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Le avventure di Guizzardi: Storia di un senza famiglia

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Guizzardi detto Danci è una sorta di Pinocchio adulto, che scivola lungo una serie di avventure comiche e surreali tra pericolose e irascibili vedove, vecchi laidi e taccagni, fantasmi scorbutici, condòmini che tramano nell’ombra, indovini e violinisti matti. Su tutti Guizzardi posa lo sguardo stralunato di chi vede il mondo per la prima volta, non dà nulla per scontato e non conosce il parametro della normalità comunemente intesa. La precarietà con cui abita l’esistenza è la stessa con cui si il suo è un linguaggio traballante e sbilenco, ma che proprio in virtù del suo essere “fuori asse” regala a Guizzardi un’autenticità e un genio inaspettati che rendono questo libro molto più che una commedia à la Buster Keaton. Come dice Paolo Nori nella sua prefazione, nel susseguirsi delle peripezie di Danci “c’è la miseria dei nostri pranzi e delle nostre vite geometrili, quella forza terribile e innominabile che ci costringe a stare insieme anche quando non ci sopportiamo, ci sono le nostre tristi, insignificanti esistenze che sono tutto quello che abbiamo.”

157 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1975

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About the author

Gianni Celati

86 books44 followers
Gianni Celati (Sondrio, 1937) è stato uno scrittore, traduttore, anglista, critico letterario e documentarista italiano.

Nasce a Sondrio, dove si trova la famiglia a causa del lavoro del padre, usciere di banca spostato spesso di sede in sede a causa dei litigi con i suoi superiori. Il padre Antonio era originario di Bondeno, vicino a Ferrara, mentre la madre, Exenia Dolores Martelli, era nata a Sandolo, vicino al delta del Po. Celati passa l'infanzia e l'adolescenza in provincia di Ferrara.
Laureatosi in letteratura inglese presso l'Università di Bologna scrive articoli per Marcatré, Lingua e stile, Il Verri, Il Caffè, Quindici, Sigma, ecc. oltre a pubblicare le prime traduzioni. Assume la cattedra di letteratura angloamericana del DAMS di Bologna e riprende anche l'attività critica e di studioso della letteratura europea. Nel 1971 pubblica il suo primo romanzo, Comiche, per Einaudi. Sempre da Einaudi escono i successivi Le avventure di Guizzardi (1972), La banda dei sospiri (1976) e Lunario del paradiso (1978),
Torna alla narrativa nel 1985 con i trenta racconti di Narratori delle pianure che segnano anche il passaggio alla casa editrice Feltrinelli. In seguito vengono le Quattro novelle sulle apparenze (1987), dove alla precisione stilistica si accompagna una tematica della fiducia e del disincanto della società contemporanea, e Verso la foce (1989). Insegnato quindi all'Université de Caen e alla Brown University di Providence e per il resto della sua vita risiede a Brighton, in Inghilterra. Nel marzo 2013 Einaudi pubblica l'Ulisse di James Joyce in una nuova versione tradotta da Celati, frutto del lavoro di oltre sette anni e attesa già da diverso tempo. L'anno successivo si piazza terzo al Premio Chiara con la raccolta di racconti Selve d'amore. Nel 2016 esce presso la collana I Meridiani di Mondadori un'ampia raccolta di opere narrative dal titolo Romanzi, cronache e racconti, a cura di Marco Belpoliti e Nunzia Palmieri. Il 3 gennaio 2022 muore nella sua casa di Brighton, in Inghilterra, una settimana prima di compiere 85 anni.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,441 followers
August 2, 2022
LA VITA È UNA SALA D’ATTESA?

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Italo Calvino e Gianni Celati visti da Tullio Pericoli.

Questo è il secondo romanzo di Giovanni Celati, detto Gianni, fu pubblicato nel 1972, a un anno dal suo esordio, Comiche, che già nel titolo sembra rifarsi esplicitamente a Calvino: anche qui l’influenza dello scrittore italiano nato a Cuba si percepisce forte.

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Luigi Ghirri: Scardovari – Strada sull’argine. 1988.

