Fin dalla sua comparsa, la specie umana è drasticamente divisa in due – assecondando nel corso dei millenni falsi pretesti e credenze religiose, linguistiche, culturali e sociali. Da una parte ci sono gli uomini: corpi forti e resistenti, eroi e divinità a cui asservirsi. Dall’altra le donne: corpi deboli e fragili, ancelle destinate a servire. Questa logica primitiva è finita per essere assunta come legge trascendente attribuendo alla natura e a Dio la responsabilità di ciò che invece è stato un mero progetto umano al maschile. Religioni e falsi miti hanno costruito da una parte uomini predisposti alla guerra, dall’altra donne votate all’obbedienza.
Con Il terzo sesso Ines Testoni si interroga sull’origine di questo scisma di genere, sui sistemi di potere che lo hanno instaurato, e soprattutto sull’idea di subalternità che ha condizionato e piegato – e continua a condizionare e piegare – le vite di donne di tutte le epoche e i continenti. Dopo aver scardinato gli stereotipi legati al «sesso debole», proseguendo nel solco tracciato dalle opere di Simone de Beauvoir e di Simone Weil, l'autrice espone la sua teoria del «terzo sesso»: per vivere il mondo di domani è necessario superare il binarismo uomo/donna, le distinzioni sessuali e linguistiche, e riconoscersi come individui capaci di vivere ed equilibrare al proprio interno le istanze di ambedue i sessi. Abitarne uno nuovo, fluido e plurale.
Lettura ancora in corso, ma se a pagina 66 mi ritrovo l’elogio di una prima ministra sionista israeliana che “non ha ceduto” alla “ostilità del mondo arabo” che chiedeva la liberazione di prigionieri palestinesi…….. beh mi sa che l’autrice non ha capito tanto bene che cosa stava scrivendo. Peccato, perché adesso io non riuscirò più a prendere sul serio mezza parola e perché come al solito la fuffa e l’autorevolezza accademica vanno a braccetto viziando e rovinando intere aree di ricerca. Bene ma non benissimo
Purtroppo non riesco a dare più di 3 stelle... Molte delle cose contenute nel libro sono sicuramente buone, ma il libro è ricco di sezioni molto filosofeggianti che, per quanto mi riguarda, non aggiunge granché al filo del discorso. Molto presenti anche alcune questioni religiose, alcune delle quali aggiungono contesto, mentre altre assolutamente superflue. Stile di scrittura non sempre facile da seguire.
Trovo anche un po' problematico il punto di vista proposto, con termini che non credo siano opportuni e utili per comprendere e superare lo status sociale in cui ci troviamo.
Il libro si compone di 3 parti principali: la prima si concentra sulla donna, la seconda sull'uomo e la terza sul "terzo sesso", in cui in realtà sono racchiuse anche altre cose oltre al non binarismo di genere (tra cui la bisessualità e altre situazioni che non si conformano alla società eteronormativa in cui l'uomo ha, o vuole avere, il controllo sulla donna).
La terza parte è senza dubbio la parte più interessante, ma non è in grado di redimere l'intero libro e non riesco a dare più di 3 stelle.
Delirante. Mai viste tante grandi e tragiche verità mescolate ad una massa stupefacente di farneticazioni pseudo-scientifiche retoricamente spacciate per solide e acquisite ma che accadono solo nella testa dell'autrice. A botte di sole parole ci vengono rifilate, come dati oggettivi, solo opinioni e stupidaggini. Il chiamare le studiose per nome e gli studiosi per cognome fa solo confusione e di nuovo riproduce il famoso binarismo che l'autrice tanto vorrebbe confutare. Fra diritti vari e fascismi, vampiri, stupri e cannibalismi, pornografia e cyborg e poi guerre e nuovi diritti... NON ho sentito parlare delle povere donne che in molti paesi (paesi complici) fanno figli (quasi sempre costrette - ovvio - e con immensi sacrifici e dolori (e per pochi soldi)) per coloro che avrebbero "diritti naturali" "a tutto" (anche ad avere figli "per forza" "cannibalizzando", come direbbe l'autrice, altre donne). Un libro confuso e orribile, scritto pure male, programmatico: specchio fedelissimo dei tempi politicamente intolleranti che viviamo.
Testo complesso e denso ma veramente illuminante. Era tanto tempo che non leggevo un saggio femminista così ricco di spunti di riflessione, apre dei mondi. Dalla lettura traspare tutto il grande studio di Testoni, non solo riguardo al passato ma con costanti riferimenti alla contemporaneità parlando di Meloni, di Afghanistan di Iran. La quantità di fonti è incredibile ed è un libro che va letto più di una volta per riuscire a cogliere tutto il suo potenziale. Il titolo mi ha tratto in inganno facendomi credere che parlasse di fluidità di genere e di non binarismo e invece analizza come la condizione della donna sia arrivata ad essere subalterna (riprendendo il discorso di Beauvoir) affrontando il concetto di agency e soffermandosi su come sia sempre stato problematico attribuire a Dio il genere maschile. Difficile sintetizzare un testo del genere, ho già in mente una rilettura per soffermarmi su alcuni interrogativi e fare miei alcuni concetti.
Mi è parso, inizialmente, un po' ripetitivo e pesante ma, in seguito ho apprezzato molto alcuni concetti e capito un po' perché si dilungasse tanto. Contiene spunti, stimoli e deduzioni interessanti. Comunque molto lungo.