Per molti è il più grande scrittore degli ultimi decenni. Per altri le sue storie horror sono robaccia. Una volta il diretto interessatosi è autodefinito ‘l’equivalente letterario di un Big Mac con le patatine’ per rivendicare il suo legame con la cultura popolare. Oggi, con più di settanta romanzi pubblicati, quattrocento milioni di copie vendute e una serie impressionante di adattamenti delle sue opere per il cinema e laTV, Stephen King è celebrato in tutto il mondo come il ‘Re del Brivido’. Attraverso i suoi profili social lancia stoccate contro i potenti del pianeta, da Donald Trump a Elon Musk, o consiglia film e libri a un fandom che lo osanna. La sua villa a Bangor nel Maine, con la famosa cancellata costellata di ragnatele e pipistrelli, è ormai una meta di pellegrinaggio. Ma per gran parte della sua vita, King si è rifugiato in un’esistenza normale, lontana dai riflettori. «Ha insistito nel suo sogno di diventare uno scrittore grazie alle due donne della sua vita; ha imparato a fare i conti con le sue paure e a trasfigurarle attraverso l’arte del racconto; ha scoperto le contraddizioni di un Paese attraversato dal terrore, dalla rabbia, dall’odio». Luca Briasco, lettore famelico di King, traduttore dei suoi libri più recenti, profondo conoscitore della letteratura americana, ci conduce dentro l’arte di un genio indagando i temi ricorrenti di un corpus narrativo sconfinato eppure straordinaria mente coerente. Il risultato è un ritratto unico nel panorama italiano, un’occasione per scoprire (o riscoprire) uno scrittore che da oltre quarant’anni alimenta i nostri incubi.
Luca Briasco (Roma, 1964), è americanista ed editor per l'editore minimum fax. Ha scritto "Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea". È stato editor per Einaudi Stile Libero e precedentemente direttore editoriale di Fanucci, ha ideato la collana AvantPop, pubblicando come primo titolo la raccolta Schegge d’America. Nuove avanguardie letterarie. Briasco ha tradotto diversi autori statunitensi e britannici, fra cui: Joe R. Lansdale, Howard Marks, Paul Harding, Richard Powers, Jim Thompson, J.G. Ballard, Daniel Mendelsohn.
Luca Briasco non solo è tra i migliori traduttori italiani ma è anche un bravo scrittore.
In questa sua ultima fatica, traccia il suo personalissimo ritratto del Re, senza fargli alcuno sconto.
Se vivete/passate da Roma ben sapete che il GRA è il Grande Raccordo Anulare di Roma. Bene, Stephen King è colui che ha scritto il GRA, secondo Luca Briasco. Attenzione però! Il GRA qui è il Grande Romanzo Americano: e concordo con lui, non foss’altro per la produzione prolifica di King.
Mi sono avvicinata ai romanzi del Re con IT, un romanzo potentissimo.
I lettori di King amano King perché ai personaggi delle sue storie ci si affeziona e perché lui è umano e non nasconde le sue umane imperfezioni.
Belli anche i parallelismi tra la vita di Stephen King e quella di Luca Briasco.
Dopo aver letto questa biografia, voglio leggerlo tutto!
«Se sai raccontare una storia» afferma in un’altra intervista, «anche tutto il resto diventa possibile. Ma senza una storia niente è possibile, perché nessuno vuol sentire parlare della sensibilità dei personaggi se nella storia non succede niente. E lo stesso vale per le atmosfere. La storia è l’unica cosa che conta».
Luca Briasco ha il privilegio di essere il traduttore dei libri più recenti di Stephen King di cui ha scritto la biografia. Il Re, l’autore da quattrocento milioni di copie vendute e una serie infinita di adattamenti cinematografici e televisivi dei suoi romanzi. Passando attraverso un nucleo ristretto di sue opere ci racconta chi è Stephen King, un uomo quasi ordinario che vive nel Maine guarda brutti film e ha tantissime fobie (gli aerei) che escorcizza scrivendo. Nei suoi libri, tra aneddoti ed episodi di vita vissuta, King è sempre in qualche modo presente a livello personale, riuscendo a raccontare il suo tempo e quello dell’America (basta leggere It) La paura in tutte le sue forme, diventa veicolo per narrare anche in maniera politica la storia del suo Paese, tra case anonime e piccole città, dove dietro la normalità esplode il male che marchia un luogo sin dalle sue origini.
