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Tutti i racconti: Volume primo
"Flannery O'Connor è, insieme a William Faulkner, l'unica scrittrice americana contemporanea la cui opera è stata pubblicata da The Library of America, un onore di solito riservato ai grandi del passato. Su di lei sono stati scritti volumi di critica, gran parte dei quali intesi a svelare il "mistero" della sua fede religiosa cattolica ortodossa, del suo rifiuto di affrontare il razzismo sudista in termini di problema sociale...".
- GenresAmericana
294 pages, Paperback
Published October 1, 1990
About the author
Flannery O'Connor
196 books5,681 followersCritics note novels
Wise Blood
(1952) and
The Violent Bear It Away
(1960) and short stories, collected in such works as
A Good Man Is Hard to Find
(1955), of American writer Mary Flannery O'Connor for their explorations of religious faith and a spare literary style.
The Georgia state college for women educated O’Connor, who then studied writing at the Iowa writers' workshop and wrote much of Wise Blood at the colony of artists at Yaddo in upstate New York. She lived most of her adult life on Andalusia, ancestral farm of her family outside Milledgeville, Georgia.
O’Connor wrote Everything That Rises Must Converge (1964). When she died at the age of 39 years, America lost one of its most gifted writers at the height of her powers.
Survivors published her essays were published in Mystery and Manners (1969). Her Complete Stories , published posthumously in 1972, won the national book award for that year. Survivors published her letters in The Habit of Being (1979). In 1988, the Library of America published Collected Works of Flannery O'Connor, the first so honored postwar writer.
People in an online poll in 2009 voted her Complete Stories as the best book to win the national book award in the six-decade history of the contest.
The Georgia state college for women educated O’Connor, who then studied writing at the Iowa writers' workshop and wrote much of Wise Blood at the colony of artists at Yaddo in upstate New York. She lived most of her adult life on Andalusia, ancestral farm of her family outside Milledgeville, Georgia.
O’Connor wrote Everything That Rises Must Converge (1964). When she died at the age of 39 years, America lost one of its most gifted writers at the height of her powers.
Survivors published her essays were published in Mystery and Manners (1969). Her Complete Stories , published posthumously in 1972, won the national book award for that year. Survivors published her letters in The Habit of Being (1979). In 1988, the Library of America published Collected Works of Flannery O'Connor, the first so honored postwar writer.
People in an online poll in 2009 voted her Complete Stories as the best book to win the national book award in the six-decade history of the contest.
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Community Reviews
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
September 3, 2018
Non l'avevo mai letta .....affascinante e con ironia noir!
August 12, 2026
Alzi la mano chi, lettore forte o sedicente tale, non ha almeno uno scheletro nell’armadio.
Non parlo di Cinquanta sfumature letto di nascosto sul Kindle. Parlo di quell’autore enorme, mitologico, citato praticamente ovunque, del quale hai letto zero. Quello che ogni tanto salta fuori in una conversazione e tu annuisci con aria competente sperando che nessuno ti chieda: «Qual è il tuo preferito?».
Il mio era Flannery O’Connor.
Mea culpa: questi Tutti i racconti sono la prima cosa che leggo di lei.
E pensare che questi due volumi Bompiani del 1990 li avevo già avuti tra le mani, tempo fa, a un mercatino dell'usato di Firenze. Li avevo presi, sfogliati, ma il confanetto costava davvero troppo. «Li prenderò un’altra volta», avrà pensato quell'ingenuo che ero io in quel momento. Naturalmente, la volta dopo non c’erano più.
Poi Vinted (ebbene sì, i libri - specie quelli introvabili - cercateli qui) ha rimesso ordine nel cosmo: entrambi i volumi, condizioni buone, prezzo oltraggiosamente basso. Presi.
Riassumere Tutti i racconti è ovviamente impossibile. Dentro ci sono famiglie, contadini, predicatori, bambini inquietanti, anziane convinte di aver capito tutto, persone rispettabilissime che smettono di esserlo nel giro di tre pagine, razzismo, religione, povertà, superbia, violenza e quella particolare capacità degli esseri umani di considerarsi migliori del prossimo fino a circa trenta secondi prima della catastrofe.
O’Connor ti porta nel Sud degli Stati Uniti e ti racconta una storia che forse hai annusato soltanto in qualche vecchio film a stelle e strisce. Ma poi si spinge oltre: i suoi personaggi partono bene, sfigati, parossistici. Tu ti ci affezioni, li guardi vivere le loro vite misere e non possono che catturare la tua attenzione. Almeno fino a quando qualcosa non si spezza e il racconto detona, nel bene (raro) o nel male (sovente).
Trovi la recensione completa qui
👉https://vaicomesai.blogspot.com/2026/...
Non parlo di Cinquanta sfumature letto di nascosto sul Kindle. Parlo di quell’autore enorme, mitologico, citato praticamente ovunque, del quale hai letto zero. Quello che ogni tanto salta fuori in una conversazione e tu annuisci con aria competente sperando che nessuno ti chieda: «Qual è il tuo preferito?».
Il mio era Flannery O’Connor.
Mea culpa: questi Tutti i racconti sono la prima cosa che leggo di lei.
E pensare che questi due volumi Bompiani del 1990 li avevo già avuti tra le mani, tempo fa, a un mercatino dell'usato di Firenze. Li avevo presi, sfogliati, ma il confanetto costava davvero troppo. «Li prenderò un’altra volta», avrà pensato quell'ingenuo che ero io in quel momento. Naturalmente, la volta dopo non c’erano più.
Poi Vinted (ebbene sì, i libri - specie quelli introvabili - cercateli qui) ha rimesso ordine nel cosmo: entrambi i volumi, condizioni buone, prezzo oltraggiosamente basso. Presi.
Riassumere Tutti i racconti è ovviamente impossibile. Dentro ci sono famiglie, contadini, predicatori, bambini inquietanti, anziane convinte di aver capito tutto, persone rispettabilissime che smettono di esserlo nel giro di tre pagine, razzismo, religione, povertà, superbia, violenza e quella particolare capacità degli esseri umani di considerarsi migliori del prossimo fino a circa trenta secondi prima della catastrofe.
O’Connor ti porta nel Sud degli Stati Uniti e ti racconta una storia che forse hai annusato soltanto in qualche vecchio film a stelle e strisce. Ma poi si spinge oltre: i suoi personaggi partono bene, sfigati, parossistici. Tu ti ci affezioni, li guardi vivere le loro vite misere e non possono che catturare la tua attenzione. Almeno fino a quando qualcosa non si spezza e il racconto detona, nel bene (raro) o nel male (sovente).
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