The impossible love affair between Golda Meir and a Palestinian aristocrat. Albert Pharaon, heir to an enormous fortune, son of a rich Palestinian family, and bored banker, has a lover in Haifa. And not just any she is Jewish; she is a militant Zionist; her name is Golda Meir, future president of Israel. Forbidden love and dangerous passions combine in this historical novel about one of the century's major political figures. Slim Nassib masterfully evokes the atmosphere of Palestine in the 1920s. He mixes history, biography, and legend in this gripping tale of an "impossible affair."
Sélim Nassib est né en 1946 et a grandi à Beyrouth. Il est issu d’une famille juive libanaise d’origine syrienne. Arrivé en France en 1969, il travaille de nombreuses années pour le quotidien Libération, couvrant en particulier l’intervention militaire israélienne au Liban de 1982. Depuis 1990, il se consacre à l’écriture.
La vicenda è emozionante, si svolge in un tempo e in un luogo affascinanti, merita di essere ripercorsa.
Siamo in quella parte del mondo che all’epoca si chiamava Palestina e che di lì a trent’anni cambiò nome in Israele. È il 1917, anno della dichiarazione Balfour, con la quale l'impero britannico, che esercitava il suo mandato sulla Palestina, si dichiarò favorevole alla creazione in Palestina di un focolare nazionale del popolo ebraico.
Golda e il marito Morris Myerson.
I protagonisti sono: da una parte un aristocratico ricco banchiere arabo, palestinese, Albert Pharaon, appassionato di cavalli, che vive a Beirut, sotto mandato francese, colto, di ottima educazione, raffinato, pigro. Dall’altra una venticinquenne nata a Kiev, poi passata negli Stati Uniti, Golda, che nel 1923 si trasferisce in Palestina col marito, Morris, per andare a vivere in un kibbutz. Nessuno dei due è religioso praticante, ma lei è una convinta accesa pasionaria sionista, e la vita del kibbutz le si addice: dura, comunitaria, impregnata degli ideali socialisti (i proprietari arabi erano preoccupati che questa ideologia potesse alimentare strane aspirazioni tra i contadino palestinesi). A Morris, invece, molto meno: si ammala di malaria e la coppia deve trasferirsi. Di lì a poco, Golda decide che quel matrimonio le va stretto, va a vivere a Tel Aviv, e si dedica alla politica a tempo pieno.
Umm Kulthum, cantante e musicista egiziana tra le più celebri e amate nel mondo arabo, alla quale Selim Nassib ha dedicato il suo libro secondo me più bello, “Ti ho amata per la tua voce”. Le voce e le interpretazioni di Umm Kulthum sono davvero degne d’amore, semplicemente magnifiche.
Albert è tra quei palestinesi che guardava con stupore e curiosità l’immigrazione degli ebrei, e pensa che quella terra può accoglierli e integrarli, vivranno insieme fianco a fianco in pace. Albert e Golda, 35 lui e 29 lei, dunque, non potrebbero essere più diversi, e partire da posizioni più distanti. Ma l’amore scatta, la scintilla s’accende. Lei è una donna libera e anche durante il matrimonio con Morris non è monogama. S’incontrano, sono subito attratti, e per quasi vent’anni porteranno avanti la loro relazione d’amore basata prima di tutto sull’attrazione fisica. Lui lascia moglie e figli per trasferirsi ad Haifa in modo da essere più vicino a lei. Ma la loro storia d’amore rimane segreta, sempre vissuta nell’ombra.
”Would You Have Sex with an Arab?” il documentario di Yolande Zauberman del 2011, scritto da Selim Nassib.
Ad Albert che l’invita a riconoscere che gli ebrei sono obbligati a vivere vicino e insieme ai palestinesi, Golda risponde con furore: Noi siamo venuti qui per non dipendere più da nessuno. Non ci sono altri all’infuori di noi. Il motto sionista, “diventare padroni del nostro destino”, è più forte dell’amore, di qualsiasi altra passione. Golda nasconde la relazione, sa che per una come lei sarebbe ben più di una colpa, porterebbe a una condanna, alla fine del suo futuro politico.
