è valsa a Manuele Fior numerosi riconoscimenti, tra i quali Libro dell’anno ad Angoulême 2011, Miglior fumetto a Lucca Comics 2010 e Napoli Comicon 2011.
Manuele Fior is an Italian cartoonist and illustrator. He was born in Cesena in 1975 and studied architecture at the University of Venice. He worked as an architect, illustrator and comic book artist in Berlin, Oslo and Paris. He currently lives in Venice. Fior has received recognition for his comics since the 1990s. His most recent graphic novels 5,000 KM Per Second (2009), The Interview (2013), Blackbird Days (2016), Celestia (2021) and Hypericon (2022) have been translated in English by Fantagraphics. His illustration work has been featured in The New Yorker, Le Monde, Vanity Fair, Sole 24 Ore, Internazionale, Rolling Stone Magazine, Les Inrocks.
È vero, come dice la quarta di copertina, questo romanzo con immagini, o queste immagini dai bei colori con parole, racconta una storia che è in qualche modo il ritratto di una generazione precaria anche negli affetti, sospesa tra il desiderio di fuga e la nostalgia delle proprie radici.
Che le radici siano le mura domestiche di famiglia e l’universo affettivo sia circoscritto al cortile di casa, è uno dei modi di leggerlo e sentirlo – quello che a me è venuto spontaneo.
In effetti, questi giovani che fuggono dal fiordo alle piramidi, finiscono per tornare alla stessa casa di ringhiera che li ha fatti incontrare la prima volta.
Ma nel frattempo, molte cose sono cambiate, e non tutte per il meglio, tutt’altro: la giovinezza è la stagione migliore della vita, tutto quello che segue, che riguarda realizzare quello che in gioventù si sognava, si desiderava e progettava, non è che una specie di lungo sommesso rimpianto.
Mi è piaciuta più la prima parte della seconda perché usa uno stile che amo molto: la sottrazione, che da peso a quello che non viene detto e/o mostrato, che richiede una sana concentrazione, perché quello che rimane fuori può portare avanti la storia e avere più rilevanza di quello che è dentro.
La seconda metà diventa più esplicita, un po’ troppo artificiosa dal punto di vista narrativo e meno delicata. Perché, la delicatezza è un altro bel tratto della prima metà di questa graphic novel. Il colore, invece, è sempre bello.
Mi sarei aspettato di più da quest'opera di Fior, la delusione è probabilmente la sensazione predominante a fine lettura.
It was hard not to take immediate notice of the utterly beautiful cover of this book. When I then proceeded to check out Manuele Fior's art style, I was completely blown away by his exuberantly-illustrated pages, his eye for color, and his passion quite visibly oozes from the book.
5,000 Kilometers Per Second tells--or almost tells--the love story between Piero and Lucia, which begins with a casual glance exchanged by teenagers across the street through a window and ends with a last, desperate hook-up between two older, sadder one-time lovers. Executed in stunning watercolors and broken down into five chapters (set in Italy, Norway, Egypt, and Italy again), 5,000 Kilometers Per Second manages to refer to Piero and Lucia's actual love story only obliquely, focusing instead on its first stirrings and then episodes in their life during which they are separated--a narrative twist that makes it even more poignant and heart-wrenching.
What originally caught my interest from the blurb was the fact that this collection explored the settings of Italy, Norway, and Egypt. I was beyond curious to see these places captured on page, especially with Fior's talent for the hypnotic and ethereal. The artistry in here is simply phenomenal. I came to anticipate each bold brushstroke and surprising detail with every passing page.
What came to mind in particular when I saw the the color scheme was Lilli Carré's Heads or Tails, which I'd recently read and loved. So similar to that collection, 5,000 Kilometers Per Second did not disappoint in the art department. The riotous color palette and watercolors were just out of this world stunning. I mean, so beautiful that words cannot even begin to encompass a tenth of it. In particular, it was the attention paid to the tiniest detail that really added depth to the overarching theme.
Though I wish the story wouldn't have been cut off so abruptly, since it would've given our characters more time to evolve and expand in their little universe, the art had me so wrapped around and (practically) hypnotized that I can't even begin to delve into the minor negatives. All in all: I have Manuele Fior's artwork on my radar from now on.
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I didn't like this one at all. The premise looked promising and the character description got me interested but nothing worked. There's no plot, no character development and there's nothing till the end. It was lame.
