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Israel's Sacred Terrorism: A Study Based on Moshe Sharett's Personal Diary and Other Documents

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Moshe Sharett, one of Zionism's chief diplomats before 1948 and Israel's first foreign minister and prime minister from 1953 to 1955, kept a personal diary in which he candidly recorded how key Israeli policy decisions were made, including his own doubts and opposition to the strategies pursued by Isreal's "security establishment," men like David Ben Gurion, Moshe Dayan and Arik Sharon. The diary reveals how in the early 1950's Israeli leaders deliberately provoked Arab states by military operations and covert terrorist actions, stirred up mass hysteria in Israel, and began plotting the takeover of southern Lebanon, Gaza and the West Bank. Rokach has selected from the diaries and other documents, and provided a fascinating commentary and analysis.

63 pages, Paperback

First published August 1, 1985

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Livia Rokach

2 books

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Profile Image for Baher Soliman.
503 reviews502 followers
December 5, 2019
اليوميات التي كتبها " موسى شاريت" والتي نشرتها ليڤيا روكاش تؤكد أن التاريخ الرسمي الذي يُغسل به العقول شيء، بينما حقائقه شيء آخر، أو على حد تعبير ناعوم تشومسكي " اكتشاف العالم الحقيقي الذي يقبع وراء التاريخ الرسمي"، وياليت هذه اليوميات لرئيس الخارجية والوزراء موسى شاريت نُشرت كاملة كما هي في نسختها العبرية، ولكن يكفى ما نقلته ليڨيا روكاش في كشف حقيقة السياسة الإسرائيلية تجاه العالم العربي وهي في بداية نشأتها.

إن اليوميات التي كتبها شاريت الذي يُوصف بأنه" صهيوني معتدل" تكشف كيف استعملت إسرائيل نظرية " الأمن الإسرائيلي المهدد" كفزاعة لتحقيق طموحاتها الإمبريالية، فقد أوضح ديان أنه كي يُقاتل الشاب الإسرائيلي في النقب لابد من أن يشعر أولًا أن أمنه مهددًا، لكن المثير للسخرية أن إسرائيل في الحقيقة لم تشعر في أي وقت بأن أمنها مهددًا، بل تكشف اليوميات كيف كانت إسرائيل تخطط وتستفز الدول العربية للدخول معها في حروب، بل أحيانًا لا تملك نفسك من صب اللعنات على ناصر ونظامه في بعض المواقف، مثل ذلك الموقف الذي قابل فيه " شاريت" رئيس الدولة " بن زفي" الذي قال له أنه كم سيكون رائعًا إن بدأ المصريون هجومًا نستطيع أن نهزمه ويتلوه غزو سيناء، ثم أبدى " زفي" خيبة أمله عندما أبلغه " شاريت" أن المصريين لن يستجيبوا لهذا التحدي المستفز.

كان هناك ثقة تامة عند شاريت أن نظام ناصر لا يُشكّل تهديدًا على إسرائيل، بل يقول صراحة أن كل طاقات الجيش المصري الناصري تم استيعابها في الصراعات الداخلية وبين الخصوم، ونحو ٥٠٠ ضابطًا من بين الأفضل في الجيش المصري تركوا الخدمة العسكرية بعد أن حل ناصر محل نجيب، ومن ثم يرى شاريت أن كلام بن جوريون عن خطر ناصر، هو كلام موجّه فقط من أجل تعبئة الرأي العام العالمي ضد مصر.

يوميات شاريت توضح أن خطط إسرائيل التوسعية موضوعة منذ عام ١٩٤٨م، وأنه في سبيل تحقيق هذه الخطط لابد من خلق حالة من عدم الاستقرار الدائم بين الحكومات العربية وشعوبها، وباحتلال أراضي جديدة بالحرب رغم اتفاقية الهدنة ١٩٤٩- ١٩٥٠، ويوضح شاريت أن خطة احتلال غزة وسيناء كانت على أجندة القيادات الإسرائيلية على الأقل منذ خريف ١٩٥٣.