”Sleeping with the Ennemy-A letto con il nemico”, film del 1991, con Julia Roberts e Patrick Bergin. Bergin all’epoca sembrava destinato a una carriera ben più luminosa di quella che è poi stata.
Nel 1948 gli inglesi misero fine al loro protettorato, lasciarono la Palestina, la guerra tra ebrei e arabi, che covava da tempo, scoppiò immediatamente, fu dichiarata la nascita dello Stato d’Israele con l’appoggio dell’ONU, e settecentomila palestinesi furono costretti all’esilio (tuttora senza ritorno): la storia tra Albert e Golda non ha più possibilità d’essere, s’interrompe, cessa. Come sappiamo dal 1969 al 1974 lei divenne il granitico primo ministro d’Israele, in un periodo cruciale per la storia del suo paese (i giochi olimpici di Monaco nel 1972, la guerra del Kippur, la crisi petrolifera). quindi, destinata a un futuro politico e internazionale prestigioso.
Albert Pharaon era il nonno di Fouad, un caro amico di Nassib, dal quale Nassib apprese questa storia. Nassib ha sicuramente pensato che quella storia d’amore è metafora perfetta della storia dei drammatici rapporti tra i due popoli, dell’odio tra ebrei israeliani e palestinesi.
Non so che pensare della storia d'amore qui raccontata: la Golda ebrea che ha una storia di sesso e passione con un palestinese forse è proprio 'quella' Golda e forse è tutto vero. Nonostante il titolo, che ho saltato a pie' pari senza molti rimpianti, bella è l'atmosfera che il libro 'rende', quella degli anni Venti in Palestina. E allora a che serve io scriva di Storia? Che parli il libro:
pag. 20: "Nessuna società può vivere se rifiuta di sacrificare i propri figli" dice Golda con un filo di voce.
pag. 31: "Posso dirle io perchè la Gran Bretagna persegue una politica così assurda in Oriente. Semplicemente perchè gli ebrei sono potenti e dispongono di un potere occulto in grado di costringere la prima potenza del mondo ad agire contro i propri interessi."
pag. 41: "...Gli altri popoli sognano semplicemente il loro luogo di nascita. Ma per noi ebrei la nostra radice è in Dio e in questa terra che Egli ha scelto per noi. Ecco perchè il nostro ritorno a Sion non è soltanto materiale, ma spirituale...."
pag 119: "...A Hebron sono stati uccisi sessantasette ebrei, ma circa quattrocento sono stati nascosti dai vicini arabi...."
pag.126: "...Il governo britannico ha pubblicato un libro bianco che riprende la tesi delle due commissioni di inchiesta su Hebron. La conclusione è che l'immigrazione ebraica è la causa principale dell'ostilità araba e delle carneficine, e che quindi occorre arrestarla completamente per evitare nuovi massacri."
pag.143: "E' arrivando qui che siamo diventati ebrei - riprende Emil con voce rotta - Lo eravamo fià lì, certo, ma detestavamo questa classificazione voluta dal nemico. In Palestina non abbiamo più avuto questo lusso . Si sono dimostrati gentili con noi, e ospitali, ed efficienti, ed è vero che senza di loro non sappiamo come avremmo fatto. Ma il modo in cui ci parlavano sottolineava di continuo il nostro errore: credevamo di essere tedeschi, mentre siamo solo ebrei. Ci guardavano come se ci fossimo vergognati di essere ebrei, e questo ci ha mandato su tutte le furie. Come se la vittoria elettorale dei nazisti fosse la prova che gli ebrei devono ritirarsi dal mondo per vivere insieme in uno stesso ghetto".
La cosa più facile da pensare è che da tragedia nascono tragedie: come sempre è più complicato di così.