A somewhat melancholy graphic novel by Italian-Amrican Fior, about two Italian kids that nearly find love with each other, extending their sometimes separate and sometimes intersecting stories over a couple decades or so. Lovely appropriately toned watercolors match the romantic/wistful mood. Lovely 2016 Fantagraphics production of a book published in Italy in 2009, his first in English. Spare, kind of elliptical storytelling, bittersweet.
Un secondo (tempo per dimenticare di averlo letto)
Una romanzo sentimentale suddiviso in periodi, quello giovanile, del cuore, quello della razionalità, quello centrale della vita, e quello della felicità, che non arriva mai.
Questi tre ragazzi insoddisfatti, abbastanza egocentrici, incapaci di vedere difficoltà e problemi di chi sta loro vicino, e accomunati dalla voglia di fuggire sembrano i testimonial di una generazione terrorizzata dalle relazioni e dal contatto con gli altri.
I disegni di Fior sono bellissimi (tra i migliori visti) e riescono con pochi tratti e con gli accostamenti di colore a descrivere atmosfere e sensazioni. Un impatto visivo veramente notevole e d'effetto.
Peccato però che l'insieme, per me abbastanza insipido, non mi abbia coinvolto più di tanto. Forse i temi, crescita, amicizia, amore e ricerca di identità, trattati senza particolare fantasia, hanno reso il prodotto abbastanza banale.
A very relatable story in more ways than one. Sometimes the font was a little too difficult to decipher or the art was a little too blurry for my taste but I enjoyed this overall.
“...Bu bir özgürlük ya da mutluluk meselesi değil. Fakat doğru tercihi yapma meselesi. Evinden uzakta yaşamak, normal bir şey değil. Yerini yurdunu terketmek doğru bir tercih değil. Asla tam anlamıyla buralı olmayacağız ama gidince, terkettiğimiz yere ait olmayı da bırakıyoruz. Burada her zaman yabancı olacağız ve zamanla sevdiklerimizin gözünde de. Kendimizi özgür sanıyoruz, aslında bizler sürgünüz, yolunu yitirmiş ruhlar..”
Sulu boya çizimleri çok güzel. Ani zaman sıçramalarının içerisinde hayatı olduğu gibi -daha dramatize ya da daha sempatik gösterme çabası olmadan- aktarmasını çok sevdim. 16 yaşında bir taşınma sırasında yolları kesişen üç kişinin yetişkinliklerine uzanan süreci kırılma noktalarıyla anlatıyor. Özellikle de gitmek ve geri dönüşe dair söyledikleri beni ayrıca etkiledi. Ama yine de bir şeyler eksik kalmış gibi hissettim okurken. Mutlaka okuyun diyemem ama bir yerlerde denk gelirse bir göz atın zaten çabuk okumam çizgi romanlardan.
Manuele Fior es una de mis debilidades, no nos vamos a engañar. Cualquier cosa salida de sus pinceles me va a gustar, y aunque este es su primer trabajo traducido al español (obviando La Senorita Else, que es una adaptación), merece totalmente la pena y encierra cositas muy interesantes para entender la trayectoria del autor, como ese último capítulo ambientado en un futuro cercano y que anticipa algo que explotará en su obra posterior, en la que da un giro hacia el género fantástico. La historia en sí es bastante típica: la de unos jóvenes que se enamoran en la adolescencia, y luego se separan y se reencuentran varias veces, cada uno con su vida hecha, debatiéndose entre lo que tienen y lo que pudo ser. Hace años este tema era de mis predilectos, si bien hoy por hoy me revientan bastante estos personajes inmaduros incapaces de pasar página; de hecho, cuando actualmente me enfrento a algo así, rara vez suele convencerme, y solo me satisface si lo que cae en mis manos está muy bien hecho. Bueno, pues es el caso de Cinco mil kilómetros por segundo. Dibujado con maestría, muy bien dialogado y con páginas que valen lo que cuesta el tomo entero, como esa en la que se reflexiona acerca de aquellos que, a fuerza de ir y venir, acaban perteneciendo a ninguna parte. Una delicia.
Che fosse una storia d’amore generazionale fatta d’atmosfere accennate, come gli acquerelli che son seriviti a raccontarla.
E io che mi pensavo che quella copertina là, col motorino sotto la pioggia, e lui che aspetta lei, e lei con l’ombrellino aperto, fosse la promessa nonché la premessa di una storia delicata delicata, come una vellutata di funghi, che sembra niente e poi per tre ore fai ruttini alla champignon.
E io che mi pensavo che quell’alternanza di colori predominanti, fossero un po’ come il periodo blu e rosa di Picasso, che è un po’ come se facessi finta che ci fosse uno scorrimano dove il sentimento guarda dalla balaustra e sotto vede tutto un mare dello stesso colore del suo sentire che gli fa pure pendant con la cravatta.
