ll corpo femminile è da sempre un crocevia di battaglie e rivendicazioni. Fin da piccole, alle donne viene chiesto di aderire a certi standard di bellezza, che presuppongono un corpo magro, depilato e perennemente giovane. Si insegna loro a dire sempre «sì», a essere accoglienti, accondiscendenti, accudenti, specie nei confronti dei maschi. E poi a stare composte, coperte, a non occupare spazio e a non alzare la voce. Giulia Zollino ha vissuto questa educazione - o, sarebbe meglio dire, diseducazione - sulla propria pelle. La sua infanzia e adolescenza sono trascorse all'insegna dell'inadeguatezza e della colpa, il corpo le appariva come un oggetto distante da modificare o mortificare, e l'amore, sperimentato anche attraverso una relazione problematica, era solo gelosia e oggettivazione. Poi, però, ha incontrato il femminismo. È successo a Bologna, durante gli anni burrascosi dell'università, tra gruppi di discussione, letture e orgasmi. Ed è stato amore a prima vista. Questo incontro ha segnato uno spartiacque tra un prima e un dopo, da qui è partito il suo percorso di ribellione e riscoperta di sé. Il femminismo le ha insegnato a distruggere i miti nocivi, come quello della bellezza, permettendole di accettare e riappropriarsi del suo corpo. Le ha permesso poi di riconciliarsi con il suo desiderio, rivelando come il piacere, proprio e altrui, se consensuale, possa essere libero e svincolato da una visione sessista dei ruoli. Ma soprattutto, grazie al femminismo, è riuscita a disfarsi della mentalità patriarcale che la ingabbiava e rendeva infelice e a ricostruire un nuovo modo di essere, esistere, amare. In questo libro, intimo e appassionato, ripercorre il suo vissuto personale trasformandolo in universale. E, toccando i temi fondamentali della filosofia femminista, delinea una storia di emancipazione che parla a tutte e a tutti.
non riuscito a finire. stimo tanto Giulia per il suo attivismo sui social ma ho trovato lo stile troppo troppo trascurato. apprezzo l'impegno, non tutti siamo certamente nati per scrivere, ma mi sembrava di leggere un diario delle medie. è molto aneddotico, quasi un memoir in alcuni punti, non capisco questa saggistica ibrida. la colpa è decisamente di questa smania di Mondadori di dover attingere a Instagram per creare prodotti dalla vendita certa. fate scrivere gente che sa scrivere vi supplico. il mondo è pieno di dottorandi, studiosi, ricercatori che lo sanno fare, date voce a sti poracci sottopagati per favore. (continuerò a seguire Giulia e a apprezzare il suo modo di comunicare sui social, davvero valido. la mia unica consolazione è che le arriveranno i soldi dei diritti per lo meno)
Essenziale, diretto e divertente, più che un saggio questo libro è la trascrizione di una conversazione informale con un’amica.
Con un linguaggio colloquiale e anche sboccato, Zollino tratta di uno degli temi più centrali e più radicali della lotta femminista: quello dei corpi, in particolare dei corpi femminili. “Perchè le battaglie femministe iniziano tutte dal corpo”, legge il sottotitolo, ed è proprio vero. Il corpo delle persone marginalizzate e/o oppresse è sempre il primo campo di battaglia; non a caso il corpo delle donne viene attaccato, controllato e legiferato, in tutti i modi, dall'alba dei tempi. E non a caso, molti tentativi di minimizzare e depotenziare le lotte per la rivendicazione di diritti civili, passano proprio attraverso un attacco ai corpi femministi e marginalizzati (quello delle femministe brutte, grasse e pelose, è uno stereotipo che non nasce a caso, ecco).
Zollino attinge a una bibliografia ricca per parlare di questi temi, ma a dominare la sua trattazione sono aneddoti della sua vita personale, storie della sé bambina, giovane, e poi adulta, che contribuiscono al tono informale e divertente del testo, ma hanno anche il vantaggio di renderlo più esemplificativo, facilitando la comprensione dei temi trattati.
