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Longobardul

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Secolul al VII-lea d. Hr. Rotari este fiul ducelui de Brescia, un tinar indraznet, rebel si hotarit. In vinele lui curge singe regesc. Dar intr-o Italie impartita intre longobarzi si bizantini, drumul spre tron e presarat cu capcane, iar Rotari are un singur prieten in care poate avea incredere. Italia cruda si fascinanta a Evului Mediu timpuriu este readusa la viata in acest roman complex si alert, prin intermediul unor personaje de neuitat.

Longobardul este un roman istoric, o cronica fictionalizata a anilor de domnie ai lui Rotari, la inceput duce de Brescia, apoi incoronat rege (636-652) al longobarzilor. Acesta va fi instruit si sfatuit pina la moarte de magistrul, mentorul si consilierul sau, Stiliano, ubicuul narator care tine in mina toate firele epice. Superior epocii prin stiinta sa de carte, acesta este un personaj cuceritor atit prin slabiciunile sale omenesti, cit si prin intelepciune si deschidere universala, reunind in personalitatea sa simtamintele general umane cu capacitatea moderna de a negocia, de a face compromisuri, de a disocia intre bine si rau, in numele omeniei si al intelepciunii. Roman de aventuri, Longobardul contine si episoade idilice, dar cu sfirsit tragic (iubirea dintre Rotari si blinda, frumoasa si fragila lui sotie, Gaila), intrigi de palat, otraviri, tradari, conjuratii (in care exceleaza regina repudiata Gundeperga) si confruntari singeroase pe cimpul de batalie. Asadar, cititorul are la dispozitie o fresca impresionanta a Italiei de Ev Mediu timpuriu, supravietuind pe ruinele Imperiului si plina de capcane, recuperata printr-o vasta galerie de tablouri vivante intr-o povestire densa, alerta, scrisa cu o maiestrie inegalabila si un profund simt al suspansului.

512 pages, Unknown Binding

First published January 1, 2004

41 people want to read

About the author

Marco Salvador

14 books8 followers
Marco Salvador (born 10 November 1948) is an Italian writer and historian.
Born in San Lorenzo di Arzene, Friuli, Salvador published several historical essays, especially about Middle Ages. He also published six historical novel, starting from Il Longobardo (2004), dealing with the story of the Lombard 7th century king Rothari, with which he won the "Città di Cuneo" award. This was followed by La vendetta del Longobardo (2005) and L'ultimo Longobardo, both set during the Lombard domination of Italy.
His last novel, La palude degli eroi (2009), is set in the 13th century, and tells the last years of the rule of the Ghibelline lord Ezzelino IV da Romano.
[edit]Bibliography

Il Longobardo (2004)
La casa del quarto comandamento (2004)
La vendetta del Longobardo (2005)
L'ultimo longobardo (2006)
Il maestro di giustizia (2007)
La palude degli eroi (2009)
L'educazione friulana (2010)

