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Mancarsi
Irene vuole essere felice, e quando il suo matrimonio inizia a zoppicare se ne va. Nicola è solo, confusamente addolorato dalla morte di una donna che aveva smesso di amare da tempo. Anche lui, come Irene, è mosso da un'assoluta urgenza di felicità. Anche lui vuole un amore e sa esattamente come vuole che sia fatto.
Sarebbero destinati a una grande storia, se solo s'incontrassero una volta nel bistrot che frequentano entrambi. Ma il caso vuole che ogni volta che Nicola arriva, Irene sia appena andata via.
Se le vite di Nicola e Irene non s'incontrano fino alla fine, le loro teste invece s'incontrano furiosamente nelle pagine di questo libro: i pensieri, le derive, il sentire - quell'impasto inconfondibile di toni alti e bassi, riflessivi e comici - si richiamano di continuo, sono ponti gettati verso il nulla o verso l'altro. Forse, verso l'attimo imprevisto in cui la felicità finalmente abbocca: perché se lo lasci passare, quell'attimo, te ne vai con la curiosa ma lucida impressione d'esserti appena giocato la vita.
Sarebbero destinati a una grande storia, se solo s'incontrassero una volta nel bistrot che frequentano entrambi. Ma il caso vuole che ogni volta che Nicola arriva, Irene sia appena andata via.
Se le vite di Nicola e Irene non s'incontrano fino alla fine, le loro teste invece s'incontrano furiosamente nelle pagine di questo libro: i pensieri, le derive, il sentire - quell'impasto inconfondibile di toni alti e bassi, riflessivi e comici - si richiamano di continuo, sono ponti gettati verso il nulla o verso l'altro. Forse, verso l'attimo imprevisto in cui la felicità finalmente abbocca: perché se lo lasci passare, quell'attimo, te ne vai con la curiosa ma lucida impressione d'esserti appena giocato la vita.
104 pages, Paperback
First published January 2, 2013
About the author
Diego De Silva
46 books164 followersDiego De Silva, scrittore, giornalista e sceneggiatore, è nato a Napoli nel 1964. Il suo romanzo "La donna di scorta" (1999) è stato finalista del premio Montblanc, "Certi bambini" (2001) è stato selezionato per il premio Campiello e "Non avevo capito niente" (2007) ha vinto il premio Napoli ed è stato finalista al premio Strega. Da "Certi bambini", la crudele storia di un ragazzo di strada assoldato come killer dalla camorra, è stato tratto nel 2004 l'omonimo film diretto dai fratelli Frazzi, vincitore di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, fra i quali l'Oscar europeo e due David di Donatello. Molti suoi racconti sono apparsi in svariate antologie, fra le quali "Disertori e Crimini". Dal racconto "Il covo di Teresa", in particolare, nel 2006 è stato tratto un film tv interpretato da Lina Sastri per la regia di Stefano Sollima. Con Antonio Pascale e Valeria Parrella ha firmato lo spettacolo teatrale "Tre terzi", interpretato da Marina Confalone e diretto da Giuseppe Bertolucci. Tra i suoi ultimi lavori si ricordano i romanzi "Sono contrario alle emozioni" e "Mancarsi". Oltre a scrivere per il cinema, la tv e il teatro, De Silva collabora al quotidiano "Il Mattino". I suoi libri sono tradotti in Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Portogallo e Grecia.
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Displaying 1 - 30 of 136 reviews
August 19, 2018
Riconosco la scrittura semplice, fluida, fresca di DeSilva , che scava senza atteggiarsi troppo, senza pretendere di essere ciò che non è. Qui ci racconta di una storia d'amore che tarda a presentarsi all'appuntamento col destino.
Ognuno con il proprio vissuto, con la propria storia, Irene e Nicola si ritrovano soli, incapaci di vivere in pieno la libertà ritrovata ,lei per scelta, lui per volere del destino, ma con l'assoluta consapevolezza di sapere quello che non desiderano più, quello che non vogliono più essere.
Racconto brevissimo dal finale aperto, ma a me è piaciuto anche per questo...perché più che raccontarci una storia, De Silva ci propone delle "situazioni" e ci mette nella condizione di fare delle riflessioni.
