Mi sono piaciute molto le tre sorelle di Lauscha, in Turingia (patria delle palle di vetro degli alberi di Natale - di cui siamo ancora agli albori), tre giovani intraprendenti, che alla morte del padre non si lasciano scoraggiare e prima vanno a lavorare per altri soffiatori di vetro e per un agente nella vicina cittadina di Sonneberg, ma poi si dedicano all'attività per proprio conto, forti del fatto che Marie, la più piccola, sia una vera artista, con idee sempre nuove e brillanti.
Le tre ragazze si trovano davanti una strada tutta in salita a causa dei pregiudizi sulle donne (che non possono soffiare il vetro, che non hanno opinioni degne di essere prese in considerazione, e quindi non hanno potere decisionale), e si troveranno ad affrontare degli ostacoli dolorosissimi sulle loro strade: paghe da fame per il solo fatto di essere donne, licenziamenti, pettegolezzi maligni, e poi anche stupro e volenza domestica, ma le loro qualità e la loro determinazione le faranno uscire dalle difficoltà.
La loro fortuna - che Johanna, Ruth e Marie si sono cercata; non è certo piovuta loro dal cielo! - è dovuta soprattutto al fatto che in quegli anni Frank Woolworth stava rivoluzionando la vendita al dettaglio nei suoi magazzini, girando il mondo alla ricerca di oggetti particolari e originali da vendere, e facendo tappa a Sonneberg per acquistare i vetri di Lauscha, e in particolare le decorazioni per gli alberi di Natale degli americani.
All'inizio il romanzo è narrato in modo un po' freddo, piatto, ma l'ho trovato adatto allo spirito tedesco del libro.