La Storia è come un film: un emozionante succedersi di fotogrammi. Nel raccontarla, però, c'è spesso la tendenza a concentrarsi sui grandi avvenimenti e sui singoli protagonisti, trascurando così le realtà sociali ed economiche che sono all'origine degli eventi. Ma l'evolversi della vita quotidiana nel tempo è anch'esso un racconto appassionante e, soprattutto, capire come sia cambiato nei secoli il modo in cui la gente si nutre, si sposta, riscalda gli ambienti, fa l'amore, amministra la giustizia... è una chiave fondamentale per leggere correttamente il cammino dell'umanità attraverso le epoche, dall'Antichità a oggi. In un dialogo stimolante Piero Angela, il padre della divulgazione in Italia - qui nelle vesti di interlocutore curioso -, e lo storico Alessandro Barbero ci accompagnano in un viaggio che ci immerge nelle esistenze di tanti uomini comuni di diversi periodi e di differenti aree geografiche, svelandone gli usi, i costumi e la mentalità. In questo percorso, raccontato con rigore storico ma anche punteggiato di tanti aneddoti e curiosità, è affascinante accorgersi come l'uomo abbia sempre affrontato difficoltà e condizioni avverse con fantasia, intelligenza e spirito di adattamento. Inoltre, risulta chiaro il ruolo rivoluzionario della tecnologia, dell'energia e della conoscenza, fattori che da sempre dominano lo sviluppo economico e consentono a un Paese o a un popolo di essere all'altezza delle grandi sfide in corso.
Piero Angela, Grand Officer OMRI (Order of Merit of the Italian Republic - Italian: Ordine al merito della Repubblica Italiana) was an Italian television host, science journalist, writer, pianist.
Ho preso l’ebook un po’ alla cieca: era in offerta lampo su amazon, ho visto gli autori e l’ho preso senza nemmeno guardare l’anteprima, o leggere una recensione. Insomma, sono Piero Angela e Alessandro Barbero! Quindi iniziando la lettura sono rimasta un po’ stupita: mi aspettavo un saggio a due mani, e invece si tratta proprio di chiacchierate, come quelle che scambiano a Superquark. Il libro così risulta poco approfondito, molti argomenti vengono solo accennati, e già chi ha una conoscenza ‘base’ del Medioevo si troverà a leggere di concetti di cui già sapeva. La lettura resta piacevole e interessante, però, specie perché mette bene in luce quanto quell’epoca così vituperata sia stata in realtà ben più vivace e libera di quanto molti credano. Rende un’interessante panoramica su tanti aspetti: viaggi, malattie, vita familiare, festività e credenze, delitti e pene, e tutto contribuisce a comprendere meglio la mentalità dell’uomo di quei tempi: come pensava, come amava, come intendeva la giustizia. Le parti più belle, talvolta commoventi, sono secondo me i resoconti di vicende di persone comuni dell’epoca, scovate negli archivi, vere finestre sul passato.
A concludere il libro ci sono riflessioni amare sull’epoca attuale: il progresso della società, l’avanzamento tecnologico e quello culturale sono strettamente legati. Eppure quest’epoca che in teoria ci offre il massimo sotto questi aspetti, vede l’Italia arretrata, incapace di tenere il passo, con un fuorisincrono tra la velocità dei cambiamenti e la velocità di adattamento e una classe politica che in gran parte riflette (e interpreta) questo ritardo culturale . Dice Barbero: L’Italia paga la sua complessiva arretratezza: il basso livello culturale, il peso delle clientele, la faziosità della politica, la poca capacità di unirsi. È il destino del nostro Paese fin dai tempi dell’Unità: grandi potenzialità, ma anche grandissimi ritardi.
E sappiamo bene che è così, ma vedercelo ricordato tanto brutalmente dopo una lettura piacevole e per certi versi ‘leggera’ lascia più che mai l’amaro in bocca.
