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Amare tradire: Quasi un'apologia del tradimento

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- Quarta di copertina -
Possiamo fare a meno di tradirci e di tradire? È questa la domanda cui l‛opera tenta di dare una risposta. Il tradimento ripugna alla nostra coscienza di ‟puri”, ma, afferma l‛autore, è un’esperienza ineluttabile. Dopo aver percorso i drammi della solitudine dell‛amore in Eros e pathos, Aldo Carotenuto affronta il delicato tema del tradimento inteso come atto necessario perché la psiche, ancora chiusa in una verginità inconsapevole e irriflessiva, sia iniziata al mistero della vita e dell‛amore. Tradire ed essere traditi significa infatti ‟essere consegnati” a un destino di ricerca costellato di cadute e di sconfitte, significa riconoscersi come quegli esseri separati che, per ricostituirsi come soggetti, devono affrancarsi da dettami e modelli collettivi, devono dunque ‟tradire”. Ogni individuo è consegnato all‛imperativo, inscritto nella stessa dinamica evolutiva della psiche, di emanciparsi da tutto ciò che lo mantiene fedele a un‛immagine di sé che non gli corrisponde, e che risponde, invece, alle richieste dell‛ambiente sociale o al desiderio dei suoi interlocutori. È per questo motivo che il processo di individuazione comporta frequentemente situazioni di rottura, fratture inevitabili, destinate a segnare la nostra vicenda umana: dal tradimento perpetrato dal genitore sul figlio non ancora nato come già ‟immaginato”, a quello all‛interno del rapporto di coppia, per passare in rassegna ancora altre sue forme, altri suoi volti meno consueti. Il tradimento del corpo, della malattia, della morte, ossia l‛esperienza del limite vissuta come scacco e come fallimento definitivo dell‛esistenza. [..]

244 pages, Paperback

First published January 1, 1991

16 people are currently reading
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About the author

Aldo Carotenuto

60 books30 followers
Professor of personality theory at the University of Rome and the director of the Review of Analytical Psychoanalysis and the Historical Journal of Dynamic Psychology.

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2 (1%)
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Mary McNeely*.
4 reviews3 followers
January 10, 2016
Con l'esclusione del capitolo sull'amore omosessuale, che mi pare un po' datato per diverse ragioni, questo libro è stato piuttosto illuminante. E'riuscito a dare forma a tutta una serie di suggestioni, intuizioni, sensazioni che percepivo ma che non mi si chiarivano, rimanendo inafferrabili. Ho un grande debito di sollievo verso questo testo, che è stato un viaggio a tratti doloroso verso qualche - comunque mai perfetta - risposta.
24 reviews1 follower
January 16, 2019
Nel linguaggio comune il termine "tradimento" indica un'azione negativa, contraria all'etica. Eppure l'etimologia del termine, cui l'Autore del saggio dedica l'ampia introduzione, sta ad indicare ben altro: tradire è passare da uno stato all'altro, è trasformazione, lo stato di perenne movimento dell'essere che contrappone la vita alla morte. Attraverso la citazione di opere religiose, filosofiche e letterarie, questo bellissimo saggio di impostazione junghiana vuole introdurre il lettore alla tematica del processo di individuazione, fine ultimo del destino dell'Uomo, unica strada che è concessa al singolo per dare significato alla soffrenza del vivere.
Profile Image for Mariateresa.
870 reviews17 followers
April 12, 2023
Tradire, in altri termini, può costituire un modo, se non il modo, di rinascere.

Una frase di sicuro impatto per chi, come me, associa al tradimento una serie di emozioni e situazioni negative.
Eppure “tradire” nel suo significato originario e profondo è un termine ambiguo. In latino “tradere” è consegnare, affidare a qualcuno e nella forma riflessiva diventa un darsi, consegnarsi, affidarsi, l’abbandonarsi a qualcuno o a qualche attività ; e il “traditor” è colui che colui che racconta, tramanda, trasmette. O che tradisce.
(se ci si pensa ,un traduttore traduce da una lingua all’altra il lavoro di un autore e, traducendo, non tradisce, non perde “qualcosa”, un po’ il significato originario? E allo stesso tempo, non si crea un patto di fiducia tra l’ autore e il suo traduttore?)
Carotenuto inizia proprio dall’analisi letterale del termine e chiede al lettore di tenere a mente questa ambivalenza di significati nel viaggio che si appresta a iniziare all’interno degli ambiti dove il tradimento trova spazio e forma, a partire dalla creazione,( sia essa quella di una nuova vita o del mondo) per terminare con il tradimento estremo che avviene con la morte cercata, incontrata o voluta.
L’autore guida il lettore un passo alla volta, capitolo dopo capitolo, nella terra del tradimento, tra le sue strade, nelle sue vie.
E ci si rende conto che si è sempre traditi e traditori. I due aspetti sono inscindibili e possono esistere solo nel territorio fertile della fiducia, perché
solo tra due o più persone che si fidano l’una dell’altra esiste la possibilità di tradirsi.
Chi non si fida di niente e nessuno si allontana da quella possibilità, ma questo fa di lui una persona saggia o folle?
Io ancora non mi sbilancio, ma è stato interessante prendere parte al viaggio e osservare, a volte stupita, a volte disgustata (il capitolo sull’incesto o sulla negazione del corpo sono stati tosti), a volte sollevata.
Mi ha permesso di guardare con occhi diversi a una parola che ho liberato dall’etichetta che l’appiattiva e che ha acquisito più spessore e sfaccettature.

