Riportando un suo dialogo con Nicky Haslam (professione: interior designer and socialite), Everett scrive che quest'ultimo gli ha detto: "Dovresti darti al ricamo, vista la tua mania di infiorettare le storie".
E' in questo che si riassume anche il mio giudizio sulla seconda biografia di Rubert Everett. E' vero che ha vissuto (e vive tutt'ora) una vita assolutamente straordinaria, ma è davvero bravo a raccontarla, a renderla interessante, a non risparmiare (a volte sinceramente credo, come il buon Haslam, che più che risparmiare aggiunga) dettagli scabrosi, tristi, intimi, spesso imbarazzanti sulla sua vita personale e professionale... o anche su quella degli altri, amici parenti e conoscenti che incontrano la sua orbita.
A differenza di "bucce di banana", la sua prima autobiografia, quello che traspare maggiormente in questo libro è la malinconia. C'è molta tristezza e vengono raccontate diverse morti (di Natasha Richardson, di Isabella Blow e in ultimo dello stesso padre di Everett) che vengono usate come espediente per ricordare quegli "Anni svaniti" che danno il titolo al libro. Non voglio dire con questo che sia un libro triste. Al contrario, proprio nei momenti più tristi Everett tira fuori quel suo umorismo inglese (un po' noir un po' snob) che smorza l'atmosfera, ed è con mano sapiente che mischia profondità di sentimenti e leggerezza di scrittura.
Un'altra abilità di Everett, che poco si notava nel precedente volume è quella di saper dipingere scene e luoghi con grande abilità evocativa:
"Non mi serviva un veggente per conoscere il futuro: era già scritto nella mia infanzia color seppia vissuta tanti anni fa nella campagna inglese, mentre gattonavo in giro nella mia tutina in mezzo a quella foresta di scarpe lustre e caviglie fasciate da calze, sollevando il visino e guardando attraverso il fumo dei sigari le teste chioccianti degli adulti che si agitavano in alto in mezzo ai rami".
Un libro piacevole, divertente, frivolo ma non troppo, con cui passare piacevolmente un paio d'ore al giorno... in attesa del prossimo.