Estate 1993. Da qualche mese il Vampa è in carcere accusato di essere il Mostro di Firenze, ma le morti senza risposta non sono finite. Antonio, che a quindici anni ha appena ottenuto la licenza media, deve crescere tutto d'un colpo quando viene ritrovato il cadavere del padre nel suo camper incendiato. Lo chiamavano il mago, per via dei giochi di prestigio e degli oroscopi, ma chissà che non nascondesse più di un segreto. Mentre l'afa invade i paesi e la luna illumina d'argento le colline svuotate, Antonio si mette alla ricerca della verità. Tra le macerie del camper trova un mazzo di rose rosse, che pare una firma. Una a una, crollano le sue certezze di entra in una spirale di perversione e misteri che mieterà altre vittime. Con mano da maestro e ispirandosi alla cronaca di quegli anni, Dazieri ci racconta i delitti irrisolti di allora, collaterali al caso epocale del Mostro. E ci accompagna in una vitalissima storia di formazione, straziante e turbolenta.
È nato a Cremona nel 1964. Diplomatosi alla scuola alberghiera di San Pellegrino terme, ha svolto numerosi mestieri – dal cuoco al facchino al rappresentante – prima di cominciare l’attività di giornalista freelance per varie testate, tra cui il quotidiano il manifesto.
Militante per anni del movimento dei centri sociali, con i quali ha collezionato botte e denunce sino al 1994, è stato tra gli autori di "Antologia Cyberpunk" (Shake edizioni), e nel 1996 ha pubblicato "Italia Overground" (Castelvecchi), saggio sull’Italia delle controculture. Nel 1999 ha esordito nella fiction con "Attenti al Gorilla" (Piccola Biblioteca Oscar), dove ha fatto la sua prima comparsa l’alter ego dello scrittore, ex leoncavallino che soffre di sdoppiamento della personalità, buttafuori sui generis, costretto dalle circostanze e da un personalissimo senso della giustizia a trasformarsi in detective senza licenza. A questo titolo hanno fatto seguito "La cura del Gorilla" (Einaudi Stile Libero Noir, 2001) e "Gorilla Blues" (Mondatori 2002).
E' presente in varie antologie di noir italiano, tra cui "Italia odia" (Piccola Biblioteca 2001) e "Il giallo e l’impegno" (Micromega 2002). Ha scritto anche una decina di sceneggiature per fumetti e il romanzo per ragazzi "Ciak si indaga" (Disney 2003). I suoi libri sono stati pubblicati con successo in Francia e in Germania. Attualmente è il direttore editoriale dei Gialli Mondatori e della Colorado Noir.
Non ho mai letto alcun romanzo di Sandrone Dazieri e con questo sono partita bene!
Ambientato nell’estate del 1993 (l’estate dei miei esami di maturità), la storia prende spunto dai fatti di cronaca degli omicidi paralleli a quelli compiuti dal mostro di Firenze. L’espediente narrativo nasce dalla morte di Marcelo, il padre di Antonio.
Come scrive lo stesso Danzeri, alla fine:
“Si tratta per lo più di persone che avevano precedenti penali e che vivevano ai margini, ma la catena di delitti rimasti senza colpevoli è notevole, soprattutto nel biennio 1993/1994, attorno alle prime battute, quindi, del primo processo a Pietro Pacciani. All’inizio della catena c’è Francesco Vinci, a lungo sospettato di essere il responsabile dei primi due omicidi del Mostro, quello di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco, del 1968, e in seguito di aver venduto la pistola .22 a Pacciani. Vinci che si vantava al bar di sapere chi fosse il Mostro di Firenze. Vinci che è stato ritrovato morto con Andrea Vargiu, un suo lavorante nell’agosto del 1993. Entrambi torturati, incaprettati, bruciati dentro il bagagliaio dell’auto di Vinci, buttata poi giù per una scarpata.”
Non so perché, leggendo la storia, ho spesso pensato alla canzone di Vinicio Capossela, “Il gigante e il mago”: forse perché per Antonio, Marcelo era il suo gigante, il suo mago, come lo è ogni padre per il proprio figlio. L’ostinazione del ragazzo e la sua determinazione farà luce su una delle storie più brutte degli ultimi trent’anni
“Nessuno è mai riuscito a provare che le morti fossero connesse tra loro o connesse con Pacciani o quelli che vengono chiamati i Compagni di Merende, ma ho continuato a pensarci da quando ne sono venuto a conoscenza, e questa novella ne è il frutto. Sono tutt’altro che un esperto del Mostro di Firenze, e questa è un’opera di fantasia, non un’inchiesta, ma nel tracciare i miei delitti immaginari compiuti da mostri immaginari, mi sono comunque ispirato a numerose fonti che si sono occupate dei veri delitti dei veri Mostri di Firenze, pur avendole tradite quando necessario.”