De Il Re di tutti, mi è piaciuto ogni singolo capitolo. Tra le pagine più interessanti ci sono quelle sul rapporto tra King e il mercato editoriale d’Oltreoceano, e gli spassosi passaggi sullo scontro a distanza con il critico Harold Bloom che lo definiva uno scrittore da romanzo d’appendice . “Mi piacerebbe fargli un’iniezione di siero della verità per poi chiedergli: ‘Allora, Harold, quanti libri di Stephen King hai letto?’E sono quasi certo che non ne abbia finito neanche uno ”
Ma nell’universo del Re un posto speciale è occupato dalle donne, la madre Ruth e la moglie Tabitha (sua prima critica e lettrice); sono state loro a tirare fuori la sua capacità di scrivere, a incoraggiarlo quando nessuno voleva pubblicargli nemmeno un racconto King ha raccontato tanto le donne nei suoi romanzi con forza ed empatia; donne normali, né vittime né eroine, semplicemente persone segnate dalla vita che assumono il dolore e lo portano dentro Luca Briasco ha scritto guidato da quel filo sottile che si crea tra autore e traduttore, tra empatia e immedesimazione e con molta discrezione ha scavato tra interviste racconti postfazioni e soprattutto tra i libri, dove le metafore mettono in luce i tratti più personali dell’autore (le dipendenze le paure l’abbandono del padre le accuse di plagio). È bellissimo Il re di tutti. Un viaggio dentro l’arte di un grande che ha imparato ha imparato a fare i conti con le sue paure facendoci innamorare dei suoi personaggi.
Quando merito e successo vanno d'accordo. Ottimo, sin dal titolo, sia per chi è già fan di King, sia per chi non capisce perché lo si possa essere. Utile soprattutto per capire (o averne la conferma) perché King è un re di nome e di fatto. Molto interessanti anche le parti biografiche di Briasco e i retroscena del mondo editoriale. Consigliato!
Mi ha fatto venir voglia di leggere e/o rileggere King? Decisamente sì. Mi ha raccontato qualcosa di nuovo su di lui? Pochino. Forse perchè avevo letto On writing e forse anche perché ho comprato il libro a una presentazione dove Briasco si era premurato di raccontarmi gli aneddoti più succosi prima che avessi modo di leggerli.
Per me Luca Briasco è un grande. Americana, il saggio uscito per Minimum fax che qualche anno fa faceva un po' il punto sulla letteratura statunitense contemporanea , è un lavoro brillante che faceva voglia di recuperare tutto quello che non si era ancora letto, da Cheever e Carver in poi. Già in quella sede Briasco non aveva problemi a piazzare King tra i più grandi autori della letteratura nordamericana, soprattutto grazie a It - indicato come uno degli esempi più rappresentativi del Grande Romanzo Americano - ma prendendo anche in considerazione l'intero e titanico corpus delle opere di Zio Steve. Poi, come forse già sapete, Luca Briasco è quello che ha tradotto tutti i suoi ultimi romanzi. Insomma, un kinghiano di ferro, che in questo frangente se ne esce con questo agile volumetto che vuole - come dice il titolo - disegnare un ritratto de Re focalizzandosi soprattutto sulla sua giovinezza e sulle esperienze che sono state e rimangono fonte di ispirazione per i suoi romanzi, con l'aggiunta sporadica di qualche elemento autobiografico (cercando di fare qualche parallelismo col vissuto di King) che onestamente ho trovato un po' slegato dal resto. Se siete kinghiani sfegatati probabilmente saprete già molto di quello che c'è scritto qua, Briasco scrive comunque molto bene e tutto scorre liscio come un rivolo di sangue ma senza sorprendere particolarmente: più che altro, ogni volta che leggo un libro su Steve - come viene chiamato da Briasco - mi viene voglia di recuperare i suoi libri che non ho letto (perchè tutti noi abbiamo libri di King che non abbiamo letto, vero?) e mi torna su la febbre kinghiana, che tra alti e bassi mi porto dietro da quasi quarant'anni.
Luca Briasco scopiazza lo stile di Paolo Nori, inframezzando al saggio- biografia di King, informazioni superflue sulla sua esperienza di vita che lo accomunano allo scrittore che si è trovato a tradurre.