Nel complesso un libro scorrevole, di facile lettura, non rivoluzionario per chi già affine ai temi del femminismo, e non esaustivo per chi volesse approfondirne (rimane abbastanza sulla superficie), ma di sicuro una lettura piacevole, una voce vibrante e una guida utile per introdurre o "accarezzare" una questione che sta proprio al cuore pulsante della nostra rivoluzione. <3
Giulia in questo libro tocca tanti argomenti molto importanti da conoscere e su cui informarsi. Do solo 3 stelle (avrei messo 3 e 1/2 se fosse stato possibile) perché non approfondisce nulla, ma è un libro importante da leggere per iniziare a parlare e ad informarsi su un modo di vivere e di vedere il mondo che ci è stato insegnato fin dalla nascita e che fondamentalmente è sbagliato, e coinvolge tutt* noi. Mi è piaciuto perché anche se parla di patriarcato non usa la figura dell'uomo come male supremo, ma come partner, come compagno nel percorso della riscoperta di sé e del trovare piacere. Mi è piaciuto perché è vero che la figura della donna (o anche dell'uomo) che non ha bisogno di niente e di nessuno è fondamentalmente una bella storia, ma.. Tutti abbiamo bisogno di avere qualcun* nella nostra vita, complice o amico o partner o tutti questi messi insieme.
Il libro è davvero molto scorrevole, si legge velocemente ed è piacevole. Zollino ripercorre la sua esperienza di vita, liberazione e incontro con il femminismo in maniera molto accessibile. Ho trovato lo stile forse un po' colloquiale e a tratti forzato, ma ho comunque apprezzato la lettura nel complesso, soprattutto un paio di capitoli.
Partendo dall’infanzia e dal racconto di come spesso si è sentita inadeguata e in difficoltà ad accogliere ed accettare la propria immagine, Giulia Zollino ci trasporta in un percorso di analisi intima e personale, non privo di sofferenza e difficoltà, in cui pian piano si libera da gabbie e costrizioni, per acquisire nuove consapevolezze.
Attraverso il femminismo, il sex work, la sorellanza, la politica, lo studio e soprattutto la grandissima curiosità e intelligenza che caratterizzano la storia narrata, questo libro ci mostra come non dobbiamo avere paura di mostrarci per quello che siamo, non dobbiamo avere paura di prenderci lo spazio che troppo spesso ci viene tolto, non dobbiamo avere paura di urlare la nostra rabbia nei confronti di un sistema che fa della violenza la norma, non dobbiamo avere paura di scoprire la nostra sessualità libera da retoriche e sensi di colpa. Un libro intimo e potente allo stesso tempo, perfetto per chi sta crescendo e può ancora scegliere di essere libera e chi è già cresciuta e vorrebbe liberarsi.
La risposta a chi si chiede, o peggio, muove l’accusa che si parli troppo di corpo femminile e se sia davvero così necessario, crediamo possa essere una sola: sì, ed è purtroppo sempre indispensabile.
Che si parli di corpi, di persone con identità di genere femminile soprattutto -ma non solo- e che se ne parli anche in maniera esagerata è vero, ma come se ne parla? Quale messaggio viene trasmesso, nella maggior parte dei casi?
Proviamo a riflettere sulle immagini in cui siamo immerse dalla nascita, proviamo a pensare alle richieste che in ogni ambito della vita (dall’infanzia alla scuola, per arrivare poi alla collettività amicale, sessuale o lavorativa) ci vengono fatte, proviamo a pensare a come il corpo sia oggetto e non soggetto in moltissimi ambiti, dall’estetica alla medicina.
Se ci fermiamo un attimo a contare a quante volte nella vita ci siamo, come persone socializzate donne, fermate, frenate o impedite di fare qualcosa perchè ci sentivamo fisicamente inadeguate o non sufficientemente accettabili come immagine, non basterebbero due mani, ma nemmeno venti.
