Philip decide di iniziare il suo viaggio abbandonando le mura fredde dell’orfanotrofio, alla ricerca delle sue radici. Nulla di un passato sconosciuto però, potrà mai illuminare le direzioni impreviste del suo futuro. Constatazioni e melanconiche attese nel suo percorso a ritroso. Pagine di coraggio nella commovente lotta per la verità.
Antonella Iuliano nasce in provincia di Avellino nel 1983. Terminati gli studi a indirizzo pedagogico, si dedica alla scrittura, sua vera vocazione e pubblica, in circa un decennio, ben cinque romanzi. Esordisce nel 2012 con Come petali sulla neve, romanzo poetico e di formazione, a cui seguono Charlotte - La storia della piccola Brontë, Doppio Stradivari e la dilogia russa che comprende i romance storici Ushanka – I ponti di Leningrado e Ljubov’ – La neve tra le betulle.
“Philip Shannon aveva desiderato per una vita intera di avere qualcuno da amare e per cui essere importante; aveva desiderato, da quando ne aveva memoria, di avere una famiglia o almeno una parte. Ora questo sventurato figlio di nessuno si sentiva messo in disparte, ancora una volta e non dal destino avverso, ma dalla stessa persona che avrebbe dovuto amarlo incondizionatamente.”
☆ 5/5 | Una grande scoperta spinge Philip ad abbandonare l’Istituto per orfani in cui è cresciuto ed in cui adesso lavora come assistente. Il ritrovamento di una fotografia lo porta nuovamente a sperare in una famiglia che possa amarlo. Da quando i suoi genitori sono morti in un incidente stradale, tutta la sua vita è stata vissuta al S.Vincent a Primerose nell’Irlanda del Nord. Mai una famiglia è stata disposta ad adottarlo e in cuor suo si è sempre chiesto come sia avere un padre e una madre che lo amano incondizionatamente.
Ma adesso ha tra le mani la fotografia e quelli catturati in un attimo sono i suoi genitori che tengono tra le braccia due bambini. Sono identici tra di loro ed è sicuro che uno dei due sia lui. E l’altro? E’ suo fratello gemello? Decide così, dopo ventitré anni di cercare la verità, di partire per New Town, in Inghilterra, alla ricerca di suo fratello.
“Leonardo non si sarebbe mai messo contro la sua famiglia, non avrebbe rischiato di perderla, non per me.”
E’ Jerry Davies il primo appiglio per Philip nella grande New Town, un ragazzo sveglio e dalle mille idee strampalate che lo aiuterà nella sua ricerca e che non lascerà assopire il suo ottimismo nemmeno quando, finalmente, incontra suo fratello e nulla va come sperato. Leonardo McGregor è identico a Philip, ma solamente esteticamente e nella voce perché il ragazzo, vissuto all’interno di una ricca famiglia, ha una vita diversa dalla sua, ha un carattere così diverso da scivolare ben presto nell’egoismo. Leonardo è sin da subito chiaro con Philip: di lui non vuole sapere nulla, non vuole scoprire la verità sulla separazione, non quando ha tanto da perdere. Leonardo vissuto nella ricchezza e pieno di amici. Philip tranquillo e solitario, timoroso del mondo esterno e privato di ogni cosa. Differenti, sì, ma sempre fratelli, fratelli gemelli, un unico cuore diviso in due e che spinge Philip ad amare già l’altra metà, anche se allontanato e trattato con indifferenza. E Leonardo? Davvero riuscirà a tenere il fratello lontano dalla sua vita?