Mi è piaciuta l’arguzia di Antonio nel mettere insieme i vari pezzi del puzzle, forse un po’ troppo sviluppata per un quindicenne. E in Antonio ho intravisto alcuni tratti dei personaggi adolescenti dei romanzi di Stephen King
“E io ero vivo. Poteva essere stato uno scambio. Oppure niente. Come sempre. «Magari mi sto illudendo, però. Magari mi uccideranno lo stesso, mentre meno me lo aspetto» aggiunsi. «Un Thug della Rosa Rossa o un mafioso?» chiese lei. «Non ha importanza. Può succedere, anche adesso.» Ornella rotolò sulla schiena. «Dammi la mano» disse. Lo feci e chiudemmo gli occhi, distesi fianco a fianco. Aspettammo.”
L’ho comprato e letto sulla scia del mio interesse per i grandi fatti di cronaca italiani, dei quali, uno dei principali, il Mostro di Firenze, è qui lo spunto della narrazione. I fatti raccontati da Sandrone Dazieri si svolgono infatti nella Firenze del 1993 e attingono a una serie di delitti paralleli a quelli compiuti in quegli anni dal Mostro ma rimasti irrisolti: fra questi, la morte del padre del protagonista Antonio, un ragazzo di 15 anni. Quando Antonio scopre che il padre, giostraio, aveva dei legami col Mostro, si mette a indagare sulla sua morte, scontrandosi con un terreno fatto di depistaggi, bugie ed omertà. Dazieri mischia perciò fatti storici e personaggi di finzione in un thriller breve e sbiadito che si attende fino alla fine che decolli, ma che, in realtà, non decolla mai davvero. A mio avviso il confine tra realtà e finzione è stato il suo limite maggiore, avrebbe dovuto osare di più, calcare forse di più il pedale sulla finzione per regalarci una storia più lavorata e meno superficiale. Resto sulle neutre tre stelline di giudizio ma ricordo, per aver letto “Uccidi il padre”, che Dazieri a mio avviso sa fare molto di più
J'étais ultra curieuse de découvrir ce roman! Le résumé était intriguant à souhait: "J'AVAIS QUINZE ANS L'ÉTÉ OU TOUT EST ARRIVÉ. Où j'ai fait l'amour pour la première fois. Où mon père a brûlé avec sa caravane. Où j'ai découvert la secte de la Rose rouge. Où je me suis lancé sur les traces du Monstre."
Mais.... petit bémol, j'ai eu du mal à embarquer dans l'histoire. Pourtant le roman est court, on entre rapidement dans le vif du sujet, j'aurais dû apprécier puisque c'est habituellement ce qui m'accroche, surtout dans un roman de ce type. C'était peut-être trop rapide et je n'ai pas pu m'attacher aux personnages? Malheureusement, la magie n'a pas opéré avec moi.
Je vous invite tout de même à le découvrir, qui sait, ce sera peut-être votre prochain coup de coeur?
Il y a des romans qui vous happent dès les premières pages, qui vous tiennent en haleine, vous font frissonner. Et puis il y a les autres… Malgré un quatrième de couverture intrigant, Le fils du magicien de Sandrone Dazieri peine à captiver vraiment.
L’histoire suit Antonio, un adolescent de 15 ans dont le père, un ancien forain surnommé "le Magicien", est retrouvé mort brûlé dans sa caravane. Convaincu qu’il ne s’agit pas d’un accident, Antonio décide de mener sa propre enquête. Une fiction qui repose sur les actes du “Monstre de Florence”, un tueur en série qui a fait trembler la Toscane de 1968 à 1985. Une bonne idée sur le papier, mais je suis un peu passée à côté.
Le premier problème vient d’Antonio lui-même. Il devrait être le moteur du roman, celui qui nous embarque avec lui dans sa quête de vérité. Sauf qu’il manque de personnalité, de profondeur, et que, si l’on comprend son chagrin et sa colère, on ne les ressent pas vraiment. On peine à s’attacher à lui et on reste détaché face à ce qui lui arrive (à savoir pas grand-chose, en définitive). C’est d’autant plus dommage que l’histoire repose entièrement sur lui.
Autre point négatif à mon sens : l’absence de suspense. Dès le début, on nous présente la mort du père comme un mystère à résoudre, et pourtant, on ne ressent jamais réellement de tension. Antonio trouve des indices, interroge des gens, mais il n’est jamais vraiment en danger et on a l’impression qu’il enquête plus par désœuvrement qu’autre chose. Le récit avance, certes, mais sans le petit frisson qu’on attend d’un bon thriller.
