Estate 1914. Un’aristocratica villa tra le montagne bavaresi ospita la villeggiatura della famiglia von der Ost: il rigido padre Bruno, banchiere devoto all’esatta legge dei numeri; la sentimentale madre Irene, rapita da un amore segreto; il solitario figlio Paul, undicenne insicuro sulla soglia delle prime confuse inquietudini del desiderio.Tra quelle valli placide i clangori della Guerra appena scoppiata giungono attutiti come l’eco di un lontano rimbombo, ma di fronte alla mobilitazione generale i già labili equilibri s’incrinano svelando quanto sia fragile la pace che regna in quell’«angolo di quiete». Mentre le irreprimibili leggi della vita stridono con i doveri nei confronti dei morti, il bambino – incapace di comprendere la portata degli eventi, ma determinato a «esercitarsi ad avere coraggio» – parte all’insaputa di tutti per un fronte che non riuscirà mai a raggiungere.Questo gioiello di classica bellezza di Eduard von Keyserling offre al lettore, tra visioni oniriche e sfumato realismo, un delicato dipinto ad acquerello capace di ritrarre un’epoca crepuscolare, tesa fra il tramonto di un’imperturbabilità ormai perduta, ma ancora vagheggiata, e l’alba di nuove, terribili e forse folli responsabilità.
Eduard Graf von Keyserling (May 15, 1855 – September 28, 1918) was a Baltic German fiction writer and dramatist and an exponent of literary Impressionism.
Keyserling was born at Schloss Tels-Paddern, Courland Governorate, within the Russian Empire, now Kalvene parish, Liepaja District in Latvia. He belonged to an ancient family of Baltic German nobility and was a cousin of the philosopher Hermann Keyserling. He died in Munich, Bavaria.
Keyserling's early novels Fräulein Rosas Herz. Eine Kleinstadtliebe (1887) and Die dritte Stiege (1892) were influenced by Naturalism. His essays on general and cultural questions, like his theater plays, are forgotten. His narrative, novellas and novels, after 1902, place Keyserling at the forefront of German literary Impressionism.
A subtle and elegant stylist, Keyserling's narrative is unforgettable for its evocative ambience and "feel". His most emblematic work is perhaps Fürstinnen (Princesses), only superficially related to the typical German 19th century Schlossroman. Somehow midway between Ivan Turgenev and Franz Kafka, there is a certain pessimistic kinship between Keyserling and Anton Chekhov.
E. Von Keyserling scrive questo libro nel 1918, pochi mesi prima di morire. Diversamente dai brevi romanzi che l'hanno rese celebre, qui non siamo più tra castelli della Curlandia, nei Paesi Baltici, bensì ci troviamo fra le montagne bavaresi, nell'estate '14, in un 'angolo di quiete', dov'è gradevole trascorrere le vacanze estive. Rispetto ai bellissimi "Afa", "Onde" e "Principesse", si tratta di un testo, a mio avviso, 'minore' benché la scrittura continui a essere limpida e scorrevole, e l'analisi psicologica assai acuta.
Il protagonista ha solo 11 anni : "Paul sapeva di non piacere a suo padre, non gli piaceva perché era piccolo e deboluccio". Forse anche per questo si trovava ancora impigliato nella difficile fase edipica. "Il ragazzo avvertiva con particolare intensità l'insicurezza della nostra esistenza", ma "cosa ne sapevano, gli adulti, delle ansie e dei dolori che lo affliggevano?" . E che cosa ne sapevano i suoi stessi coetanei?
impossibile non trovarvi un parallelo con "Agostino" di Moravia. Qui però l'epilogo è assai diverso, perché spesso attribuiamo troppo potere agli altri, a che cosa pensano di noi. In fondo, ciò che pensano riguarda loro, non noi.
Un breve romanzo intriso di malinconia e di un ineffabile sentimento di perdita, scritto con limpido stile. Pulito nella forma, fatale nel contenuto.
L’autore assume il punto di vista di un bambino, Paul, undici anni (una volta si sarebbe definito preadolescente) che dal quieto riparo di un ridente luogo di villeggiatura nelle Alpi bavaresi ascolta e guarda il teatrino degli adulti che si muovono vicino a lui, indeciso su come interpretarne i segnali. Un padre austero, integerrimo direttore di banca, una madre dolce, languida e insoddisfatta che accetta l’assidua corte di un giovane impiegato appassionato e gagliardo mentre sullo sfondo inizia a divampare una guerra che ben presto travolgerà, in modi diversi, tutti i protagonisti.
