Leggere o rileggere la Commedia di Dante è senza dubbio un’impresa che rischia di lasciare scoraggiati molti tra coloro che la tentano: il mondo da cui proviene, quello del 1300, sembra troppo distante. In aiuto di chi vuole provarci arriva il libro di uno studioso – specialista della poesia italiana tra Due e Trecento – che della chiarezza ha sempre fatto uno dei suoi punti di forza. Giunta accompagna i lettori con la massima cura, nel senso che scrive sotto l’egida di un criterio a cui tiene fede: risultare sempre comprensibile. Grazie a una selezione delle terzine dantesche, limita sapientemente i riferimenti a quello che serve per orientarsi nel viaggio di Dante, ma anche per contestualizzarlo nel suo tempo e sottolineare le distanze dal nostro. Dopo aver letto il volume, sarà più semplice trovare una risposta a chi chiede perché, ancora oggi, abbia senso leggere la Commedia di Dante Alighieri. Chissà se Giunta vorrà fare lo stesso anche col resto del poema, accompagnando i lettori nella lettura delle altre due cantiche, ancora più complesse e meno conosciute.