Rönne, ein junger Arzt, der früher viel seziert hatte, fuhr durch Süddeutschland dem Norden zu. Er hatte die letzten Monate tatenlos verbracht; er war zwei Jahre lang an einem pathologischen Institut angestellt gewesen, das bedeutet, es waren ungefähr zweitausend Leichen ohne Besinnen durch seine Hände gegangen, und das hatte ihn in einer merkwürdigen und ungeklärten Weise erschöpft.
Gottfried Benn was a German essayist, novelist and expressionist poet. A doctor of medicine, he became an early admirer, and later a critic, of the National Socialist revolution. Benn had a literary influence on German verse immediately before and after the NS regime.
Mir ist es für meinen Geschmack etwas zu wirr mit der von Benn bearbeiteten Assoziationspsychologie Theodor Ziehens mit seinen Wahrnehmungs- und Weiterverarbeitungsprozessen. Also um den Texten kein Unrecht zu tun, steckt wirklich viel drinnen und für eine Analyse sind sie ein interessanter Gegenstand, nur zum 'normalen' Lesen ist es weniger vergnüglich. 😅
3,4🌟
------- English review:
It's a bit too weird for my taste with Benn's treatment of Theodor Ziehen's associative psychology with its processes of perception and further processing. There really is a lot in them and they are an interesting subject for an analysis, only for “normal” reading it is less enjoyable. 😅
Gefallen hat's mir gut, verstanden hab ich wahrscheinlich wenig. Nach "Gehirne" habe ich den Eindruck, mir fehlt es an Vokabular. Irgendwann lese ich es bestimmt nochmal, hermeneutischer Zirkel und so... Über Frauen liest man in "Gehirne" nichts Gutes. Apropos nichts Gutes: Benns politischer Werdegang und sein Engagement für den Nationalsozialismus, das er gerne mal als Fauxpas abtat.
Zum Abschluss: "Schmelzend durch den Mittag kieselte bächern das Haupt."
Herausfordernd und überfordernd sind meine beiden Haupteindrücke. Auch wenn ich vermutlich mehr nicht verstanden als verstanden habe fand ich die Bilder und die beängstigende und entpersonalisierte Körperlichkeit der Texte unglaublich lesenswert und werde die Novellen auf jeden Fall nocheinmal lesen. Schöner geschriebene Männerphantasien habe ich bisher noch nicht gelesen, bleibe aber ratlos wieviel der Misogynie Rollenprosa ist
Si narra che, completata la stesura di queste storie, G. B. si sia seduto ad un tavolino soleggiato di un Istituto di Patologia tedesco, con il suo cervellotico dottor Rönne. Pare che abbia confessato a quest'ultimo di sapere benissimo che l'indicibile non è malleabile. Ma intanto.
Diese Bewertung ist für mich keine schmerzlose, da ich die Lyrik Gottfried Benns sehr schätze und mich auf die Lektüre dieser Novellen gefreut habe. Ich bin mir auch dessen bewusst, dass dieses Werk einer erneuten, aufmerksameren Lektüre bedarf, für die ich mir in Zukunft Zeit nehmen sollte; meine Bewertung ist also lediglich ein Ausdruck einer ersten Enttäuschung, die sich nicht zuletzt daraus ergab, dass die Novellen mein Interesse zum erneuten Lesen und Verstehen nicht geweckt haben.
This rating does not come without its share of heartache, since I hold the poetry of Gottfried Benn in very high esteem and was looking forward to reading these novellas. I am also fully aware of the fact, that this work requires a second, more thoughtful reading, for which I should take my time in the future; thus, my rating is but an expression of my initial disappointment, that resulted not lastly due to the fact that the novellas did not spark my interest for a second reading and understanding.
«Che ne era dello scontro con se stessi, dove aveva luogo? E dove si era compiuta la sua espressione, il linguaggio?»
Il resoconto di una disgregazione. Una prosa psichedelica.
È brevissimo, densissimo, allucinatorio, espressionistico. C'è dentro un sacco di roba, a tratti può sopraffare. Dentro-fuori, basso-alto, sogno-incubo, estasi-perdizone. Ma ma ma. La parola di Benn, anche quando scrive prosa, è un bisturi che squarcia.
[Gottfried Benn, Cervelli, traduzione di Maria Fancelli, Adelphi]
this was weird. fun but weird. there is more for the analyse than actual substance because what’s happening is said on the first two pages. the rest is dream, mania and imagination.
Even with two so-so translations sitting in front of me and the original German, I still have little idea what the book is about. Stream of consciousness and abrupt transitions. Its style seems only slightly more coherent than the first part of The Sound and The Fury. There were a handful of places where I actually felt like I understood what was going on that made nice little vignettes.
This novelette was short, but took me ages to finish. I literally started reading this over 16 years ago.
I was hoping the book would be much more about brains than its title might have suggested (Gerhirne is German for brains.)