E io che mi pensavo che quelle tavole così belle, alternate a certe altre così brutte, ma brutte forte, che se non fossero dentro un libro, potrebbero anche essere un mio esperimento di collage, in cui mi diletto ad appiccicare una donna di Modigliani sullo sfondo di un depliant del Congo, fosse in realtà un tentativo di sottolineare qualcosa che avrei capito solo alla fine del libro.
E io che mi pensavo che con la dicitura “precariato degli affetti” si intendesse qualche meccanismo sentimentale così fragile e delicato che poi si dà la zappa sui piedi pur di non fare quel passo che lo consacrerebbe ad amore definitivo. Oppure che ne so, che fosse qualcosa di molto forte, o viceversa di molto banale, qualcosa che abbiamo visto e sentito mille volte, ma che inaspettatamente riscopriamo come nuovo, perché rivalutato dagli occhi e dal pennello di Fior.
E io che mi pensavo che una donna incinta disegnata da una mano maschile in maniera così tenera, quasi struggente, in pose che nessuno si sognerebbe mai di immortalare, non potesse essere seguita da un coito spennellato in modo così distratto e grottesco, dove l’unico desiderio che si ha guardandolo, è quello di regalare un compasso a Fior, tanto per insegnargli che negli occhi, le pupille dovrebbero essere parallele, in qualunque direzione guardino, e qualunque sia l’orgasmo che stanno inseguendo.
E insomma: e io che mi pensavo un sacco di belle cose, mentre invece ho solo scoperto che Cinquemila chilometri, fratto 17 euro di libro, diviso a sua volta per 40 minuti trascorsi a guardare una storia che non decolla, che estratto alla radice quadrata di 5 o 6 secondi di contemplazione stupefatta davanti a certe tavole bellissime, meno 10 minuti di riflessione al termine della storia, dà alla fine un risultato con la virgola. Che è una cosa che odio, perché quando c’è un resto, poi c’è sempre, e dico sempre, anche quell’insoddisfazione periodica che non ha mai fine.
Che vabbè: io in matematica sarò stata anche una capra, ma mi sembra che anche Fior non fosse un genio.
Well, I feel rather wrong giving three stars to quite good watercolor illustrations but the story wasn't really good or it wasn't bad enough to be good either. Lets say it's general meh and deal with it. Then it'll pass.
Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi (a volte) ritornano.
Cinquemila chilometri e un secondo* sono lo spazio e il tempo che separano Lucia e Piero. I fiordi norvegesi e le piramidi d’Egitto sono la geografia che testimonia e racconta non solo la lontananza (che si sa, è come il vento), ma anche le loro diversità caratteriali: l’una si nasconde e ricomincia sotto una coltre di neve, l’altro nel deserto, entrambi lasciano il luogo che li ha visti crescere, incontrarsi e amarsi. Il blu e il verde sono colori freddi (qui, mentre sappiamo benissimo che grazie all’amore può diventare un colore caldo), il giallo e l’arancio sono colori caldi, e scandiscono tavola dopo tavola, capitolo dopo capitolo, le fasi della vita che allontanano e riavvicinano Piero a Lucia, Lucia a Piero, il tempo passato al tempo presente. Eppure, nonostante le potenzialità di una storia di amore che nasce e appassisce ma che lascia un segno indelebile nelle vite adulte di Piero e Lucia, nonostante la delicatezza con cui Manuel Fior esplora il tema della precarietà dei legami e dell’importanza delle radici nelle relazioni umane, nonostante i bei disegni dello stesso autore (eh, ma La signorina Else è un’altra cosa), la lettura di questa graphic novel lascia la sensazione di qualcosa di inespresso, una lieve delusione che, al pari di quella che accompagna le esistenze di Piero e Lucia, acuisce il rimpianto per qualcosa che avrebbe potuto essere bellissimo mentre invece ha mancato le promesse.
(*Perché allora modificare il titolo quel tanto che basta per fargli perdere di significato?)
Sometimes people come into your life, and you can't seem to shake them. Piero and Lucy meet as teens, go their separate ways, and then reconnect years later. This is a strange and melancholy story about people who are unhappy on some fundamental level, the years continue to pass, and roads taken and not are not what they would seem. I liked the watercolor settings in the various locations, particularly the backgrounds, but am not a fan of the how the people were sketched. Overall, I'm left with a moody feeling that seems to have no cause - and maybe that's the point of the book.