Il tradire, come si vedrà, è originario e costante: la vita sulla terra, per chi è credente, non inizia proprio dal tradimento di Adamo ed Eva? Dalla rottura di un patto, dal varcare un limite, un confine proibito?
E dopo saranno i genitori a tradire i figli, immaginandoli ancor prima di nascere e idealizzandoli; poi saranno i figli a tradire i genitori nel diventare diversi da quel che ci si aspettava diventassero.
Crescendo, poi, si può tradire se stessi nel non saper rispondere ( o nel non averci mai voluto provare) alla domanda: cosa hai fatto della tua vita?.
È una domanda rischiosa, che implica la messa in moto di processi di pensiero, di introspezione e onestà a cui non tutti sono pronti. Perché la risposta potrebbe non piacere e/o perché creare una vita di qualità e di valore potrebbe portare a “tradire” tutto quello che è stato fatto fin a quel momento, vorrebbe dire entrare in crisi e mandare in crisi una situazione famigliare, di coppia, lavorativa e così via.
Di nuovo, qui, il tradimento ha una doppia connotazione: terribile, dolorosa, ma anche propulsiva, motrice di cambiamento verso un richiamo dell’anima.

Dal Dio -padre al padre di famiglia, dalla famiglia che si crea a partire da un rapporto di coppia e alla coppia che si separa.
Qui, dice Carotenuto passando per i grandi della psicanalisi, se le persone nella relazione non hanno osservato e integrato le loro ombre, tenderanno a proiettarle nei partner e a scappare quando l’altro smetterà di corrispondere a quell’immagine. Chi è il traditore e chi il tradito?
E poi, come accennavo sopra, crescendo si arriva corpo che tradisce invecchiando, ammalandosi, o che tradiamo modificando l’immagine di noi con interventi più o meno drastici per essere “migliori”, “di più”; per terminare con il tradimento che è quello verso la vita: il suicidio, la morte cercata e voluta, desiderata, inevitabile.
Nei capitoli finali però si legge: “il tradimento, dunque, si trova sempre sulla nostra strada, e non solo per annientarci: se il tradimento destabilizza è perché qualcosa si crei.”
Allora, forse, la morte è solo un passaggio, una trasformazione, che ci riporta – e qui si ritorna all’inizio e si chiude il cerchio- a quel Dio Padre, l’Uno, Origine che ci ha creati, nella luce, in pace o pronti a ritornare giù, a reincarnarci (questo non lo dice l’autore, lo aggiungo io… non siam mica tutti cristiani) e a ricominciare.

Un libro non facile, ma interessante. Un po’ datato, forse, ma che ha ancora una sua forza, come il titolo che è “Amare Tradire” e che io erroneamente avevo letto “Amare, tradire”: un lapsus che la dice lunga sul mio inconscio, una virgola che cambia l’intero significato come una famosa vignetta di facebook*.
Un libro che consiglio a chi ha voglia di mettersi alla prova.
3 stelle e mezzo!




*lo so che vi state chiedendo quale!
“non ho nessuno scopo e sono felice.
Non ho nessuno, scopo e sono felice”.
138 reviews18 followers
February 28, 2022
"Quando alguém adoece na família, a sua condição representa uma censura tácita a todos; o doente se torna o portador do sintoma, aquele que inconscientemente se encarrega de exprimir e, ao mesmo tempo, de manter o equilíbrio patológico da família."