“Come petali sulla neve” è un libro che subito mi è entrato nel cuore. Per il carico di emozioni che strabordano da ogni parola, per la storia così ingiusta di due fratelli divisi per una verità difficile da accettare. Nella freschezza dello stile, entrare in sintonia con i personaggi è molto semplice, sentire addosso la storia di Philip diventa inevitabile. E’ stata sicuramente una lettura emozionante. Vi lascio la poesia di chiusura che racchiude in maniera intensa il significato del libro:
“Seppur lontani, smarriti e stanchi, l’estremo soffio della tormenta due petali ancora sollevò nell’aria. Un’ultima danza li ricongiunse e si posarono sul bianco manto, come petali sulla neve”
Ringrazio Maura del blog Tanti libri e troppi caffé per questa nuova collaborazione❤
Storia di perdita e di ricerca, Come petali sulla neve è un romanzo dal taglio particolare. La passione per la letteratura e per i classici dell'autrice si sente in ogni parte del libro, dalla trama, allo stile, dai personaggi alle tematiche, e questo fa si che il romanzo, pur ambientato nella modernità, acquisisca comunque un taglio quasi da "altri tempi". Al centro del racconto c'è la storia di Philip, orfano sempre vissuto nell'istituto in cui è cresciuto, nascosto al mondo. Poi una fotografia da una svolta alla sua vita, portandolo a domandarsi chi è quel bambino che appare nello scatto accanto a lui e ai suoi genitori e che tanto gli somiglia. Ecco, della storia non voglio raccontarvi di più perchè questo libro è uno di quei libri che è bello scoprire piano piano, accompagnando il protagonista e i suoi amici nelle ricerche, assaporando le loro speranze ma affrontando anche i loro dolori e travagli. Mi è piaciuto molto il legame che Philip sa creare con il lettore: ci parla, si confida, lo rende partecipe della sua confusione ma anche dei suoi sogni. E' un protagonista particolarmente sensibile, di quelli che sembrano sempre muoversi in punta di piedi ma le cui azioni hanno alla fine un forte impatto su chi li circonda. Quella che Antonella ci racconta è una storia intensa, non lunghissima ma densa di argomenti e tematiche che colpiscono, prima fra tutte la natura del legame di sangue, la sua forza e il suo significato. Ma abbiamo anche l'amicizia, l'inganno, la malattia mentale, tematiche che ci riportano un po' alla mente i classici dell' '800. Da questo amore per la letteratura deriva anche un stile piuttosto preciso, alto, dalla prosa fine, ricercata, elegante che, devo ammetterlo, mi ha inizialmente messo un po' in soggezione e ha anche creato una certa distanza con i personaggi e la storia in generale. In tutta la prima parte del racconto mi sono sentita più spettatrice che lettrice (tra le due cose per me c'è un bella differenza) e quindi mi sono ritrovata poco coinvolta. C'è stato poi un episodio che definirei uno spartiacque che ha ribaltato completamente questa situazione, facendomi avvicinare a Philip, rendendomi partecipe veramente della sua storia. Da quel momento in poi mi sono sentita coinvolta, incuriosita dagli eventi e pronta a scoprire cosa era successo in quell'istituto anni prima. In conclusione, è una storia bella, che appassiona, forse non per tutti, ma che riesce comunque ad affascinare chi gli concede il giusto tempo.
"Seppur lontani, smarriti e stanchi, l'estremo soffio della tormenta due petali ancora sollevo nell'aria, un'ultima danza li ricongiunse e si posarono sul bianco manto come petali sulla neve ". Romanzo assolutamente da non perdere... Immersione totale in un sentimento puro ed incontaminato, dove bugie, inganni, egoismi e malefatte nulla possono nei confronti dell'Amore tra due fratelli gemelli. Ho appena finito di leggerlo e ne sono rimasta estasiata. Complimenti all'Autrice Antonella Iuliano per avermi letteralmente catturata, e alla CE Genesis Publishing per averlo publicato. Era da tanto che non leggevo un romanzo così scorrevole, pieno di sentimento arricchito da tanti colpi di scena, mai scontato e capace di incollarti allo schermo senza mai stancarti... Libro consigliatissimo...
“Come petali sulla neve recisi dallo stesso fiore, sospinti da un impetuoso vento in remoti luoghi, ad appassir lontani.”
Questa citazione racchiude l’essenza di Philip e Leonardo: un’immagine fragile ma inesorabile che attraversa il romanzo.
Philip è cresciuto in un orfanotrofio, con la convinzione di essere solo al mondo. Una verità semplice, lineare… almeno fino al momento in cui una fotografia cambia tutto. Perché in quello scatto non c’è solo il passato che riaffiora, ma qualcosa che non gli è mai stato raccontato: un fratello gemello.
Da lì prende forma un percorso che non è solo ricerca, ma anche confronto: con ciò che è stato nascosto, con le scelte degli altri e, soprattutto, con ciò che resta quando le certezze si sgretolano.
Il romanzo si muove tra presente e passato, costruendo una narrazione che punta sulle sensazioni e sulle emozioni, arrivando anche a commuovere. Ed è proprio per questo che riesce ad arrivare in modo più diretto.