Conformità fisiche, depilazione, trucco, moda, attitudine, posa, tono della voce, eleganza, compostezza…questi e molti altri elementi determinano la vita e la libertà di moltissime persone, dalla primissima infanzia in poi.
Giulia Zollino presentazione libro Scopriti “Non sporcati”, “stai composta”, “tieni le gambe chiuse”, “ma vai al mare senza depilarti?” “esci senza mascara?” sono solo alcuni esempi dei moltissimi che potremmo fare che riguardano le norme a cui siamo sottoposte e che ci limitano nella nostra espressione di donne ed esseri umani. Basti pensare alle statistiche, da cui risulta evidente che anche sul lavoro una persona con un aspetto conforme ai canoni estetici della società abbia molte più possibilità di essere assunta.
Dobbiamo soddisfare lo sguardo di chi ci osserva e ci giudica, sguardo oggettivizzante e maschile (il cosiddetto “male gaze”), sguardo con il quale noi stesse ci guardiamo e giudichiamo in maniera implacabile.
Dunque è necessario davvero parlare di corpo? Scrivere libri sul corpo? Stimolare nuove riflessioni e nuovi punti di vista su questo tema? Assolutamente si. Perché come il libro di Giulia Zollino che abbiamo presentato ci mostra perfettamente, la storia di una persona può essere la storia di tante. E attraverso la voce di una, possiamo permetterci di rompere catene che ci limitano e che troppo spesso ci fanno stare in silenzio, pensando di non essere adeguate a parlare, muoverci o ricoprire ruoli.
Lettura che unisce la storia personale dell’autrice a tematiche cardino del femminismo contemporaneo. Attraverso le vicende vissute in prima persona da Zollino, vengono trattati temi come la condivisione non consensuale di materiale pornografico, la pornografia, il rapporto con il proprio corpo e molti altri. Lettura consigliata per chi si interessa già di questi temi e per chi ne non ne sa molto.
Questo libro è stato un po’ come le montagne russe per me: l’inizio mi ha suscitato ricordi e ho empatizzato molto con l’autrice, i temi erano importanti ma secondo me la scrittura è stata un po’ troppo superficiale. La parte “nel mezzo” è stata la più lenta da leggere e, conoscendo il passato dell’autrice e sapendo che si occupa e si è occupata di lavoro sessuale, avrei voluto e mi sarei aspettata un’analisi molto più profonda sul tema. In questo senso posso dire che non ho scoperto nulla che già non sapessi. Non ho apprezzato questa superficialità, spero che in futuro scriva altri libri approfondendo di più la tematica e magari raccontando di quanto il mondo del lavoro sessuale sia nella realtà lontano dal concetto “o vittima o puttana”, magari utilizzando aneddoti e parlando di più delle persone con cui ha avuto la possibilità di relazionarsi che lavorano in questo mondo. La fine del libro, specialmente l’ultimo capitolo, mi è piaciuta molto. Mi è piaciuto il modo in cui l’autrice si è aperta al raccontare i fatti con sincerità. Ho adorato il fatto che l’ultimissimo argomento sia stato il BDSM e devo dire che mi ha aiutata nel personale a capire il funzionamento di alcune dinamiche. Nel complesso, mi aspettavo di più da Giulia, soprattutto considerando che sono certa che lei sia in grado di fare di più. Detto ciò, non penso lei abbia fatto un cattivo lavoro, dico solo che non è stato congruo alle mie aspettative e va bene così. È più una specie di autobiografia, lo consiglio se si vuole approfondire sulla sua vita e sulla sua storia, non aspettatevi, però, una grande analisi sull’argomento del sex work.
🌟3,5🌟 Tante parole, pensieri ed emozioni brucianti in cui mi sono ritrovata. I contenuti mi hanno catturata e li sento molto vicini, ho apprezzato il taglio molto autobiografico, tuttavia nello stile l'ho trovato forse un po' troppo personalistico e scritto "di getto" per essere una sorta di saggio. Alcuni aspetti mi hanno lasciata con più domande che risposte (ho ancora tanta voglia di scavare ed approfondire!), ma nel complesso una lettura scorrevole e godibile che associerò sempre ad un'esperienza per me molto importante e, appunto, di scoperta di me.