Splendido. Entrambi gli autori sono bravissimi nel coniugare semplicità e completezza di informazione. Le curiosità sono tante e ci fanno comprendere quanto e come cambia il mondo e come la storia dell'uomo sia magnifica sia nell'ecezionale she nel quotidiano
Libro scritto a quattro mani da Piero Angela e Alessandro Barbero. Il libro è strutturato come la famosa rubrica svoltasi tanti anni all'interno del programma Super Quark, che vedeva un colloquio amichevole, una piacevole chiacchierata su vari argomenti storici tra il famoso divulgatore scientifico e lo stimato storico. Come riporta il sottotitolo, il libro è un viaggio nella quotidianità delle ere passate. Attraverso fatti, vicende, aneddoti, abitudini, curiosità, resoconti e storie personali di persone comuni delle epoche passate, magari scovate nelle ricerche d'archivio svolte dal professor Barbero, scopriamo e capiamo come e quanto è cambiato il mondo nelle varie epoche fino ai giorni nostri; il perché di certi avvenimenti storici e come può essere interessante la storia dell'uomo anche nella vita di tutti i giorni. Un libro scritto in maniera semplice e accurata allo stesso tempo; scorrevole, piacevole, interessante e stimolante, che mi ha fatto scoprire diverse cose di cui non ero a conoscenza e sfata molti miti della storia antica e del Medioevo.
Godibilissima lettura, piacevole scambio di idee tra un grandissimo divulgatore e uno storico d'eccezione. Ho scoperto diverse cose di cui non avevo idea. Adatto a chiunque e soprattutto a chi vuole capire il mondo che lo circonda e da dove provenga.
Massimo rispetto per gli autori, ma il libro è solo una chiacchierata che aggiunge ben poco alle nozioni di storia medievale studiate in passato e rinfrescate più di recente con la lettura di svariati libri sul periodo storico, tra cui “The calamitous 14th century”.
Vengono narrati alcuni aneddoti interessanti su personaggi bizzarri come la vedova che amava i sacerdoti e il mercante che aveva reinterpretato i Vangeli a suo rischio e pericolo, quindi vale la pena, ma senz’altro non un libro indispensabile, piuttosto una lettura veloce e poco impegnativa che può intrattenere per qualche ora.
========== Oggi le cose da mangiare le troviamo nei supermercati, senza dover lavorare la terra: i contadini in Italia sono ormai poco più del 4 per cento della popolazione, e tutti gli altri vivono del loro lavoro senza quasi accorgersi che esista. Anche quelle prime società umane non lavoravano la terra, e anche loro trovavano il cibo in un grande supermercato: la natura. ========== L’ammirazione e il rispetto per i vecchi sono un’invenzione delle civiltà contadine, non esistevano nelle antiche tribù nomadi, a meno che non si trattasse di capi o di stregoni. ========== Secondo alcune stime, alla fine del Paleolitico, cioè circa 10-15 mila anni fa, in tutto il mondo non esistevano più di 5 milioni di esseri umani. ========== L’inizio di tutto è la grande rivoluzione dell’agricoltura. ========== È solo dopo l’anno Mille che le foreste si riducono rapidamente a favore dei campi coltivati. ========== Già nel basso Medioevo ci si accorge che la foresta può diventare una risorsa in pericolo, e i governi più accorti cominciano a fare delle leggi per difenderla. Il fallimento dell’Impero spagnolo nel Cinque-Seicento è legato anche a una catastrofe ecologica: la crescita incontrollata di allevamenti di pecore e capre e un governo illuso dalle ricchezze apparentemente inesauribili che provengono dalle Americhe provocano la distruzione delle risorse forestali. Alla lunga, la deforestazione della Spagna blocca la crescita. «Le pecore mangiano gli uomini» dicevano i contadini spagnoli; ma poi perfino il re si accorge di non avere più il legname per costruire le sue navi da guerra, e alla fine il paese rimane strozzato per la mancanza di questa materia prima essenziale. ========== L’Impero ottomano disponeva di immense foreste sul Mar Nero, ma le ha in gran parte sacrificate per la sua politica di potenza. Si è calcolato che per costruire le due flotte che si affrontarono alla battaglia di Lepanto sono stati necessari 250 mila alberi d’alto fusto! Del resto, anche per costruire Venezia e le sue flotte sono state distrutte intere foreste dell’Istria e della Dalmazia. ========== È stato calcolato che un litro di benzina è equivalente al lavoro muscolare di 50 schiavi che trascinano di corsa un’utilitaria per due ore… Gli schiavi, quindi, dovevano essere molti. A Roma, in epoca imperiale, sembra ci fossero addirittura 200-300 mila schiavi, che svolgevano gran parte dei lavori manuali faticosi. ========== Così, per esempio, contrariamente al mito, le piramidi d’Egitto non