Scalare erroneamente una montagna di quattromila metri di altezza in scarpe da jogging. Attraversare il deserto del Turkmenistan in autostop. Percorrere in bici una strada sulle Ande che parte da quota 4.700. Queste sono solo alcune delle esperienze che Luigi Farrauto ha vissuto durante i suoi innumerevoli viaggi in giro per il mondo. Viaggi iniziati da bambino, prima di poter prendere un aereo, sfogliando l’atlante e tracciando itinerari fantasmagorici, da Milano al Polo Nord, poi giù fino a Damasco, dal Cairo al Sudafrica passando per Marrakech, fino alle steppe russe. Ma Luigi ha un segreto: ha paura di tutto. Delle montagne, degli animali, del mare aperto, delle malattie, del futuro, della morte. Ha una collezione di idiosincrasie e fobie più lunga del suo passaporto, eppure non ha mai rinunciato a viaggiare. Anzi solo viaggiando, Luigi da pavido diventa coraggioso e si sente quasi immortale. Perché è solo così, tra indizi, deviazioni, incontri, muovendosi da Hong Kong all’Isola di Pasqua, dalla Cina al Medioriente, che riesce a realizzare quella che chiama «la mia piccola libertà, la mia grande vita».
Quest'anno sono inchiodata a casa e mi faceva piacere viaggiare insieme a qualcun altro. Amo la letteratura di viaggio quando è piacevole e ben scritta. Questo libro lo è e mi è piaciuto anche l'approccio del viaggiatore che ha paura e, viaggiando, affronta alcune delle sue paure. Viaggia come io non viaggerei mai, visita paesi in cui io non andrei mai (in altri ci sono andata, in modo molto diverso da lui), fa cose che io non farei mai, e proprio per questo mi sono goduta la lettura. È bello quando un altro punto di vista è raccontato in maniera intelligente e se anche voi siete inchiodati alla scrivania, beh dategli un'occhiata, per me è stata una lettura davvero piacevole.
Un libro che racconta la "prima persona singolare" in viaggio, un po' schietto, alle volte spaventoso e altre volte misterioso. Alcune delle tappe narrative mi hanno riportato ad alcuni viaggi che feci tempo fa, scavando e riportando alla superficie delle emozioni che non vivo da tanto tempo. Chissà se mi farà ricominciare a viaggiare
Questo memoir di viaggio alterna momenti ironici (ed autoironici) a riflessioni profonde e per nulla scontate. Uno sguardo intelligente e sensibile al mondo e alle persone che lo abitano. Si legge con grande piacere.
Géographie d'un voyageur craintif de Luigi Farrauto est une lecture légère et drôle. Avec humour et autodérision, l’auteur raconte ses peurs du voyage à travers des anecdotes captivantes. À lire!
Tra un grande amore per gli atlanti, tanti viaggi e paure varie Luigi Farrauto ti fa venire una gran voglia di metterti nei guai, arrampicarti sotto le stelle e perderti accidentalmente in ogni dove. E’ stata una lettura divertente e ricca di emozioni, che è riuscita a trasportarmi in ogni singolo luogo raccontato. Non saprei scegliere il pezzo più travolgente, forse il racconto del viaggio in India – ho fatto leggere al mio compagno la parte su Varanasi, che mi ha sempre raccontato allo stesso modo, e lui quel viaggio l’ha fatto negli anni 90 – o quello su La Paz dove l’autore fa un tour in bici sulla strada più pericolosa del mondo, o quello sul Kirghizistan, dove scala “per errore” una montagna – ma cosa c’è di più affascinante?