Una storia molto triste, ma sempre attuale, quella della donna giovane che si lascia affascinare da un uomo più anziano di lei, con un diverso background culturale e dei modi raffinati, ma che poi deve subire un autentico terrorismo psicologico dal partner, che vorrebbe dettarle ogni mossa e pretende persino di controllare quante volte va a trovare la propria famiglia - cosa altamente sconsigliata - quanto e come deve mangiare, quali medicine deve prendere.
Wai Wai, per quanto giovane, è una donna intelligente e autonoma, e si è sempre occupata degli affari del padre, e dello stesso genitore, che ha curato da quando la sorella Hta Hta si è sposata, dato che la madre - molto egoisticamente - ha preferito farsi monaca buddista da quando Wai Wai aveva appena tredici anni.
Quindi Wai Wai si sente onorata quando il nuovo vicino - U Saw Han, che lavora per l'importante compagnia inglese Brooke Bros e che vive come un inglese - comincia a farle la corte.
Wai Wai sarebbe troppo giovane e, soprattutto, vorrebbe restare accanto al padre malato, ma purtroppo la sua frequentazione con U Saw Han potrebbe comprometterla, per cui, su consiglio della sorella Hta Hta, lo sposa.
L'amore che Wai Wai e U Saw Han condividono è un amore malato. Lei è terrorizzata da lui, ma avendolo sposato per amore ed essendo molto docile, si piega alla volontà del marito pur soffrendo atrocemente per i diktat che lui le impone. Non può neanche più mangiare piatti tradizionali, con la scusa che sono molto speziati e il peperoncino, che Wai Wai ama, le fa male all'intestino. Figurarsi poi poter mangiare con le mani, alla birmana!
U Saw Han dice di amare Wai Wai ma, in effetti, ama l'idea che si è fatto di lei e quindi cerca in ogni modo di costringere la moglie dentro quel ruolo che lui le ha ritagliato, riducendola a un mero burattino.
Lei non avrebbe saputo dire che cosa pensava esattamente il marito; del resto, lui non si era nemmeno reso conto di farla soffrire! La sua vita non aveva più consistenza di quella di un burattino gelosamente conservato in una scatola di lacca e oro; una marionetta preziosa, che però doveva mettersi a ballare ogni volta che lui tirava le cordicelle… Finché lui l’azionava, non le era richiesto alcuno sforzo personale. Altrimenti era l’inerzia totale: non poteva nemmeno muovere le mani!
Unico guizzo di ribellione Wai Wai lo prova quando, a causa del marito, che - dice - non vuole farla strapazzare viaggiando, non riesce più a rivedere da vivo il padre (che era a Rangoon dalla sorella per farsi curare, dal momento che soffriva di tubercolosi).
Dopo essere partita per il funerale, Wai Wai culla la possibilità di andare a stare con la madre nel monastero buddista, o comunque di lasciare U Saw Han. Purtroppo, però, quella gioia di sentirsi finalmente libera svanisce quando scopre di essere incinta e quindi torna da lui.
Ma, purtroppo, dopo pochi mesi, abortisce, e da lì la sua salute - mai troppo stabile - subisce un tracollo.
E secondo me non è un caso che anche lei si ammali di consunzione come suo padre: entrambi hanno subito delle fortissime delusioni nella vita ed entrambi sentono di non poter fare nulla per cambiare il loro destino, e così si lasciano andare alla deriva.
Wai Wai decide addirittura di non cambiare cura, passando dalle medicine chimiche inglesi - che nulla hanno fatto per la sua salute - alle cure omeopatiche tradizionali birmane, pur di non contrariare il marito, che ha speso anche somme ingenti per procurarsi le medicine, ora che gli inglesi sono andati via scacciati dai giapponesi.
Il romanzo si svolge infatti in un clima politico molto instabile e i membri della famiglia di Wai Wai sono attivisti per l'indipendenza della nazione, tanto che uno dei motivi per cui Wai Wai avrà la crisi che la porterà alla morte sarà proprio l'arresto del fratello da parte dei giapponesi.
Il paesaggio è sicuramente incantevole, dal momento che la storia si svolge lungo le rive dell'Irrawaddy, e questo mi ha fatto venire il desiderio di viaggiare un po' con Google per visitare virtualmente i luoghi del romanzo.