3,5 stars, really. "Indagine in corso all'istituto del tempo". Si tratta di un romanzo del 1973, scritto da Ariadna Gromova in tandem con Rafail Nudel'man. Della Gromova è stato pubblicato in Italia un solo lavoro: "Il pianeta dei virus", nel secondo volume della collana FER dedicata alla fantascienza sovietica (pubb. 1966) e di recente, ripubblicato da Jouvence (2020).
Il libro in commento è un'altra cosa. Un detective fantascientifico. Molto articolato e accompagnato da un'utilissima postfazione nella quale gli autori dimostrano di essere al passo coi tempi, rispetto al tema trattato (un sacco di citazioni sulla SF internazionale, aggiornate ai primi anni '70). L'azione non è molta e si basa su un lento incedere di situazioni e dialoghi. La narrazione è scissa tra i due punti di vista dell'investigatore (Lin'kov) e dello scienziato (Stružkov). Si tratta, nella sostanza, di un robusto compendio di "cronofisica". Non è ovviamente di un libro sui viaggi nel tempo tanto per... lo scopo è proprio quello di analizzare i paradossi temporali (tra tutti: l'incontro con se stessi). Inoltre, il tempo non è monolitico e ogni impatto serio del viaggiatore temporale, nel passato o nel futuro, genera linee temporali alternative. Tra le quali, poi, bisogna cercare di raccapezzarsi. La misteriosa morte di Arkadij Levitskij troverà spiegazione (omicidio? suicidio? esperimento?) Una lettura di certo interessante, ma molto cervellotica, se mi passate il termine. Se ne rendono conto gli stessi autori che infarciscono le pagine con numerosi schemi grafici di ipotesi nella ricostruzione dei fatti: quale linea temporale, quale viaggio in avanti, all'indietro, quando è stato fatto cosa e da chi, chi è chi, in quale tempo ecc. ecc. Avrebbe meritato una traduzione italiana.