Influenza che in quegli anni fu amicizia vera, frequentazione, contatto diretto. Disse Celati:
Quando Calvino veniva in Italia da Parigi, per andare a lavorare da Einaudi, una settimana al mese, mi telefonava tutti i giorni e ci scambiavamo idee. Io avevo la borsa di studio a Londra e viaggiavo con una macchina scassata: un camion mi aveva tamponato e la portiera mi arrivava fino alla spalla. Ma con quella macchina andavo avanti e indietro una volta ogni tre o quattro mesi e, passando da Parigi, mi fermavo a dormire da Calvino

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Luigi Ghirri: Viaggio in Italia – Mare.

Guizzardi è giovane, vagabondo, sregolato (anarchico?), disgraziato, all’occorrenza di mano lesta, percorre l’Italia e gliene capitano di ogni, cose alle quali lui sembra restare distante, straniato.
Nella copertina dell’edizione Feltrinelli c’è l’attore comico Harry Langdon, in quella più vecchia di Einaudi c’è invece Stan Laurel (Stanlio), e viene da pensare anche a Buster Keaton, alle comiche (tragicomiche) filmate che noi abbiamo viste accelerate (a quell’epoca non esisteva ancora il cinema sonoro, i film venivano girati con meno fotogrammi al secondo, 16 o al massimo 20, così oggi, proiettati alla velocità di 24 risultano più veloci, a scatti, appunto, accelerati).

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Gianni celati fotografato da Luigi Ghirri.

Così era anche la scrittura di Celati, che traduceva un’anima all’apparenza semplice in un linguaggio fiammeggiante, farneticante, guizzante (come indica il suo nome), fatto di capriole, schiaffi, sberleffi, sganasci. Una sorta di circo lunare.
Guizzardi, e quel Celati “prima maniera”, cercava di scappare dalla letteratura facendo letteratura.

Il primo Celati, quello di questo Guizzardi, produceva testi che sono testi segnati da una concitazione che giunge alla farsa parossistica, dove la scrittura tallona l’oralità (fino all’onomatopea), il corpo e le sue smanie, la mente e i suoi deliri, l’infanzia, la cinetica dell’adolescenza, l’ariostesco furore dell’amore infelice. È il Celati che dichiara a Calvino che a lui interessa solo arrivare alla perversione completa dell’ordine delle cose, la bagarre.

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Luigi Ghirri.

Curioso pensare che Celati, nato nel 1937, era anagraficamente a mezza strada tra quel suo maestro, amico e mentore (Calvino scrisse un’introduzione al suo romanzo d’esordio), che nacque nel 1923, e i suoi allievi all’Università di Bologna che sono poi diventati chi celebre chi noto: Pier Vittorio Tondelli, Andrea Pazienza, Enrico Palandri, Claudio Piersanti, Freak Antoni, Giacomo Campiotti.

E mi chiedo quale Celati i suoi allievi abbiano amato di più: se quello degli anni Settanta, o quello “seconda maniera”, che apparve dopo sette anni di silenzio, quando il fotografo Luigi Ghirri prese il posto di Calvino (ma Celati fu molto amico anche di un altro famoso fotografo, Gabriele Basilico), quando la scrittura farneticante stramba irrequieta stralunata ribollente e comica dei primi romanzi si fece più parsimoniosa di parole, più ferma, e semplice (secondo me anche più libera), diventando narratore delle pianure, camminando, inseguendo la foce, prendendo appunti, note di viaggio, taccuini e osservazioni, girando documentari (in Italia, ma anche in Africa), arginando la ‘dispersione delle parole’.
Come se il gas giovanile e romanzesco dei primi scritti fosse evaporato, osserva Marco Belpoliti nelle sessanta pagine che accompagnano il Meridiano Mondadori dedicato a Celati, pubblicazione che in qualche modo trasforma Celati scrittore outsider in scrittore classico.

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Luigi Ghirri e Gianni Celati.
Profile Image for Davide.
509 reviews140 followers
May 12, 2018
Alle origini di tanti stralunati padani

Tutto un monologare - senza titoli di capitoli, solo pause accennate da bianchi e asterischi -stralunato del Danci, ricco di anacoluti, lingua burocratica e carabinieresca, ecolalie, frasi fatte montate insieme da uno un po’ scemo un po’ eversivo.
I movimenti che compie e le situazioni che vive sono evidentemente mutuati dalle comiche del cinema muto, ma qui tutto è filtrato appunto da questa voce: viene da dentro, non c’è una “macchina da presa” esterna che illumina e descrive queste movenze.

