Giovanni Cornbutte, sesantenne ex comandate di navi ha passato il governo della sua imbarcazione al giovane figlio trentenne Giovanni, il quale, al ritorno dalla sua ultima spedizione, avrebbe dovuto sposare la bella Maria.
Purtroppo peró l’anziano avrà una brutta sorpresa, infatti scoprirà che il figlio, nell’atto di salvare alcuni naufraghi, risulterà a sua volta disperso, non accettando questa possibile tremenda fine, il padre deciderà di rimettere insieme lo stesso equipaggio del figlio e con la stessa nave partire alla sua ricerca.
Lo attenderà un viaggio irto di pericoli fra i ghiacci dei “Mari del Nord”, dove dovrà scontrarsi con orsi bianchi, gelo, banchi di ghiaccio, malattie, fame, estenuanti marce e come se non bastasse qualcuno dell’equipaggio coverà anche terribili progetti.
“Un Inverno tra i ghiacci” scritto nel 1885, è un dei primi romanzi giovanili di un Verne ventisettenne, in esso infatti si possono notare già i tratti che tutti conosciamo, anche se ancora un pó acerbi, di quello che sarà uno dei più grandi scrittori Francesi del suo tempo.
In questo breve romanzo, che si legge nel volgere di qualche ora, troviamo condensato un classico dell’avventura, con pochi dialoghi e tanta azione, questo racconto ci trasporterà infatti nei bianchi deserti ghiacciati dell’Antartide dove azione, scienza, colpi di scena, condizioni estreme, lotta per la sopravvivenza ma anche amore e buoni sentimenti non permetteranno al lettore di staccare gli occhi dalle pagine.
Unica pecca, a parer mio, è forse la scelta di approfondire poco la psicologia dei personaggi, limitandosi solo a tratteggiarne i tratti salienti per renderli al lettore buoni o cattivi.
Un bel libro di avventura vecchio stampo dal linguaggio semplice ma incisivo, piacevole per passare qualche ora viaggiando con la fantasia in luoghi tutt’ora estremi e decisamente remoti anche per gli uomini degli anni 2000.