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Genius loci

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Due racconti, due case circondate da una natura depositaria di verità sepolte, due donne giunte a un momento cruciale della loro esistenza. Se i luoghi conservano le ombre del passato e raccontano la loro storia a chi li sa ascoltare, scoprirla significa guardare dentro di sé, risvegliare angoli assopiti della propria memoria, fare breccia in territori inviolati e rivelatori dell’anima. Ed è proprio aprendo i sensi ai rigogliosi giardini in cui si trovano che le due protagoniste avvertono una presenza impalpabile, un mistero che chiede di essere svelato. È una minaccia? La promessa di una rivelazione? O forse la proiezione esterna di un bisogno intimo, la ricerca di una risposta a domande troppo a lungo represse? Così l’attrazione per il bosco dietro casa e per un vecchio pozzo ricoperto dai rovi riporta alla luce un’epoca lontana, un dolore dimenticato che ha ancora un tesoro segreto da offrire, mentre il ritorno al giardino dell’infanzia fa riaffiorare i contrasti mai risolti con una madre dalla personalità schiacciante, aprendo squarci di consapevolezza sull’incomunicabilità tra due opposti mondi femminili. Perché vissuto e immaginario non sono mai scindibili per la "Grande Dame" delle lettere olandesi, che in queste due miniature condensa le sue doti di raffinata narratrice ed esploratrice delle foreste interiori, restituendoci il mistero che come un velo incantato avvolge il sentire umano.

64 pages, Paperback

First published January 1, 1993

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About the author

Hella S. Haasse

102 books172 followers
Hella S. Haasse (1918 - 2011) was born in Batavia, modern-day Jakarta. She moved to the Netherlands after secondary school. In 1945 she debuted with a collection of poems, entitled Stroomversnelling (Momentum). She made her name three years later with the novella given out to mark the Dutch Book Week, Oeroeg (The Black Lake, 1948). As with much of her work, this tale of the friendship between a Dutch and an Indonesian boy has gained the status of a classic in the Netherlands. Titles such as Het woud der verwachting (In a Dark Wood Wandering, 1949), Een nieuwer testament (Threshold of Fire, 1966) and Mevrouw Bentinck of Onverenigbaarheid van karakter (Mrs Bentinck or Irreconcilable in Character, 1978) have been greatly enjoyed by several generations.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews148 followers
May 25, 2013
due racconti simili eppure diversissimi, per trama, ambientazione, caratterizzazione dei personaggi. eppure, in entrambi i casi, la memoria e l'evocazione di un passato (più o meno remoto, più o meno reale) partono da un giardino: selvaggio o curato non conta, ma è la natura (lussureggiante, cupa, allegra) a permettere alle protagoniste di tornare indietro nel tempo e ritrovare qualcosa che era perso.
Profile Image for Andrea Sferruzza.
28 reviews
September 15, 2025
Magnifique. Même si très court, les 2 nouvelles s’articulent parfaitement bien, on sent vraiment qu’elles ont été écrites l’une pour l’autre.
J’ai parfaitement aimé la deuxième nouvelle, la gloriette, qui explore le thème de la relation mère fille, et qui, en 30 pages, arrive à nous faire ressentir une ambiguïté tantôt pesante, tantôt pitoyable, et tantôt affectueuse.
Profile Image for Alistair Montague.
246 reviews41 followers
January 17, 2013
Genius loci
"Sacer era la parola che senza volerlo le veniva in mente: sacro e maledetto insieme."

La protagonista del racconto è ‘turbata’ dal bosco prospiciente il terreno che lei e il marito hanno acquistato per la loro casa estiva. Sono una coppia di mezza età, con figli ormai grandi, e hanno deciso di regalarsi questo ritiro. Ma lei si sente inquieta, spiata perfino, anche se non minacciata, dal bosco. Al contempo, inevitabilmente, ne subisce il fascino, ne è attratta. Inizia ad esplorarlo; dapprima timidamente, con reverenza; poi con più sicurezza e metodo, quasi con spavalderia; infine con una sorta di abbandono. Parallelamente inizia a fare ricerche sulla storia del luogo, Le Puits Renard. Consulta l’archivio di un’abbazia, poi la biblioteca della città più vicina; risale il corso dei secoli, fino a scoprire il genius loci.

