«L'inizio della presentazione era per le 17, ma Gianfelice Sperticato arrivò davanti alla storica Libreria Lanzoni con un anticipo di un'ora e trentaquattro minuti. La città sembrava spopolata da un attacco di gas nervino e il sole di settembre gli arrostiva la fronte. Ovviamente non entrò. Rimase a distanza, spiando gli interni ombrosi e la loro promessa di sapienziale refrigerio. Prese a morsi un cono confezionato sulla sediola di plastica di un bar tabacchi frequentato da muratori esausti e gente che si rovinava al Gratta e Vinci. Mentre si accorgeva di aver masticato voracemente anche un po' di carta dell'involucro, rilesse i passaggi principali del suo discorso segnati su un taccuino a quadretti». Nella «storica Libreria Lanzoni», si tiene la presentazione del romanzo Lo Scempio, di Gianfelice Sperticato, scrittore aulico e senza lettori. Il fiasco è scontato. L'autore, in uno sfogo rabbioso, lacera a morsi la sagoma pubblicitaria di Federigo Crudeli, «la star culturale del momento». Non immagina che sarà proprio il fantasma del bestsellerista Crudeli a fornire a lui, e al navigatissimo direttore editoriale della Idra Media Group, il luciferino Dott. Vinciguerra, la materia di un intrigo colossale. Una beffa clamorosa, che costringe a riflettere sulla barriera tra la «vera letteratura» e quella di intrattenimento. "Sarà assente l'autore" è un romanzo di autentico umorismo, che ride su di uno che si prende troppo sul serio e sulla realtà comica della letteratura-spettacolo; e progressivamente diventa satira della cultura pop e del suo contrario.
Nato a Viareggio nel 1965, dopo il liceo classico Giosuè Carducci di Viareggio, inizia a scrivere racconti e sceneggiature. Il suo racconto Viaggiatori nella tempesta è vincitore nel 1995 del premio Lovecraft. Il buio sotto la candela vince il premio Nino Savarese, mentre Direttissimi altrove e Tutto o Nulla (2001) sono arrivati in finale al premio Scerbanenco. Rosa Elettrica è stato fra i romanzi finalisti del Premio Fedeli.È fra gli autori italiani pubblicati in Francia nella "Série Noire" di Gallimard. È presente in alcune antologie come “History & Mistery" (Piemme), "Il ritorno del Duca" (Garzanti) e “Crimini italiani” (Einaudi). Dal suo racconto “Luce del Nord” ha scritto, insieme allo sceneggiatore Vittorino Testa, il tv movie omonimo, girato da Stefano Sollima. Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alla serie tv RIS (quinta stagione), e alle tre stagioni di RIS Roma. Collabora con i quotidiano "Il Tirreno", "La Repubblica" e con il sito “Giudizio Universale". È stato consulente tecnico del Premio Camaiore di Letteratura Gialla dal 2003 al 2013. Nel 2010 ha ricevuto a Maniago il Premio alla carriera Lama e Trama. Nel giugno 2012 è uscito per E/O il romanzo "La notte alle mie spalle" (Premio Pea 2013, menzione speciale Premio Gelmi di Caporiacco 2013). Nel maggio del 2015 è uscito per Sellerio il suo romanzo "Cosa resta di noi". Nel dicembre 2015 vince il "Premio Scerbanenco – La Stampa" con Cosa Resta di noi (Sellerio), assegnato al Noir In Festival di Courmayeur
Una vera chicchetta, qualunque lettore che si giudichi "forte" dovrebbe leggerlo. Oltre chiaramente a qualsiasi addetto ai lavori dell'editoria. Come si dice oggi, fa ridere, ma fa anche riflettere
Già dal titolo e dal formato vi renderete conto che avete comprato qualcosa di diverso. Il giallo è letteratura vera oppure è un modesto sottogenere? Vendere moltissime copie di un libro privo di stile e di contenuti è moralmente accettabile ? mentre vendere poco è spesso sinonimo di profondità di contenuti quando sono però incomprensibili ai più?
Sono questi i quesiti che si pone il protagonista del romanzo, Gianfelice Sperticato, spiantato ricercatore cinquantenne, religiosamente dedito alla cultura più profonda e sfortunato autore di un saggio, “Lo Scempio”, edito da una sconosciutissima casa editrice, che non interessa a nessuno. Romanzo molto divertente, cinico, arguto; piacevole lettura estiva viste anche le ridotte misure fisiche del libro.
