Tra i tantissimi ammiratori di Joe R. Lansdale esiste uno «zoccolo duro» che, pur amando tutta la produzione del grande texano, ha sempre avuto un debole per la serie di romanzi che hanno per protagonisti Hap (bianco, liberal e donnaiolo) e Leonard (nero, conservatore e gay). Da Una stagione selvaggia a Sotto un cielo cremisi, i due detective dai metodi a volte spicci ma dall'etica (a loro modo) immacolata sono passati per ogni sorta di avventura, uscendone spesso malconci, sempre ilari e innamorati della loro vita e del loro mondo. La stessa cosa che accade in queste tre novelle: Le iene, Veil in visita e Una mira perfetta. Altrettanti gioielli, nei quali Hap e Leonard devono vedersela con una banda di rapinatori senza scrupoli, con la Dixie Mafia, con gli spacciatori di crack. E con la legge, sempre meno propensa a tollerare che i casi loro assegnati finiscano regolarmente in una ridda di liti, scazzottate, sparatorie.
Champion Mojo Storyteller Joe R. Lansdale is the author of over forty novels and numerous short stories. His work has appeared in national anthologies, magazines, and collections, as well as numerous foreign publications. He has written for comics, television, film, newspapers, and Internet sites. His work has been collected in more than two dozen short-story collections, and he has edited or co-edited over a dozen anthologies. He has received the Edgar Award, eight Bram Stoker Awards, the Horror Writers Association Lifetime Achievement Award, the British Fantasy Award, the Grinzani Cavour Prize for Literature, the Herodotus Historical Fiction Award, the Inkpot Award for Contributions to Science Fiction and Fantasy, and many others. His novella Bubba Ho-Tep was adapted to film by Don Coscarelli, starring Bruce Campbell and Ossie Davis. His story "Incident On and Off a Mountain Road" was adapted to film for Showtime's "Masters of Horror," and he adapted his short story "Christmas with the Dead" to film hisownself. The film adaptation of his novel Cold in July was nominated for the Grand Jury Prize at the Sundance Film Festival, and the Sundance Channel has adapted his Hap & Leonard novels for television.
He is currently co-producing several films, among them The Bottoms, based on his Edgar Award-winning novel, with Bill Paxton and Brad Wyman, and The Drive-In, with Greg Nicotero. He is Writer In Residence at Stephen F. Austin State University, and is the founder of the martial arts system Shen Chuan: Martial Science and its affiliate, Shen Chuan Family System. He is a member of both the United States and International Martial Arts Halls of Fame. He lives in Nacogdoches, Texas with his wife, dog, and two cats.
Con questi racconti ho finito le avventure di Hap e Leonard. E mi mancheranno, credo. Mi sono imbattuto per caso nei loro libri ed ero abbastanza restio ad iniziare la serie. Primo, perché sono mezzo malato, quindi se inizio una serie la devo portare a termine. Non sapevo quanta voglia avessi di imbarcarmi nella lettura di una decina di libri con gli stessi protagonisti. Secondo, essendo cresciuto a pane e Bukowski, non sono molto propenso a leggere altri americani contemporanei. Ci sono troppi cappellini da baseball, troppe birre scolate, troppi fottutissimi yankee che si danno il cinque, nei libri americani contemporanei (ovvio che questa roba non vale per tutti gli americani contemporanei, ma soprattutto i gialli/noir sono pieni di fottutissimi personaggi con i cappellini da baseball). Insomma, temevo di trovarmi di fronte tutti i cliché del caso. E c'ho preso. Non manca un solo elemento dello