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Davide Sguario.
4 reviews
December 14, 2025
"Il longobardo" è probabilmente uno dei romanzi più interessanti apparsi nel panorama italiano degli anni duemila. Marco Salvador, storico di formazione, applica un metodo già collaudato da autori "classici" quali Waltari e Jennings (e in Italia, da Eco e Chiusano), quello del finto memoriale di un personaggio di fantasia attraverso cui andiamo a conoscere il periodo di storia narrato. Tale periodo è uno dei più oscuri e ignorati dalla narrativa di genere, ossia l'Italia dell'Alto Medioevo, divisa tra Longobardi e Bizantini. Il colpo da maestro di Salvador è la scelta e la caratterizzazione del narratore, ovvero Stiliano, figlio di un mercante siriano residente a Concordia, nell'Italia dominata dai barbari Longobardi, che le vie traverse del fato porteranno a divenire il migliore amico e braccio destro di Rotari, uno dei più grandi re longobardi.
Dopo una gioventù fatta di studi eruditi ma anche di alcolismo e prostitute, Stiliano viene esiliato per l'ennesima bravata da Concordia e assegnato a quello che all'apparenza è un compito gravoso e umiliante: recarsi in una fara (comunità) longobardo tra i monti del Friuli per fare da tutore ad un orfano che vive lì. Stiliano è agli inizi sconfortato e disgustato dalla convivenza con quelli che vede in tutto e per tutto come barbari (addirittura questi sono Longobardi ancora pagani) e non è migliore il rapporto con l'orfano, Rotari, figlio dello scomparso duca di Brescia e che vive nella fara sotto la protezione del nonno Arioaldo, in attesa che la maggiore età gli permetta di reclamare il ducato che è suo di diritto. Il ragazzotto è impregnato della cultura guerriera del suo popolo e non ha che disprezzo per il maestro, che vede come un rammollito uomo di parole e libri. Tuttavia Stiliano si rende presto conto che lui e Rotari (e, per esteso, i Longobardi) hanno qualcosa in comune: sono dei reietti, che cercano disperatamente di trovare il proprio posto in un'Italia in cui sono costantemente minacciati. Stiliano è infatti un eretico, in quanto professa una versione del cristianesimo sgradita alla Chiesa Cattolica. E sebbene i Longobardi abbiano da qualche decennio conquistato gran parte della penisola con le armi, costituiscono ancora la minoranza demografica rispetto ad un popolo, quello italico, di cui sanno molto poco e con cui faticano a integrarsi; cosa che li rende facili preda delle trame politiche della Chiesa, interessata a indebolire il potere della monarchia longobarda per accrescere la propria influenza, ed è disposta a farlo a costo di seminare odio tra sette religiose. Per non parlare poi dei Bizantini, a cui i Longobardi hanno sottratto buona parte dell'Italia e che, in mancanza di risorse militari, sono disposti a giocare assai sporco per indebolire i propri nemici.
Comincia così per Stiliano la rivalutazione di un popolo forse barbaro, ma ricco di tradizioni e soprattutto che potrebbe avere il potenziale di re-inventarsi e aprire nuove speranza per l'Italia in un'epoca (quella dei secoli successivi alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente) in continuo caos e mutamento. Dapprima l'intento dell'intellettuale è apparentemente quello di promuovere l'ascesa di Rotari per favorire la propria, insegnando al giovane quanto più possibile sul popolo che intende comandare e sul complesso mondo che lo circonda, dove la strumentalizzazione della religione e del concetto di eresia ha tanta importanza quanto la forza sul campo di battaglia. Tuttavia, ben presto il nostro comincerà a provare affetto per il discepolo (e amico) e a vedere nella sua missione al servizio dei longobardi un'opportunità di redenzione: per sé stesso, e per un Italia che sembra sprofondare sempre più nel buio dei giochi di potere e delle lotte religiose...
Come ho detto il romanzo ha in Stiliano il suo punto di forza. Un protagonista e narratore umanamente imperfetto ma affascinante nella sua capacità di percepire i tumulti dell'epoca in cui vive. Come nei miglior romanzi storici di questo tipo, la vicenda del protagonista fittizio - ovvero quella del tormento interiore di Stiliano (uomo che sembra aver smarrito la fede attraverso l'arroganza dell'intelletto e l'uso dello stesso per controllare gli altri) è articolata in parallelo ai fatti del contesto storico - ovvero il tormento politico e culturale di un'Italia dei secoli bui descritta in vivissimi dettagli. Personalmente trovo la prima parte del romanzo la migliore in assoluto: la descrizione della cultura longobarda è ben inserita senza essere tediosa, complice l'astuto utilizzo dell'espediente del punto di vista di un narratore esterno a quel popolo. I temi di cui ho accennato sopra rendono alla perfezione la crescita del personaggio di Stiliano culminante nella sua adozione all'interno dei liberi longobardi. Quando poi Stiliano viene messo alla prova in segmenti più avventurosi della vicenda, il ritmo e l'atmosfera sono gestiti benissimo, evocando in maniera eccellente i toni cupi dell'Italia dell'Alto Medioevo.
Il resto del romanzo - da quanto Rotari diviene duca e poi re - risulta forse meno azzeccato come ritmo e costruzione, e reputo che il personaggio di Gundeperga (riuscitissimo nella caratterizzazione di base) sia stato sfruttato non a sufficienza. Episodi come il viaggio a Roma o quello a Costantinopoli aggiungono poco alla storia e sembrano inseriti più per mostrare angoli del periodo storici che per altro. Salvador ama la storia, si vede, a volte forse troppo, vuole metterci veramente di tutto, ma alla fine sono quei piccoli eccessi che fanno piacere perché vengono dalla volontà di riempire gli sfondi, che non sono mai sciatti in questo romanzo dove le città in decadimento, la lagune veneta, la valle del Tagliamento e le casupole delle fare longobarde sono delineate con verve in ogni pagina.
Anche la parte ambientata nel monastero, per quanto funzionale nel percorso di crescita di Stiliano, risulta un po' stereotipata. Assolutamente mal riuscito il personaggio del villain Andras. Palesemente concepito come "ombra junghiana" di Stiliano, la sua efficacia come tale è compromessa dalla sua caratterizzazione interamente basata su oscuri riferimenti filosofici (io so cos'è lo gnosticismo e quali sono i possibili collegamenti al tema del romanzo, il lettore medio, anche interessato alla Storia, no) e da alcune trovate da fumetto (la fuga dalla sala del trono...ma dai) che rappresentano le uniche piccole cadute di stile del romanzo.
Nel complesso comunque un romanzo storico promosso a pieni voti, un romanzo storico adulto, con una conclusione solida e che manda un messaggio chiaro e pessimista sul rapporto tra potere e memoria storica, che insegna sicuramente molto su un periodo della storia italiana poco conosciuto e dovrebbe essere preso come riferimento per come si scrive un romanzo storico in forma di finta-autobiografia.
Profile Image for Riccardo Benussi.
41 reviews7 followers
October 11, 2012
splendida lettura sotto tutti i punti di vista; ottima scrittura, interessante la vicenda, storicamente interessante. Se proprio devo cercare un difetto sta nella difficolt�� di ricordare tutti i personaggi, visti i nomi simili o uguali, ma �� davvero un difetto minimo. La lettura �� scorrevole, la vicenda appassionante, i personaggi sono 12isamente umani, mai perfettamente buoni o perfettamente malvagi, incerti, dubbiosi, perfettibili, difettosi, ma 12isamente affascinanti. Mi sento di consigliare 12isamente questo libro a tutti quelli interessati al periodo, alla storia o semplicemente alla ricerca di un romanzo godibile!
22 reviews1 follower
April 9, 2020
Lettura piacevole, non memorabile. Ero indeciso tra tre stelle o quattro, ne ho date quattro.
Credo che l'autore abbia ideato il protagonista (e lo stile narrativo) ispirandosi a "L'Atzteco". Chi ha apprezzato quest'ultimo, forse apprezzerà anche "Il longobardo".
Nonostante alcuni passi di buona scrittura (o, dovrei dire, di buon contenuto; la scrittura è costantemente piuttosto buona), non ho trovato livelli di lettura più profondi della semplice narrazione dei fatti.
Profile Image for Noloter.
141 reviews3 followers
August 3, 2017
Devo ancora capire se mi sia piaciuto davvero.
Tre stellette e mezza, in realtà, ma approssimo a quattro perchè è rarissimo trovare romanzi storici dedicati al Regnum Longobardorum, un periodo storico immeritatamente trascurato dai più.
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