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64 pages, Paperback
First published January 1, 1993
Vagando per il bosco scopriva ogni giorno, nelle sfumature di colore delle foglie e nel gioco di rami e di fronde, un modello vivente. La solitudine è verde. Il verde appaga la vista.
In "Genius Loci" ho trovato esattamente quello che stavo cercando: una protagonista, sebbene diversa da me, con cui entrare immediatamente in empatia e soprattutto un contatto profondo con una natura solitaria e selvaggia. Una natura che inquieta ma che è anche capace di dare la pace, che ti porta lontano dalla città, dalla civiltà, dove c'è silenzio, si può pensare e ci si può beare del verde. Il tutto condito da un'atmosfera onirica e una splendida divagazione storica che si colloca, appunto, al limite tra sogno e realtà. Davvero bello.
"La casetta in fondo al giardino" invece si discosta decisamente dal racconto precedente e a me è piaciuto leggermente di meno: la natura fa solo da contorno, è solo un'ambientazione, si tratta più di un'indagine del difficile e conflittuale rapporto madre/figlia e delle profondità e complessità dell'animo umano.
Lo stile e chiaro e la Haasse dimostra una sensibilità davvero particolare ed originale, spero di leggere presto qualcos'altro di suo!