Stig Dagerman was one of the most prominent Swedish authors during the 1940s. In the course of five years, 1945-49, he enjoyed phenomenal success with four novels, a collection of short stories, a book about postwar Germany, five plays, hundreds of poems and satirical verses, several essays of note and a large amount of journalism. Then, with apparent suddenness, he fell silent. In the fall of 1954, Sweden was stunned to learn that Stig Dagerman, the epitome of his generation of writers, had been found dead in his car: he had closed the doors of the garage and run the engine.
Dagerman's works deal with universal problems of morality and conscience, of sexuality and social philosophy, of love, compassion and justice. He plunges into the painful realities of human existence, dissecting feelings of fear, guilt and loneliness. Despite the somber content, he also displays a wry sense of humor that occasionally turns his writing into burlesque or satire.
Un volume in cui l'animo poetico e quello anarchico irriverente si fondono perfettamente rivelando un Dagerman non del tutto inedito ma che di sicuro lascia il segno. La profondità nell'indagine emotivo/sentimentale, seconda solo alla penna acuminata sgocciolante denuncia sociale, riporta i lettori in quella dimensione di indagine che Dagerman solo tesse e induce, creando risposte a quelle domande che lo spettatore non sapeva neppure di avere.
e le nubi sono fumo di sigaro degli adulti il tramonto rosseggia nel caminetto è tardi e nella grande casa mormorano voci
si chiamano mare e hanno un conforto si chiama dentro casa:
tu che vai per il mondo cammini dentro casa tu che sei sul monte sei nella tua stanza tu che guardi una stella guardi il soffitto tu che ami la vita ami il legno della casa tu che muori in mare ti addormenti dentro casa
Semplicemente il mio autore preferito, non potevo non amare le sue poesie. Tuttavia, da parte di Iperborea, ormai eccellenza editoriale italiana, avrei gradito la presenza di un ulteriore saggio introduttivo, oltre a quello conclusivo dell’ottimo traduttore, magari con un focus ulteriore sulla poesia e sul pensiero di Dagerman. Rimane comunque un libretto che consiglio a chiunque abbia apprezzato Dagerman.
"Si schiude ora un fiore nella fredda sera. Si leva ora in volo l'uccello di fuoco. Breve è il volo di un simile uccello. Presto appassiscono i giardini di luce.
Breve è la vita di tutto quel che arde. Presto si spengono le ali su magioni oscure. Presto si spengono le rose nel giardino della notte. Mai però si spegne il desiderio di luce."
io scioccata dalla bellezza e attualità di alcune poesie. Ho anche pianto. Ora voglio recuperare la sua prosa. Come ci si riprende, aiuto viva gli autori anarchici
J'ai aimé ces poèmes satiriques que Stig Dagerman a écrit entre 1944 et 1954 pour un journal anarcho-syndicaliste suédois. Bien sûr, on ne peut les comprendre tous sans être Suédois. Le titre lui-même est un triple jeu de mots, assez génial, mais n'évoquant rien pour le lecteur français.
Par contre, Dagerman ne cesse de dénoncer et de ridiculiser toutes les formes de la bêtise humaine, en commençant par celle des assis et des puissants. Les thèmes des billets abordent la vie des humbles et leurs humiliations quotidiennes, mais aussi les questions d’actualité les plus diverses. Ll’idée de la mort est souvent présente.
Parmi mes préférés : Les quatre poètes, Trop tard Christophe Colomb, Shaw, La première neige, La voix de la Suède, et beaucoup d'autres....
Je salue au passage le talent du traducteur qui réussit presque toujours à conserver les rimes !
Guardo lo schermo del telefono ma non sono in grado di scrivere niente che abbia un senso, nessuna riflessione rispetto a questa raccolta di poesie. L'ho terminata di leggere ora e mi sento... Svuotata. Cancello scrivo cancello scrivo e cancello ancora.