È il 1914 e sembra che andare al fronte -ovvero combattere per la patria, armarsi per la vittoria- sia l’atto di eroismo necessario e sufficiente all’orgoglio di una nazione (“vedere come si sacrifichino fino all’estremo, caspita, è uno spettacolo sublime”) : la Germania prussiana, che agli albori di quella guerra non sa ancora nulla né del suo terribile decorso né delle sue disastrose conseguenze.
E come può saperlo Paul, solo e fragile, impegnato, senza averne i mezzi, a decodificare il linguaggio degli adulti e al contempo a difendersi dallo scherno degli unici due ragazzini che regolarmente incontra, l’amata Nandl e il rude Lulu?
Soprattutto a loro Paul dovrà dimostrare di essere quel che non è: determinato, coraggioso e forte; immaginandosi eroe di là dalle montagne, unendosi idealmente alla guerra vagheggiata dalla sua mente infantile (“cosa ne sapevano, gli adulti, delle ansie e dei dolori che lo affliggevano?”). Inutile precisare che gli esiti saranno disastrosi.
È la storia di Paul, undici anni, che raggiunge l'abituale residenza estiva con la madre, la zia e la vecchia tata. Li accompagna il padre, che presto torna in città, al lavoro. Paul cerca di conquistarsi la stima di Lulu e Nandl, una coppia di coetanei. Un adulterio (della madre) mancato, scaramucce tra adolescenti e in lontananza la guerra (suo padre morirà sul fronte).
Scrive Giovanni Tadeo (il traduttore): “Il passato, così inteso come condizione dell’anima, è però anche un dispositivo che elabora pratiche culturali, funzionanti in modo automatico perché conformate a modelli perfettamente interiorizzati, regolando il meccanismo che stabilisce confini, limiti e chiusure, codici di comportamento e ritualizzazioni, e con esso il delicato equilibrio delle architetture nei castelli, “fortezze” sempre esposte all’improvviso irrompere di agenti esterni che minaccia di destabilizzare l’isolamento autoprotettivo. La storia, vissuta nel presente come presentimento della fine cui si va incontro talora con rassegnazione, talora opponendo una tanto determinata quanto vana resistenza, è in un certo senso il motore dell’azione, che segue, con logica seriale, percorsi relazionali sempre uguali a se stessi: matrimoni infelici, adulteri altrettanto infelici e vuoti, tentativi di fuga, tutti consumati fra pranzi e cene, scambi di visite, partite di caccia, serate conviviali, passeggiate nei parchi, escursioni nei boschi.”
Per certi aspetti questo romanzo richiama I Buddenbrook di Thomas Mann.
Prima avevo dato 3⭐️. Ripensando al romanzo, mi accorgo di essere stata un po’ tirchia.
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Sempre un po’ datati i brevi romanzi di Eduard von Keyserling, sempre poco originali, specie se confrontati ad altri grandi tedeschi dell’epoca come Schnitzler e Mann; ma tuttavia gradevoli nella loro semplicità, delicatezza, essenzialità. La postfazione ci trova mille significati e simbologie, ma a me sembra sempre la stessa storia, semplice malinconica e vera, probabilmente autobiografica: quella delle persone molto sensibili, allora come oggi maltrattate dal mondo.
Tenía muchas expectativas con este autor, y me he llevado una ligera decepción, aunque no sé muy bien por qué. A lo mejor tenía en la cabeza que sería como un segundo Stefan Zweig, cosa que no es, obviamente.
Lo destacable de esta novelita es su estilo: un estilo sencillo, cuidado. El autor maneja el adjetivo a la perfección y evoca imágenes muy bellas con simples epítetos.
C'était l'histoire la plus décevante des oeuvres choisies / histoires de château, parce que premièrement il n'y avait à proprement parlé aucune histoires de châteaux ici, aucun personnage issu de l'aristocratie prussienne et deuxièmement, on parlait déjà de la guerre.