stereotipo: risse, botte, sparatorie, inseguimenti, femminone fatalissime, negri incazzosi, tossici spiantati, bianchi razzisti, nani malefici, avvocati succhiasangue, Texas, Texas, Texas. A rigor di logica, tutto ciò mi avrebbe dovuto schifare dopo sei pagine. Invece no, mi ha preso e se ci fossero altri dieci libri della serie ce li avrei là, sul comodino, pronto a iniziarli. Penso siano due i motivi di cotanta passione per Hap e Leonard: i dialoghi e le buone cose di pessimo gusto. I dialoghi: a un certo punto mi scordavo pure la trama, mi bastava che Hap e Leonard parlassero tra di loro o con qualcun altro. Non aveva importanza cosa stessero facendo, né con quale finalità. L'unica cosa importante era che dialogassero. E io penso che scrivere dialoghi credibili sia una delle cose più difficili da fare (l'altra è raccontare l'infanzia). Lansdale ci riesce a meraviglia. Con le dovute proporzioni (la Sardegna invece del Texas orientale; gli anni in motorino sempre in due invece di risse, sparatorie e omicidi), mi sembrava di leggere i dialoghi che avrei potuto fare anche io con i miei amici. Poi le buone cose di pessimo gusto. Io le adoro. Metterne una sola fa tanto kitsch e persino un po' schifo. Pensate alla vista di Palermo dentro una palla trasparente che se la scuotete scende la neve. Una di queste robe, una sola, su una mensola, vi racconta tanto di chi l'ha messa. E non sono giudizi positivi. Ma immaginate di avere uno stanzone pieno di palle di neve, carretti siciliani, nuraghi sardi, torridipisa, pizza pizza marescia', cani di ceramica e tappeti persiani, ecco, avrete davanti un insieme fantastico. Stessa roba con Lansdale. Una sparatoria, in un noir, mi annoia da morire. Un inseguimento, uguale. Un razzista cattivo e un negrone che si incazza e gliele suona, idemissimo. Tutto questo assieme, invece, è uno spettacolo. Insomma, se non l'avete ancora fatto, leggete Lansdale. E Leonard mi perdonerà se l'ho paragonato all'amica di Nonna Speranza.
Scaramucce verbali, cazzotti, sparatorie, qualche morto e molta ironia. Insomma, le (in)solite situazioni della coppia Hap & Leonard, che la penna di Lansdale ci regala in 3 racconti lunghi.
Premessa: le avventure di Hap Collins e Leonard Pine non cominciano con questo libro, lo dico per chi volesse leggerle dall’inizio, come Lansdale le ha scritte.
Hap e Leonard sono davvero una bella coppia, due detective che non ti aspetti, che peggio assortiti di così non si potrebbe davvero. La coppia perfetta. Uno (Hap) bianco, calmo, con un debole per le belle donne, una mira perfetta e una splendida rossa di nome Brett al suo fianco; l’altro (Leo) nero, omosessuale, nervoso (molto nervoso), con metodi spicci e poco amichevoli, soprattutto se ha finito i suoi wafer alla vaniglia. Questo libricino di poco meno di duecento pagine contiene tre racconti: le Iene, Veil in vista e Una mira perfetta. Sono spassosi, niente da dire, anche se non sono esattamente il mio genere. Il noir non mi appassiona particolarmente: atmosfere urbane e suburbane, sempre in viaggio nella criminalità al limite della legalità, vocabolario colorito (consono all’ambiente), pistole e droga, rappresentano un mondo fumoso che mi disorienta e non mi fa godere appieno della lettura. In fin dei conti, però, il mio giudizio è positivo: si fa leggere, scorre veloce, in alcune parti è anche divertente, quindi forse (e dico forse) leggerò qualche loro altra avventura. Non voglio recensire questi tre racconti, sono talmente brevi che diventerebbe assurdo, ma voglio darvi un’idea di quello cui vi troverete di fronte.