Lido pela primeira vez em 2018. Relido em 2024. Apesar de me ter esquecido da história, fiquei com a memória de que este livro me tinha agradado bastante. E agora que o reli, confirmei essa memória... Gostei da forma de contar a história, com algumas elipses que são colmatadas através da construção das personagens e da forma como as vemos interagir decorridos os anos. A forma como a história chega ao fim deixa um certo sabor agridoce. Mas assim é a vida...
Izuzetno atmosferičan i lirski strip o mladalačkoj ljubavi i pogrešnim životnim odlukama. Izvanredni akvareli doprinose nežnosti pripovedanja koja ne prelazi u sentimentalnost. Sve preporuke.
Nostalgicznie i melancholijnie o dorastaniu i poczuciu zagubienia w dorosłości z przyjemną dla oka kreską. Co prawda nie poruszyło mnie tak, jak chyba miało poruszyć, ale to była całkiem dobra lektura.
I will start by saying that the art in this volume is beautiful! The water colours add a lot to the atmosphere that Fior tries to develop. What I didn't like was everything else. 5,000 km Per Second is supposed to be a story about missed opportunities at love, but readers aren't given enough time to really get to know the characters at the start, so the rest of the narrative feels shallow and trite. Nor is this particular story all that innovative... well, at least the art was nice?
Beautiful scenery art. I had a hard time distinguishing between the male characters. The tone of the story was like a lazy summer day, but also a little melancholy.
Comprei esse quadrinho durante o Fuzuê Nerd, uma porque estava em promoção na banca da Devir e outra porque eu havia lido o A Entrevista, feito pelo mesmo autor, só que pela editora Mino, e adorei. Então fui ler este aqui, que diferente de A Entrevista, é todo colorido, e as cores auxiliam a compor um narrativa diferente. Mas diferente do A Entrevista, Cinco Mil Quilômetros Por Segundo não me atraiu de cara. Demorou um pouquinho para eu adentrar a narrativa, mas, quando eu consegui embarcar naquilo que imagino que o autor queria de mim enquanto leitor, o resultado foi bastante satisfatório. O quadrinho fala sobre dois ex-namorados que estão separados a cinco mil quilômetros um do outro, um no Cairo, no Egito e outra em Oslo, na Noruega e como eles se reconectam em um momento especial para ambos. Como num belo filme indie, Manuele Fior nos conduz pelos dramas dos personagens de uma maneira fenomenalmente peculiar, como ele também realiza em A Entrevista. Apesar de eu achar A Entrevista melhor, fica fácil entender como Cinco Mil Quilômetros Por Segundo ganhou o grand prix de Angouleme em 2011.
Lo stile di disegno pecca quando vengono messi vicini due personaggi simili poiché lo stile acquerellato, quasi spennellato, tendendo a non soffermarsi sui particolari appiattisce le loro differenze così che i due personaggi maschili che si vedono all'inizio risultano difficilmente distinguibili.
La composizione delle vignette è magistrale, spesso più che leggere un fumetto, la sensazione che permea il volume è quella dello sfogliare l'album fotografico di un professionista mondialmente riconosciuto.
La storia si perde un po', lascia molti quesiti irrisolti però, trasmette molte emozioni in modo che le domande senza risposta in questo caso vengono perdonate poiché sta al lettore decidere che risposta dare.
This is my first introduction to Manuele Fior's art, and the reason might be because it's his first work translated into English (although I could be wrong here). Outstanding story pacing and structure, and his watercolor style is alluring. As my cohost for the podcast episode where we discussed this book, Gwen, put it, the visual style is reminiscent of what you might expect from Picasso...at least in places.
Çok güzel bir grafik roman daha. Bu seferkinin çizimleri çok daha güzeldi, her biri birer suluboya tablo niteliğindeydi. İlk aşkın başlangıcı, bitişi ve yıllar boyu akıllardan silinmeyişi üzerine öylesine naif ve bir o kadar da derinlikli bir hikayesi vardı kitabın. Kitabın kapağını kapattıktan sonra bir süre Lucia ve Piero aklımdan çıkmadı. Sanırım uzun süre unutamayacağım onların aşk hikayelerini.
Ho appena letto quello che credo sia stato il mio primo (o la mia prima?!) graphic novel, mondo che mi hanno aperto le preziose amichette del mio book club! <3 Insomma, è tipo vedere un film su carta. Leggo qui recensioni in cui si dice che la storia è banale e poco approfondita, ma gli acquerelli sono talmente carini! E che dire di quanto sensibilmente varia l’uso del colore a seconda dei temi e delle ambientazioni! E poi, a me la storia è piaciuta (: