“L’amante palestinese” è un romanzo di Sélim Nassib, edito dalla casa editrice E/O nel 2005.
Il romanzo ha inizio nel 1923 e, nonostante la brevità, copre un arco temporale abbastanza lungo, in quanto si conclude nel 1948 con la conquista di Haifa da parte dei sionisti.
Nel 1923 Golda Myerson vive nel kibbutz insieme al marito. La donna, convinta sionista, si è perfettamente integrata, si espone politicamente in prima persona e, per la prima volta nella sua vita, sente di essere a casa.
Per cause di forza maggiore, è costretta a lasciare il kibbutz e a trasferirsi a Gerusalemme, conducendo una vita che non la soddisfa e la rende apatica.
“Devi capire che ti sei imposta uno sforzo sovrumano, disumano, per mettere a tacere la tua vocazione. Il tuo dolore viene da lì. E questo dolore non serve a niente, non porta da nessuna parte”
Una nuova opportunità, colta al volo, le ridà il coraggio di rimettersi in gioco.
L’incontro con il ricco banchiere Albert Pharaon, poi, è sconvolgente. Come due poli opposti, i due protagonisti si attraggono, vivono il loro sentimento da amanti clandestini durante le poche ore sottratte alla quotidianità.
Ma è un amore destinato a durare in un contesto socio-politico pronto a esplodere da un momento all’altro?
“Per Albert avere un’amante ebrea non ha nulla di straordinario. Haifa abbonda di storie d’amore e di sesso tra ebrei e arabi, alcuni vivono perfino insieme. È Golda a essere particolare. Il suo sionismo è un sacerdozio, una passione, il sale stesso della vita. È venuta in Palestina proprio per questo, essere ebrea tra gli ebrei”.
“L’amante palestinese” non è soltanto un romanzo su una storia d’amore intensa, ma è la fotografia, purtroppo ancora attuale, di due popoli che non riescono a convivere e si scontrano per questioni di appartenenza a uno stesso territorio.
È un romanzo che parla di conflittualità, quindi: uno scontro di culture e di ideali opposti, che conduce al conflitto armato, all’interno del quale il nemico è sacrificabile, una pedina dello scacchiere da fagocitare e scacciare senza scrupoli, senza sentimentalismi.
La ricostruzione storico-politica di Sélim Nassib non fa solo da cornice, ma diventa protagonista stessa del romanzo e invita alla riflessione su quanto poco sia cambiato.
Libro forse un po' datato, ma che risulta istruttivo, coinvolgente e interessante.
Stile di scrittura essenziale e diretto.