Come scrisse H. P. Lovecraft: «[...] quegli autori i quali credono nell'occulto sono probabilmente meno efficaci dei materialisti nel delineare il mondo degli spiriti e dell'irrealtà: per loro questo mondo costituisce una realtà tanto scontata che sono portati a trattarla con un timore riverente, un senso di estraneità e una solennità molto inferiori rispetto a coloro che vedono in quel mondo una situazione assoluta e portentosa [...] dell'ordine naturale.»
Charles Dickens fa parte proprio di quei materialisti che, anche se interessati all'occulto (praticava persino una sorta di mesmerismo o "magnetismo animale"), ne scrive spesso in tono ironico e beffardo, come si nota in molto racconti presenti in questa raccolta come per esempio La casa infestata o Se ci sei batti un colpo. Come sappiamo Dickens è stato uno dei maggiori scrittori di ghost story e newgate novels (dal nome del famoso carcere inglese, le newgate novels sono racconti crime con, di solito, crimini violenti e spesso sensazionalistici), e in questo libro ne vengono raccolte molte, non solo ghost story e newgate novels, ma anche gotiche e folkloristiche, in forma di racconti a se stanti, pubblicati magari sui numerosi periodici curati dallo stesso Dickens, ma anche tratti dai suoi celebri romanzi come David Copperfield o Il Circolo Pickwick.
Molto interessante l'ultima parte di questa raccolta che raccoglie brani, lettere e brevi racconti dei "maestri del gotico" predecessori di Dickens (e che lui stesso leggeva) come Ann Radcliffe, Mary Shelley (interessante il racconto dell'incubo che ha poi generato il suo Frankenstein) o Matthew Gregory Lewis, soprannominato «Monk» Lewis per via del suo famoso (e unico) romanzo gotico Il Monaco.
Tutta la produzione "soprannaturale" (e non solo) di Dickens è intrisa della sua esuberante inventiva e ironia, si va dal macabro al sentimentale, dal folkloristico al gotico, dal raccapricciante allo scettico-positivistico e non mancano qua e la riferimenti autobiografici che rendono tutta la sua varia produzione, a distanza di secoli, ancora così apprezzata sia dai lettori che da registi e sceneggiatori di film e serie tv, che continuano a produrre opere tratte dai suoi romanzi e dalla sua vita; proprio per questi motivi Dickens è indubbiamente uno dei miei autori preferiti e leggere questa raccolta non solo mi ha fatto molto piacere ma mi ha anche molto divertita e, cercando di non correre troppo nella lettura, me la sono goduta.
Sono stata felicissima anche di aver ritrovato fra le pagine di questa raccolta uno dei miei racconti preferiti, Il segnalatore, letto per la prima volta probabilmente in qualche raccolta tematica della Abeditore, il quale è senza ombra di dubbio una delle ghost story (se non la prima fra tutte) che più mi inquieta e mi fa accapponare la pelle.
Sicuramente questa è una raccolta che consiglio a tuttə, sia a chi già ha letto romanzi e racconti di Dickens e vuole avere in un unico libro la maggior parte della sua produzione "soprannaturale", così da rileggere qualche racconto appena se ne ha voglia, sia a chi si affaccia al mondo dickensiano per la prima volta, così da farsi un’idea del suo stile e avere l’occasione di leggere alcuni brani tratti dai suoi romanzi più famosi.