Con sommo dispiacere devo ammettere che il secondo capitolo della serie Fins di Tera Lynn Childs mi ha profondamente deluso. Non tanto per il modo di scrivere della Childs, fresco e sicuramente simpatico, neppure per la struttura del libro stesso, semplice ma non per questo mal fatta. A deludermi è stata proprio la storia.
Ciò che avevo apprezzato maggiormente nel primo capitolo di questa serie, Il bacio della Sirena, era il modo di essere della protagonista Lily, così frizzante ed insicuro, così simile al 99% delle teenagers di mia conoscenza (me inclusa), esattamente come la sua “love story” decisamente tormentata con quello che si scoprirà essere il ragazzo della sua vita, Quince – romantica, perfettamente in linea con una storia pensate “per ragazze soltanto”. Niente male pure l'idea di una sirena che abbandona il suo mondo perfetto nascosto nelle profondità dell'oceano per abbracciare la vita sulla terraferma, così differente ma non per questo meno interessante. Tutti questi – e qualche altro – elemento, mi avevano portato a valutare “Il Bacio della Sirena” come un inno all'adolescenza, ai suoi lati negativi piuttosto che a quelli positivi, elementi che io stessa ho vissuto, qualche tempo fa.
Ecco, dopo aver letto “il Destino della Sirena”, mi ritrovo a pensare che la magia del primo libro si sia inabissata nelle profondità di una storia che, ora come ora, non funziona più di tanto..
Quella de Il destino della Sirena, infatti, è una storia alquanto forzata. Un po' perché tra Quince e Lily non succede praticamente nulla di eclatante, un po' per il ruolo che la cugina di Lily, Dosinia, si ritrova a giocare in questo capitolo. Espulsa dal mare per una ragione – assolutamente assurda - che scopriremo soltanto alla fine, si impegnerà per le prime 270 pagine del libro a rendere la vita di Lily un vero inferno fino al momento in cui, dalla 271esima pagina in poi, inizierà a rispettarla e a volerle bene. Scontato, troppo scontato: l'avrei preferita vedere come antagonista, dato che non esiste un vero e proprio antagonista in questo libro. Ciò che spingeva la narrazione de “Il bacio della Sirena” avanti era l'amore che Lily provava prima nei confronti di Brody poi nei confronti di Quince. Ciò che, invece, spinge la narrazione de “Il destino della Sirena” avanti è soltanto il pessimo rapporto che Lily ha con sua cugina ed i problemi che la prima si ritrova ad affrontare a scuola a causa del suo rendimento assolutamente scadente. Tutto troppo limitato, nulla di eclatante, pochi elementi veramente avvincenti. Un vero peccato, la Childs, visto “Il Bacio della Sirena”, avrebbe potuto darci qualcosa in più, il brivido della scoperta magari o la “tensione emotiva” creata da una narrazione veramente avvincente: posto così, “Il destino della sirena” non colpisce, non spicca, non lascia nulla di nuovo.
Il “destino” - molto particolare - di Lily, poi, si compirà soltanto nelle ultime pagine di questo libro che si rivela essere un'enorme preparazione a ciò che avverrà in coda.
Delusa. Fortemente delusa.