L'haiku ritaglia un istante di natura, di paesaggio o di quotidianità in diciassette sillabe, divise in cinque, sette e cinque, e viene definito la poesia più breve del mondo, ma i più raffinati dolci freschi, che ritagliano le stagioni usando ingredienti come azuki, gyūhi, agar agar e kuzu, sono opere d'arte da assaporare in un boccone con tutti e cinque i sensi. Salici piangenti che si gonfiano nel vento, carpe che attraversano limpidi corsi d'acqua, prugne acerbe all'ombra delle foglie, pioggia sulle ortensie: cambiano ogni mese , ogni settimana, ricordandoci il profumo del vento, il mormorio dei ruscelli, l'odore della pioggia.
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Il giallo di un campo di fiori di rapa. Il motivo a righe che compare sulla superficie rosata del taglio del tonnetto estivo. Il sottile strato di ghiaccio sulle risaie all'inizio dell'inverno. Gli aghi di brina baluginanti come vetro. Particolari di stagione dormienti nel fondo della mia memoria si risvegliavano ogni volta che vedevo un dolce. In un solo manju, in un minuscolo rakugan, c'era la fortuna di essere nata in Giappone.