La prima edizione è del 1973. L'anno dopo, Celati scriveva su una rivista: «C’è una fascinazione per il giullarismo che va messa assieme alle tre fascinazioni che l’individuo civilizzato e sapiente nutre per il primitivo, il pazzo e il fanciullo, cioè per quelle figure dell’estraneità in cui proiettano le insufficienze del proprio razionalismo».
Anche molti decenni dopo, questo (e altro) Celati continuerà a influenzare diversi scrittori, soprattutto nei pressi del Po.
Profile Image for sumerkidestate.
130 reviews10 followers
May 3, 2021
Celati mi ricorda mio nonno quando da piccola nelle sere d'estate mi raccontava Pinocchio oppure Virgilio o Omero.
Questo Guizzardi in particolare, così senza una virgola né capitoli ma solo piccoli silenzi bianchi tra una vicenda e l'altra e un linguaggio mezzo aulico mezzo squinternato cioè quasi magico, avendo lui studiato a fondo e messo a frutto l'espressività dei matti.
Con l'inizio che è una piccola scintilla scoccata quasi casualmente e la fine che . E in mezzo l'avvicendarsi delle storie e l'ariostesco picaresco Danci sempre cedevole, con le buone o le cattive, alla corrente negativa della vita però sempre in colluttazione per preservarsi, ma cos'è che preserva?
Non saprei eppure mi sembra che ogni volta e fino all'ultima panchina ci riesca.
Profile Image for Elia Terrazzano.
91 reviews8 followers
May 10, 2024
“Scrivere di lui è complicato e non credo di essere capace di dare un contributo interessante, perché i libri di Celati non li capisco, come tutte le cose che mi piacciono molto”. Così scrive Paolo Nori nella prefazione a Le Avventure di Guizzardi di Gianni Celati e, onestamente, non ci sono parole migliori per introdurre questo libro.
Si tratta di un libro molto particolare e la particolarità sta senza dubbio nello stile e nella sintassi. Il protagonista, Guizzardi detto Danci, è una sorta di Pinocchio adulto che noi seguiamo nelle sue avventure comiche e surreali, “una marionetta mossa dai fili di una volontà sociale che lo sovrasta”, dice Giuseppe Bonura.
Il suo è un linguaggio traballante e sbilenco, si legge sulla quarta di copertina, e infatti, scrive Nori, “la sintassi dei protagonisti di Celati è un po’ quella lì strampalata dei semicolti e la velocità è quella delle comiche (…), comiche di Buster Keaton o di Harry Langton”.
Per me un 3.5, assolutamente non per la scrittura di Celati che, sebbene particolare per l’assenza di punteggiatura e spesso “sbilenca”, trovo davvero geniale, ma solo per mio gusto personale.
Profile Image for Paolo.
47 reviews1 follower
May 17, 2025
"Le avventure di Guizzardi", primo capitolo della trilogia dei Parlamenti buffi, è uno dei risultati più eclatanti della passione di Celati per i film comici americani che nel periodo della sua giovinezza vedeva per ore rinchiuso nella Cinèmatheque di Parigi. In questi film c'erano sempre delle situazioni, ovviamente comiche, in cui i personaggi si davano botte da orbi, e le avventure di Guizzardi è pieno di queste situazioni rese ancora più comiche dal linguaggio alquanto buffo del protagonista Danci. Questo disordine del linguaggio è un elemento comune a tutti e tre i personaggi della trilogia. Anche Garibaldi de "La Banda dei sospiri" si esprime in maniera molto buffa (non ho purtroppo mai letto Lunario del Paradiso) ma la differenza sostanziale è che le situazioni comiche che vedono protagonista Garibaldi sono in funzione di un impianto narrativo più realistico mentre le avventure di Guizzardi, detto Danci, sono su un piano del tutto surreale e assurdo. Danci, come Garibaldi, vive con dei genitori che lo considerano una nullità dai quali scappa venendosi a trovare in una serie di situazioni, una piú assurda dell'altra, dalle quali esce però sempre perdente. Per Danci, come per Garibaldi, non c'è redenzione e, alla fine, per questi eroi sconfitti di Celati, ti si stringe un po' il cuore.
Profile Image for Kevan Houser.
205 reviews2 followers
November 27, 2025
"Le avventure di Guizzardi" (1972) is the first work I've read of celebrated author and translator Gianni Celati (1937-2022). According to the Italian Wikipedia page, this novel has been translated into French and Basque (!), but I find no evidence of any English translation. Personally, I think this would be a tricky book to do justice to in English.

