“Poesie, però non troppo” è un libro che nasce sui palchi dei locali e dei teatri, dove Lorenzo Maragoni si è fatto conoscere come poeta performativo, arrivando a diventare nel 2022 campione mondiale di poetry slam. Le poesie contenute in questa opera diventano, dunque, per la prima volta libro, arrivano alla carta piene di chilometri di viaggio addosso, cercando di trattenere un po’ della vibrazione del palco. Sono poesie fatte di corpo e voce, di ritmi e di pause, nate e cresciute grazie al costante contatto con il pubblico. Poesie che cercano di restituire l’eco lontana dell’incontrarsi, poesie ora pronte ad incontrare il pubblico con la lettura invece che l’ascolto, con gli occhi e le mani, anziché gli occhi e le orecchie, pronte a partire per un nuovo viaggio.
Lorenzo è un mago. O forse uno stregone. Si, forse stregone è più adeguato, perché le sue parole stregano: si attanagliano al cuore come creature magiche e influenzano i pensieri come degli incantesimi. Il ritmo è scritto a posta per essere performato, eppure non pesa sulla carta. Ho avuto la fortuna e il piacere di seguire più volte dal vivo l'autore, e questo mi ha portata a leggere l'intera raccolta con il suo tono di voce, la sua ironia, le sue pause di riflessione. Mi dispiace che artisti del genere non siano ancora sbocciati del tutto sulle varie piattaforme, perché meriterebbero il mondo, più di molti altri che invece monetizzano come pazzi per contenuti di spessore nettamente minore. Ma, in fondo, questo è il mestiere della poesia. Questo è il rischio di chi decide di seguire una passione, un lavoro che "solo quando lavora lo rende felice". Supportiamo queste anime grandi che nella loro umiltà restano sempre piccole, perché tanto la loro grandezza non potrà rimanere nascosta troppo a lungo.
Poi il modo di fare di Lorenzo è diverso da quello di tutti gli altri. Seguo il poetry slam da qualche anno, e se ho comprato proprio il suo libro c'è ovviamente un motivo. Lorenzo parla della quotidianità, parla di tutto ciò che noi viviamo e vediamo giorno dopo giorno, ma dandogli colore e trattandolo con ironia. Lui stesso si tratta con autoironia, e aggiunge quel quid che spesso mi fa dire "cavolo, come vorrei averci pensato io"; "cavolo, come vorrei averlo scritto io". Lorenzo è oggettivamente capace in quello che fa, è chiaro con ciò che vuole intendere, è sensibile, e nel suo piccolo lo ritengo anche geniale (dai, chi avrebbe mai pensato di aggiungere a piè pagina delle note che dialogassero col lettore, sfottendosi in contemporanea?) Al momento, nella sfera italiana, direi che senza dubbio è una delle mie personalità preferite, e forse oserei aggiungere LA mia preferita, ma riguardo quest'ultima frase, onestamente, da brava groupie, non saprei se fosse la cotta spropositata che mi sono presa nei suoi confronti a parlare o meno :)
Lorenzo Maragoni scrive poesie terrene. Lorenzo Maragoni scrive poesie iperuranie. Lorenzo Maragoni scrive poesie, e basta. Poesie con le annotazioni. Come accade per i libri dei poeti classici. Solo che le sue sono molto più divertenti.
Libro acquistato la sera in cui ho assistito al suo spettacolo, e sono pure riuscita a farmelo autografare (l'autore è gentilissimo e si presta allo stare con il pubblico). Le ho lette con, nella mente, la sua voce dal palco. Merita, tanto.
Che bello, che freschezza, un vento piacevole e un sorriso costantemente presente. Ne avrei lette ancora un sacco. Ora, mi limiterò a rileggerle. 🤸🏼♂️