In un racconto condotto con notevole maestria, Hella Haasse mostra un sentiero narrativo che dalla nostra contemporaneità conduce ad un’atmosfera da ballata medioevale. E lo fa con una prosa ricca, dettagliata, esperta. Con metafore esotiche che ci si potrebbe aspettare giusto da una nazione di marinai e mercanti come l’Olanda. Mentre la protagonista esplora il bosco, noi scopriamo lei; e se lei è descritta in maniera forse un po’ bozzettistica, le pagine sul bosco sono davvero affascinanti. Il testo è intessuto sapientemente di dettagli la cui trama si svela solamente alla fine. E il campo semantico tessile non è scelto a caso: uno dei passatempi della protagonista è ricamare “un arazzo di dimensioni medioevali (superato in lunghezza soltanto dal Tapis de Bayeux, come la canzonava il marito)”. Come dicevo, riferimenti all’apparenza buttati lì, che accompagnano il lettore nel passato.
Fino ad un finale inatteso e bellissimo.

Il libro
Dell’altro racconto non mi va, molto schiettamente, di scrivere ora. Così non potrò venire accusato di aver svelato troppo di questo libro! Che poi, a chiamarlo libro sembra di usare un termine improprio: dopotutto si tratta di due racconti di pp. 20 ciascuno (€9,5!). In questo senso mi ricorda un libricino che conteneva un paio di racconti di Elizabeth Bishop, Il mare e la sua sponda; se non altro perché in entrambi i casi si tratta di scrittrici. Ottimi come assaggi, ma non ci avrei speso quelle cifre; ovviamente io ho letto entrambi i libri grazie al prestito bibliotecario. E in questo caso si è rivelato una scoperta molto valida, di cui terrò conto in futuro. Anche perché al momento la mia conoscenza della letteratura olandese consta di… tre racconti.
Profile Image for Elisa.
122 reviews38 followers
January 3, 2014

Vagando per il bosco scopriva ogni giorno, nelle sfumature di colore delle foglie e nel gioco di rami e di fronde, un modello vivente. La solitudine è verde. Il verde appaga la vista.



In "Genius Loci" ho trovato esattamente quello che stavo cercando: una protagonista, sebbene diversa da me, con cui entrare immediatamente in empatia e soprattutto un contatto profondo con una natura solitaria e selvaggia. Una natura che inquieta ma che è anche capace di dare la pace, che ti porta lontano dalla città, dalla civiltà, dove c'è silenzio, si può pensare e ci si può beare del verde. Il tutto condito da un'atmosfera onirica e una splendida divagazione storica che si colloca, appunto, al limite tra sogno e realtà. Davvero bello.
"La casetta in fondo al giardino" invece si discosta decisamente dal racconto precedente e a me è piaciuto leggermente di meno: la natura fa solo da contorno, è solo un'ambientazione, si tratta più di un'indagine del difficile e conflittuale rapporto madre/figlia e delle profondità e complessità dell'animo umano.
Lo stile e chiaro e la Haasse dimostra una sensibilità davvero particolare ed originale, spero di leggere presto qualcos'altro di suo!

Profile Image for Roberta.
2,023 reviews339 followers
December 25, 2013
Ordinato online, quando ho aperto il pacchetto e ho visto quanto era sottile ci sono rimasta male. Dovrei fare più attenzione al numero di pagine.
Sono due raccontini, molto bucolici, verdi come la copertina del libro. Nel primo una donna rivive il passato sviluppatosi attorno al luogo scelto per costruire la propria casa di campagna: passeggiando nei boschi sente presenze che potrebbero far pensare al genius loci del titolo, e ad altri spiriti dello stesso tipo.
Il secondo racconta di un conflitto irrisolto tra madre e figlia, in una famiglia che si è disfatta e allontanata da tempo. La madre ricorda una strega, forse oggi si definirebbe wiccan o pagana, che ha difficoltà a comunicare con la più pragmatica figlia.
C'è un velo di tristezza in entrambi i racconti, e in entrambi il sollievo arriva nel momento in cui si lascia il posto dove la storia si svolge. Sono comunque racconti legati alla natura, e quindi molto ariosi. Mi hanno rinfrescata, dopo mesi passati nel traffico di Milano. E' come se avessi fatto una passeggiata in un bosco.
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