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Storie di atletica e del XX secolo (Sport)

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Con le sue storie, l’atletica leggera, la regina dello sport, ha spesso incontrato la grande Storia. Lo ha fatto con Jim Thorpe, il nativo dominatore dei Giochi di Stoccolma cui vennero revocate le medaglie, probabile vendetta per le sue origini, o con Rudolf Harbig, re del mezzofondo, morto nel massacro della Seconda Guerra mondiale, o con la vicenda di Yoshinori Sakai, ultimo tedoforo a Tokyo nel 1964, nato a Hiroshima nel giorno dell’esplosione della bomba, e con altri personaggi più o meno noti.Nicola Roggero, voce di Sky Sport, ha scelto venti storie per raccontare da una parte l’atletica con i suoi eroi ed eroine, dall’altra la Storia che sembra non avere pietà per nessuno se non in quel breve istante in cui una corsa, un salto o un lancio si oppongono al destino e sanno fermare miracolosamente il tempo.

258 pages, Kindle Edition

Published June 23, 2023

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for giduso.
345 reviews27 followers
July 2, 2023
Storie molto significative e ben scritte, tracciando anche i vari contesti storici e culturali. Una lettura molto piacevole e interessante.
Profile Image for Elvio Mac.
1,023 reviews22 followers
November 21, 2024
Venti storie di grandi atleti che hanno fatto la storia non solo dello sport. In copertina è raffigurato Valerij Brumel con una famosa immagine del salto in alto con tecnica ventrale.
Diversi anni fa, ho "conosciuto" questo esperto di sport attraverso le telecronache sportive su SKY. Da subito, ascoltandolo, si capisce che non è il solito enfatizzatore del nulla (stile Guido Meda o Carlo Vanzini). Traspare la sua passione per tutto il mondo dello sport, si sentono le emozioni che vive non solo in cabina di commento. Il suo sport preferito è sicuramente l'atletica, che secondo lui racchiude la vera essenza dell’uomo. "Con tre gesti tanto semplici quanto umani: correre, lanciare, saltare. Penso che sia alla portata di tutti; l’accessibilità è un valore fondamentale. Mi appassiona perché fa emergere tanti Paesi che vengono considerati troppo poco, come la Giamaica o l’Etiopia per esempio“.
I suoi commenti arrivano da una conoscenza profonda, ogni cosa che dice potrebbe essere un argomento da sviluppare per quanta cultura possiede. Ogni suo riferimento ha un dettaglio da scoprire, una curiosità da svelare. La pagina su Wikipedia non gli rende minimamente il tributo che gli spetterebbe. In questo libro c'è molto del suo amore per lo sport e per la storia, non solo quella riferita al singolo atleta, ma anche alla storia che questi uomini e queste donne hanno cambiato con le loro gesta. Bellissima la storia di Yoshinori Sakai, l'ultimo tedoforo ai Giochi Olimpici di Tokyo nel 1964. Nicola Roggero è un pozzo senza fondo di aneddoti divertenti e curiosi, conosce tutto e tutti, ha intervistato i più grandi, giovani e vecchi, è un piacere ascoltarlo e chiunque, appassionato di sport, vorrebbe conoscerlo.
Profile Image for Tommaso.
2 reviews
February 6, 2024
Da appassionato di è quello che ci voleva. Lo sport è uno dei mezzi di comunicazione più potenti, e questo libro ne offre la prova, permettendo anche di prendere consapevolezza del contesto storico delle varie vicende. Complimenti a Nicola Roggero, peccato per qualche errore di stampa.
Profile Image for Chiara Carnio.
438 reviews14 followers
February 24, 2025
“Credo nel potere che ha lo sport sulla vita, volevo far uscire le ragazze di casa e portarle a correre per le strade” (Nawal El Moutawakel, ostacolista. Prima medaglia d’oro nella storia sportiva del Marocco alle Olimpiadi di Los Angeles ‘84)

Nicola Roggero è un giornalista sportivo e si occupa di calcio e di atletica leggera, la regina degli sport.
In questo suo lavoro racconta come gli eventi storici del Novecento hanno condizionato la vita degli atleti, ma anche il contrario, ossia come le imprese sportive hanno cambiato la storia del secolo scorso. Lo fa raccontando principalmente di atletica e di Olimpiadi, ma senza dimenticare di accennare ad altri sport.
Sono storie dimenticate, o non conosciute, che Roggero ci riporta alla memoria, ma anche atleti indimenticabili di cui qualcuno può non ricordare la provenienza o la storia. Incontriamo nomi noti come Emil Zátopec, Richard “Dick” Fosbury, Abebe Bikila, ma anche personaggi forse scordati come il nostro Luigi Facelli o Wilma Glodean Rudolph. Conosciamo le vittorie, ma anche le sconfitte, di atleti che spesso hanno dovuto lottare contro privazioni, razzismo, cortina di ferro per raggiungere gli obiettivi per i quali si erano duramente allenati. E scopriamo anche cosa ne è stato di loro dopo che si sono spenti i riflettori o i podi si sono allontanati.
Scopriamo storie di rara umanità, di solidarietà tra atleti, di lotta (indimenticabili i pugni guantati al cielo di Smith e Carlos alla premiazione olimpica a Città del Messico) e di resistenza, non solo fisica.
Roggero ci ricorda la forza e la potenza dello sport con le parole di Nelson Mandela: “Lo sport ha la forza di cambiare il mondo […] di unire le persone come poche altre cose riescono a fare. Ha più potere dei governi nel rompere le barriere razziali. Irride ogni tipo di discriminazione”, ma anche con fatti realmente accaduti. Perché lo sport ha - o almeno dovrebbe avere - il compito di unire e non di dividere. Sebbene nel corso della storia sia stato usato in modo opposto. Invece lo sport è egualitario: ignora razze, etnie, religioni; lo sport fa emergere il talento e l’abnegazione, fregandosene di tutto il resto. Facendo spesso emergere il lato profondamente umano di uomini e donne, anche in uno sport individuale come l’atletica lèggera; non esistono rivali, gli unici rivali sono gli ostacoli, l’asticella, il tempo.

Sono convinta che lo sport, in generale, renda migliori le persone, anche se da noi, qualche volta, sembra non essere compreso (concedetemi una leggera vena polemica da madre di atleta, che spesso ha dovuto scontrarsi con mentalità chiuse sedute in cattedra).
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