Ognuno con il proprio vissuto, con la propria storia, Irene e Nicola si ritrovano soli, incapaci di vivere in pieno la libertà ritrovata ,lei per scelta, lui per volere del destino, ma con l'assoluta consapevolezza di sapere quello che non desiderano più, quello che non vogliono più essere.
Racconto brevissimo dal finale aperto, ma a me è piaciuto anche per questo...perché più che raccontarci una storia, De Silva ci propone delle "situazioni" e ci mette nella condizione di fare delle riflessioni.
November 22, 2017
istantanee scattate con gli occhi che si acquattano nella memoria ... ( mica c'è solo Instagram :) )
Ci sono immagini che si acquattano (mi piace questo verbo che usa De Silva) nella nostra memoria e là restano. Frammenti, istantanee dov'è condensata tutta la tenerezza per qualcuno che abbiamo amato o amiamo ancora.
A volte è una sequenza, altre un'immagine, un fotogramma qualsiasi,un movimento spezzato,una smorfia (debolezza,forse vergogna),un gesto piccolissimo che non possiamo raccontare a nessuno( e non perché vogliamo,ma perché non sapremmo neanche come cominciare,e se pure ne fossimo capaci preferiremmo non farlo)
E' lì che ne conserviamo l'essenza, perché è stato allora che l'abbiamo vista così inaspettatamente smascherata e se stessa;
è in quell'istante che tutto è avvenuto.
Vogliamo che la persona che amiamo ci dica che si è innamorata di noi perché un giorno ,senza neanche pensarci,l'abbiamo toccata in un punto in cui non sapeva di essere sensibile, come certe carezze che arrivano molto in fondo per conto loro.
3/4 stelline
Ci sono immagini che si acquattano (mi piace questo verbo che usa De Silva) nella nostra memoria e là restano. Frammenti, istantanee dov'è condensata tutta la tenerezza per qualcuno che abbiamo amato o amiamo ancora.
A volte è una sequenza, altre un'immagine, un fotogramma qualsiasi,un movimento spezzato,una smorfia (debolezza,forse vergogna),un gesto piccolissimo che non possiamo raccontare a nessuno( e non perché vogliamo,ma perché non sapremmo neanche come cominciare,e se pure ne fossimo capaci preferiremmo non farlo)
E' lì che ne conserviamo l'essenza, perché è stato allora che l'abbiamo vista così inaspettatamente smascherata e se stessa;
è in quell'istante che tutto è avvenuto.
Vogliamo che la persona che amiamo ci dica che si è innamorata di noi perché un giorno ,senza neanche pensarci,l'abbiamo toccata in un punto in cui non sapeva di essere sensibile, come certe carezze che arrivano molto in fondo per conto loro.
3/4 stelline
July 31, 2017
Avevo bisogno di una lettura "defatigante" dopo essere emersa piena di contusioni e con qualche lacrima dalla Fortezza Bastiani, nei panni di Giovanni Drogo.
Chè si sa, non è facile entrare in un altro romanzo quando se ne è lasciato uno che è stato, oltre che doloroso, una conferma delle proprie inclinazioni libresche. Dopo si sente quasi il bisogno di "tradirsi" un po' e buttarsi in mezzo a parole meno affini. A me, almeno, succede.
Così mi sono affidata a De Silva, autore che ho conosciuto per averlo ascoltato leggere brani dei suoi ultimi romanzi, e che si è attirato le mie simpatie perchè è un gran lettore ad alta voce.
In questo "mancarsi" quella che è mancata è la storia, che è solo un abbozzo di scenografia per poter snocciolare una serie di frasi ad effetto sull'amore di coppia e la sua fine. De Silva è bravo, l'inizio del libro mi ha coinvolta e molto velocemente sono giunta alla metà, ma poi mi pareva di sentir rimbombare all'infinito l'eco di uno stesso suono. Poi tutta l'armonia delle frasi e delle similitudini e metafore mitragliate ogni secondo- un ritmo davvero eccessivamente ridondante-s'è sgretolata e s'è mutata in un pizzico di insofferenza e di fastidio.