وعلى الشأن اللبناني تكشف اليوميات الخطط الجهنمية الإسرائيلية التي وضعها بن جوريون لتحويل لبنان إلى المسيحية، واختراع الصراع بين الطوائف اللبنانية وتقسيم واخضاع هذه الدولة إلى إسرائيل، كنا نتمنى نسخة كاملة من اليوميات، لكن هذه الأجزاء من اليوميات تكفي نوعًا في رسم تصور إجمالي عن أهداف السياسة الإسرائيلية من آواخر الأربعينات إلى بداية الخمسينات.
Profile Image for أنس سمحان.
Author 9 books154 followers
November 1, 2013
مَن منا لا تخفى عليه جرائم اسرائيل التي تحدث كل يوم، بتبريكٍ من الأمم المتحدة دون أن تجد من يردعها . .
هذا الكتاب يضع بين يديك جرائم أخرى قامت بها الصهيونية على الأراضي العربية الفلسطينية، والمحيط من دول الهلال الخصيب . .
المعرفة لا تكفي أحياناً . . معرفتنا بالجرائم
يجب علينا أن نصنع شيئاً أكر من المعرفة . . يجب ان نصنع فارقاً أكبر في تاريخ الصهيونية لننهيها !
Profile Image for Marco Khrenek Freddi.
318 reviews2 followers
January 31, 2025
Il libro di Livia Rokach, giornalista ebrea israeliana. che ripercorre la storia di Israele nel periodo che va dalla sua fondazione fino alla fine degli anni 50 del ‘900 attraverso gli scritti contenuti nel diario personale di Moshe Sharett, che ricoprì la carica di minustro degli esteri dal 1949 al 1955 e, negli ultimi due anni anche di Primo ministro, dimostra, fatti alla mano l’intero edificio di menzogne riguardo il pericolo corso da Israele e il vero coinvolgimento come attore principale della tensione e destabilizzazione del Medio Oriente.
Aggiungo che il governo israeliano, all’epoca (fine anni 70), cercò di impedire prima la pubblicazione dei diari integrali ad opera della famiglia e poi la pubblicazione di questo saggio, in forza del fatto che questi testi gettano una luce molto diversa sulla storia di quel Paese.
A titolo puramente esemplificativo, di seguito alcuni stralci dal testo, solo come esempi del continuo comportamento aggressivo e del castello di falsità propinato in patria e all’estero dal governo israeliano, con il beneplacito degli Stati Uniti.

[dal testo]

Cosa ci dice Sharett ora è che una grande guerra contro l'Egitto, mirata alla conquista territoriale di Gaza e del Sinai, era all'ordine del giorno della dirigenza israeliana almeno già nell'autunno del 1953, quasi un anno prima che Nasser estromettesse Neguib e consolidasse il suo potere. Si decise, quindi, che le condizioni internazionali per questa guerra sarebbero maturate entro un periodo di circa tre anni. L'attacco militare israeliano su Gaza nel febbraio del 1955 fu intrapreso consapevolmente come un atto preliminare di guerra. Un paio di mesi dopo, la decisione del governo di iniziare una guerra per conquistare la Striscia di Gaza, si scontrò con la strenua opposizione del Ministro degli Esteri, la cui liquidazione politica da quel momento fu decisa dai sostenitori della politica di guerra, guidati da Ben Gurion. Nei mesi successivi, la prospettiva dell’aggressione tripartita e, inoltre, con il consenso degli Stati Uniti.
[…]
Il diario di Sharett fornisce l'intera documentazione di come nel 1954 Ben Gurion sviluppò il piano diabolico di "cristianizzare", il Libano, vale a dire, inventare e creare da zero il conflitto inter-libanese, e di come un progetto dettagliato per la partizione e la subordinazione di quel paese a Israele fosse elaborato da Israele più di quindici anni prima che la presenza palestinese divenisse un fattore politico in Libano.
L'uso del terrore e dell'aggressione per provocare o creare l'apparenza di una minaccia araba all'esistenza di Israele, è stata riassunta dall'allora "numero due" della gerarchia dello stato sionista:
«Io meditavo sulla lunga catena di falsi incidenti e ostilità che abbiamo inventato, e su molti scontri che noi abbiamo provocato che ci sono costati tanto sangue, e sulle violazioni della legge da parte dei nostri uomini, ognuno dei quali portò disastri gravi e determinò l’intero corso degli eventi e contribuì alla crisi della sicurezza.»
[…]
Il 12 dicembre 1954, un aereo civile siriano fu dirottato da aerei da guerra israeliani poco dopo il suo decollo e costretto ad atterrare all'aeroporto di Lidda. I passeggeri e l'equipaggio furono arrestati e interrogati per due giorni, fino a quando le furiose proteste internazionali costrinsero gli israeliani a liberarli. Furioso, Sharett scrisse a Lavon il 22 dicembre:
«Deve esserti chiaro che non abbiamo avuto alcuna giustificazione per sequestrare l'aereo, e che una volta costretto ad atterrare dovevamo immediatamente liberarli e non tenere i passeggeri sotto interrogatorio per 48 ore. Non ho motivo di dubitare della verità dell'affermazione fatta dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti che la nostra azione sia stata senza precedenti nella storia della prassi internazionale. ... Ciò che scandalizza e mi preoccupa è la ristrettezza di vedute e la miopia dei nostri capi militari.essi hanno la presunzione che lo Stato di Israele possa o addirittura debba comportarsi nel regno delle relazioni internazionali, secondo le leggi della giungla. (22 dicembre 1954)»
[…]
Diciannove anni dopo, Dayan, allora Ministro della Difesa nel governo di Golda Meir, ordinò alle sue truppe di occupare una scuola, incurante del pericolo per i civili israeliani, compresi i bambini, a Ma'alot, con il solo scopo di impedire ai guerriglieri palestinesi l'ottenimento, attraverso la cattura di ostaggi, della liberazione dei loro compagni palestinesi incarcerati e torturati sotto l'occupazione militare della Cisgiordania e di Gaza. Su questo, come su altre occasioni simili, si scatenò una virulenta e velenosa campagna sionista, ampiamente diffusa dai mezzi di comunicazione occidentali, che descriveva il tentativo del Movimento di Liberazione Palestinese di liberare i prigionieri prendendo ostaggi come intollerabile, barbaro, selvaggio, omicida e terroristico. Quando hanno questi stessi media chiamato Moshe Dayan un terrorista?