Il volume mutua diversi passi da On Writing dello stesso King e francamente non aggiunge molti aneddoti inediti sul re dell’horror. L’unico pregio è forse quello di cercare di dare un ordine interpretativo all’opera magna dello scrittore statunitense, ciononostante avrei gradito una schematizzazione della cronologia delle opere di King, un’infografica, una mappa….informazioni queste decisamente necessarie!!!
Breve biografia del Re (Stephen King, per i non addetti ai lavori) che si concentra soprattutto sui suoi inizi di carriera, la sua giovinezza e gli aneddoti che hanno ispirato le sue opere, inframmezzati da parallelismi con il vissuto dell'autore del libro, che, mia personale opinione, ho trovato un po' fuori testo. E' scritta bene, ma non aggiunge nulla a quello che è stato già scritto in giro sul Re dell'horror. La nota positiva è che mi ha fatto venire voglia di rileggere i libri di King in ordine cronologico, in particolare "On writing".
Potrei arrivare a 2,5/5 perché alcune informazioni su King sono interessanti, ma alcuni temi dell’analisi letteraria erano stati già trattati in Americana e della vita di Briasco non ci frega niente.
"«Prima la ragazzina telecinetica, poi i vampiri, ora l’hotel infestato di spettri e il bambino telepatico. Finirai etichettato!»"
Stephen King è colui che mi ha introdotto nella lettura seriamente, perché "It" è stato il primo romanzo lunghissimo che io abbia mai letto (avevo 14 anni) e da lì tutti gli altri romanzi sono stati una passeggiata. A distanza di decenni, King ha accompagnato di tanto in tanto le mie sessioni di lettura ma la mia biblioteca non abbonda di certo di suoi romanzi. Eppure, ogni tanto ci torno perché trovo che pochi altri oggi come lui sappiano descrivere i meandri dell'animo umano, le tensioni della coscienza, l'angoscia del vivere, la paura di perdere tutto, le difficoltà dell'adolescenza e le piccole grandi questioni dell'età adulta. Luca Briasco è sicuramente un'autorità in merito alla narrativa americana e di conseguenza non è possibile lasciarsi scappare una monografia su Stephen King. "Il re di tutti" è un po' biografia, un po' memoir dell'esperienza dell'autore con il Maestro, un po' storia delle vicende letterarie e cinematografiche dei libri di King. Non c'è nulla di noioso, nulla che non faccia pensare che vale la pena leggere questo libro e quelli di Stephen King. Eccolo lì, il Re, a portata di mano: non ci sono misteri, non ci sono grandi discorsi di narratologia; tutto è spiegato in modo semplice e con riferimenti puntuali, anche relativi al contesto. Briasco è fenomenale, come King!
Breve saggio su Stephen King da parte di Luca Briasco, l'attuale traduttore delle opere del "RE".
L'opera si legge in poco tempo, è gustosa e non annoia mai. L'impianto del libro si basa sulle tematiche di King, snocciolando qua e là qualche aneddoto e citando i migliori libri, i capolavori, secondo Briasco.
Giusto per avere un'idea di massima si ripercorrono le umili origini di King, che si è fatto dal basso e si è sempre considerato uno del popolo ,da qui anche la sua narrativa popolare e non alta, come gli è sempre stato rinfacciato dai critici letterari. Possiamo dire che tutto sia iniziato grazie alla moglie Tabitha e al provvidenziale recupero delle prime pagine di Carrie dal secchio della spazzatura. Sì, da lì è iniziato tutto, da lì si è sviluppato il fenomeno King, che ha riversato su carta tutta la sua vita: le origini umili, l'assenza del padre e la conseguente "demonizzazione" delle figura maschile, le paure che da lì sono derivate, l'esaltazione dell'infanzia, con la sua innocenza, l'esaltazione della fantasia, il saper credere a tutto, anche ai mostri, la forze delle donne e l'esaltazione della figura femminile, sempre piena di risorse. Ecco, in neanche 150 pagine questo è un pò il filone del libro, con accenni anche all'esperienza politica di King e all'importanza della figura dello scrittore nelle sue storie.
Lettura gustosa per qualunque appassionato di King! Avrei desiderato qualche considerazione sulla lingua di King: se infatti uno dei temi portanti di questo ritratto è dimostrare come il Re meriti a pieno titolo di essere considerato autore di letteratura 'alta', quale occasione migliore di presentare un'analisi tecnica -anche rapida, per non appesantire lo scritto- della materia prima, per di più visto che a scrivere è il traduttore corrente di King? I parallelismi tra la vita dello scrittore e di Briasco non mi sono sembrati molto pertinenti, specialmente perché spesso si estendono oltre la pagina; la dedica iniziale dice già abbastanza. Ho amato King soprattutto come autore di racconti brevi, eppure si parla poco delle numerose raccolte che ha pubblicato; e dire che la letteratura statunitense eccelle in questo mezzo formidabile!