C'è un po' troppo autocompiacimento in De Silva, si sente quanto si piace e pare di assistere al suo autocontemplarsi allo specchio.
Non posso neanche dire che non mi piaccia il suo modo di scrivere, lo trovo di qualità decisamente più alta rispetto a molta letteratura "leggera" che ho anche solo assaggiato, però credo De Silva vada somministrato col contagocce per risparmiarsi effetti collaterali disturbanti.
Chè si sa, non è facile entrare in un altro romanzo quando se ne è lasciato uno che è stato, oltre che doloroso, una conferma delle proprie inclinazioni libresche. Dopo si sente quasi il bisogno di "tradirsi" un po' e buttarsi in mezzo a parole meno affini. A me, almeno, succede.
Così mi sono affidata a De Silva, autore che ho conosciuto per averlo ascoltato leggere brani dei suoi ultimi romanzi, e che si è attirato le mie simpatie perchè è un gran lettore ad alta voce.
In questo "mancarsi" quella che è mancata è la storia, che è solo un abbozzo di scenografia per poter snocciolare una serie di frasi ad effetto sull'amore di coppia e la sua fine. De Silva è bravo, l'inizio del libro mi ha coinvolta e molto velocemente sono giunta alla metà, ma poi mi pareva di sentir rimbombare all'infinito l'eco di uno stesso suono. Poi tutta l'armonia delle frasi e delle similitudini e metafore mitragliate ogni secondo- un ritmo davvero eccessivamente ridondante-s'è sgretolata e s'è mutata in un pizzico di insofferenza e di fastidio.
C'è un po' troppo autocompiacimento in De Silva, si sente quanto si piace e pare di assistere al suo autocontemplarsi allo specchio.
Non posso neanche dire che non mi piaccia il suo modo di scrivere, lo trovo di qualità decisamente più alta rispetto a molta letteratura "leggera" che ho anche solo assaggiato, però credo De Silva vada somministrato col contagocce per risparmiarsi effetti collaterali disturbanti.
April 10, 2024
O lo apprezzi o lo cestini, non ci sono vie di mezzo. E credo che il discrimine stia nel fatto che riesca o no a toccare le corde dell'anima più profonde del lettore, mettendone a nudo le umane debolezze. "Mancarsi" si compone di tanti déjà vu, ma mirabilmente amalgamati e personalizzati. Colpisce la forza e la facilità con cui i pensieri dei protagonisti sono rappresentati, indifferentemente lato maschile e lato femminile. Sono indistintamente Persone, sono noi. " E' (...) che quando ritroviamo i nostri pensieri nei libri, sembra che ce li tolgano di bocca con tutte le parole. Allora li rivalutiamo. Ci viene voglia di riprenderceli, di difenderli. In un certo senso, cominciamo a parlare". Illuminante.
January 15, 2013
Diego De Silva è diventato uno scrittore di successo grazie – soprattutto – ai suoi libri sull’avvocato Malinconico. Ma ora, con questo romanzo breve ed intenso, Mancarsi, «fa un passo a lato», come dice la quarta di copertina.
Immaginatevi una storia a due voci, mai vicine fisicamente ma vicine per tutto il resto. Irene e Nicola, abitano nella stessa città, frequentano lo stesso bistrot senza mai incontrarsi, si alternano i vari capitoli raccontando la loro personale storia, fatta rispettivamente di una separazione dal marito e dalla morte in un incidente della moglie Licia. Ma soprattutto due storie fatte di una mancanza, che più che una mancanza dell’altro è una mancanza di sé.
Sia Irene che Nicola, infatti, si trovano appiattiti e schiacciati nelle loro storie precedenti, in ciò che ne segue ed in ciò che hanno lasciato.
[Continua a leggere qui: http://lettoritralerighe.weebly.com/2...]
Immaginatevi una storia a due voci, mai vicine fisicamente ma vicine per tutto il resto. Irene e Nicola, abitano nella stessa città, frequentano lo stesso bistrot senza mai incontrarsi, si alternano i vari capitoli raccontando la loro personale storia, fatta rispettivamente di una separazione dal marito e dalla morte in un incidente della moglie Licia. Ma soprattutto due storie fatte di una mancanza, che più che una mancanza dell’altro è una mancanza di sé.