Nach Jahren bin ich wieder zum König des Overthinking zurückgekommen - nachdem wir es in der Schule gelesen hatten. Rönne verzweifelt an der Banalisierung der menschlichen Essenz in der Moderne und ich verzweifele daran, mich an die Metaphern und farbcodierten Winks zu erinnern, über die mein Deutschlehrer gesprochen hatte.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Un'allegoria di un'allegoria di un'allegoria di un'allegoria di una metafora. Ho fatto fatica a seguirlo, e sono piuttosto sicura di non aver compreso tutta la simbologia usata dall'autore. Cervellotico.
Una lettura che forse richiede, più che attenzione, uno stato d'animo schizoide e un dissociamento dal sè sensoreo per lasciarsi ustionare, scorticare dal senso, dal linguaggio e da una magmaticità allucinatoria, catartica, annichilente. Io mi sono trovato in completo disarmo.
"Det er reelt vanskelig å lese Benns prosa, som kan virke som den er konstruert for å føre leseren på avveie." Fra etterordet. Det eneste i hele novellesamlingen jeg fattet noe av...
Un bellissimo racconto che descrive con il rigore di un’autopsia la profonda dissociazione dalla realtà del protagonista, alter ego dell’autore.
"E lui si sentiva crescere e farsi silenzioso, così freddamente circondato da cose che accadevano."
"La scelta è tra assimilare, disse a se stesso, stabilire un ordine oppure lasciar perdere dopo attento esame. Dal flusso delle cose, dal vibrare dei suoni, dall’invasione della luce predisporre la calma pianura che egli significava."
"Vivevano tutti con il centro di gravità fisso su meridiani, tra rifrattori e barometri, lui solo gettava sguardi oltre le cose, paralizzato dalla nostalgia di un azimut, gridava invocando una chiara pulizia logica e una parola che lo afferrasse. Quando sarebbe diventato l’uomo bronzeo, attorno al quale di giorno si frangono le cose e di notte il sonno, l’uomo capace di stare rilassato davanti a una stazione, a dispetto della terra, l’uomo con radici, l’imperturbabile?"
Molto preziosi anche i testi in appendice.
"Lo si sentiva, la parola successiva doveva avere un certo numero di sillabe, doveva essere carica di splendore o di declino o di lutto. Non dimentichiamo il fascino e la salvezza che vengono da parole spezzate, radici di sillabe accennate, risonanze, commiste di contenuti e dittonghi. In breve, ciò che è primario è l’immagine interiore della frase che deve formarsi, intorno alla quale poi si lavora e si modella d’istinto finché essa suona così come era necessario volerla, affinché dentro di noi si sciogliesse il peso, la coazione, il corpo estraneo che ci opprimeva. E’ un procedimento di carattere decisamene catartico, è un processo di eliminazione, un percorso di attacchi panici e di oppressioni, un processo fallico con lo scopo di eliminare tensioni e spianare esuberanze produttive."
"Per colui che si sforza di dare espressione al proprio interno, l’arte non è qualcosa di pertinente alle scelte umane, ma qualcosa di fisico come le impronte digitali."
"Chi ama le strofe ama anche le cata-strofi; chi è per le statue deve essere anche per le macerie."
Io avvengo. Io e Natura. Il XIX secolo ha imposto il pensiero come realtà. Cos'è allora l'Io? E cosa rimane della soggettività? Esiste la realtà oltre la conoscenza individuale? Quale il ruolo dell'esperienza? In questa schizofrenia fra cervello e mondo l'Io non può tornare alla natura se non in sogno, e il mistero delle masse cerebrali rimane precluso. Benn espone un principio di irrealtà: tra io e natura è possibile solo un contatto onirico, e la conoscenza rimane uno strumento di rovina. Ma tra natura, elemento vegetale e animale, e pensiero che si sublima c'è ancora spazio per un principio comune? Per Rönne un contatto è possibile, ma remoto, solitario, non universale... è lo spazio dell'arte. Attraverso le parole, attraverso la sacramentalizzazione delle parole, un'elevazione è possibile: Benn insegna a costruire realtà interiori che sostituiscano quanto nel mondo esterno è tragico e perduto per sempre.
L’autore abbandona la teologia per studiare medicina a Berlino, diventa medico militare, si specializza in sifilide (!) e presta servizio nei bordelli durante la guerra mondiale. Poi scrive un romanzo che finisce così: “Chi crede che con le parole si possa mentire potrebbe pensare che qui ciò avvenga.” e tanto basta. Trama: Un medico tra i peggiori dei mondi possibili. Reperibilità: Buona. Voto: 87 su 100.
Ja, dieses Buch gibt es wirklich, obwohl ich nach dem Lesen wünschte, es wäre nicht so. Habe auf jeder Seite nach Handlung gesucht - und keine gefunden, urgh! ):