Paul est un enfant peureux, timide, à caractère méditatif. La phrase à la page 794 résume bien le petit garçon, "Ce gamin avait un sentiment étrangement fort de l'insécurité de l'existence, il ne savait pas ce qu'il en était mais il pressentait partout dans le monde des forces obscures qui l'épiaient, lui et ceux qu'il aimait." Il est toujours plongé dans ses pensées, page 805, "Les regards des ces vaches me gênent, dit-il enfin. (...) Elles nous fixent comme si nous étions des monstres absurdes avec l'air de penser : "Incroyable, ces créatures qui marchent les unes à côtés des autres en se tenant si raides et qui parlent et parlent au lieu de brouter ou de ruminer." Paul pleure aussi pour un oui et pour un non, "il se réjouissait trop de ce qui allait venir et quand c'était là, il était si amèrement déçu qu'il aurait pu en pleurer", (p. 808). Toutefois, le fait qu'il ne se confiait point à ses parents l'a amené à cette fin fatidique, "Rêveur, pensait Paul, que savaient les adultes des soucis et des souffrances qui le tourmentaient", (p. 820).
Toutefois, le père qui est entreprenant, mais coléreux à raison sur une chose "Il n'y a pas à les défendre, ces gens du peuple sont stupides et paresseux", (page 795). Il est aussi tout l'opposé de sa femme, comment atteste la phrase de Mme Irene, "Je suis ainsi, dit-elle. C'est dommage que tu ne m'aies pas fait passer un examen de comptabilité quand nous nous sommes fiancés," (p. 798). Ou bien, encore la phrase de M. von Wirden, "Je sais, répondit Wirden, le directeur aime beaucoup tout cela. Je m'étonne que son fils ne s'appelle pas "Solde".", (page 803).
"Nell'angolo della quiete" lo definirei un gioiello. E' un romanzo breve, meno di cento pagine, ambientato tra le montagne bavaresi nell'estate del 1914 che vede come protagonisti la famiglia von der Ost: il rigido padre Bruno, banchiere devoto alla legge dei numeri; la sentimentale madre Irene, rapita da un amore segreto; il solitario figlio Paul, undicenne insicuro sulla soglia delle prime confuse inquietudini del desiderio. La storia ci viene narrata dal punto di vista di Paul, il quale ci regala una visione degli eventi dai contorni sfumati, onirici: è solo un bambino che si ritrova catapultato a dover vivere, insieme agli adulti, le ansie e le angosce che porta la Prima guerra mondiale con l'arruolamento del padre Bruno. Il mondo degli adulti è un mondo fatto di sottintesi, frasi non dette, espressioni che non riesce a comprendere ancora bene, sfumature che percepisce, ma a cui non sa dare un nome. Il mondo dei suoi coetanei non è meni duro e difficile: tra i ragazzi delle montagne si sente inadeguato, non viene accettato perchè dagli altri ritenuto debole, quando in realtà è solo un ragazzo più sensibile. La mancanza di ascolto sia da parte dei grandi che dei piccoli lo porta a voler dimostrare a tutti i costi il suo coraggio e lo fa volendo raggiungere, all'insaputa di tutti, il fronte, dove però non arriverà mai. E' una storia commovente, dove c'è sempre una strana aria di tensione tra tutti i personaggi, spesso ambigui: li definirei sfumati, proprio come il futuro, oramai incerto, che gli si para davanti. Lo stile è chiaro, pulito, dialoghi concisi e brevi, ma descrizioni dettagliate che non annoiano il lettore. Ho amato molto questo libro e mi sento di consigliarne la lettura, soprattutto se si vuole approcciare alle opere di von Keyserling.
Nell'angolo di quiete è un piccolo romanzo, distribuito gratuitamente grazie all'iniziativa Solidarietà digitale, il cui protagonista è un ragazzino undicenne costretto con la sua famiglia ad abbandonare la città per la campagna a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale. Tutt'attorno a lui si dipanano alcune vicende che lo colpiscono, tra cui il corteggiamento alla madre del signor von Wirden, la morte del padre in battaglia e il bullismo subito a causa del figlio del maggiore Walker, che lo porterà a compiere un gesto che lo costringerà a pagare con la vita il proprio coraggio. La scrittura è breve e concisa e ci permette di conoscere tutti i partecipanti alla scena, come in un dipinto realistico.
I wish I could put all of Keyserling's wondrous novels on this list, and I wish they were all available in English. None is, as far as I know. This one, which takes place at the beginning of WWI, is, like all the others, about the slow decomposition of the German aristocracy: nobody wrote as well about this subject as Keyserling, and his novels are, in some way, the equivalent of what some of Visconti's movies are to Italian society. This story is the portrait of an innocent child facing adults who are destroyed by their feelings and by History, and therefore facing a very cruel world - it is magnificent.