Sia Irene che Nicola, infatti, si trovano appiattiti e schiacciati nelle loro storie precedenti, in ciò che ne segue ed in ciò che hanno lasciato.
[Continua a leggere qui: http://lettoritralerighe.weebly.com/2...]
February 3, 2013
Due vite parallele, Nicola e Irene, segnate dall’aver fallito il primo rapporto amoroso.
Entrambi vogliono ritrovare la felicità o forse semplicemente trovarla. Fare centro, non mancare il bersaglio, stavolta.
De Silva li descrive nel grigiore delle loro vite, nelle loro esitazioni, nei loro ripensamenti, nei loro movimenti. I due non si conoscono, il lettore immagina la loro affinità, ma i due si mancano sempre per poco. Non si vedono l’un l’altro perché ancora occupati a pensare a loro stessi, a quello che è loro mancato e a ciò che loro manca.
In testa, l’idea che potrebbero non incontrare mai l’Altro anche quando magari ce l’’hanno sotto gli occhi.
Senza saperlo, a distanza, Nicola e Irene si analizzano, si giudicano, si perdono e si ritrovano, in modo a volte ponderato e serio e a volte in modo ironico.
Un libro brevissimo che si legge fin troppo velocemente e che ci fa capire che se siamo soli, forse basta guardarsi intorno e sorridere per capire che probabilmente non è così, non siamo soli, c’è sempre qualcuno lì per noi…
Alcune pagine sono veramente molto belle e contengono riflessioni profonde. Le altre mi sono sembrate abbastanza scontate.
Entrambi vogliono ritrovare la felicità o forse semplicemente trovarla. Fare centro, non mancare il bersaglio, stavolta.
De Silva li descrive nel grigiore delle loro vite, nelle loro esitazioni, nei loro ripensamenti, nei loro movimenti. I due non si conoscono, il lettore immagina la loro affinità, ma i due si mancano sempre per poco. Non si vedono l’un l’altro perché ancora occupati a pensare a loro stessi, a quello che è loro mancato e a ciò che loro manca.
In testa, l’idea che potrebbero non incontrare mai l’Altro anche quando magari ce l’’hanno sotto gli occhi.
Senza saperlo, a distanza, Nicola e Irene si analizzano, si giudicano, si perdono e si ritrovano, in modo a volte ponderato e serio e a volte in modo ironico.
Un libro brevissimo che si legge fin troppo velocemente e che ci fa capire che se siamo soli, forse basta guardarsi intorno e sorridere per capire che probabilmente non è così, non siamo soli, c’è sempre qualcuno lì per noi…
Alcune pagine sono veramente molto belle e contengono riflessioni profonde. Le altre mi sono sembrate abbastanza scontate.
February 5, 2018
Banale, con una scrittura caotica, con troppe parentesi. Abbozza l'idea, ma la sviluppa con approssimazione, sembra quasi il canovaccio di un romanzo incompiuto. Forse l'autore voleva questo tenendo conto del titolo del libro.
Lei divorziata, lui vedovo, entrambi insoddisfatti della vita matrimoniale, che hanno trascinato per inerzia oppure della cui insoddisfazione non si rendevano conto mentre la vivevano. Galeotto fu il bistrot................
Finora avevo sempre scansato Da Silva, e avevo ragione.
Lei divorziata, lui vedovo, entrambi insoddisfatti della vita matrimoniale, che hanno trascinato per inerzia oppure della cui insoddisfazione non si rendevano conto mentre la vivevano. Galeotto fu il bistrot................
Finora avevo sempre scansato Da Silva, e avevo ragione.
September 7, 2017
Niente...
Alla fine non sono riuscita a fare nessun commento. Non mi è venuto niente.
Mi sono giustificata con la possibilità che sia un mio problema personale con De Silva, che non capisco perchè vada così osannato...io non ci trovo niente!
Alla fine non sono riuscita a fare nessun commento. Non mi è venuto niente.