Le Iene si apre con Leo, circondato dalla polizia, che ha fatto a botte con dei tizi: uno è addirittura rimasto incastrato nella parete di compensato del bar, dopo che Pine gliel’ha fatta sfondare con la testa. Leo non ha gradito che gli avessero dato della “checca”, dopo che ci aveva spassionatamente provato con uno dei tre. Kelly Smith (quello volato oltre il bancone) però, chiarito tutto al commissariato, decide di assumere Hap e Leonard perché è convinto che il fratello, Donny, si sia cacciando in guai seri. Roba da matti, ore prima si menano e poi eccolo lì, fresco fresco a chiedere la collaborazione di quello al quale voleva dare una lezione. Eppure nel suo racconto e nella sua preoccupazione non c’è traccia di farsa o menzogna: il fratellino è davvero nei guai e bisognerà dissuaderlo con metodi efficaci (non necessariamente ortodossi).
Veil in vista è il più corto dei tre racconti, ma sicuramente il più spassoso. Vista la non convenzionalità delle indagini di Hap e Leonard, vista la loro tendenza a risolvere le cose senza porsi troppe domande sulle conseguenze delle loro azioni, sempre spalleggiandosi a vicenda senza farsi mancare appoggio e solidarietà, vista la natura dei loro interventi e il tipo di clientela che si rivolge a loro, non è così raro che finiscano nei guai. Di solito se la cavano abbastanza bene, uscendo puliti e freschi come panni bianchi appena lavati, ma alcune volte vanno talmente oltre che è quasi impossibile cavarli dai guai. A meno che non ci si metta uno come Veil a difenderti in tribunale.
Una mira perfetta salva il fondoschiena ai due detective proprio quando oramai sembra tutto perduto, e la mira in questione è quella di Hap, proverbiale come il suo amore per le donne (e per Brett). Pine e Collins vengono ingaggiati per dissuadere l’ex marito di Sharon Devon dal molestarla, perseguitandola e intimidendola. Henry non sembra darsi pace che la moglie abbia deciso di levare le tende e mollarlo. E tanto per chiarire il dissenso ha picchiato un amico di lei. Ai due detective Mrs Devon e il suo avvocato (ed ex marito, pure lui) Givens, piacciono poco. La storia nel complesso sembra reggere, ma è meglio fare qualche indagine in più, giusto per essere certi che le cose stiano effettivamente così. Così, mentre Leo passa le sue giornate insieme a Sharon per proteggerla dentro casa, Hap si mette sulle tracce di Henry per farsi un’idea dell’uomo e vedere come intercettarlo prima che compia la prossima mossa. Durante un appostamento davanti a casa di Henry però, Hap sente chiaramente un colpo di pistola e, una volta entrato, trova il cadavere dell’uomo. Esattamente mentre arriva la polizia a sirene spiegate (chi l’ha chiamata?). Qualcuno sta cercando di incastrare Hap, ma Leo conferma che Sharon non si è mossa di casa. Sharon, da parte sua, denuncia i due detective incolpandoli dell’omicidio dell’ex marito. La strada che porta alla verità è abbastanza contorta ed insidiosa, ma se non fosse così, Hap e Leonard non si divertirebbero tanto a fare il lavoro che fanno.
Ho scoperto che questo autore si è cimentato in molti generi (compreso l’horror) ed è considerato l’unico vero scrittore pulp oggi esistente. Il mio incontro con Lansdale è stato casuale ed involontario ed è andato decisamente bene, considerato che non sono una fan del noir. Vi consiglio questo libro, vi consiglio le avventure di Hap e Leonard in generale. Nella mia testa hanno preso forma di un telefilm degli anni ottanta…
Posizionato tra Devil Red e Honky Tonk Samurai, Hyenas è una storia semplice e tradizionale per la coppia. Si inizia con una scazzottata e si finisce con la solita mezza dozzina di morti ammazzati... il tutto per salvare la pecorella smarrita di turno. Niente di nuovo, personaggi in parte ma niente di che.
Dead Aim si posiziona subito dopo il racconto Hyenas, tra Devil Red e Honky Tonk Samurai. Anche in questo caso la trama è la solita... incastrati dal solito cliente inaffidabile, si trasformano in vendicatori poco mascherati. Il ritmo non cala, essendo un racconto si perde poco in chiacchiere, e i personaggi sono tutti sul pezzo. Ottimo finale per la tripletta di racconti.