Al centro c’è il legame tra Philip e il gemello Leonardo: due vite divise troppo presto, cresciute in mondi opposti, ma inevitabilmente legate. Sullo sfondo, il peso di due destini speculari ma inversi: da un lato la solitudine e le privazioni dell’orfanotrofio, dall’altro una vita agiata, fatta di privilegi e sicurezze. Un contrasto che scava un solco profondo tra i due, rendendo il loro riavvicinamento un percorso fatto di distanza, incomprensioni, tentativi e silenzi.
La scrittura, molto suggestiva, accompagna tutto questo con delicatezza. Ha qualcosa di quasi sospeso, come se ogni parola fosse lì per lasciare spazio a quello che il lettore deve sentire, più che capire.
Quello che resta, alla fine, non è solo la storia. È il senso di perdita, ma anche quello di possibilità. È la consapevolezza che certe verità fanno male… ma ignorarle non le cancella.
Questo libro è stato una vera scoperta. Quando la sua autrice mi ha chiesto di leggerlo e recensirlo davvero non mi sarei aspettata si rivelasse un piccolo gioiello.
Ambientato nell’Inghilterra dei giorni nostri (un decennio fa per l’esattezza), Come petali sulla neve racconta la storia di Philip Shannon, un ragazzo poco più che ventenne rimasto orfano di padre e madre all’età di un anno, che un bel giorno “casualmente” trova, negli archivi dell’orfanotrofio nel quale abita, il fascicolo di un tale Shannon dentro il quale è custodita la foto dei suoi genitori con due bambini identici in braccio, uno dei quali è lui stesso. Nascono in Philip sin da subito molte domande alle quali deve dare una risposta. Ed è così che da Primerose, nell’Irlanda del Nord dove si trova l’orfanotrofio, parte alla volta di New Town, nel sud dell’Inghilterra dove ha scoperto risiede la famiglia adottiva del suo “ritrovato” fratello Leonardo, il suo gemello il quale gli è stato strappato e tenuto all’oscuro. A New Town, povero di soldi e di un posto dove andare nonché inconsapevole di quale strada intraprendere, fa la conoscenza di un tale Jerry Lewis, ragazzo di campagna trasferitosi in città per lavoro il quele lo prende subito in simpatia tanto da definirlo quasi sin da subito migliore amico, se non unico. Dopo vari episodi atti alla ricerca del fratello, si arriva al fantomatico incontro con l’altra metà dello specchio tra incredulità e stupore che non tardano a finire lasciando spazio a delusioni e velate minacce. John McGregor infatti, il padre adottivo di Leonardo, non vede molto di buon occhio il fatto che Philip sia venuto in città alla ricerca del fratello e fa di tutto per tenerglielo lontano.
Tra complotti e ricerche della verità ci sarà da rimanere con il fiato sospeso sin quasi all’ultima pagina.
Il personaggio di Philip è descritto come un conoscitore e amante dei libri, una persona gentile con un cuore grande che a tratti mi sono chiesta come mai un ragazzo poco più che ventenne possa avere di questo carattere. E soprattutto se ne esiste qualcuno! Una persona che soffre ma che lascia vivere perché altruista e desiderosa del bene altrui, soprattutto se il bene di cui parliamo si desidera per il fratello. Leonardo, il fratello, d’altro canto, è il classico figlio di papà cresciuto nel lusso e nell’agiatezza, scontroso, freddo ed impassibile, pronto a credere a tutto quello che chi l’ha cresciuto gli racconta senza neanche avere il minimo sentore di ascoltare una menzogna. I due sono gemelli, uno il complementare dell’altro, e non mancheranno di scontrarsi durante il cammino alla ricerca della verità sul perché sono stati separati molti anni prima.
Oltre ai due fratelli, naturalmente, i personaggi sono vari, ognuno costruito a dovere e importante ai fini del risultato finale. Primo tra tutti Jerry, l’amico di Philip, senza il quale non ci sarebbero stati certi momenti di suspance tali da tenerti incollato alle pagine del libro; non meno importante è anche la madre adottiva di Leonardo, Sarah, ma di questo non voglio svelare nulla, solo dico che mi ricorda un po’ la Agnes Rackham de “Il petalo cremisi e il bianco”: quando leggevo di lei mi figuravo sempre la povera moglie del magnate della lavanda nella Londra vittoriana di Sugar.