Mi sono giustificata con la possibilità che sia un mio problema personale con De Silva, che non capisco perchè vada così osannato...io non ci trovo niente!
December 22, 2024
veloce, leggera, la storia di un impatto in slow motion, silenzioso e delicato. un de silva dalle parti della "donna di scorta" (niente a che fare con malinconico).
January 30, 2013
Questo romanzo breve, ma forse meglio chiamarlo racconto lungo, è sicuramente superiore a Non avevo capito niente, la precedente opera che avevo letto di De Silva. Però, non mi convince ancora del tutto la scrittura di questo autore. Alcune considerazioni sono argute e ci si può sicuramente ritrovare, almeno in talune situazioni. Qualche passaggio è davvero poetico e diventa un’immagine letteraria di un certo spessore. Come quello della nonna che, dopo essere rimasta vedova, comincia a dormire dalla parte del marito nel letto matrimoniale e, se per caso si sveglia nel corso della notte e vede il proprio lato vuoto, si dice: “Ma vedi, non ci sono.”
Ma, in generale, la superficialità è ancora in agguato tra queste righe, proprio a un passo dallo sbucare fuori. Mi serve una prova più efficace per mutare la mia opinione sullo scrittore. Un singolo racconto, per quanto abbastanza ben articolato, non basta. E poi, il finale proprio non mi è piaciuto.
Ma, in generale, la superficialità è ancora in agguato tra queste righe, proprio a un passo dallo sbucare fuori. Mi serve una prova più efficace per mutare la mia opinione sullo scrittore. Un singolo racconto, per quanto abbastanza ben articolato, non basta. E poi, il finale proprio non mi è piaciuto.
August 23, 2021
Tutto molto Tumblr.
January 11, 2026
L’ho letto per un gruppo di lettura.
Non mi ha entusiasmato molto, anche se l’idea di base è carina.
Due personaggi protagonisti molto ben fatti e una scrittura semplice.
Alcuni pensieri di Irene li condivido, ma 90 pagine sono too much.
Non mi ha entusiasmato molto, anche se l’idea di base è carina.
Due personaggi protagonisti molto ben fatti e una scrittura semplice.
Alcuni pensieri di Irene li condivido, ma 90 pagine sono too much.
March 7, 2013
Un racconto che è più una lunga riflessione sull'amore, sui compromessi e sull'infelicità di coppia.
Irene ha lasciato il marito perché, semplicemente, non lo amava più. Nicola, invece, ha perso la moglie in un incidente e per la prima volta si sente libero di pensare a tutto quel che non andava nel loro rapporto.
Nicola e Irene frequentano lo stesso bistrot e si siedono sempre allo stesso tavolo, ma in orari diversi... Direi che è prevedibile capire come andrà a finire, dopo essersi "mancati" di poco per tanto tempo.
De Silva scrive molto bene e le sue riflessioni sono sempre puntuali, acute, assolutamente umane e penetranti. Si vede che sa di cosa parla, e padroneggia la lingua e i pensieri in modo davvero ottimo. Ma questo libricino è troppo breve, non si fa in tempo ad affezionarsi ai personaggi, ad entrare sotto la loro pelle, a dire "sì, sì, è proprio vero, è così anche per me" che è già tutto finito. Inoltre Irene mi stava un pochino antipatica.
Non gli do quindi il massimo dei voti, ma se avete voglia di riflettere un pochino sulle relazioni e sui sentimenti è il libro ideale.
Irene ha lasciato il marito perché, semplicemente, non lo amava più. Nicola, invece, ha perso la moglie in un incidente e per la prima volta si sente libero di pensare a tutto quel che non andava nel loro rapporto.
Nicola e Irene frequentano lo stesso bistrot e si siedono sempre allo stesso tavolo, ma in orari diversi... Direi che è prevedibile capire come andrà a finire, dopo essersi "mancati" di poco per tanto tempo.