Una storia d’amore nella Palestina a cavallo tra la fine degli anni Venti e il 1948, anno della proclamazione dello stato di Israele, tra Golda Meir, la pasionaria del sionismo, e Albert Pharaon, banchiere palestinese. Vent'anni cruciali nella vita dei due protagonisti e nelle vicende del paese, che Golda e Albert affronteranno in maniera sempre diversa e alla fine inconciliabile. Sullo sfondo la Palestina, teatro di arrivi in massa di immigrati e sgomberi altrettanto copiosi di popolazioni locali, fanatismi, violenze, rappresaglie da ambo le parti, confusione e inettitudine politica. Non mi ha particolarmente coinvolto, purtroppo…
Non mi ha entusiasmata... non è una grande storia d'amore e non è un affresco della società ebrea-araba dagli anni '20 agli anni '40. Insomma, tocca tanti temi ma tutti superficialmente. Peccato.
Este livro é uma verdadeira lição de historia sobre as origens do conflito israelo-palestiniano. Desde a potencia colonizadora (Imperio Britanico), na Palestina até aos judeus. Não seria de estranhar se houvesse mesmo um romance entre Golda Meier e Albert Pharaon. É preciso perceber o livro à luz da epoca 1920, Europa saída da primeira guerra mundial e consequente inicio da perseguição dos Judeus, e migração dos mesmos para a Palestina. Muito interessante também a ideia do Sionismo e o inicio dos Kibut, um pouco semelhante ao conceito de Comunismo. (Lenin faleceu no mesmo periodo, anos 20). Em suma um bom livro e muito bem escrito. Recomendo.
This unusual novel mixes history and romance in unexpected ways. It portrays a youthful, passionate, and attractive Golda Meir, which is something of a reach for readers familiar with her only as a grandmotherly matron in her 70s and 80s who was premier of Israel for many years. Married, with children, and fiercely active politically, she becomes involved with a wealthy Arab man, Albert Pharaon, also with a family, and the two of them embark on an ill-fated, secret romance. Lebanese writer Nassib bases this unlikely story partly on a persistent myth and on conversations with a surviving niece of Pharaon, who was his confidante.
The love story becomes pretext for a retelling of the Zionist and refugee surge that brought waves of Jewish emigrants to Palestine in the first half of the twentieth century. Dipping into this history at intervals, from 1923-1948, the novel provides a collage of images ranging from kibbutz life to the massacre of Jews in Hebron to the Arab evacuation of Haifa. On another level, it represents the collision of passionately held loyalties that brought an end to a peaceful coexistence that had existed for hundreds of years between Jews and Arabs in Palestine. A fascinating tale, elegantly translated from French. Readers of historical/political romance may also enjoy M. E. Hirsh's "Kabul" and Ahdaf Soueif's "A Map of Love."
"Tu non conosci la società palestinese" mormora Albert. "È povera, per tre quarti analfabeta. Non capisce nulla di quanto le sta succedendo. Le terre vengono comprate e i contadini, trasformati in fantasmi, infestano le strade di Haifa e di altre regioni. Non sanno nemmeno più con chi lamentarsi né con chi prendersela. Per dieci anni i palestinesi si sono fidati dei propri dirigenti, senza rendersi conto che questi ultimi erano impotenti o complici. E quando l'hanno capito, alcuni sono impazziti e hanno risposto selvaggiamente alla violenza inafferrabile che subivano. È orribile. Ma voi siete in questa terra, tra questa gente. Non avete scelta. Siete obbligati a vivere con noi". Golda non ha sentito nulla, è cieca. Ma alle ultime parole di Albert trasale come per effetto di una scarica elettrica. Ha voglia di ucciderlo. Alberto vede che ha voglia di ucciderlo. Lei grida: "Noi? Chi sono questi noi? Noi siamo venuti qui per non dipendere più da nessuno, capisci? Non ci sono altri all'infuori di noi!"