L’univers des forains et des marginaux aurait pu être un terrain de jeu fascinant pour une histoire de vengeance et de secrets. Mais tout reste en surface. Les personnages secondaires, censés apporter de la couleur et du mystère, ne sont pas assez creusés. L’auteur nous donne quelques pistes, quelques éléments de contexte, mais rien qui ne vienne enrichir réellement l’intrigue.
Au final, Le fils du magicien n’est pas un mauvais livre en soi, il se lit bien, mais ce n’est pas non plus un bon thriller. Il manque d’émotion, de tension et d’un héros auquel on puisse vraiment s’attacher. On tourne les pages, on arrive à la fin, et... on referme le livre sans grand souvenir marquant. Moi qui avais adoré la saga Dante Torre du même auteur, je suis restée sur ma faim !
Scrivere del Mostro di Firenze attraverso i personaggi secondari é un po' come raccontare le bellezze di Roma senza mai passare oltre il Grande Raccordo Anulare. Come sempre prosa molto bella ma coinvolgimento e contenuti non ci sono
Antonio è un ragazzo che ha appena finito le scuole dell’obbligo ed è abbastanza contrariato perché la madre che, per mantenerlo fa la pedicure e l’estetista, ha deciso di non fargli proseguire le scuole e di mandarlo al lavoro come apprendista nei cantieri. Il padre di Antonio invece è un “dritto” ovvero un circense, appartiene al mondo dei Luna Park dove esercita le sue arti di mago e chiromante, e di frequente ha problemi con la giustizia. La morte improvvisa del padre, proprio la stessa sera nella quale hanno festeggiato insieme la fine della scuola in pizzeria, non convince Antonio che comincia ad effettuare con l’aiuto dei lontani parenti circensi e di nascosto dalla madre delle indagini per suo conto. Il ragazzo si troverà ad affrontare i mostri armato solo di uno specchio e di arcane formule magiche annotate da uno sconosciuto antico chiromante.
Dazieri scrive un’opera di fantasia ma nello stesso tempo attinge ad alcuni scritti derivati da indagini collaterali nella vicenda del mostro di Firenze. In particolare negli anni 93/94, mentre si svolgevano le prime udienze del processo, ci furono una serie di omicidi inspiegabili: le vittime erano tutte in qualche modo legate alla vicenda. In definitiva, un romanzo di formazione a cavallo fra la cronaca e la fantasia, inconsueto e interessante.
Posso dire che ho praticamente letto tutto di Sandrone Dazieri, tranne l'ultimo uscito da qualche mese (già in tbr) e non mi ha mai delusa.
Questo è un giallo che si appoggia su fatti che, bene o male, tutti conosciamo: il Mostro di Firenze. Non si tratta, però, di una ricostruzione di quei delitti, piuttosto di una storia molto ben congegnata attorno ad eventi dello stesso periodo in apparenza correlati alla vicenda torrida del Pacciani e dei Compagni di Merende.
Come lo stesso autore ci dichiara, tutto è frutto della sua fantasia, ma nelle note è stato interessante leggere quali fossero i misteri reali ai quali si è ispirato.
Premetto che adoro a prescindere ciò che lui scrive, così come amo questo tipo di ambientazione e periodo storico. Comunque sia, il libro mi è piaciuto molto e non solo per il giallo.
I personaggi, le prime cotte adolescenziali e i primi approcci. Il mondo dei giostrari, i difficili rapporti tra figli e genitori, spesso fatti di amore e odio insieme. L'amicizia che resta e quella che svanisce.
Non c'è una cosa e una sfumatura che non abbia apprezzato in questa storia, che, seppur breve, mi ha incuriosita dall'inizio alla fine.
Dazieri è la certezza in cui mi rifugio quando voglio leggere un thriller che so già che mi piacerà. In questo romanzo ha deciso di giocare tra realtà e fantasia partendo dalle tragiche vicende del Mostro di Firenze. Il protagonista è un giovane ragazzo che alla ricerca della verità crescerà e cambierà così come cambieranno le certezze su suo padre, giostraio, e la madre con la quale vive. Antonio vedrà cadere le sue certezze.
Questo libro parte con delle premesse importanti ovvero la scelta di abbinarlo al Mostro di Firenze. Anche se è un argomento piuttosto datato, stuzzica ancora la curiosità dei più: è questa è stata certamente una bella furbata. Tracciare delitti immaginari compiuti da mostri immaginari, ispirati a dei veri delitti. Il modo in cui è stata sviluppata la trama, però mi ha entusiasmato poco. Bella la scrittura: si legge in fretta.
Spunto interessante, svolgimento a volte un po’ farraginoso e troppo veloce ma piacevole. Un racconto di formazione inusuale a cui manca un po’ un più ampio respiro, ma che merita comunque una (veloce) lettura.