sono state costruite da schiavi, ma da salariati liberi; l’apparato organizzativo dei faraoni è servito a trasportare e concentrare materie prime e a reclutare manodopera, a organizzarla, a mantenerla, ma non ha avuto bisogno di passare attraverso la schiavizzazione per raggiungere i risultati desiderati. ========== Nell’Italia del Medioevo, del Rinascimento c’erano ancora schiavi; è una cosa poco nota, perché non erano più le grandi masse che lavoravano in campagna; ma c’erano schiavi nelle case, e soprattutto schiave, che venivano dall’Oriente, dalla Russia, dal Caucaso, dove vivevano popoli non ancora cristiani. I mercanti genovesi o fiorentini del Rinascimento avevano sempre delle schiave in casa, che spesso gli facevano anche dei figli; nel nostro patrimonio genetico, in Italia, c’è anche questa componente da non dimenticare… ========== Per quanto riguarda gli anziani in Italia, le proiezioni sono allarmanti: nel 2050, quando chi nasce oggi non avrà ancora compiuto 40 anni, si prevede che le persone sopra i 65 anni saranno 20 milioni! Basta pensare alle spese per pensioni e Sanità, per rendersi conto del problema! A quel punto dovrebbero esserci in Italia 10 milioni di extracomunitari. In buona parte badanti… ========== Ancora nel 1900 in Italia solo l’8 per cento della popolazione terminava la scuola elementare. E solo tre italiani su mille arrivavano al diploma. ========== E i modelli educativi erano rigidi, il ruolo paterno in particolare: gli adulti credevano che nell’educazione fossero obbligatori il rigore, le punizioni, e che fosse controproducente mostrare indulgenza. La stessa cosa avveniva in casa. Molti padri non erano capaci di mostrare tenerezza ai figli; ma questo è un problema che è durato fino a poche generazioni fa. ========== ANGELA Ma allora, tutte le cinture di castità che si vedono nei musei? BARBERO Sono dei falsi. Come gli strumenti di tortura che riempiono, anche loro, musei e castelli. È tutta roba fabbricata nell’Ottocento. Allora il Medioevo era di moda, e piaceva immaginarlo come un’epoca truce, sinistra, barbarica. I collezionisti pagavano bene, e i falsari si sono messi al lavoro. Del resto, i musei più seri ormai se ne sono accorti. A Londra, al British Museum, fino a un po’ di tempo fa era esposta una cintura di castità. Un bel giorno l’hanno tolta, e non se ne è più saputo niente. ========== L’Italia paga la sua complessiva arretratezza: il basso livello culturale, il peso delle clientele, la faziosità della vita politica, la poca capacità di unirsi. È il destino del nostro paese fin dai tempi dell’Unità: grandi potenzialità, ma anche gravissimi ritardi. Alla vigilia della Prima guerra mondiale, c’era l’abitudine di classificare i paesi in base alla loro forza economica e militare: c’erano le grandi potenze, e le potenze di second’ordine. Ebbene, non si sapeva mai se considerare l’Italia l’ultima delle grandi potenze, o la prima delle potenze minori. Oggi è un po’ la stessa cosa. ==========
Questo libro ci mostra gli aspetti più quotidiani della vita nei tempi passati, dal cibo alla religiosità, dai viaggi alla sessualità, dalla giustizia all’organizzazione sociale.
‘Dietro le quinte della storia’ è stata per anni la rubrica che il professor Barbero ha tenuto all’interno del miglior programma di divulgazione andato in onda in Italia, Superquark. La rubrica consisteva in un dialogo tra lui e l’indimenticabile Piero Angela e proprio in questo modo è stato creato e strutturato il libro, in cui si parla principalmente di Medio Evo (il periodo in cui Barbero è specializzato), ma si spazia anche in epoche precedenti e successive, con frequenti confronti fra le differenze che emergono.
Vengono raccontati anche molti aneddoti riguardanti persone comuni, aneddoti di cui si è trovata testimonianza all’interno di documenti, che permettono ancora di più di guardare nella quotidianità del passato, in quella Storia che non è raccontata nei libri di scuola, ma che è fondamentale per capire il mondo che c’è stato prima di noi.
Naturalmente il libro è consigliatissimo, perché interessante e scorrevole e per chi pensa ancora con nostalgia ai dialoghi tra questi due grandi signori.
Non ho citato un altro degli argomenti toccati nel libro: le malattie e le cure. L’ho voluto citare a parte perché uno degli argomenti toccati sono le grandi epidemie nel corso della Storia e viene esplicitamente indicata come ultima grande epidemia quella della Spagnola, tra il 1918 e il 1920. Si parla della paura che c’è ancora oggi e si dice che non si può sapere se una cosa del genere potrebbe succedere ancora. Il libro è del 2012. Leggere questa parte dopo il 2020 fa di sicuro un certo effetto.