De Silva scrive molto bene e le sue riflessioni sono sempre puntuali, acute, assolutamente umane e penetranti. Si vede che sa di cosa parla, e padroneggia la lingua e i pensieri in modo davvero ottimo. Ma questo libricino è troppo breve, non si fa in tempo ad affezionarsi ai personaggi, ad entrare sotto la loro pelle, a dire "sì, sì, è proprio vero, è così anche per me" che è già tutto finito. Inoltre Irene mi stava un pochino antipatica.
Non gli do quindi il massimo dei voti, ma se avete voglia di riflettere un pochino sulle relazioni e sui sentimenti è il libro ideale.
February 9, 2013
[…] perché poi nessuno è in grado di spiegare di cosa è fatto l’amore…
In questo racconto non c’è l’avvocato Malinconico, ma la malinconia sì, così come c’è la solitudine e l’insoddisfazione, la ricerca di qualcosa di nuovo, di vero, qualcosa che manca. Nicola e Irene hanno alle spalle dei rapporti conclusi, lui ha perso la moglie in un incidente e lei ha lasciato il marito che non amava più. Ma seguendo le loro riflessioni, troviamo spesso qualcosa di nostro, qualcosa che ci appartiene o che ci è appartenuto. Leggendo mi sono ritrovata più volte nei pensieri di Irene, così come credo un uomo possa ritrovarsi nelle riflessioni di Nicola. Perciò, lo ammetto, questa volta De Silva è riuscito a catturarmi, così come mi piace quel finale “aperto”, quella possibilità, l’incontro nel bistrot. La scintilla fra i due potrebbe scattare, ora che entrambi hanno la piena consapevolezza di ciò che NON vogliono. Naturalmente il tutto avverrà sotto l’occhio attento di Baster Keaton…….. ;)
http://youtu.be/dy7hG5drNDw
In questo racconto non c’è l’avvocato Malinconico, ma la malinconia sì, così come c’è la solitudine e l’insoddisfazione, la ricerca di qualcosa di nuovo, di vero, qualcosa che manca. Nicola e Irene hanno alle spalle dei rapporti conclusi, lui ha perso la moglie in un incidente e lei ha lasciato il marito che non amava più. Ma seguendo le loro riflessioni, troviamo spesso qualcosa di nostro, qualcosa che ci appartiene o che ci è appartenuto. Leggendo mi sono ritrovata più volte nei pensieri di Irene, così come credo un uomo possa ritrovarsi nelle riflessioni di Nicola. Perciò, lo ammetto, questa volta De Silva è riuscito a catturarmi, così come mi piace quel finale “aperto”, quella possibilità, l’incontro nel bistrot. La scintilla fra i due potrebbe scattare, ora che entrambi hanno la piena consapevolezza di ciò che NON vogliono. Naturalmente il tutto avverrà sotto l’occhio attento di Baster Keaton…….. ;)
http://youtu.be/dy7hG5drNDw
February 23, 2015
A grandi linee la scrittura di De Silva mi garba, peccato solo che a volte si avvoltoli rovinosamente nelle sue stesse elucubrazioni, con periodi lunghi, scritti bene, ma gestiti in modo un po' zoppicante.
Due storie diverse, due personaggi diversi alla ricerca, però, di qualcosa di uguale: un amore nuovo, scintillante e ben fatto; un amore che risollevi il passato e si imponga con una forza tutta sua. Le premesse ci sono, ma le strade sono parallele, e forse così resteranno per sempre, in una solitudine reciproca che assomiglia un po' a quella dei "numeri primi" di Giordano. I personaggi di "Mancarsi" si mancheranno - appunto -, pur frequentando gli stessi posti, lo stesso locale.
Un libro originale, leggero e simpatico.
Due storie diverse, due personaggi diversi alla ricerca, però, di qualcosa di uguale: un amore nuovo, scintillante e ben fatto; un amore che risollevi il passato e si imponga con una forza tutta sua. Le premesse ci sono, ma le strade sono parallele, e forse così resteranno per sempre, in una solitudine reciproca che assomiglia un po' a quella dei "numeri primi" di Giordano. I personaggi di "Mancarsi" si mancheranno - appunto -, pur frequentando gli stessi posti, lo stesso locale.
Un libro originale, leggero e simpatico.