❤ Fine lettura ❤️ ⭐⭐⭐⭐/5 È ironico e pungente il nuovo romanzo di Giampaolo Simi , è una satira sul mondo dei libri, degli autori, dei festival e delle case editrici. Sicuramente c'è la contrapposizione fra la letteratura altra e quella bassa. Questo libro spicca per la bellissima scrittura, la trama, i personaggi e per il suo umorismo. In certi punti mi ha fatto sorridere ( in senso positivo ovviamente). Peccato che sia già finito, aspetto già il prossimo. Super consigliato. 😍❤ . . . #saràassentelautore #giampaolosimi #sellerioeditore Pubblicato il 16 maggio 2023 Pagine 216
Ho conosciuto Gianpaolo Simi proprio tramite questo libro, e vi devo dire .. mi è davvero piaciuto! Il linguaggio, certe volte un po’ “scurrile”, per l’utilizzo di alcune parolacce lo ha reso molto realistico e divertente. Il personaggio principale è molto interessante, malinconico e forse anche un po’ teatrale; tutte caratteristiche che rendono molto dinamico e scorrevole il testo. Ho dato a questo libro quattro stelle e non cinque semplicemente perché usciva un po’ dalla mia confort zone, ma sicuramente acquisterò altri libri di quest’autore; e chi lo sa, magari andrò alla scoperta anche di qualche giallo.
Mi è stato regalato da una persona che lo aveva molto amato e me l'aveva venduto come il miglior libro letto nel 2023, quindi le aspettative erano altissime. Il libro è piccolino, si legge velocemente, non mi è dispiaciuto ma non sono rimasta manco folgorata 😅 storia satirico-umoristica che critica il mondo dell'editoria e dei gialli ma anche il mondo intellettualoide; eppure a tratti la risata era amara e il divertimento smorzato. La filippica che fa il protagonista all'università forse il passaggio che ho amato di più.
Satira feroce e gustosissima del mondo editoriale italiano, con qualche riflessione sul merito e il talento. Niente a che vedere con i noir di Simi, ma ne vale la pena.
p.s.: il FESTIVAL e il SALONE, maiuscoli, sono ovviamente quelli di Mantova e Torino ma assurgono (oddio, scrivo come Gianfelice Sperticato) ad archetipi di tutti i festival letterari e di tutti i saloni del libro.
Avevo alte aspettative per questo libro consigliato dal gruppo di lettura della mia città… Lo avevano presentato come un libro umoristico. Purtroppo non mi ha coinvolto, nè convinto per niente. Giusto qualche siparietto qua e là. Una scrittura forbita, fin troppo, che non è riuscito a catturarmi… peccato. ⭐️1/2
Divertente, piacevole e un provocante, questo libro è stato quello di cui avevo bisogno dopo un paio di letture deludenti. Sarà assente l'autore è una critica del mondo dell'editoria italiano, visto attraverso gli occhi di uno scrittore apparentemente di poco successo. La lettura è scorrevole, dal tono canzonatorio ma non banale. Consigliatissimo
Il libro che ogni amante della lettura (soprattutto se focalizzato sui gialli) DEVE leggere. (Amara?) ironia a profusione. Simi si destreggia alla grande in questa inattesa digressione dal percorso a cui ci aveva preparato nelle precedenti produzioni.
Libro godibile, divertente e acuto nel toccare i nervi scoperti dell'industria editoriale, anche se un po' spocchioso nei riguardi della letteratura di genere. Diciamo che l'autore sembra far parte di quella categoria di intellettuali che prende di mira. Comunque, molto divertente.
"- E allora facciamola semplice, che il caso sembra già complicato di suo. L'ha strangolata con un'anguilla? - C'è di più. Amelia sospirò, chiuse gli occhi, e alle parole del medico legale sentì una lama fredda trafiggerle l'equatore dell'anima. - L'anguilla era viva.
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Il mondo dell'editoria, dei bestseller, dei grandi numeri, dei lettori e scrittori raccontato con ironia e un pizzico di cinismo. Divertente e caustico.
Leggero, coinvolgente, molto scorrevole, capace di ironia e attacchi (non così originali) al mondo editoriale. Lettura comoda per un pomeriggio di svago, senza troppe pretese.
Molto divertente e ben scritto, un ritratto veritiero di alcune dinamiche dell’editoria contemporanea. Penso che le persone del settore possano apprezzarlo maggiormente ma è una lettura piacevole e non scontata!