Plongeons dans l'Italie des années 90 ! Vous cherchez une lecture dépaysante? "Le Fils du Magicien" de Sandrone Dazieri pourrait bien être votre prochain coup de cœur ! 179 pages suffisent pour nous emmener en Toscane, là où les roulottes des forains côtoient les secrets les plus sombres. Imaginez un peu : Antonio, 15 ans, paumé comme on peut l'être à cet âge, se retrouve d'un coup orphelin. Son père, un magicien de foire, est retrouvé carbonisé dans sa caravane. Mais attention, ce n'est pas un simple accident... Un bouquet de roses rouges à l'envers plane au-dessus du corps. Flippant, non ? Notre ado, pas du genre à baisser les bras, se lance dans une enquête qui va le faire grandir plus vite qu'il ne l'aurait voulu. Entre les manèges et les stands de tir, il va croiser des personnages pas très nets qui m'ont franchement donné la chair de poule ! Dazieri a un truc bien à lui : il mélange habilement fiction et réalité. L'affaire du Monstre de Florence, ça vous dit quelque chose ? Bah voilà, c'est le fond historique sur lequel il brode son histoire. Perso, j'aurais aimé qu'il creuse encore plus ce filon. Le style d’écriture, fluide et immersif, maintient efficacement l’attention du lecteur. En adoptant le point de vue d’Antonio, l’auteur donne à l’histoire une dimension initiatique, où l’adolescent se retrouve face à une réalité crue qui ébranle toutes ses certitudes. L'histoire, même si elle manque parfois un peu de chair, vous tient quand même en haleine. L'auteur nous fait un petit cadeau à la fin. Il nous parle des vrais événements qui l'ont inspiré. Ça donne une tout autre dimension au bouquin. Si vous cherchez une lecture sympa pour un week-end pluvieux, je dirais foncez ! Et qui sait, peut-être que comme moi, vous aurez envie d'en savoir plus sur cette fameuse affaire du Monstre de Florence après ça ! https://latelierdelitote.canalblog.co...
Dès que jai vu le titre et la couverture dans le catalogue La bete noire, je me suis dit : "Ce livre est pour moi". Crimes, Italie, Florence --> tout pour me convaincre.
Je le dis tout de suite : il m'a manqué un petit quelque chose. Peut-être que le récit construit à partir du point de vue d'un garçon de 15 ans m'a surprise. Où alors le format un peu court qui n'a pas permis de me plonger dans la Toscane (il y a peu de description).
Toutefois, la lecture est agréable (la plume est fluide et la traduction bien faite). Je n'ai pas lâché le livre car je voulais toujours savoir la suite, ce qui est toujours un bon point dans une lecture.
Dans ce récit, on suit un adolescent Anto qui suite à la mort de son père, un Magicien, se met à enquêter sur celle-ci afin de surmonter la douleur de la perte.
Ses recherches le mèneront à silloner la région toscane de Florence (assez peu décrite finalement) tout en subissant les émois de l'adolescence auprès de la belle Ornella durant l'été 1993.
Le récit nous porte dans le monde forain plutôt bien décrit (l'auteur s'est d'ailleurs appuyé sur un mémoire de maîtrise pour cela) et notre jeune Anto se retrouve à croiser des personnages peu fréquentables voire inquiétants (et qui d'ailleurs m'ont bien inquiétée pour Anto).
L'intrigue repose sur le récit bien réel des actes commis par le Monstre de Florence, assassin ayant fait trembler la Toscane de 1968 à 1985. Pour autant, l'auteur s'est affranchi des faits pour construire son roman. J'avoue que j'aurai aimé qu'il aille un peu plus loin dans cette dernière.
J'ai trouvé attachant ce jeune garcon, un peu paumé, qui n'aime pas tellement l'école mais redoute de travailler et dont les évènements de cet été le feront murir.
J'ai pris ce livre pour découvrir la plume de l'auteur. C'est une déception.
Je n'ai pas trouvé le protagoniste principal attachant, ni crédible. Il y a un mystère bien réel mais la partie enquête, questionnements est pris à la légère pour centrer le récit sur la libido de l'adolescent. Le retournement de situation est mal amené comme la presque révélation du roman. Pour une fois je ne trouve pas dans ce roman un seul point positif qui me permettrais de nuancer ma critique.
Ce livre n'est pas fait pour moi, je ne le conseillerai pas. Et cela me navre.
Terminé à l'instant et j'ai beaucoup aimé. Surtout cette idée du fils qui est prêt à tout pour découvrir qui a tué son père et pourquoi. Sa quête de la vérité va le mener sur des chemins dangereux, mais tant pis, il veut savoir la vérité. Dommage cependant qu'il n'y ait pas de véritable fin. Mais comme c'est tiré d'une histoire vraie, c'est plus compréhensible.