[dalla prefazione alla 3ª edizione americana, novembre 1985]

Non solo l'invasione israeliana del 1982 fece fallire il raggiungimento della maggior parte dei suoi obiettivi: essa spinse le forze libanesi di destra a una posizione che rasenta il fascismo e rese la riunificazione e la reintegrazione una possibilità remota.
Aggravò la guerra civile libanese con un costo insopportabile di vite umane e di beni.
Questa tragedia umana ci obbliga a esaminare la logica israeliana della "sicurezza", che ha coperto curiosamente tantissime violazioni israeliane del diritto internazionale e dei diritti umani, sia di recente che in passato. Perché, dobbiamo chiederci, Israele in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza chiude le Università, spara agli studenti nelle aule e per la strada, deporta i dirigenti, esautora i sindaci, crea insediamenti coloniali e incoraggia gli atti terroristici dei coloni sempre in nome della "sicurezza?". Perché, quando deve confrontarsi con una enorme resistenza popolare alla sua occupazione del Libano del sud, Israele reagisce con lo stesso "pugno di ferro," incursioni nei villaggi, arresti di civili, la distruzione su vasta scala di case e proprietà e gli omicidi di massa, sapendo che questa politica potrebbe solo alienare ulteriormente la popolazione?
[…]

Il Rabbino capo di Israele, Shlomo Goren, ha osservato che nella legge religiosa, mantenere i Territori occupati, avrà la precedenza sopra il dovere di salvare la vita. Termini come "Eretz Israel Occidentale" e "Giudea e Samaria", che vengono utilizzati con maggiore frequenza ed enfasi, rappresentano un revival della nozione revisionista sionista "terra di Israele" che include anche l'attuale Giordania e sottolineano la determinazione dei dirigenti israeliani di non abbandonare mai la Cisgiordania e la Striscia di
Gaza illegalmente occupata.
Profile Image for Kevin.
45 reviews15 followers
June 11, 2020
A short book that cover the beings of the controversial state of Israel, for me was very informative as I know almost nothing about the Israel of that time.

Though there are also those who reject criticism of Jewish institution, Livia Rokach's narrative comes largely from the Diary of Moshe Sharret who was Israeli's second Prime minister as well as first foreign minister. It is good that the book is short as what first seems as if it may be an evocation of some minor but serious atrocities quickly reveals itself to be Israels modus operandi. Rokach who publish this in 1980 later committed suicide in 1984, I would be interested in seeing the details thereof.
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