Come sempre Canicola significa uno sguardo diverso. Il colore dà quest'impressione di trip acido che ben si accosta con le tavole sghembe della Wahamaki. Ci sono anche Nanni (che forse preferisco in versione bianco nero e poco più), la Ghermandi e Tuono Pettinato. Tutti e tre molto godibili, gli ultimi due davvero divertenti. C'è Yan Cong del sogno dell'elefante, che a colori non perde la sua forza espressiva deviata. Insomma, forse non tutti i racconti sono da incorniciare, ma di sicuro in ognuno di loro c'è qualcosa: un modo di narrare diverso, una piccola storia (per "bambini") diversa. E' la solita storia con Canicola. Il volume è davvero un bell'oggetto da sfogliare e risfogliare: viene da dire che si vorrebbe sempre un Canicola a colori. Per concludere: bellissime le biografie stupide a fine volume.