Un libro molto interessante sulla vita quotidiana degli uomini antichi. Aiuta a capire anche il come ed il perché di certi avvenimenti importanti. Da leggere per conoscere un argomento non molto noto ma sicuramente degno di essere approfondito. Piero Angela sappiamo tutti chi è. Alessandro Barbero è uno storico, professore universitario, che abbiamo conosciuto perché ha partecipato a molte puntate di Super Quark.
“È importante ricordare che la storia non si occupa solo dei re, dei grandi uomini e delle loro imprese, entusiasmanti o nefaste. Quella è la Storia con la maiuscola, che Bertolt Brecht criticava in una famosa poesia: ‘Giulio Cesare conquistò la Gallia. Non aveva con sé nemmeno un cuoco?’. Ma noi storici lavoriamo negli archivi, e gli archivi sono pieni di documenti che parlano delle persone comuni, della loro vita, della loro storia, che spesso è una storia drammatica.”
Dialogo abbastanza monotono tra Angela (più che altro intervistatore) e Barbero, che parla in modo superficiale della miriade di argomenti tirati fuori da Angela. Lettura abbastanza noiosa per chi mastica già la storia medievale ma comunque ricca di aneddoti e curiosità interessanti. Plot twist incredibile le pagine finali della conclusione, in cui i due si espongono in una chiara critica alla società odierna, sia nel contesto globale che italiano.
Ricco di aneddoti e curiosità interessanti, consigliato a chi vuole farsi un'idea del medioevo senza troppo impegno. Non ho particolarmente apprezzato la scelta di impostare la stesura come un dialogo tra i due, anche perché per lo più Angela pone dei quesiti a Barbero, il quale risponde e manda avanti la "conversazione". Plot twist finale con una feroce e pungente critica di entrambi alla società moderna, leggermente out of contest ma apprezzata dal sottoscritto.
È un'infarinatura della storia, prevalentemente quella medievale, in cui a volte vengono smentite alcune credenze radicate nel nostro immaginario. Onestamente mi aspettavo un po' di più, direi che è perfetto per chi purtroppo non ha delle buone basi di ragionamento storico, questo libro fornisce gli strumenti per capire meglio i dettagli che sono alla base di quelli che diventano i grandi eventi. Attraverso poi piccoli aneddoti le storie rimangono sempre più impressi.
Una chiacchierata interessante tra due figure che la comunicazione la conoscono molto bene. Libro intrigante che mette più di una pulce nell'orecchio a chi ha il piacere del sapere. L'intento di giungere ad un pubblico vasto ne limita e parecchio la profondità dei contenuti. Apprezzo l'idea un po' meno il risultato.
Leggere un libro del professor Barbero è sempre stimolante, e anche questo libro che parla brevemente della storia dell'umanità (soprattutto occidentale) concentrandosi soprattutto su età romana e Medioevo è molto bello. Non mi è piaciuto che sia fatto in forma dialogica che secondo me lo fa diventare a tratti "finto". Nel complesso è un bel libro, da leggere sicuramente se piace la storia.
Lungo dialogo tra Piero Angela e Alessandro Barbero che tocca temi già ampliamenti discussi dallo storico nelle sue molteplici conferenze. Nulla di nuovo per i suoi seguaci, quindi; tuttavia una lettura piacevole da consigliare soprattutto a chi non ha mai ascoltato Barbero (anche se personalmente lo preferisco nell’esposizione orale piuttosto che in quella scritta).
Un buon libro, molto semplice come stile e come informazioni, adatto quindi ad un vasto pubblico. Ma non manca l'accuratezza di stampo Angela. Ci si trovano diverse storie interessanti anche per chi ha già una buona infarinatura storica.
Lettura molto scorrevole, sotto forma di dialogo tra i due autori. Ci sono una serie di aneddoti che hanno arricchito il mio sapere, ma non molto di più.
- non è né carne né pesce - qualche aneddoto interessante e divertente, ma poco altro - mi aspettavo molto di più visti gli autori - si fa leggere comunque abbastanza bene
Gli aneddoti del professor Barbero rendono questo viaggio nella storia più interessante. Ho apprezzato molto, e trovo condivisibili, le osservazioni finali fatte da Angela e Barbero. Guardare indietro è sempre un modo interessante per capire il presente.
Due bravi divulgatori a colloquio raccontano aspetti della vita quotidiana nei secoli. Piacevole, ma è comunque rivolto a un pubblico molto basico, quindi se uno ha un minimo di letture nel campo troverà molte cose note.