I giovani italiani non sono da record? Falso, un primato ce l’hanno: quasi venti su cento non fanno assolutamente nulla, e nemmeno ci provano, dato che ufficialmente non lavorano, non studiano, non stanno apprendendo un mestiere. Colpa loro? In parte sì. Ma soprattutto colpa dei padri, o meglio dei teneri papà. Alle elementari facevano i compiti al posto dei figli, una volta cresciuti cercano loro un impiego tramite amici e parenti. Per loro difendono a spada tratta il valore legale della laurea, che rende equivalenti i titoli di studio sudati in atenei severi e prestigiosi a quelli ottenuti a poco prezzo, in Italia o all’estero. E persino l’inevitabile dipartita del genitore serve da deterrente al lavoro, dato che tra i molti motivi per cui i rampolli italiani ammuffiscono sul divano del salotto c’è anche “l’eredità attesa”: più puoi contare su quello che ti lascerà la famiglia, meno ti darai da fare. Con questa mentalità stanno crescendo i desiderati, coccolati, viziati cuccioli dei baby-boomers, convinti a suon di giustificazioni e “diritti” che il successo e il benessere non si conquistano, ma sono dovuti. Purtroppo non è così. In questo lucido attacco agli errori educativi di un’intera generazione, la sua, Antonio Polito suona la sveglia per tutti i cosiddetti “papàorsetto”. Descrive la difficoltà di crescere i propri figli in un Paese dove la società è divisa in caste, la scuola pubblica è allo sbando, e tanto i media quanto la politica non abbondano di modelli positivi. Analizza il fallimento del modello “permissivista” e indica l’unica via d’uscita: un nuovo senso della responsabilità, del dovere, della conquista e della rinuncia. Prima che il grande abbraccio protettivo tra le generazioni soffochi l’Italia.
Materia scomoda, spinosa, e assai personale. Trattata con il coraggio di un'opinione; e documentata. Non esiste una patente per fare i genitori (e verrebbe da dire: purtroppo), ma principi; quando va bene. Molti di questi, nel tempo, sono diventati oziosi (se non perniciosi) luoghi comuni. In qualche caso, veri e propri guasti. Molto di quanto si dice in questo saggio può essere opinabile; può non trovare d'accordo il lettore. Affermo ciò pur condividendo - con convinzione - quasi tutto ciò che ho letto. In ogni caso, l'analisi stimola riflessioni sociali di ampio respiro, alla luce dei cambiamenti della società italiana, della crisi economica, dello sfascio della famiglia, della sfiducia endemica... E attira l'attenzione su una figura sociale negletta, oltre che male interpretata.
Polito spiega alcuni dei principali motivi per i quali il Paese è in declino. Lettura piacevole e divertente. Riflessioni controcorrente che inducono a considerazioni amare.