"L'amante palestinese" è un romanzo di Sélim Nassib scritto nel 2004 e pubblicato in Italia da Edizioni E/O. Per me è stato il libro giusto al momento giusto.
هل هذه القصة واقعية?انها قصه "شبه مستحيلة " يقول الكاتب،مدركا ان جوهر الواقع ومكان الرواية يكمنان في كلمة "شبه" هذه، التي تمثل "المساحة الصغيره حيث يحدث ما لا يجب ان يحدث"• انها قصة حب ممنوع ، يسردها لنا الكاتب في اطارها التاريخي، مستعيدا الاحداث والماساة التي طبعت ارض فلسطين منذ عشرينيات القرن الماضي وحتى نكبة ١٩٤٨.
Rumor has it that Golda Meir had an affair with a wealthy Palestinian in the 1920s, and Syrian Jewish author Nassib explores that possibility in this slim volume. No conclusive evidence has ever come to light, other than recollections from the man's family, but it makes for an interesting story.
Interessante per avere una prospettiva più ampia rispetto al conflitto arabo-israeliano che non significa ovviamente decidere chi ha ragione e chi ha torto.
Solo capire qualcosa di più circa le ragioni di ciascuno e il contesto in cui si sono sviluppate le tensioni maggiori.
“L’amante palestinese” è un romanzo di Sélim Nassib, edito dalla casa editrice E/O nel 2005.
Il romanzo ha inizio nel 1923 e, nonostante la brevità, copre un arco temporale abbastanza lungo, in quanto si conclude nel 1948 con la conquista di Haifa da parte dei sionisti.
Nel 1923 Golda Myerson vive nel kibbutz insieme al marito. La donna, convinta sionista, si è perfettamente integrata, si espone politicamente in prima persona e, per la prima volta nella sua vita, sente di essere a casa. Per cause di forza maggiore, è costretta a lasciare il kibbutz e a trasferirsi a Gerusalemme, conducendo una vita che non la soddisfa e la rende apatica.
“Devi capire che ti sei imposta uno sforzo sovrumano, disumano, per mettere a tacere la tua vocazione. Il tuo dolore viene da lì. E questo dolore non serve a niente, non porta da nessuna parte”
Una nuova opportunità, colta al volo, le ridà il coraggio di rimettersi in gioco.
L’incontro con il ricco banchiere Albert Pharaon, poi, è sconvolgente. Come due poli opposti, i due protagonisti si attraggono, vivono il loro sentimento da amanti clandestini durante le poche ore sottratte alla quotidianità.
Ma è un amore destinato a durare in un contesto socio-politico pronto a esplodere da un momento all’altro?
“Per Albert avere un’amante ebrea non ha nulla di straordinario. Haifa abbonda di storie d’amore e di sesso tra ebrei e arabi, alcuni vivono perfino insieme. È Golda a essere particolare. Il suo sionismo è un sacerdozio, una passione, il sale stesso della vita. È venuta in Palestina proprio per questo, essere ebrea tra gli ebrei”.
“L’amante palestinese” non è soltanto un romanzo su una storia d’amore intensa, ma è la fotografia, purtroppo ancora attuale, di due popoli che non riescono a convivere e si scontrano per questioni di appartenenza a uno stesso territorio. È un romanzo che parla di conflittualità, quindi: uno scontro di culture e di ideali opposti, che conduce al conflitto armato, all’interno del quale il nemico è sacrificabile, una pedina dello scacchiere da fagocitare e scacciare senza scrupoli, senza sentimentalismi.
La ricostruzione storico-politica di Sélim Nassib non fa solo da cornice, ma diventa protagonista stessa del romanzo e invita alla riflessione su quanto poco sia cambiato. Libro forse un po' datato, ma che risulta istruttivo, coinvolgente e interessante. Stile di scrittura essenziale e diretto.