Questo romanzo d’esordio della scrittrice Antonella Iuliano trasuda british da tutti i pori. In primis la scelta del luogo dove ambientare le vicende (cosa che ho tra l’altro molto apprezzato), e cioè New Town, una città dell’Inghilterra descritta come fosse divisa in due, come a segnalare la differenza di appartenenza del ceto sociale dei due fratelli: la parte alta è quella ricca dove abita Leonardo, mentre la parte bassa è quella antica, povera, dove trova “rifugio” e lavoro Philip, e nel mezzo sta un centro commerciale, snodo centrale di tutte le attività e simbolo di separazione tra le due metà. E che dire del signor Thornfield, il libraio presso il quale Philip trova lavoro? Il classico vecchietto inglese amante dei libri e sommerso dagli stessi. E cosa non meno importante prende il nome dalla tenuta di Mr Rochester in Jane Eyre. È forse una coincidenza?
Ad ogni modo, devo dire che questo libro mi ha molto emozionata. Ero insieme a Philip nei momenti “diversamente legali” atti alla ricerca della verità, ed ero ugualmente insieme a lui e al fratello nel momento in cui si sono davvero ritrovati. Forse un po’ mi è dispiaciuto leggere di un così repentino cambio di pensiero in Leonardo, un così veloce mutamento di sentimento da risultare quasi poco credibile. Ma alla fine se non sbaglio si dice “tutto è bene quel che finisce bene”.
E' da molto che sento parlare di questa autrice, ma è la prima volta che leggo una sua opera. Una storia indimenticabile, la trama mi ha subito fatto innamorare. L'autrice ha in attivo opere che hanno come protagonisti dei bellissimi racconti di vita pervasi dall'amore per la letteratura che traspira in ogni termine scelto con cura e amore. Non è il solito romance rosa, anzi è un romanzo contemporaneo che ritrova le sue radici nell'affetto incondizionato per le storie antiche, di altri tempi. Il mio amore per la lettura percepisce in questa scrittrice uno stile che si differenzia da qualsiasi altra per la profondità d'animo che mette nel legame tra Philip e Leonardo. Due gemelli divisi da neonati, ma come ben si sa l'unione fra due fratelli così identici non può morire, neanche a distanza. Mai e poi mai. Sarà questo che riuscirà a far innamorare della storia ogni tipo di lettore. Mi piace moltissimo anche l'inserimento dei versi iniziali della poesia, da cui prende vita il titolo del libro. La Iuliano sa dipingere la sua narrativa di dolce e malinconica poetica, ed è questo che la rende autentica e unica. Quando poesia e narrativa si incontrano e danzano intrecciandosi nella vicenda come un raffinato valzer, allora vuol dire che l'autore ha davvero un talento unico e inestimabile. Ho adorato le tracce caratteriali così diverse dei due protagonisti inerenti soprattutto al diverso percorso di vita che hanno riscontrato sul loro cammino. Quasi come le due estremità di una stessa corda che non si potrà mai spezzare. Non è da meno l'intero evolversi dello svolgimento che rende questo romanzo un libro multi genere. Una storia piena di amore per i ricordi del passato, ricca della speranza per un prossimo futuro e caratterizzata da numerosi ed enigmatici interrogativi per un presente ancora tutto da scrivere. Un'opera che lascio scoprire ai lettori senza far trapelare altro, ma che merita di essere letta e diffusa, perché a volte i grandi talenti non riescono ad emergere come dovrebbero. Consiglio la lettura agli amanti di quelle storie che provengono dal cuore. Antonella Iuliano non ha poi così tanto da invidiare ad autrici del calibro di Lucinda Riley e Corinna Bomann, le quali la sottoscritta adora. Sono certa che il tempo le darà modo di farsi affermare.
