L’adulterio è antico quanto il matrimonio, il matrimonio è antico quanto la società degli uomini, ed entrambi sono immutabili e mutevolissimi. Sembra ieri che l’adultera si buttava sotto il treno se l’amante non la voleva più, poi è arrivata La ragazza con la pistola con dentro il germe della prima le donne nuovi traditori, gli uomini nuove zitelle disperate. Un secolo dopo, il Novecento è ancora tra noi sotto forma di signore tradizionaliste convinte di volere che lui lasci la moglie, signori con eccesso d’autostima convinti che né la moglie né l’amante possano vivere senza di loro, e la vera grande disputa chi ha inventato l’adulterio a lunga conservazione, in cui l’amante è a tutti gli effetti un’altra moglie o un altro marito, e non serve divorziare e risposarsi serialmente come fanno i puritani in quel continente lontano? È però cambiato tutto, giacché siamo passati da tradimenti abbastanza consumati da lasciare prove che in assenza di lavasecco mettevano a rischio mandati presidenziali, a un presente in cui «mandami una foto» basta a farci sentire il brivido della trasgressione e a provvedere a ciò per cui prima servivano i pied-à-terre e le cene nei ristoranti fuori mantenere vivo il nostro matrimonio. Se l’adulterio di questo secolo fosse un programma politico, il suo slogan sarebbe «rinnovamento nella tradizione». Nella prima edizione di questo libro Guia Soncini faceva convergere la storia del costume italiano e quel prezioso modello comportamentale che era stato il matrimonio dei suoi vuoi essere la moglie che si lagna sempre, l’amante che non vuole tenersi in casa il marito altrui, o il marito del cui destino decidono le donne? In questa nuova versione aggiornata al presente non poteva che entrare ciò che siamo gente che vive, tradisce, confessa, promette, si distrae; tutto sempre e solo dentro al telefono
Guia Soncini ha iniziato lavorando dietro le quinte della tv e davanti ai microfoni della radio, e ha scritto di tutto: oroscopi televisivi, editoriali politici, ma anche un film con Belén. Commenta l'attualità e il costume, e gli uomini e le donne e le loro relazioni, su un sacco di giornali, ma soprattutto su la Repubblica e Gioia. Il suo primo libro è stato Elementi di capitalismo amoroso (2008). Nel 2012 il suo Come salvarsi il girovita è stato uno dei primi eBook self-published ad arrivare al primo posto nella classifica di vendite di Amazon. Nel 2013, con I mariti delle altre ha vinto il Premio Forte dei Marmi per la satira.
Avevo già letto un libro della Soncini e non mi era dispiaciuto. Per questo ne avevo recuperato un altro di seconda mano. E l'ho letto per qualcosa che aveva detto Luca Bizzarri nel suo podcast. Sono andata a scavare tra le pile di libri e l'ho ritrovato.
Ma che fatica leggerlo! Non son riuscita ad abituarmi allo stile dell'autrice questa volta. Frasi complesse, che si girano su loro stesse. E ripetizioni. Credo che la base del libro siano gli articoli che lei ha scritto per giornali e riviste e questa divisione si vedeva nella lettura. Paragrafi che stavano bene insieme e poi si cambiava all'improvviso argomento.
Complimenti per la cultura cinematografica, però!
Mi sa che le darò un'altra possibilità in futuro. Per adesso mi prendo una pausa.
Adoro lo stile della Soncini, questo forse non è il mio preferito tra quelli letti ma comunque è una lettura piacevole che tiene compagnia. Chapeau per la cultura cinematografica !
Rivisitato dopo dieci anni dalla prima versione, con una prefazione che mette in guardia dalla tenerezza dello spiegare, nel 2012, cosa fosse whatsapp, il figlio brutto di Guia, da lei stessa ingiustamente definito tale, ci sottopone a quella consueta prosa magistrale - nonché a uno sconfinato lavoro di ricerca sostenuto da incredibile cultura cinematografica e sociale - per ricordarci che il tradimento, nel nostro scintillante paese, è tradizione antica - e meritevole d'inchiesta - esattamente quanto il matrimonio.
Memorabile la citazione di Monica Vitti sul lettino del dottore, davanti al quale si interroga: "Di che natura è il mio male? Ho avuto un trauma? Sono sotto choc? È un disturbo neurovegetativo? O è perché sono mignotta?"
Le dinamiche del tradimento, passando da Lui e Lei, fino all'Altra. Tra episodi di vita vissuta, aneddoti e film. Citazioni cinematografiche a non finire per narrare quel sottile gioco di finzione che è il matrimonio. Harry ti presento Sally, La ragazza con la pistola, Heartburn, Alfredo Alfredo, Quando la moglie è in vacanza e corna holliwoodiane a iosa. Più quel giusto di esperienza autobiografica. Soncini ha una lucidità di sguardo che non è facile trovare oggigiorno. Insieme a quel suo linguaggio tra il colloquiale e il colto, pieno di citazioni. Il tutto condito con un'ironia sottile e brillante che rende la lettura molto piacevole. Bel libro.
Una cosa invidio a Guia Soncini: la conoscenza della filmografia sull'adulterio e tutti gli aneddoti che è riuscita a farsi raccontare per la stesura del libro. Che poi è il solo motivo che mi ha spinta ad arrivare fino alla fine. L'argomento può interessare o annoiare a morte. A me di solito annoia. Ma con il condimento di citazioni cinematografiche puntuali è in grado di non farmi sbadigliare.
Prendetene un passo a caso e provate a non ridere o riflettere, la maggior parte delle volte le due cose insieme. Resta solo il fatto che, secondo me, Soncini dà il meglio di sè negli articoli di giornale.