L'amante palestinese non è una storia d'amore. È, piuttosto, lo strumento che l'autore utilizza per descrivere il graduale e, al contempo, repentino cambiamento storico che il territorio palestinese ha subito. Albert è un palestinese che vive a Beirut, a capo della banca Pharaon, reduce di un'aristocrazia che lo aveva già prosciugato dall'interno. Si innamora di Golda, giovane attivista sionista, giunta dall'Ucraina per costruire il sogno ebraico del kibbutz, l'area dove gli ebrei vivono in collettività e crescono i figli come se fossero un unico grande polmone: respirando all'unisono. Golda è una donna vicina alla realtà politica ebraica degli anni '30, entrambi sono testimoni della strage di Hebron avvenuta nel '29 e poi, della dipartita diplomatica dei britannici sul territorio mediorientale dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
I salotti politici sono, inizialmente, uno scontro di parti, contenitori di intrecci economici e politici, dell'amore insensato tra i due che, ad un certo punto, diventa sacrificabile in virtù di alti disegni geopolitici. Però Albert accusa il colpo. Incarna il deperimento di un popolo. La sua disillusione diventa palpabile anno dopo anno. Si fa veicolo di una grande metafora umana: il silenzio a cui è condannato il popolo palestinese: "Lui non trova traccia di sé in quel silenzio". È il racconto di un inizio, lo sfracellarsi fisico del popolo arabo, la strage di innocenti ebrei, il sangue dei popoli che si mescola. Non è un testo che mira solamente a raccontare il dolore, è la testimonianza di due vite che si intrecciano e si supplicano, fino a trovare il modo di lasciarsi andare. L'autore fa un continuo gioco di prospettiva: si muove nelle stanze, crea una rete tra mondi che faticheranno a comprendersi. Nomi, eventi, estremismi nascenti, come la Gioventù Jabotinsky. Poi la prospettiva si assottiglia su Albert e sulla grande solitudine che prova nella villa di Haifa. C'è un annullamento individuale che abbraccia, però, una sconfitta più grande, di tutti, quando la città viene occupata dal nascente esercito israeliano.
Albert capisce che Golda non è più in lui, è lontana, l'attrazione si è spezzata. O magari è lui a esserne fuori. La vede nella sua realtà più vera, e lo specchio che Golda gli porge lo ferisce. Albert ha lacerato lo schermo, torna nel mondo.
Una lettura intensa e controversa, fatta di momenti distaccati ed emozioni contrastanti. Quasi una raccolta di racconti tenuta insieme da un filo conduttore invisibile, che tiene a malapena insieme in pezzi.
L'AMANTE PALESTINESE è la storia romanzata di Albert Pharaon, facoltoso banchiere di origine libanese, e Golda Meir, la pasionaria del sionismo, futuro pilastro della neonata politica dello Stato di Israele. Un amore impossibile tra due poli storicamente opposti che vede la luce negli anni delle prime migrazioni verso la Palestina all'indomani della Dichiarazione Balfour del 197 e che è inevitabilmente destinato a spegnersi con la nascita ufficiale dello Stato di Israele, nel 1947. Incontri fugaci, appuntamenti rubati, attimi di piacere clandestino che si vorrebbero sempre più liberi e spensierati. E invece, su tutto, il peso delle circostanze, dell’ambiente, della Storia.
La Palestina sullo sfondo è quella sotto mandato britannico, una terra in fase di grandi cambiamenti e punto di incontro di culture diverse, ma soprattutto una terra contesa tra le astuzie politiche prima e la violenza sfociata nella guerra poi. Mentre la Storia si evolve, i due protagonisti vi fanno seguito secondo le proprie esigenze, personalità, appartenenze, imboccando sempre strade diametralmente opposte, eppure sempre legati da questo "amore quasi impossibile, come lo definisce l’autore stesso, dolente e tragico quanto le vicissitudini in Palestina.
Una finestra sulla storia palestinese filtrata da una storia d'amore che non ne limita l'evoluzione, anzi, ne diventa parte integrante.