Uma perspectiva bastante interessante sobre um tema tabu, Carotenuto, faz uma análise onde podemos encontrar uma perspectiva abrangente do tema.
Profile Image for Andrea.
1,140 reviews55 followers
April 28, 2024
Un saggio che affronta l'argomento in modo ampio, dal punto di vista culturale e psicologico.
Profile Image for Searchingthemeaningoflife Greece.
1,244 reviews33 followers
December 29, 2024
[...]Το αναπότρεπτο του χωρισμού και ο τερματισμός της ερωτικής αυταπάτης δεν σημαίνουν ότι η μοναχική ζωή αντιπροσωπεύει οπωσδήποτε μια πιο ρεαλιστική και θαρραλέα λύση, γιατί η προδοσία δεν είναι παρά η ακατάβλητη διαλεκτική της ίδιας της ζωής. Προσωπικά πιστεύω ότι χρειάζεται πολύ περισσότερο θάρρος για να διατηρήσουμε μια σχέση παρά για να ζήσουμε μόνοι, γιατί η ζωή του ζευγαριού είναι διαρκώς εκτεθειμένη στην προδοσία, που βάζει σε κίνδυνο όχι μόνον την ψυχική αλλά και τη σωματική μας ακεραιότητα.[...]



[...]Η κατάσταση του εξαρτημένου γιου δεν συνδέεται με τη χρονολογική ηλικία. Μπορούμε να είμαστε εξαρτημένοι και στα εβδομήντα μας, όταν οι φυσικοί γονείς έχουν προ πολλού εκλείψει. Η μορφή των γονιών μπορεί να παραμένει στην ψυχή με το μηχανισμό της ενδοβολής και η δύναμη που της δίνει το γεγονός ότι είναι ασυνείδητη την καθιστά ιδιαίτερα αποτελεσματική στον καθορισμό της συμπεριφοράς και των συνειδητών επιλογών μας. Μια μητρική μορφή, για παράδειγμα, που κατοικεί αυθαίρετα και αρνητικά στην ψυχή μας, ως ενδοβολή συγγενικής μορφής, μπορεί στην κυριολεξία να μας εμποδίσει να ζήσουμε με τον αυτόνομο και δημιουργικό τρόπο, που είναι εφικτός μόνο με τον ψυχολογικό αποχωρισμό από τη μητέρα. Συχνά ένας άντρας προσκολλημένος αναχρονιστικά στη μητέρα συναντάει σοβαρές δυσκολίες στο να εδραιώσει ένα ικανοποιητικό συναισθηματικό και σεξουαλικό δεσμό με άλλη γυναίκα. Η ανικανότητα, η ομοφυλοφιλία, η υπερβολική ακολασία είναι συμπτώματα διαταραγμένης σχέσης με τη μητρική μορφή.[...]

[...]Η συμπεριφορά ενός ψυχαναλυτή απέναντι στη σχολή του μπορεί πολύ συχνά να μοιάζει μ' εκείνη του παιδιού απέναντι στην οικογένειά του. Η άνεση να μεταθέτει τις ευθύνες σε μια σχολή και στις θεωρίες των ιδρυτών πατέρων καθιστά τη μέθοδο του ψυχαναλυτή στείρα και ακατάλληλη να αντιμετωπίσει τις τόσο πολύμορφες καταστάσεις που δημιουργεί η αναλυτική σχέση και στον ασθενή, και στο θεραπευτή. Αυτό το φαινόμενο μπορεί επίσης να αποδοθεί στην κοινή -παιδική τάση για συνεχή προστασία της εικόνας των γονιών, η οποία, στην ψυχαναλυτική οικογένεια, αντιπροσωπεύεται από τους θεμελιωτές πατέρες. Είναι σαφές, πλέον, ότι η προδοσία είναι απαραίτητη ακόμη και στα παιδιά, θα λέγαμε κυρίως σ'αυτά, μια προδοσία των περιστατικών που δεν έχουν πια σημασία και θα μπορούσαν να εμποδίσουν την ανάπτυξη του προσωπικού «ύφους».[...]
Profile Image for Silvia Fois.
17 reviews3 followers
August 13, 2023
Una bellissima rilettura del tradimento, che indaga ben oltre i soli rapporti amorosi, spingendosi sino alla sfida della vita e della morte. Lo consiglio vivamente perché ho trovato illuminanti molti dei contenuti. Uniche critiche: avrei preferito una migliore organizzazione del discorso; alcuni pensieri sono un po’ datati, trattandosi di un saggio degli anni 90.
Profile Image for Tracy.
79 reviews5 followers
April 23, 2013
So far, so totally cool.

Carotenuto takes the strong stance that we cannot live without feeling betrayed. Woah!

Before you step back into the womb, it's through betrayal that we feel, yes, terrific pain but also that we know the world (and literature). It is, in short, impossible to live without feeling the searing pain of betrayal.

I used this notion to explore the myth of Inanna and the novel _Sula_, which is a novel of broken contracts, in my opinion. It's helpful because it gets at the root of the feeling of betrayal...

In my class, we also discussed betrayal as part of the intitiation process in Van Gennep. He talks about how there is fusion and then the transition into the limbo, ritual space -- but there has to be betrayal and separation in there.
Displaying 1 - 9 of 9 reviews

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