Apprezzatissimo il taglio autobiografico, che facilita l'empatia e lo rende diverso da altri saggi femministi degli ultimi tempi, e il coraggio mostrato nel raccontare episodi tanto intimi, incurante della disapprovazione sociale. mi sono identificata con l'adolescente e ho ammirato l'intraprendenza della giovane donna; del resto, Giulia Zollino ha un percorso davvero interessante. E' soddisfacente per me rendermi conto di come, nonostante i temi legati a questi anni siano affrontati da molte attiviste nei loro libri, riesca sempre a imparare del nuovo e a trovare concetti che mi colpiscono quasi come illuminazioni. Mi piace questa scrittura che sa essere gergale e politica al tempo stesso. L'esperienza che ha condiviso con noi è preziosa e andrebbe letta da tutti.
Un libro che ho apprezzato molto per la sua sincerità, per il racconto del sé senza filtri giudicanti. Vengono affrontate molte delle tematiche su cui oggi il femminismo si interroga, ho apprezzato in particolare modo i paragrafi su consenso, poligamia e bdsm. Il registro è informale e la lettura scorrevole.
Non lo definirei un saggio, ma più che atro un compendio mini di temi femministi, che si sviluppa seguendo la vita e le esperienze personali dell’autrice. 4 stelle e non 3 perché i temi non sono banalizzati con un femminismo annacquato, ma non ci ho trovato informazioni o riflessioni che non avessi già.
“Volgiamo muoverci, rotolare, correre, saltare, sporcarci, riposare, mangiare, respirare, ridere. Vivere. Vogliamo ritornare in questo nostro corpo che in fin dei conti è l’unico che abbiamo e che siamo. Non ci fermerà più nessuno. Siamo oceano, siamo marea.”
Una lettura veramente illuminante e piena di spunti, ne consiglio veramente vivamente la lettura a tuttə coloro che sono prontə a mettersi in discussione e a capire di più di sé.
This book has been a breakthrough for my feminism journey. Giulia is an absolutely amazing author and so down-to-earth, she made me feel safe and at home.
Una breve biografia che introduce perfettamente e con tenerezza al femminismo e lega l'esperienza di ogni nata donna con uno spesso filo rosso. Un elemento interessante è la citazione di altri libri femministi ben più corposi ma che sono richiamati con un affetto tale da scoprirli (sì scritto apposta) senza pesantezza.
Forse, unica pecca, non ho trovato lo stile di scrittura molto originale, così come per chi invece è già inseritə in un percorso di formazione femminista potrebbe trovarlo un po' "banale", ma si vede che il suo scopo è introdurre ed educare al pensiero autocritico che spinge poi ad un'approfondimento successivo.
Lo consiglio per questo a chiunque si sia appena avvicinatə al femminismo, o non ne sa niente e ha bisogno di una guida, una spinta, un vocabolario di tutti quei termini che spesso fanno paura, qui sono spiegati con una capacità di sintesi fantastica. Insomma, ottimo regalo per lə vostrə amichə "fuori dal giro".
Ringrazio il Gardenia per avermi fatto scoprire questo libro, la scrittrice, Giulia Zollino, già la conoscevo e già la stimavo tanto per il suo attivismo sui social, nonostante non sia la mia divulgatrice preferita. Neanche questo libro è stato il mio preferito, diciamo che non ti rapisce, non ti incanta né tanto meno ti fa desiderare di rileggerlo. Però parla chiaro, è già tutto riassunto nel suo titolo: “perché le battaglie femministe iniziano tutte dal corpo”. Non potevo immaginare quanto mi sarei ritrovata tra gli aneddoti di queste pagine ma ora che ci penso un po’ meglio ho iniziato a sentirmi un po’ più femminista da quando ho iniziato a sentirmi un po’ più bella.