Il primo episodio della serie DIRTY DREAMS, di Livin Derevel. Un brivido gli percorse la schiena. Joel non era gay, ma non riusciva a levarsi dalla testa Wade. Era diventato il suo chiodo fisso, e si sentiva attratto da lui in un modo incontrollabile, tanto da annebbiargli la ragione. Quando Wade se ne accorse, gli saltò addosso come una tigre affamata, divorandogli le labbra e ipnotizzando il suo corpo fino a possederlo, dominarlo. Joel si spaventò, soprattutto quando Wade lo spinse fuori dalla cabina praticamente nudo, ma si stupì di sé stesso quando si ritrovò ad aprire le gambe all'amico che lo stava dominando, invitandolo implicitamente a penetrarlo sotto quella pioggia battente.
Livin Derevel is an Italian author. Rainbow, reader, sarcastic (sometimes), she loves puzzles, children's books and cats. She writes for passion (not for money, of course), sets her stories in places she's never been, practics different writing stiles to enjoy herself. She thinks that (almost) every story has already been told, but often there's the chance to tell it with a better prose. And she tries to do it.
Eccomi qui ancora una volta, (dopo aver quasi costretto l’autrice stessa, a darmi la possibilità di leggere questi racconti. Grazie cara! ) a commentare in via del tutto spontanea e personale, la raccolta di alcuni brevi episodi scritti dalle abili mani di una nostra cara amica, scrittrice e collaboratrice, Livin Derevel.
Questa volta si tratta della serie Dirty Dreams di cui il 1° racconto porta il titolo: Ti piace la pioggia? Una serie composta da otto brevi ma intensi racconti. L’argomento trattato è nuovamente H+H (omo & omo). I protagonisti sono Joel Truman e Wade Xander, due artisti musicali impegnati entrambi con le rispettive band sull’onda del successo mondiale.
Lo stile di Livin anche questa volta mi ha conquistata. È conciso, diretto e ti accompagna facilmente nella lettura. Non starò qui ad anticiparvi alcuni particolari che vengono raccontati, per non farvi perdere il gusto nello scoprire i segreti che si celano negli episodi narrati. Joel è adorabile! Wade è intrigante!
Troverete un ritmo incalzante, trascinante. Avrete l’impressione di correre e avere il fiatone fino a quando non arriverete sulla linea del traguardo. E tutto questo si riproporrà per ogni sogno raccontato, poiché appunto, come dice il titolo della serie, tutto si svolge intorno, e di conseguenza, ai sogni di uno dei protagonisti, Joel, con cui Livin ci delizierà.
Un sogno. Un sogno che si realizza. “Hai perso la lingua?” Sorride sardonico, abbassandosi su di me. “La devo cercare?” E lo fa. Per l’ennesima volta mi travia con un bacio passionale che mi toglie il fiato, e io mi lascio seviziare: farei qualunque cosa, del resto sono una bambola, la sua bambola...
Tra tutti e otto i racconti ovviamente ce ne sono due tre che ho gradito maggiormente. L’episodio n°3 - A prima vista, il n°4 – Through the distance e senza ombra di dubbio quello finale, il n° 8 – Non hai niente da dirmi? Mamma mia ragazzi, che caldoooo !
Un turbinio di emozioni languide e sensuali le quali riescono a raggiungere alti livelli in un parossismo sessuale estremo, raccontato in modo dettagliato ed esplicito in special modo nel sogno n°7 – Slave me. Bondage e desiderio selvaggio si incontrano e si scontrano, senza mai cadere in un uso scabroso ed eccessivo del linguaggio.
Come ultime constatazioni, mi va di aggiungere che ho apprezzato molto la particolarità dei nomi dei due personaggi. Il solo pronunciarli, mi ha dato la sensazione che custodissero dentro se stessi qualcosa di primitivo e peccaminoso. Il passaggio che il protagonista principale Joel, riesce a compiere nella sua personalità, da preda a predatore, è stato progressivo e capace di catturare l’attenzione. Sono curiosa di sapere e chiedere all’autrice quali volti ha scelto di dare nel suo immaginario a questi due uomini così affascinanti e sexy.
“Dammelo!” È un ordine, è desiderio e bisogno primordiale, è la cosa più oscena che abbia mai detto in vita mia. Lo sguardo dei suoi occhi smeraldo mi penetra come se volesse stuprarmi... E cazzo, ci sta riuscendo alla grande!
Forse l‘unica piccola pecca che non ho trovato congeniale ai miei gusti letterali è stata nel racconto n°6 – Pet Therapy. Non so! La mia immaginazione non è riuscita ad immedesimarsi con questo particolare “sogno felino”. Si vede che non ne sono capace, anche se adoro i gatti! “Miaooo” Leggete e capirete a cosa mi riferisco! E come piccola chicca finale di apprezzamento, un elogio alle foto usate per le copertine e a quelle postate verso la fine della storia. Stupende, davvero! Buona lettura a tutti!
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E' il primo racconto che leggo della nostra Livin e... mi ha stupito parecchio e in modo molto positivo! Il racconto è scorrevole e molto fluido, l'italiano perfetto e l'impostazione davvero fantastica. L'unico difetto che ho trovato, è stato l'inizio, che ho trovato un pochino macchinoso, ma forse, secondo il mio parere, deriva dal fatto che non riusciva a descrivere quello che vedeva realmente nella sua testa prima che i protagonisti combinassero il “fattaccio”. L'Eros viaggia veloce e gentile in queste righe, senza mai cadere nel volgare e nel pornografico, cosa molto ma molto apprezzata dalla sottoscritta. Stuzzica a dovere la fantasia, lasciando un'impronta calda nella mente che reclama a gran voce quando si arriva all'ultima parola, facendoci accorgere che il racconto è già terminato. Divertente e carino, si lascia divorare da tutti, soprattutto se amanti dello slash e del romanticismo come lo sono io. Una chicca davvero dolce e peccaminosa!