It's terribly odd, both in tone (language style) and subject matter (more on that below). It's a sort of modern fable or fairy tale with a kind of weirdness that reminds me a bit of Italo Calvino.

As for the writing style, the Italian Wikipedia article says this: "[this novel along with two of his others are] contraddistinti da uno stile di insistita devianza dalla norma scolastica e dallo sforzo della lingua di rappresentare una realtà più autentica, al di fuori del canone borghese."
(...characterized by a style of persistent deviation from the scholastic norm and by the effort of the language to represent a more authentic reality, outside the bourgeois canon.")

Yes, the language: it took me a few pages to get used to the sentence structure (unusual syntax) and the not infrequent sentences that lack a conjugated verb. Additionally, a good number of words used don't appear in standard Italian dictionaries, but asking via an Italian-language Google AI search, almost all the words were revealed to be dialectical, from Piedmont or other northern regions.

The story itself is whimsical, quirky, eccentric, grotesque, absurd. The main character, Danci, undergoes an improbable series of misadventures which are both bizarre and deeply disturbing (the hospital where the staff beats and sexually assaults the patients, for example).

Here is how Encyclopedia dot com describes Celati's work:

"Celati is not a writer whose work can be easily categorized," explained a Dictionary of Literary Biography contributor, calling Celati "one of Italy's most intriguing modern writers." Similarly, David Robey wrote in the Times Literary Supplement that Celati is "one of the most original contemporary Italian writers," and Rebecca J. West noted in Gianni Celati: The Craft of Everyday Storytelling that Celati is "recognized as one of the most respected of the so-called post-[Italo] Calvino generation." West also observed that Celati's "workshop crafting of deeply thoughtful and highly imaginative stories of the everyday [constitute his] ongoing gift to Italian letters."

(end of quotation)

Despite finding the book a bit of a challenge to read, I eventually fell in love with his writing style and really enjoyed the journey.

However, I would only recommend this title to readers who are very solid and comfortable with the Italian language. For those seeking Italian literature to improve their reading skills, maybe skip this one for now.
43 reviews
December 21, 2025
DNF
Capisco l’artefatto dello scrivere in maniera sgrammaticata, capisco che è una scelta precisa e voluta. A suo tempo avevo letto, per esempio, Pigmeo di Palahniuk, scritto con una tecnica simile, e mi era piaciuto molto. In più, tengo a dirlo, avevo recensito molto bene Verso la foce, un reportage di Celati che mi era piaciuto davvero tantissimo. Quindi non è una bocciatura dell’autore in generale, né un rifiuto a priori del suo modo di scrivere.
Qui però non sono riuscito ad andare avanti. Dopo una cinquantina di pagine non capivo più cosa fosse scritto. Non nel senso che fosse solo difficile o sperimentale, ma proprio che mi perdevo continuamente, dovevo rileggere le frasi più volte e alla fine non mi restava nulla.
So che è un libro importante e che per molti questo stile è geniale, legato all’oralità e a una precisa idea di letteratura, ma per me la lettura è diventata solo faticosa.
Magari non era il momento giusto, magari non è il libro giusto per me.
Profile Image for Filomena Sottile.
Author 2 books12 followers
Read
May 2, 2011
Per me è un gran racconto orale. Funziona se si trova la chiave della "parlata" con cui è scritto. Una volta trovata la chiave si schiude l'accesso a un grumo di emozione che brilla d'umorismo. Sarebbe bello leggerlo (o sentirlo leggere) ad alta voce.
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