Questa è la storia di una ricerca, quella delle proprie origini, da parte di un ragazzo che non ha mai conosciuto il calore di una famiglia. Una storia che vi toccherà il cuore. Philip Shannon ha trascorso tutta la vita in un orfanotrofio dell’Irlanda del Nord, ma ora che ha ritrovato in archivio una vecchia foto che lo ritrae accanto a un bambino identico a lui, decide di ritrovare a tutti i costi quel fratello gemello che qualcuno ha voluto occultargli. Philip, dunque, inizia subito le ricerche che lo conducono fino in Inghilterra, a New Town, dove finalmente riesce a rintracciare il fratello Leonardo. A differenza sua, però, Leonardo è stato adottato da una ricca famiglia del posto e la sua vita è stata molto diversa da quella di un orfanello qualunque, ma soprattutto non sa dell’esistenza di Philip. C’è qualcosa di oscuro nel passato dei due ragazzi, un segreto celato per più di vent’anni, frutto di un intrigo ben studiato, che i genitori adottivi di Leonardo non vogliono venga svelato. Grazie a Jerry, un amico comune, Philip riesce ad avvicinare il fratello, ma il momento che aveva tanto sognato da quando aveva iniziato il suo viaggio, si rivela essere una grande delusione, perché scoprire di punto in bianco che la tua vita è stata una menzogna non è facile da accettare. Per Philip si apre un nuovo capitolo investigativo, ora che ha ritrovato suo fratello, deve scoprire chi ha voluto che le loro vite prendessero strade parallele. Deve convincere Leonardo che non è stato un caso, e che le persone che lo hanno adottato nascondono una verità a lui sconosciuta. L’autrice ha saputo tessere perfettamente la fitta rete di intrighi che avvolge i due protagonisti, costruendo un puzzle che, pian piano e nel modo più inaspettato, prende forma. Ogni capitolo aggiunge un tassello mancante, sorprendendo il lettore. Non c’è nulla di prevedibile in questo romanzo, nulla di scontato o banale. Le emozioni dei personaggi sono così ben descritte che si riesce senza sforzi ad immaginarsi ogni scena. È senza dubbio un romanzo che rapisce dall’inizio alla fine, a partire dalla bellissima ed evocativa cover, per proseguire nello snodarsi delle vicende di Philip e Leonardo. Una storia, questa, che merita davvero attenzione.
"Come petali sulla neve" è un romanzo denso di mistero che narra le vicende di Philip Shannon, cresciuto in un orfanotrofio dell'Irlanda del Nord che casualmente scopre di avere un gemello adottato da una ricca famiglia che vive nell'Inghilterra del sud nella città di New Town. Dopo questa scoperta sconvolgente, si fa strada in Philip il desiderio irrefrenabile di incontrare suo fratello Leonardo e di scoprire la verità sulla loro infanzia. Molti interrogativi si affacciano nella mente di Philip: perchè è stato adottato un solo gemello e perchè la scelta è ricaduta proprio su Leonardo? Philip si mette in viaggio per rintracciare il suo gemello, ma da quell'incontro si scateneranno una serie di eventi sorprendenti e Philip scoprirà che i genitori adottivi di Leonardo hanno molti segreti da tenere ben nascosti... Uno dei momenti più emozionanti del libro è proprio quando avviene l'incontro tra Philip e Leonardo. Ho apprezzato molto l'analisi psicologica dei personaggi e il loro complesso rapporto fraterno che si sviluppa tra mille difficoltà in modo credibile e mai banale.
“Come petali sulla neve” è una lettura che scalda il cuore perché trae forza dai sentimenti che un passato violato vorrebbe eliminare. Intrighi e verità sepolte creano un buon intreccio in cui i personaggi si muovono guidati dal talento della bravissima scrittrice. Ho molto apprezzato quella vena di malinconia, tristezza, incertezza che permea il racconto. Basta una foto ingiallita dal tempo per ridar vita a una verità sepolta. Una verità che spezzerà le catene della solitudine, della lontananza, della paura di lasciare il certo per l’incerto. Spesso la parola amore viene usata solo per nascondere i propri interessi e non si considera il male che si fa. Bravissima l’autrice nell’usare le parole per descrivere emozioni e sentimenti senza mai risultare eccessiva. Forte l’impatto immaginativo e l’empatia che si crea con il lettore. [...]