May 27, 2019
- Il dolore e la felicità sono fatti soprattutto di cianfrusaglie, paccottiglia, ingombri da soffitta di cui non riusciamo a disfarci anche quando abbiamo smesso definitivamente di usarli ed escludiamo che ci possano tornare utili. -
February 19, 2023
Riletto il 3 maggio 2025: non me lo ricordavo proprio.
November 3, 2017
De Silva tratteggia qui due storie povere di fatti e dense - molto dense - di cogitazioni, ora interessanti, ora francamente stancanti: un uomo, una donna… due mondi, due solitudini... forse s’incontrano, o forse no, si mancano… ecco... ci siamo... lui vede lei… Finito. Libriccino finito!
Che resta? Qualche buona immagine in rapida dissolvenza e - direbbe Paoli - il gusto un po’ amaro di cose perdute…
Che resta? Qualche buona immagine in rapida dissolvenza e - direbbe Paoli - il gusto un po’ amaro di cose perdute…
March 17, 2021
Romanzo breve e intenso, mi ha preso dall’incipit, così intimo, leggero che mi si è appiccicato addosso e mi ha fatto venir voglia di continuare a leggere fino all’ultima pagina. Un DeSilva in buona forma, assai diverso dallo scrittore di commedie con la battuta pronta e l’ironia pungente di Malinconico. Qui scrive per sottrazione (c’ho messo un po’ di pagine a capire che avevo frainteso il senso del titolo!) e forse è la cosa che più mi è piaciuta del libro. Il finale mi ha lasciato con la voglia di continuare. A parer mio, basta e avanza per meritarsi 3 stelle.
November 10, 2024
Romanzo breve, anche qui le due voci dei protagonisti si alternano e raccontano le loro vite... Mancarsi nel senso "sentire la mancanza di qualcuno" e nel senso "di sfiorarsi, di non incontrarsi, aver mancato qualcuno per un soffio", entrambe le accezioni sono corrette.
Sempre scorrevole la scrittura di De Silva, meno ironica del solito qui, ma piacevole.
Sempre scorrevole la scrittura di De Silva, meno ironica del solito qui, ma piacevole.
August 12, 2019
Breve ma intenso. La solitudine che viene fuori nel modo più semplice e naturale possibile.
February 5, 2022
Diego sei sempre una certezza❤️
May 22, 2018
(⭐⭐⭐⭐⭐)
Mi piacerebbe iniziare la mia rece-umile (copywrite di Camihawke) con una citazione dal romanzo, ma la verità è che uno potrebbe aprirlo a caso e resterebbe comunque catturato da uno stile impeccabile, arguto, ricercato senza risultare ampolloso.
Un audiolibro delizioso, anche perché la voce di De Silva mi ricordava quella di Lemony Snicket nel film di Una serie di sfortunati eventi e io ho una cotta per quella voce da sempre.
Il racconto è più un incipit che una storia vera e propria, ma dopotutto il titolo prometteva una trama fatta di incontri mancati, non di incontri riusciti.
Le vicende coniugali di Nicola e Irene con i rispettivi consorti sono tanto realistiche da avermi spesso messo il dubbio che l'autore parlasse per esperienza personale (ed è una cosa che amo moltissimo, nei romanzi - riconoscere la verità sotto la patina della finzione letteraria. mi fa pensare alla differenza fra un cantautore ed un interprete, e forse De Silva sarà solo un umile secondo, ma finge tanto bene da sembrare il migliore dei primi).
Dall'alto della mia virginea singletudine, mi sono comunque riconosciuta nei protagonisti (tanto fa ritrovarmi a sussurrare "vero, vero" mentre, da sola al supermercato, compravo decine di confezioni di yogurt greco. E con questa immagine poetica concludo la rece-umile)
Mi piacerebbe iniziare la mia rece-umile (copywrite di Camihawke) con una citazione dal romanzo, ma la verità è che uno potrebbe aprirlo a caso e resterebbe comunque catturato da uno stile impeccabile, arguto, ricercato senza risultare ampolloso.
Un audiolibro delizioso, anche perché la voce di De Silva mi ricordava quella di Lemony Snicket nel film di Una serie di sfortunati eventi e io ho una cotta per quella voce da sempre.