لا يمكنني سوى القول بأنها رواية عظيمة ومؤلمة في آن..من الناحية السردية واللغة المستخدمة في التشبيهات، وأيضاً الترجمة التي تمت من اللغة الفرنسية إلى العربية من قبل مي حماده، لم أشعر لوهلة بأن الرواية كُتبت بلغة أخرى غير العربية ..
أجاد الكاتب سرد التاريخ الفلسطيني منذ بداية التدخلات الصهيونية على أرض فلسطين إلى النكبة المستمرة، بالرغم من التساؤلات التي قد تحيط القاريء والمطّلع على ذات التاريخ عن اليهود، واختلاف الرغبة اليهودية عن الصهيونية، وتمازج اليهودية بالعربية، والعربية بالعربية أيضاً على ذات البقعة ..
ما يميز هذه الرواية هو تجرد الكاتب من التمسك بالعقائد، والسرد المعمق من الجانبين، الظالم والمظلوم ..
Unusual perspective of a tale repeated within an Arab family of Golda Meir’s affair with a wealthy Palestinian. Character of Meir seems true to her pro-Zionism; affair speculative. Book follows historical facts of the creation of the Jewish state of Israel and tragedy of the failed peace between Arabs and Jews.
Un libro semplice e scorrevole, la cui storia si intreccia con fatti realmente accaduti, che non possiamo e che non dovremmo ignorare. Mi ha lasciato qualcosa dentro, i sentimenti descritti spesso fanno emergere l’incapacità di trovare parole adatte a situazioni che nessuno dovrebbe mai vivere. Consigliatissimo
Muito bom. A ambiguidade entre amor, política e religião A guerra que até hoje se mantém viva e em que o Amor devia prevalecer ... Aparente frieza e loucura de Golda transpira sensualidade e amor de Alma isenta de política e guerras . Quem acreditaria que ela poderia amar o inimigo?
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Ho scoperto questo libro quasi per caso e me n’è piaciuta molto la trama, quindi ho deciso di comprarlo, complice il fatto che era a metà prezzo su Amazon. Una volta arrivato l’ho letto subito, anche se avevo letto, nel frattempo, delle recensioni che dire non entusiastiche è dir poco.
Invece il libro a me è piaciuto, molto. Non sarà un capolavoro della letteratura, ma non è quello che chiedo a ogni libro che leggo, non sarebbe possibile. A me basta che i libri siano belli, incontrare i capolavori è cosa rara.
La storia è quella di Albert Pharaon, palestinese del Libano, e del suo amore clandestino con Golda Meir (sì, avete letto bene, Golda Meir, ex premier di Israele). Si tratta chiaramente di un romanzo, ma poco importa se la figura della Meir è stata presa in prestito per farne l’eroina di un romanzo sentimentale, perché questo non è solo un romanzo sentimentale. C’è una storia d’amore quasi impossibile, senz’altro, ma c’è anche la Storia dentro, quella con la S maiuscola.
Il romanzo si svolge negli anni che vanno dal 1923 al 1948 e ci fa dunque vedere la storia della nascita dello stato di Israele. È la storia d’amore che è sullo sfondo, o la storia della nazione? Credo che questo dipenda dall’interpretazione personale che si sceglie di dare al romanzo, perché sono entrambe tematiche molto importanti ed è difficile volerne privilegiare una a discapito dell’altra.
Golda Meir arriva in Palestina nel 1923 insieme al marito, Morris Myerson, per andare a vivere in un kibbutz. Golda e suo marito non sono religiosi, ma sono sionisti, o meglio è lei ad esserlo, lui l’ha seguita più che altro per amore. Ed è una sionista davvero convinta, estremamente impegnata in politica. La vita nel kibbutz per lei è idilliaca, è quello che ha sempre voluto, ma sono costretti ad abbandonarla a causa della malattia del marito, che contrae la malaria. Si trasferiscono dunque a Herzlia, dove Golda lavora per la federazione sindacale ebraica Histadrut. In seguito Golda si sentirà troppo stretta in quel matrimonio e deciderà di andarsene a Tel Aviv per vivere più attivamente la politica.
