The Wind in My Hair is the memoir of Salwa Salem, who was just eight years old when she and many other Palestinians were uprooted by the Zionists in al-Nakba (the catastrophe). After her family fled to Jaffa and then to Nablus, she spent the rest of her life in exile: in Damascus, Kuwait, Vienna, and finally, Italy. Salem’s story of displacement and exile is in one sense the story of all Palestinians; her account of her own political engagement and that of members of her own family tells the political history of an embattled people. But she is no token Palestinian; she is, above all, her own person: a courageous and vital woman who claimed the right to be free to choose her work and her husband; to read Kafka and Simone de Beauvoir alongside Arab literature; to love both opera and the songs of Fairouz; to be involved in politics and have a family. If the particular pitch of this memoir derives from its deathbed narration (as Salem lay dying of cancer, she dictated the story of her life to Laura Maritano), it is the memoir’s precision, its judicious balance of the personal and the political, that triumphs over any individual or national tragedy. Salem refuses to be simply a victim—of war, of political injustice, of sickness—but embraces life passionately to the end, and in doing so, has left the world the gift of her life story.
Il racconto si conclude nel 1992...con delle considerazioni ottimistiche e piene di speranza. Letto nella drammatica situazione di oggi, possiamo vedere solo un totale fallimento delle speranze di pace e di convivenza tra Israeliani e Palestinesi.
"Con il vento nei capelli", di Salwa Salem, è la biografia di Salwa, palestinese nata nel 1940, testimone della Nakba e della creazione dello Stato d'Israele. È un libro che, a livello contenutistico, poteva essere approfondito di più. Di contro, la voce narrante stava morendo e credo che Laura Maritano, la scrittrice, abbia preferito troncare piuttosto che inficiare la narrazione con una presenza troppo invadente. Non è un libro risolutivo e per chi ben conosce la questione palestinese non rivela nulla di nuovo, tuttavia ben mesce narrativa e storia. Molti passaggi sono fondamentali per comprendere la società palestinese e la rabbia di questo popolo in seguito alle ingiustizie subite, assieme ai favori dell'Occidente nei confronti del nuovo Stato israeliano. Eppure, sotto l'indignazione, Salwa non cede mai all'odio, pur definendosi lei stessa "a volte troppo estrema". Ed è questo il suo più grande insegnamento. Ho trovato importantissimo il passaggio dell'incontro culturale con donne italiane e israeliane. "Con il vento nei capelli" non è la lettura del secolo, ma è comunque una storia godibile e commovente, che può avvicinare alla questione israelo-palestinese chi ne è digiuno.
Intenso, emozionante. Una storia di vita fra aspettative e delusioni, fra rinascita e conquista di una propria libertà non facile per una donna palestinese che ha dovuto subire la tragedia del dover abbandonare la propria terra d'origine.
4.5⭐️ this feels unlike any book I have read before, so unique in its writing and conveying of real life events alongside salwa’s personal experiences, at times the language used felt very much a product of its time but it was worth it for everything else
Devo dire con grande rammarico che il libro è privo di qualunque emozione. E' la storia di una palestinese che è costretta a lasciare la sua terra per trovare un nuovo futuro: fin qua niente di nuovo, le solite considerazioni (che approvo) sul conflitto con Israele, la drammaticità degli eventi storici, ma poi? Un banale racconto di una donna che si sposta in Kuwait, in Austria, in Italia, in Arabia Saudita, poi ancora in Italia. Intendiamoci: è una lettura monotona perché non accade mai nulla, non aspettatevi niente perché niente accadrà. Evidente la presa di posizione politica dell'autrice, ma non si spinge oltre a questo: nessuna soluzione, nessuna risposta, nessuna proposta. Ci sono libri nettamente migliori che offrono molto, molto di più (Suad Amiry, Susan Abulhawa, Abuelaish Izzeldin tanto per rimanere nella narrativa, senza andare per forza sui saggi).