A volte un libro ti sorprende nel momento esatto in cui non sapevi di aver bisogno di una storia così. Ti sfiora piano, ma lascia un’ombra che continua a muoversi dentro di te. La vicenda di Philip mi ha fatto questo effetto. 🌫️
Leggere la sua storia è stato come sedermi accanto a lui, dietro quella finestra, mentre osserva l’ultima neve di marzo sciogliersi lentamente. Avvertivo il suo respiro corto, la sua inquietudine, quel dolore sottile che nasce quando si cerca un posto nel mondo e non lo si trova. Philip è un ragazzo che porta addosso il peso di ciò che ha perso ancora prima di poterne avere memoria: una famiglia negata, un’identità rubata, un fratello gemello che esisteva solo come un’eco lontana. Eppure, nel suo sguardo malinconico c’è qualcosa che resiste, una scintilla di coraggio che chiede solo di essere accolta. ✨
Quando scopre quella fotografia – un volto identico al suo – la sua vita si spezza e allo stesso tempo si apre. Non c’è nulla di più potente del riconoscersi in qualcun altro, soprattutto quando ti è stato detto per tutta la vita che eri solo, che eri “nessuno”. Seguire Philip nel suo viaggio dall’orfanotrofio in Irlanda del Nord alla ricerca di Leonardo in Inghilterra mi ha fatto pensare a tutte le volte in cui cerchiamo risposte fuori di noi, sperando che finalmente qualcuno ci dica chi siamo. 📷💔
E poi c’è il loro incontro: non il lieto fine sperato, ma un muro fatto di silenzi, bugie, follia e ferite che non hanno avuto il tempo di guarire. Ed è proprio lì che questa storia diventa universale. Perché tutti, almeno una volta, abbiamo amato qualcuno che non riuscivamo a raggiungere. Tutti abbiamo provato a ricucire un legame apparentemente irrimediabile. Tutti abbiamo desiderato che qualcuno ci vedesse davvero. 🤍
Questo libro mi ha ricordato che il coraggio non è sempre un gesto eclatante: a volte è restare, a volte è insistere, a volte è permettere al dolore di mostrarti la strada verso la verità. È una storia che parla di sangue e di identità, ma anche di ciò che scegliamo di diventare nonostante le ferite.
💭 E voi? Avete mai avuto la sensazione di cercare una parte di voi che sembrava perduta? Credete che i legami spezzati possano davvero essere ricostruiti? Vi spaventa di più la verità o ciò che potreste scoprire attraverso di essa?
Nel primo giorno del Nuovo Anno vi parlerò del primo libro scritto da un'autrice che ho imparato ad apprezzare: Antonella Iuliano.(Visto che ho letto tutti gli altri, ne so qualcosa... 😅) Questa è la versione rieditata e arricchita della storia che ha segnato lo sbocciare di una scrittrice che in poco tempo ha conquistato i cuori di tanti lettori. Del contenuto vero e proprio posso dirvi pocco perché, quello che succede là dentro, dovete scoprirlo pagina dopo pagina. Mi posso comunque sbilanciare e dirvi ch'è una storia che parla di una forma di amore viscerale e incondizionata: fraterno (anzi, quello tra gemelli). Personalmente non l'ho mai provato, invece, grazie alla delicata digressione utilizzata al punto giusto, ora so come si sente chi è stato derubato di un pezzo della sua anima. Philip scopre "casualmente" che nonostante fosse stato cresciuto in un orfanotrofio, non è solo al mondo. L'inizio della ricerca della sua metà porta a gala un passato ingombrante e doloroso. Ma neanche il percorso che fa per il ritrovamento di Leonardo non è privo di dolore e delusioni. E qui vengono a galla le capacità narrative di Antonella. Perché riesce a coinvolgere completamente, con i giusti acceni o mezze verità che spuntano fuori, nonostante l'inizio disastroso. Non è un romance, non c'è una storia che attizza con lo spicy. Semplicemente, ma con garbo e tanta sensibilità, ci fa capire che il legame di sangue è indistruttibile. Si presta parecchia attenzione alla fiducia e rispetto nell'ambito familiare, solo che non quello "giusto o vero". Anche i disturbi mentali hanno un posto di riguardo e io ho apprezzato tantissimo la schiettezza utilizzata in determinate scene. Troverete anche "i cattivi" che sapranno farsi disprezzare (se non addirittura odiare) quasi subito. Sicuramente qua dentro non mancheranno le sensazioni viscerali, imediate e autentiche. Molto probabilmente, ogni lettore si farà attirare da quello che sente più affine, ma il bello è proprio questo: avere possibilità di scegliere. E anche se potrà non piacere a tutti, questa storia parla al bambino interiore che custodiamo gelosamente.🥰 Consigliato a tutti per il messaggio che trase per l' imediato arricchimento dell’anima. ❤️
Come petali sulla neve è un romanzo che lavora in sottrazione: toglie rumore, toglie artifici, toglie velocità, e affida tutto alla voce del suo protagonista.