Il racconto è più un incipit che una storia vera e propria, ma dopotutto il titolo prometteva una trama fatta di incontri mancati, non di incontri riusciti.
Le vicende coniugali di Nicola e Irene con i rispettivi consorti sono tanto realistiche da avermi spesso messo il dubbio che l'autore parlasse per esperienza personale (ed è una cosa che amo moltissimo, nei romanzi - riconoscere la verità sotto la patina della finzione letteraria. mi fa pensare alla differenza fra un cantautore ed un interprete, e forse De Silva sarà solo un umile secondo, ma finge tanto bene da sembrare il migliore dei primi).
Dall'alto della mia virginea singletudine, mi sono comunque riconosciuta nei protagonisti (tanto fa ritrovarmi a sussurrare "vero, vero" mentre, da sola al supermercato, compravo decine di confezioni di yogurt greco. E con questa immagine poetica concludo la rece-umile)
November 29, 2017
A volte ripenso a Non avevo capito niente di De Silva e mi chiedo come abbia potuto assegnare a quel titolo cinque stelline, io, che sono così rigida nei giudizi!
Adesso leggo questo libro e inizio a ricordare. De Silva ti racconta storie che apparentemente posso sembrare scontate e banali, ma che in realtà sono totalmente trasformate dalla sua capacità di raccontarle, quelle storie.
Credo che De Silva potrebbe conquistarmi anche parlandomi di quella volta che è andato a fare benzina a spintoni con la macchina a secco. E' una filosofia meravigliosa, la sua, che non vuole insegnarti niente, ma solo condividere, raccontare, per capire, per dare un senso, come a chiederci implicitamente se anche a noi è capitato di sentirci così, di provare questo o quello sulla nostra pelle.
Sì, De Silva, capitano a noi questi pensieri e queste sensazioni. Non smettere di raccontarcele, tu.
Adesso leggo questo libro e inizio a ricordare. De Silva ti racconta storie che apparentemente posso sembrare scontate e banali, ma che in realtà sono totalmente trasformate dalla sua capacità di raccontarle, quelle storie.
Credo che De Silva potrebbe conquistarmi anche parlandomi di quella volta che è andato a fare benzina a spintoni con la macchina a secco. E' una filosofia meravigliosa, la sua, che non vuole insegnarti niente, ma solo condividere, raccontare, per capire, per dare un senso, come a chiederci implicitamente se anche a noi è capitato di sentirci così, di provare questo o quello sulla nostra pelle.
Sì, De Silva, capitano a noi questi pensieri e queste sensazioni. Non smettere di raccontarcele, tu.
March 26, 2013
Il pensiero che possa esistere una persona in grado di rivoluzionare la nostra esistenza, la possibilità di poterla sentire senza magari riuscire a vederla veramente, l'idea di mancarsi, è il concetto che guida la penna dell'autore.
Versione completa qui:http://startfromscratchblog.blogspot....
Versione completa qui:http://startfromscratchblog.blogspot....
March 6, 2016
Racconto lungo di De Silva. A tratti interessante per la capacità dell'autore di analizzare le situazioni, altre un po' meno perché la fabula ha un po' del fotoromanzo.
Ho letto opere migliori dell'autore, ma questo si lascia abbordare e finisce in fretta.
Ho letto opere migliori dell'autore, ma questo si lascia abbordare e finisce in fretta.
July 11, 2017
Due anime che si cercano e non sanno di cercarsi. Carino, breve e insolito. Di sicuro il migliore di da Silva che per una volta non si sbrodola in un rivo di logorrea autocompiaciuta della sua bella scrittura e giunge dritto al punto
March 20, 2019
Quel che adoro di questo libro è la descrizione dettagliata delle azioni che compiamo anche ogni giorno ma senza rendercene conto, in automatico. Mi colpisce il modo preciso in cui vengono descritti quei dettagli, ogni minuscolo gesto. E poi la verità sulle cose, soprattutto quella.
January 14, 2016
Un'attesa... Un ricercarsi...
Carino carino carino!
Carino carino carino!
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