Ogni libro di Chomsky che leggo è sempre migliore del precedente. È stupendo sentire sulla pelle l’entusiasmo che mi generano le sue analisi che erroneamente lui stesso definisce “banali”, o poco stimolanti intellettualmente rispetto all’ambito linguistico: perché meno creative.
Il suo intento è chiaro: rendere più ovvio possibile ogni passaggio analitico della politica americana e internazionale. Direi quasi un modus operandi cartesiano, una logica dell’evidenza. Difatti, Chomsky ribatte più volte che lui dice solo “l’ovvio”, che gli studi dell’avvenire politico raggiungono solo risultati “banali”; tuttavia, non è per nulla semplice agire in tale maniera. Smantellare un’intera argomentazione per mostrare le incongruenze logico-morali è un operazione che richiede una conoscenza ferrea degli avvenimenti e un ottimo buon senso morale, oltre che a una coerenza di pensiero notevole. In poche parole, riesce a semplificare, senza cadere nel superficiale, vicende storiche concernenti i più orrendi casi di cui spesso il colpevole è ignorato, o addirittura lodato.
Detta questa premessa metodologica, è oltremodo immenso il livello di conoscenza ed informazione che Chomsky regala al fine di permettere ai militanti e tutte le persone di avere i mezzi per costruire una coscienza di classe, così da poter vivere realmente in una democrazia, e non in un regime pseudo-democratico dove l’establishment fa “buon viso a cattivo gioco”.
I punti su cui preme di più sono molteplici e, per così dire, soliti da anni oramai. Condanna in molti casi gli statunitensi (senza apparente vergogna) per attentati, stragi, interventi militari che hanno portato a troppi morti, di cui spesso ci si dimentica troppo facilmente.
Ciò che esprime, sono concetti che non andranno a male facilmente, specie se vi è pressione sociale che li garantisce. Alcuni di questi sono la libertà di espressione, il ripudio delle guerre, il pacifismo, antinuclearismo, sostenibilità ecologica, democrazia, e moltissimi altri punti che non starò ad elencare.
La cosa che è d’obbligo imparare da Chomsky è che bisogna informarsi approfonditamente sulle relazioni estere, internazionali, sull’economia e tutto ciò che e riguarda la politica, in modo da poter militare affinché il mondo diventi la casa che tutti vorremmo: libera e democratica. Se dovessi ridurre la sua prospettiva in un unico slogan, esso sarebbe: “studia e milita!”.