Huge. Antigone's poignant end and its protagonist's force amazed me. Both Oedipus plays were fantastic, especially the first one, considered by many as the first detective story, here the man that has to solve a riddle slowly becomes more aware of the fact that he is both the solution and a riddle himself. In Sophocles' plays we see female characters slowly gaining much more importance as a characters (importance that will be fully gained in Euripides plays), Elettra doesn’t care about her status and immediately thinks about killing her mom after Orestes death notice, Deianira’s innocent task leads to the death of the strongest hero known in Greece, and of course Antigone, the only one that stood up to Creon’s law. Heroes here are oppressed by fate and we can see an example in Ajax, second to Achilles for strength, who kills himself.
La vera tragedia è nascere donna nella Grecia del V secolo, a quanto pare. Comunque, proprio le figure di donna mi hanno più commosso: Tecmessa, col suo straziante monologo dove prega di non essere lasciata sola, Deianira moglie tradita che, come Medea, dovrebbe accettare l'infedeltà del marito, ma soprattutto Antigone ed Elettra: eroine ostinate, che diventano grandi e solidi baluardi contro le ingiustizie, mosse dall'amore di sorelle. Ammetto che un posto speciale nel mio cuore se l'è guadagnato Elettra grazie alla commovente scena dell'incontro fra lei ed Oreste. Quanto è amaro, però, Sofocle (e quindi a me graditissimo). Non c'è scampo dagli dei che maledicono stirpi su stirpi di infelici. Chinare la testa ed accettare il proprio destino, ecco quel che bisognerebbe fare. Ma quanta poesia, però, quante immagini e metafore di bellezza purissima, poste accanto a descrizioni tanto macabre da essere ai limiti del morboso. Mi son chiesto, ignorante di letteratura greca, se possa essere considerato un interesse "naturalistico" o piuttosto una volontà di porre enfasi sul carattere disgustoso del corpo umano, in contrapposizione alla natura incorruttibile delle divinità. Non avendo mai letto le tragedie di Sofocle prima d'ora e, soprattutto, non conoscendo il greco non posso dare un giudizio sulla traduzione, però: sono necessarie tutte quelle note sulla posizione geografica dei luoghi? E poi, davvero bisogna continuare a dire che Achille e Patroclo fossero "amici"? Mi sembra tanto ridicolo questo pudore. Inoltre, nel primo stasimo dell'Antigone, parte celebre che già avevo letto, perché cambiare il significato usando il termine "tremendo" riferito all'uomo, che dà un senso negativo a tutto il passo? Mi chiedo, quindi, se questa scelta, che non so nemmeno se sia arbitraria o meno, sia o meno isolata nel restante lavoro di traduzione. Quanto fidarsi?
Meravigliose le tragedie, l'ultima opera satirica invece non é un granché, ma tra l'Antigone, l'Edipo e il Filottete c'é davvero di che rimanere strabiliati. Ho finalmente colmato anche questa mia lacuna gigantesca e non posso che esserne contenta, perché pensavo mi sarei annoiata e invece mi sono innamorata.