Mamme fragili che rischiano di sbriciolarsi, nonne arrabbiate e urlanti, adulti distratti o troppo accalorati che criticano, giudicano, sentenziano. Una bambina con una coda di sirena che stupisce la spiaggia per le ragioni sbagliate; una bambina che non parla e che i grandi cercano di estrarre dal suo silenzio ricattandola con mille tentazioni; un bambino che pesca nel lago, aspettando con pazienza di catturare il pesce più bello di tutti, che forse pesce non è; un bambino agitato dall’arrivo di un fratellino nella nuova famiglia del padre e poi capace di comporre una nuova serenità, se solo fosse vero; un bambino che si ostina a voler trovare rifugio in cima a un armadio, in ricordo di una traversata in cui qualcuno l’ha issato in alto perché la calca degli adulti compressi dentro la stiva non lo schiacciasse. I bambini di Silvia Vecchini sono così: rischiano di rompersi, forse si sono già rotti, ma qualche volta sono così forti e precisi da saper aggiustare i grandi in pericolo, e da aggiustarsi da soli. Con la precisione della prosa e lo slancio della poesia, che aveva già mescolato in Prima che sia notte , l’autrice racconta bambini veri alle prese con situazioni più grandi di loro. Qualche volta ne escono incrinati, però vinti mai.
In una notte senza sonno, di vento forte e finestre che sbattono, nella casa addormentata con la sola luce della torcia alce, ho letto tutti i racconti scritti da Silvia Vecchini. . Sono piccole perle che provocano crepe, disordine, amarezza, dolore, gratitudine, e tanta tanta voglia che sia mattina per ricominciare ad assistere al miracolo della vita, al mistero di cui i bambini sono portatori sani.
“È l’impronta leggera dei bambini che passa accanto alla cieca distrazione degli adulti, è la traccia del loro sapersi indirizzare al bene quando non si vede, la fedeltà alla vita anche se ferisce, il credere e il capire, i loro giuramenti, il fitto colloquio con anime e animali, è un sapere breve che non torna indietro. Ti giri, e già sono lontani”.
Molto triste, purtroppo reale. Dovrebbero leggerlo tutti gli adulti. Mi è mancato forse un finale, una chiusura, delle parole di accompagnamento dopo tutti i frantumi.
E sono gli adulti a romperli, non ci si scappa, senza neppure rendersene conto. Nei brevi racconti della raccolta si narra dei mondi che i piccoli sono capaci di costruirsi per aggiustarsi per proprio conto. La prosa lirica, che guida come un metronomo la lettura, si fa poi nel finale di ogni storia poesia, a regalaci con un colpo al cuore una rivelazione. La bambina sirena Il bambino pescatore Il bambino del mare ...
Molto bello. Poetico, triste, si, ma gli adulti lo dovrebbero leggere. Soprattutto i genitori, soprattutto se loro stessi si sono rotti in qualche modo da piccoli e non si sono più aggiustati.
Una raccolta di racconti poetici che permettono a noi adulti di entrare, seppur solo momentaneamente, nella testa dei bambini. Scoprendo in questo modo un mondo fantastico!
Tra prosa, poesia e illustrazioni (di Sualzo), Silvia Vecchini ci porta dentro le storie di bambini e bambine spesso dimenticati, drammaticamente invisibili. Lo fa senza edulcorare la realtà: non è un libro che ci rassicura come adulti, ma che ci spinge invece a riflettere e a metterci in discussione. Un libro profondamente commovente, che ci porta indietro probabilmente nel ricordare anche le ferite della nostra infanzia ma che, come educatrice, mi spinge soprattutto in avanti, ad avere ancora più cura e attenzione al mondo dei bambini e dei ragazzi che incontro. Silvia Vecchini ha scritto ancora una volta qualcosa di unico, difficile, immensamente prezioso.
"È l'impronta leggera dei bambini che passa accanto alla cieca distrazione degli adulti, è la traccia del loro sapersi indirizzare al bene quando non si vede, la fedeltà alla vita anche se ferisce, il credere e il capire, i loro giuramenti, il fitto colloquio con anime e animali, è un sapere breve che non torna indietro. Ti giri, e già sono lontani."
Commovente. Da pelle d'oca.
"I bambini si rompono facilmente si rialzano ma solo per non darti pensiero sembra che vada tutto bene ma non è vero i bambini si rompono se non alzi la testa se non ridi mai si rompono molto prima di volare dalle finestre giù per le scale si rompono per molto meno se il loro letto cambia di continuo se bari se li vuoi comprare se mangiano troppo spesso da soli se non c'è una porta tra dentro e fuori se non ti ricordi nemmeno questa volta e a lungo aspettano sopra i marciapiedi esce da loro un sangue che non vedi rotti spezzati cercano riparo dentro un albero affondano le mani nel pelo folto di un cane seguono con un bastone un fiumicello spezzati e rotti gridano senza parlare tirano giù a sassate un nido d'uccello rompono le uova a terra mentre dal guscio del loro petto esce liquido un pallido sole gemello"