Una signora bellissima e molto ricca viene trovata morta nel suo studio. La scena del crimine è quella di un gioco sadomaso: la donna sospesa al centro della stanza, strangolata, indossa biancheria sexy e una parrucca bionda, ed è legata mani e piedi con un lungo nastro di seta rossa. La notizia arriva in esclusiva al cronista di nera Marco Corvino che, oltre a seguire le indagini ufficiali della polizia, inizia una sua inchiesta parallela sul mondo del sesso estremo. Corvino scopre, a poco a poco, un universo sommerso di pratiche sadomaso e perversioni erotiche portate all'eccesso, di cui ignorava completamente l'esistenza. Nel frattempo, dopo essere stato interrogato, il partner della vittima viene riconosciuto colpevole e il caso viene considerato risolto. Ma Corvino non sembra convinto e le indagini proseguono. Le ricerche lo portano a scoprire che nel mondo delle pratiche bondage è coinvolta anche la malavita d'oltreoceano, che ha l'obiettivo di conquistare la piazza di spaccio locale inondando il mercato con una nuova droga, destinata a soppiantare lo smercio della cocaina. Tra colpi di scena, omicidi, torture e giochi erotici, Massimo Lugli ci traghetta in un mondo torbido e ambiguo dove l'eccesso è la norma.
Massimo Lugli si è occupato per «la Repubblica» di cronaca nera per quarant’anni. Ha scritto Roma Maledetta e per la Newton Compton La legge di Lupo solitario, L’Istinto del Lupo, finalista al Premio Strega, Il Carezzevole, L’adepto, Il guardiano, Gioco perverso, Ossessione proibita, La strada dei delitti, Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale, Stazione omicidi. Vittima numero 1, Vittima numero 2 e Vittima numero 3, Città a mano armata, Il criminale e nella collana LIVE La lama del rasoio. Suoi racconti sono contenuti nelle antologie Estate in giallo, Giallo Natale, Delitti di Ferragosto, Delitti di Capodanno e Delitti in vacanza. Ha firmato con Andrea Frediani Lo chiamavano Gladiatore. Insieme ad Antonio Del Greco ha scritto Città a mano armata, Il Canaro della Magliana, Quelli cattivi, NarcoRoma e Il giallo di via Poma. Cintura nera di karate e istruttore di tai ki kung, pratica fin da bambino le arti marziali di cui parla nei suoi romanzi.
You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/ Voto: 3/5 (6/10) E' brutto da dire, ma il 3 è un regalo. Perché d'istinto gli avrei dato 2,5, poi mi è venuto il dubbio che fossi io ad aspettarmi altro (invece mai aspettarsi niente) e non lo avessi inquadrato nel modo giusto. Certo è che il titolo, e ancor più i sottotitoli, sono fuorvianti. Nel libro di questi 'giochi perversi' ci saranno 3-4 pagine, mentre tutto il resto è incentrato sull'indagine del giornalista Marco Corvino, che non è soddisfatto delle conclusioni della polizia. Onestamente? Ho trovato il percorso del cronista piuttosto noioso, anche se ero curiosa di scoprire chi fosse il colpevole. Anche i suoi ragionamenti e riflessioni mi hanno lasciata indifferente.. Non ho apprezzato l'inserimento del filone sulla droga, che ho trovato inutile, pur avendo un suo collegamento finale, né la parte sui bambini, questa davvero superflua e un po' morbosa. Sgradevole anche il tira e molla tra Marco e Sara. Il finale invece mi è piaciuto. Classico ma ben studiato. Sul protagonista non ho particolari rimostranze da fare. Non mi ha suscitato grande empatia, forse è un po' stereotipato, ma è costruito bene, non ha incongruenze e rispecchia l'idea di giornalista di cronaca che mi sono fatta. E' anche impulsivo e sprovveduto quanto basta per non risultare snob e antipatico. Gli altririmangono un po' più in ombra, ad eccezione di Sara, che ho mal digerito. E' anche lei giornalista, eppure, secondo me, ha delle pretese da Marco del tutto fuori luogo. Inoltre lo ha avvicinato lei e poi si lamenta se lui non la corteggia. Senza contare che, ai fini della storia, è anche un po' superflua. Quello più simpatico è stato Mr. Scudiscio, che spiega al cronista come funziona veramente il mondo sadomaso e quanto possa essere distante da ciò che si legge nei racconti erotici che vanno tanto di moda. Questa è una cosa che ho apprezzato. Non è chiaro quanto sia stata approfondita la ricerca, ma l'autore si è sicuramente informato prima di scrivere. Per curiosità ho provato ad informarmi anche io e ho trovato più o meno le stesse cose. La prosa non è coinvolgente, o almeno non lo è stata per me, però il libro è scritto bene, in maniera appropriata, e le pagine scorrono facilmente. Solo in alcuni passaggi mi sono annoiata. Alla fine ammetto che quello che non mi è piaciuto sono più che altro sfumature, però senza quelle sfumature lo avrei apprezzato decisamente di più.
Il protagonista è Marco Corvino, cronista di nera che deve scrivere un articolo sulla morte di Tania Namari, morta strangolata mentre faceva un gioco erotico, ma sarà stato davvero un incidente? Le indagini si intrecciano con quelle dei carabinieri su un traffico di droga. Mi è piaciuto abbastanza il libro e ho fatto il tifo per il protagonista Marco. Non ho trovato volgare il libro ed il linguaggio utilizzato. Mentre leggevo il libro avevo già dei sospetti sul colpevole, ma comunque non ho faticato a finirlo. Ho inserito anche questo autore nella mia lunghissima lista 📚 sono curiosa di leggere un suo secondo libro. "Che cos'è il piacere se non un dolore straordinariamente dolce?" (H. Heine)
2 stelle che fanno la media tra 1 stella per la confusione (ho letto altri libri dello stesso autore e questo è l'unico che mi ha fatto questo effetto) e 3 stelle per il tema e la trama (che però potevano essere sviluppati in maniera molto più efficace). morale: se vi imbattete in questo autore, vi consiglio di leggere tutti i suoi libri tranne questo.
L'inchiesta si dipana nel mondo del sesso estremo e del sadomasochismo. Marco Corvino si muove in mezzo a festini e strani personaggi ed in maniera quasi casuale arriva al responsabile. Come al solito si muove in modo impacciato ed imprudente, ma alla fine se la cava anche questa volta.