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Giulia dorme

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Pubblicato dall'autore

336 pages, Paperback

First published November 1, 2012

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Aldo Costa

12 books6 followers
Torinese, copywriter freelance. Nel 1995 ha pubblicato la raccolta di racconti Ultimo Grado nella collana I Licheni (Vivalda), e nel 2008 è uscito il suo primo romanzo L'Inviato di Dio (Baima Ronchetti & C). Per Piemme ha scritto Non è vero che, uscito come e-book original, ha ottenuto un ottimo successo, e Non dormirai mai più.

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Gattalucy.
391 reviews170 followers
September 7, 2017
Abbiamo bisogno di eroi...purtroppo!
La copertina del libro riporta sotto il titolo la dicitura “thriller”.
Devo ammettere che se non fosse stato per Aldo non ci avrei perso del tempo. I thriller hanno per definizione il compito di farti aumentare l'adrenalina, di amplificare paure e “souspance” per cui non sono il mio genere. Se leggo un libro che in qualche modo mi provoca spaventi me lo sogno tutta la notte. Sono impressionabile: lo so e lo accetto! Quando la tensione si fa troppo forte come minimo vado a vedere qualche capitolo avanti come va a finire così da potermi tranquillizzare. Insomma: il peggiore lettore per libri “thriller” che Aldo potesse trovare.

Ma Giulia dorme è diverso. Direi che Costa ha inventato un genere nuovo, il “thriller dolce”: ci sono, è vero, momenti concitati, in cui la tensione aumenta: botte, scazzottate, inseguimenti, sparatorie,...ma ogni picco adrenalinergico si compensa con un momento di calo, di respiro che mi ha permesso di non cedere alla tentazione di mettermi al riparo con la scoperta anticipata del finale. Anche le digressioni nella psiche di un'adolescente e nella depressione di un professore sono accattivanti. Alcuni personaggi sono azzeccatissimi, altri, anche comprimari, sono perfetti nelle loro ossessioni.
Quella che mi lascia più dubbi è la protagonista, il procuratore Serena Ainardi, che può permettersi quello che vuole perchè è una bella gnocca...fosse un uomo o una donna “ciospa” col cavolo... Vabbè, mica si può far girare una storia intorno a un brutto rospo, capisco l'esigenza tutta maschile dell'autore...e anche dei lettori.
Però, però... non so, dovrei essere grata a Camilleri e a Costa (scusate l'accostamento profano) per inventarsi uomini di legge sempre, e meno male, così poco aderenti a certa legge, così pronti a rischiare per difendere il debole, per proteggere la vittima, uomini (o donne!) tutti d'un pezzo, eroi immolati ai valori e agli ideali di giustizia e rettitudine...e invece mi ritrovo sconsolata a guardarmi intorno e a vedere un panorama ben diverso, e a dirmi come Brecht: “beato il popolo che non ha bisogno di eroi”...

Grazie dunque ad Aldo...con il suo thriller mi sono soprattutto divertita. Che voglio di più?
E voi che volete? la trama? e' un thriller, figuratevi se ve la racconto...
Profile Image for Rosalba.
249 reviews34 followers
March 3, 2013
[..] c’era il sole in luogo della nebbia e una discesa al posto della salita. Ma in palio, allora come in quel momento, c’era la vita.

Di questo si tratta di una lotta per la vita, non solo per Giulia che ha subito il più grande trauma che una donna possa subire, ma anche per Renzo ormai distrutto nello spirito e nella volontà di vivere e di reagire. Due anime ferite si salvano a vicenda in un susseguirsi di eventi drammatici e pericolosi , ma dove la tenacia e la forza di volontà non lasciano spazio al male e alla prepotenza. Un inno alla vita e al desiderio di lasciarsi il dolore alle spalle per guardare avanti verso un futuro che sa di promesse ancora realizzabili. Non si tratta solo di un giallo, la tensione di certe scene da brivido è ammorbidita da una scrittura sensibile e da paesaggi di montagna con sentieri e laghetti ghiacciati, dove il freddo pungente è sedato solo da una vecchia stufa a legna che fa fumo da tutte le parti e da poche caldarroste. E proprio davanti ad una stufa è nato questo libro che consiglio caldamente di leggere di fronte ad un camino acceso, sorseggiando un buon cognàc.

Un grazie particolare ad Aldo per la sua pazienza e la sua fiducia.
Profile Image for Three.
316 reviews78 followers
March 9, 2018
devo premettere una cosa importante: il fatto che questo libro l'abbia scritto un amico anobiano influenza la mia recensione.
Ma non nel senso becero, facendomi dire bene di un libro del quale, se l'avesse scritto uno sconosciuto, direi male; l'influenza dovuta alla conoscenza - benché solo virtuale - dell'autore si manifesta con il fatto che io di solito non leggo thriller. Mi piacciono i gialli, questo sì, ma non i thriller. Mi piacciono le atmosfere tese, le descrizioni dei luoghi e dei personaggi, mi piace angosciarmi per un personaggio che mi era simpatico e invece potrebbe essere l'assassino, mi piace vedere come si arriva a svelare il mistero. Non sono tipo da inseguimenti, sparatorie, colluttazioni.
Quindi, se non fosse stato per la curiosità di leggere che cosa scrivono gli amici, questo libro non l'avrei letto.
Avrei fatto male.
Perché è vero, ci sono tutti gli ingredienti del thriller (botte da orbi, fughe rocambolesche, morti sparati), ma c'è anche proprio quello che cerco in un libro giallo. Poche volte mi è capitato di leggere la descrizione di un luogo e di un'atmosfera che riuscisse a rendere quel luogo e quell'atmosfera così reali e presenti come sono reali e presenti in questo libro la montagna, il bosco, il freddo, la solitudine, il rumore dei passi sulle pietre; ci sono pagine nelle quali ci si immerge sentendosi proprio là dove si svolge la storia, muovendosi accanto ai personaggi.
Poi c'è la storia, che è bella e avvincente (con un goccino di inverosimiglianza in qualche particolare, ma questo lo attribuisco totalmente allo spirito dei thriller) e ti tiene lì fino in fondo, e quindi merita di essere letta. Da chi ama i thriller e da chi li ama meno.
E tutto questo dimostra che io gli amici me li scelgo bene.
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