Philip racconta la propria storia a posteriori, quando tutto è già accaduto. È una narrazione intima, quasi confidenziale, che all’inizio crea una distanza: il lettore è chiamato direttamente in causa, e non sempre questo tipo di scrittura permette un’immediata immersione. Io stessa ho faticato nelle prime pagine.
Poi, senza che me ne rendessi conto, quella distanza è sparita. Non ero più “la lettrice”, ma una presenza silenziosa accanto a lui. Seduta al suo tavolo, a guardarlo andare via, con il desiderio istintivo di seguirlo e non lasciarlo più solo.
Il romanzo è un POV singolo, ma non ne soffre: anzi, proprio grazie a questa scelta la voce di Philip diventa totalizzante. È lui a raccontarci l’infanzia, l’orfanotrofio, la scoperta del gemello, il dolore delle menzogne e della follia, e la fame costante di appartenenza. Sapere che Philip è lì, vivo, mentre ci racconta tutto, è una consolazione silenziosa che accompagna anche i momenti più strazianti.
Questo libro esce completamente dal mio genere abituale: niente romance, niente spicy, niente azione. È un dialogo continuo tra il protagonista e il lettore. E funziona proprio perché non cerca di essere altro da sé.
La scrittura di Antonella Iuliano è lenta, classica, intimista. Non segue le mode narrative attuali, ma sceglie la profondità, le sfumature, l’elaborazione emotiva. I personaggi secondari sono vivi e imperfetti, mossi tutti da una forma di amore — sano o malato — mentre gli unici veri innocenti restano due bambini separati troppo presto.
Cinque stelle perché è un libro che mi ha fatto piangere, mi ha spezzato e poi ricomposto. Cinque stelle perché, anche sapendo che Philip vive solo sulla carta, continuo a desiderare per lui un futuro in cui l’amore sia finalmente reale. Cinque stelle perché, finite le pagine, ne ho sentito la mancanza.
📚 Recensione completa sul blog Tra Nebbie e Inchiostro.
Ogni storia di Antonella Iuliano è per me un'emozione unica, entrare nel cuore dei personaggi con toccante sensibilità. Questa è la storia di due gemelli Philip e Leonardo, divisi a solo un anno, dopo la tragica morte dei genitori. Due vite diverse, due destini distanti, ma il fato o la voglia di far giustizia, li farà rincontrare. Una verità che fa troppo male per accettarla, un passato che alla fine riemerge nonostante sia stato seppellito. Quanto la gelosia, la voglia di vendetta può causare tanta sofferenza??? Decidere la vita di due bambini e privarli dell'affetto reciproco e dell'innocenza. Ritrovarsi all'improvviso davanti a una realtà che fa male, che stravolge, spaventa, sorprende, impallidisce. La curiosità di conoscersi e scoprirsi, ma non è facile soprattutto per Leonardo che ha avuto la fortuna di essere adottato e cresciuto in un ambiente agiato, a differenza di Philip che è cresciuto nell'orfanotrofio. Una storia che tocca il cuore, che fa piangere. Crescere tra mille bugie e poi scoprire che è stata tutta un'illusione, sentimenti contrastanti, ritrovare quell'affetto unico che nasce dal profondo, un legame fraterno. Sentirsi come petali di un fiore strappati e trascinati dal vento. " Come petali sulla neve recisi dallo stesso fiore, sospinti da un impetuoso vento, in remoti luoghi, ad appassir lontani" E nel profondo del cuore si nasconde la verità più pura e finalmente dopo tanta pioggia arriva il sole. Vivere emozioni intense nelle storie di Antonella Iuliano, in ogni suo romanzo inoltre si respira la passione per i classici, l'amore per i libri, fedeli compagni di vita ⭐⭐⭐⭐⭐
"Seppur lontani, smarriti e stanchi, l'estremo soffio della tormenta due petali ancora sollevò nell'aria. Un'ultima danza li ricongiunse e si adagiarono sul bianco manto, come petali sulla neve." (Cit.) Philip Shannon ha passato la sua intera vita in un istituto per orfani, è stato portato lì quando aveva appena 1 anno dopo la morte dei suoi genitori a causa di un incidente stradale, ad oggi il mondo fuori quel luogo non custodisce nessuno con cui lui abbia un legame di sangue. Proprio per questo, nonostante sia ormai un giovane uomo di 24 anni decide di rimanere lì a lavorare, per far si che quei bambini trovino quello che lui non ha avuto la fortuna di trovare, una famiglia. Ma quelle mura racchiudono una verità nascosta sotto anni di silenzi e bugie. La scoperta di una fotografia porta alla luce segreti e dolore, due bambini identici. Philip scopre così che esiste qualcuno di cui ha sempre ignorato l'esistenza, suo fratello gemello. Lo stile nostalgico di scrittura dell'autrice ben si sposa con la narrazione del libro, scorrevole e descritto in prima persona dal punto di vista di Philip. Un viaggio tra presente e passato che ci riporta indietro nel tempo, a cavallo tra gli anni 70' e 90'. Una storia nella storia che ci permette di scoprire il segreto che avvolge la vita del protagonista che rende il lettore partecipe a volte, rivolgendosi a lui direttamente. Personaggi distinti caratterialmente, ognuno con una propria identità.