Albert Pharaon è un palestinese che vive a Beirut, ma è originario di Haifa. È proprietario della banca Pharaon. È molto legato a sua nipote Nina e a un certo punto, dopo che questa viene data in sposa in un matrimonio combinato, lascia la famiglia e torna nella sua casa di Haifa.
Nel 1929, alla festa per il compleanno del re d’Inghilterra (ricordiamo che la Palestina è a quell’epoca sotto mandato britannico), Golda e Albert si conoscono e, si può dire, si riconoscono. La scintilla scocca immediatamente tra loro, nasce subito un amore dirompente, travolgente, che però è destinato ad essere sempre clandestino, perché Golda Meir non può farsi vedere in compagnia di un palestinese dai suoi compagni sionisti.
Il romanzo ci racconta come questo amore evolve nel corso degli anni, ma anche come evolve la storia della Palestina, che sarà sempre meno Palestina e sempre più Eretz Yisroel, fino a diventare Israele nel 1948. Le due storie, la storia di Golda e Albert e quella di israele, come ho detto, sono strettamente intrecciate tra loro e sembra quasi che l’una non possa esistere senza l’altra, senz’altro perché Golda Meir è così legata alla storia di Israele che niente che la riguardi può essere scollegato dalla storia dello stato.
Romanzo breve / racconto lungo che offre una preziosa prospettiva 'dall'interno' del periodo in Palestina sotto il mandato britannico e fino allo stabilimento dello Stato d'Israele, e quindi nell'arco di un 25 anni (1923-1948). La vicenda è filtrata dal punto di vista del banchiere palestinese Albert Pharaon, che assiste prima con scetticismo, poi con un misto di distacco e impotenza lo sgretolamento del mondo e della società palestinesi, dovuti al trionfo del progetto sionista. L'altro personaggio fondamentale è l'amante di Albert, l'ebrea sionista e primo ministro dello Stato d'Israele Golda Meier. Di entrambi i personaggi, 'tragici' nel senso classico del termine, l'autore offre un ritratto sfumato e complesso, intrecciandone le diverse solitudini, il sentimento di irrequieta inappartenenza e, mi sembra, senza cedere mai alla tentazione di trasformare il romanzo in una tesi ideologica. Semmai, frammenti ideologici appaiono quasi cadere per caso in dialoghi e conversazioni secondarie, come un fiume carsico che alla lunga minerà le fondamenta della vita civile in quei territori. L'intento più profondo è forse quello di mostrare come i 'destini generali' finiscano per prevalere sulle affinità elettive, di come gli individui siano sommersi dall'onda della storia, estremizzandosi o subendo la violenza.
L'autore del resto è di origine libanese, e come apprendiamo dal risvolto di copertina è stato inviato nei Territori occupati per il quotidiano francese 'Liberation': conosce a fondo ciò di cui scrive. Non parlerei però di romanzo storico in senso stretto, perché se l'ambientazione è accurata, l'intento non è comunque una ricostruzione esaustiva e certosina del progetto sionista in Palestina.
Lo stile - nella traduzione di Gaia Panfili - è visivamente e sensorialmente saturo, per star dietro al sole accecante, alla polvere, al sudore, alla difficoltà delle terre palestinesi destinate a essere soppiantate; ma è anche scattante e scorrevole, con descrizioni sintetiche e cinematografiche. Un esempio fra i tanti, dove si descrive Albert:
Sulla trentina, statura media, coperto di lino, indossa un berretto di tela bianca che lo protegge dal sole radente e sottolinea la dolcezza della parte inferiore del viso. Dagli occhi neri e dalle sopracciglia cespugliose, dai gesti lenti, dalle lunghe mani sottili traspare l'Oriente. Si sente a casa in mezzo ai suoi cavalli (p. 25)
Una lettura a cui mi hanno spinto le indicibili violenze che hanno solcato quei territori nel 2023 e 2024 (il progrom del 7 ottobre e poi la guerra terrorista scatenata da Israele) - per capire che in realtà affondano da più lontano.
