Russian psycho vs Putin
Racconti e articoli di scrittori russi contemporanei la cui principale caratteristica, l'unica in verità che li accomuna, è quella di avversare la figura di Putin. Certo il fatto che Putin non sia ben visto là è noto a tutti, ma i motivi per cui questi scrittori si scagliano contro il "piccolo zar", come lo chiama Limonov, sono da approfondire. Fosse stato solo Limonov, fondatore del partito Nazional bolscevico, sarebbe stato un tantino sospetto, ma oltre le sue rimostranze ci sono quelle di altri due noti scrittori, che ci fanno sapere di non gradire il modo in cui Putin si comporta. Leggendo, neanche tanto tra le righe, quel che si evince è che siamo di fronte a una progressiva e sistematica oppressione del diritto di dissenso, liste di scrittori non graditi, polizia che va a casa di scrittori o che li mena a caso durante le manifestazioni di piazza, parlamentari che blaterano di sequestrare i parenti di sospetti terroristi, e giornalisti uccisi solo per aver detto la verità. Quest'ultima notizia è arrivata anche qua, ma il fatto che ci siano liste di prescrizione fa venire in mente Stalin...
qua e là piccoli assaggi di prosa un tantino meno prosaica, storie di vita:
in esilio a Parigi
"All'altezza del Pont D'Arcole l'alba mi colse di sorpresa. Era freddo, ma bello."(E. Limonov)
e vita diversa da quella che ci si aspetterebbe vivano gli scrittori famosi...
grossi casermoni le cui mura sono costellate da graffiti "Morte ai Giudei e ai Teletubbies"(E. Limonov)
lettere aperte allo zar Putin
"Accoppare gli scrittori nel cesso"(V. Erofeev)
gli stili sono diversissimi
c'è il surreale, il realistico, e il satirico
ma nessuno fa ridere neanche per un minuto
è amara la sensazione che lasciano...
"La goccia di sangue cadde sullo scafandro di un ragazzo che stava ridendo forte, un sedicenne di nome Victor. Ma il giovane neanche se ne accorse."(Vladimir Sorokin)