La storia è molto avvincente e dal sapore vittoriano per lo stile narrativo. L’autore che spesso si rivolge al lettore mi ricorda Charlotte Bronte così come i nomi e i luoghi evocati. Il lemma “Caro lettore” non manca di evocare delle forti suggestioni.
L’avrei vista bene collocata nel passato questa trama ma plaudo all’inventiva di chi l’ha concepita, in un incastro perfetto.
Il tema dei gemelli è presente anche in Doppio Stradivari, altro romanzo di Antonella Iuliano, ma in questo caso risalta con prepotenza costituendo il nerbo dell’intreccio e dell’enigma da risolvere.
L’autrice unisce l’amore per i libri e per la scrittura con una detective story che fa rimanere incollati al libro fino all’ultima pagina.
Recensione a cura del blog "L'antico calamaio" [...] Il romanzo merita interesse perché tratta di temi, come le adozioni illecite, che spesso non sono di facile collocazione in uno scritto. Ho sempre apprezzato trame intricate che mettono in luce i segreti e le paure dei protagonisti, come pure narrazioni dove la rivelazione finale è quella che non ti saresti mai aspettato. "Come petali sulla neve" appartiene proprio alla schiera di libri nei quali il lettore rimane col fiato sospeso fino al finale, che è imprevedibile. Pur non trattandosi di un thriller, né di un giallo, nel romanzo seguiamo Philip nella ricerca di una verità celata che non dovrebbe venire a galla. L'ignaro detective per caso, con suo rammarico, scopre alla fine di essere solo una pedina nel grande Gioco del Destino. Ho apprezzato molto lo stile di scrittura di Antonella: un tono nostalgico fa spesso capolino tra le pagine, e noi veniamo assorbiti dalla personalità di Philip (il romanzo è scritto in prima persona) e nel suo forte desiderio di far luce sul suo passato. Da cornice a tutto, i petali di una rosa che vengono spazzati via dal vento, allontanandosi l'uno dall'altro. L'unica nota negativa, in un romanzo davvero molto bello, è qualche errore ortografico sparso qua e là; un aspetto però del tutto trascurabile, perché nel complesso il libro si legge fluidamente. Non è una lettura "soft", ma un romanzo che ci fa per un attimo dimenticare la nostra esistenza ed entrare in quella del giovane protagonista e delle persone che lo circondano. "Come petali sulla neve" è un romanzo che ci ricorda che esiste anche l'amore fraterno, il quale, nonostante tutto, è sempre più forte di qualsiasi tempesta che lo voglia distruggere.
Antonella Iuliano ci dona una storia colma d’amore e di speranza. L’amore per la famiglia, la speranza che non muore mai e vuole rattoppare quello strappo creato da persone grette e perfide per il loro avido tornaconto. Una vicenda con qualche mistero, giochi di potere che trameranno dietro le quinte, attori inconsapevoli in una storia più grande di loro… Un libro che vi prenderà dalle prime pagine e vi farà scordare di preparare la cena, telefonare agli amici, guardare la televisione… Una storia coinvolgente e fresca, dal ritmo incalzante e mai noiosa. Consigliato.