Anyone who has ever read Golda Meir's autobiography would read this little gem and imagine that, despite her passion for her causes (Zionism, Eretz Israel, Kibbutzim, etc) she hid secret corporeal passions too. I was lucky enough to lay my hands on her autobio (first edition), pored over every word, reading between the lines...trying to find something sexually provocative about her. Yes, it was difficult because of the political portrait painted of her. But she was once a single mother, young, determined, and flesh and blood.
I don't believe it's outlandish that she may have had a Palestinian lover. She did, after all, separate from her husband, and could have met clandestinely with a man. And why not? As a woman and one of the architects of a nation, I'm sure she had needs that could not be met by the Histadrut.
Such a great story as well as a different perspective of the birth of Israel and how the British mandate over Palestine did more harm than good. The writing style reminded me a bit of Marguerite Duras' "The North China Lover." Snippets of history similarly narrated as if being told to an eager listener.
That Golda Meir was quite the dish back when she was Goldie Myerson. Seriously, this book based on a family legend has to qualify as the sauciest book I have read about the Israeli/Palestinian conflict. Ok, that's not saying a whole lot, but it makes it all the more remarkable. It makes for great historical fiction doomed romance and gives you a very intimate portrait of life in 1920'S Palestine. Then the tragedy we all know is coming, and it is a tragedy. Features the still shocking revelation that it was actually Jewish militiamen who drove Palestinians "into the sea" during the expulsions in Jaffa. You can learn a lot from fiction. It is a written by a Palestinian/lebanese author, but is very sympathetic to the sensual Meir, though it clearly feels she made the wrong choices.
This was a quit a well written gossipy book. I have never heard about this affair and it does not seem to be a well know fact. Although I quit enjoyed this book I would have liked a better ending. The ending just leaves you hanging. It does not tell you what becomes of them later on. With Golda we all know the story but does Albert pharrahon stay in Palestine or does he immigrate. I think the author could have probably told us more. Does he die loving her? Does her husband find out... too many unanswered questions but that's the Arab-Isreali conflict for you. An excellent book that gives you a perspective that has not been written about before.
A very interesting look into life for the Israelis and Palestinians in the early 20th century. The book starts in the 1920s, and by the time it ends, Israel has formed as a nation.
It is about an affair between future Prime Minister Golda Meir and a Palestinian man named Albert. This book is fictional, but at the same time its not entirely impossible that it could've happened, so that kept me intrigued the whole time (left me wondering... hmm, did this actually happen?!)
I liked the premise, but felt the characters could've been more developed. In addition, I felt that some story lines were a tad confusing and didn't hold my interest. Overall, a decent fictional story.
لم افكر للحضة بان هذا الكتاب سيكون سرد تاريخي سياسي لتغير جغرافية فلسطين لتتحول بعد ذلك لدولة اسرائيل, وذلك عن طريق هجرة الشعب اليهودي لارض فلسطين الذين يزعمون انها من حقهم , وتهجير الشعب الفلسطيني بشتى الطرق بمساعدة الانتداب البريطاني , وهزل القيادات الفلسطينيه التي ما زالت طبعا هزيله الى يومنا هذا, اما بالنسبة للعشق الممنوع الذي كان بهذع الكتاب , فكلا الطرفين كانوا على علم بان هذا العشق ممنوع وهو مجرد نزوة لا غير ذلك لانه كلا الطرفين من عالم اخر ولكل واحد منهم توجد له مبادئه الخاصة التي يركض من اجل تحقيقها وخصوصا غولدا مئير. الكتاب يتحدث عن : هجرة اليهود غولدا مئير تهجير وترحيل الشعب الفلسطين هشاشة القيادات الفلسطنية(التي ما زالت والحمد الله الشعب اليهودي
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