Segnalo un piccolo refuso a pag. 158: come autrice de Haunted Heart: the life of Stephen King è segnata Lisa Rogak e non Lisa Rogan (poche pagine prima è corretto).
Anche se conoscevo già diversi aneddoti o dichiarazioni riportati, sono rimasta incantata da questo libro. Mi è piaciuta molto l’organizzazione per tematiche. Ho notato alcune ripetizioni ma, oltre al fatto che è comunque emozionante tornare anche sulle cose già dette, può essere utile per chi volesse procedere con un ordine di lettura diverso, magari organizzando dei gruppi di lettura che affrontino di volta in volta aspetti diversi. Ne vorrei altre 1200 pagine!
Un bellissimo memoir della nuova voce italiana di Stephen King che recupera materiale inedito e lo rimonta in parallelo ad alcuni eventi della sua vita, Contravvenendo alla norma principale della critica letteraria, qui non solo non si distingue tra autore ed opera ma neanche tra autore, opera e lettore. Ed è una lettura meravigliosa. Immancabile in ogni libreria degli amanti dell'unico e vero Re.
Una biografia ricca e dettagliata di King scritta da uno dei suoi maggiori traduttori italiani. Una bella analisi delle opere più importanti dell’autore si mescola ad aneddoti della vita e della nascita dei suoi libri. L’audiolibro è letto molto bene da una voce narrante che dà al tutto un tono documentaristico
Un saggio molto acuto e brillante su King e su quasi tutta la sua produzione letteraria, con interessanti aneddoti e spunti di riflessione, il tutto reso possibile da uno studio approfondito dell’autore e della sua opera omnia
Io amo moltissimo Stephen King come autore anche se devo dire di non aver apprezzato tutti i suoi libri. Tuttavia quando incappò in un libro che parla di lui sempre incuriosita dalla sua vita. Una vita talmente piena di avvenimenti che potrebbe tranquillamente essere trasposta in un libro. Avevo il romanzo fisico in WL ma quando ho visto che su Audible era stato caricato questo audiobook non ho resistito. L'ho immediatamente inserito tra i libri da ascoltare la mattina durante la camminata. Il romanzo è stato scritto da Luca Briasco che è il traduttore più recente di Stephen King. Non essendo il primo libro su King che leggo conosco a grandi linee la storia della sua vita per cui molti dei fatti raccontati dall’autore mi erano già noti, mentre altri aspetti mi erano totalmente sconosciuti. Ho apprezzato moltissimo venire scoprire nuove curiosità su di lui. Mi è piaciuto anche molto come Briasco abbia affrontato alcuni dei libri più importanti di King tra cui uno dei miei preferiti: Il Talismano. È il primo libro di SK che ho letto e quello che mi è rimasto nel cuore. Ho appreso interessanti curiosità anche su altri suoi romanzi, sui film tratti da essi e sui rapporti di SK con editori e registi. Poche ma intense pagine che ho divorato con piacere.
Uno strano mix tra saggio, bio e autobio; il tutto particolarmente riuscito e presentato elegantemente da parte dell'ultimo traduttore italiano del Re. Lettura molto gradevole ed esplicativa di parecchi aspetti poco conosciuti della vita e delle opere del nostro King. Consigliato
3.5 Interessante ma nulla di inedito. Ci sono un paio di pagine che riguardano la vita personale di Briasco che mi sono parse più retoriche che arricchenti. Attenzione agli spoiler.
Un bel saggio su un talento letterario unico e straordinario, come quello toccato in sorte a Stephen King. Interessante la tesi di fondo: tutta la ricchezza dell'opera di questo autore, tutta la sua insaziabile immaginazione, la sua meravigliosa capacità di creare mondi e storie, altro non sarebbe che la cura al grande assente nella sua vita: il padre. Horror, fantasy, thriller, giallo: nessun genere è estraneo alla penna dello Zio e tutto coopera a sondare quella terra misteriosa e fertile, che è il destino di chi sente la presenza ingombrante di un'assenza dolorosa.