Il solo peccato è che non abbiano inserito altri racconti, che sono una marea.
Lansdale mi è piaciuto per quel mix di hard-boiled, intrigo, ironia e psicologia sociale che mostra la faccia dell'America forse più vicina alla realtà. Non esagera mai, si prende in giro sufficientemente, ma riesce in poche frasi a metterci anche qualcosa di poetico o di spietato come è la vita. Tuttavia questi racconti hanno qualcosa di forzato, come se il genere "racconto" non fosse proprio nelle corde dell'autore. Ma alcune battute restano comunque nella testa, destano un sorriso dolce-amaro e in fin dei conti ti vien sempre voglia di leggere ancora delle avventure di Hap&Leonard.
Il fatto che l'abbia letto in tre giorni è significativo. Sono tre racconti dedicati ad Hap e Leo velocissimi e gustosi. Certamente non hanno il respiro di romanzi veri e propri ma forse anche per questo li ho apprezzati maggiormente.
Quando ci sono di mezzo Hap e Leonard sai sempre dove andrai a finire, sai sempre che ti ritroverai in mezzo a omicidi, scazzottate e battute un po' triviali ma sai anche che alla fine avrai passato qualche ora di divertimento e che alla fine i nostri eroi ne usciranno vincitori!
L'avevo mancat0 questo. Errore imperdonabile. Recuperato con copertina magnifica di Giordano Poloni, tre racconti che volano via che è un piacere. Avanti un altro ora.
Come sempre i libri di Lansdale li comincio e li finisco in giornata, specialmente quelli con Hap e Leonard come protagonisti. I due detective piú improbabili della storia della letteratura (persino piú di Topolino e Pippo)in tre storie brevi che ancora una volta mi ricordano perché amo Lansdale. Spero che scriva presto un altro romanzo sempre con loro, Brett, Marvin e il Texas, che anche stavolta é un altro personaggio; se poi ci fosse anche Veil (indimenticabile new entry) pure meglio!
Che c'è da aggiungere? Non elargisco la quinta stella solo perché da lettore avido avrei voluto un maggior numero di racconti (in effetti due e mezzo per 16 euro sono un po' pochini).
Tre racconti di Hap e Leo. Terribile il primo, in cui Lansdale si mette a fare il predicatore, veste che gli calza malissimo - e si vede. Brutto il secondo: un breve racconto a tesi ancora dominato da una vena moralista esplicita. Il terzo ha solo leggermente attenuato la delusione, cocente per un amante di Lansdale
Avevo bisogno di un libro leggero per riprendermi, e Lansdale quando fa guidare l'ambulanza a Hap e Leonard non sbaglia un soccorso. Sebbene dei tre racconti il centrale sia quello più moscio, gli altri due sono abbastanza sodi da tenere il divertimento bello duro, anche se il libro si gode di più se si sono letti gli altri della serie.
Leggere Hap e Leonard è sempre un piacere anche se il rischio di un certo macchiettismo è ogni volta dietro l'angolo. Nel complesso la formula racconto però funziona, scorre con rapidità e strappa più di una risata.
A parte che quest'uomo scrive come io respiro, ovvero naturalmente e apparentemente senza sforzo, questi tre piacevoli racconti stanno tranquillamente a fianco di tutti gli altri. Di Lansdale ne ho letti di peggiori, e Hap e Leonard migliorano qualsiasi cosa di cui si possa scrivere, a prescindere.
Joe R. Lansdale - Una coppia perfetta Tre racconti con protagonisti Hap e Leonard, in ognuno dei quali dovranno dar sfogo alle loro doti, ovvero sparare, scazzottarsi e risolvere questioni complesse. Tre storie violente, dove i problemi sembrano sempre di facile soluzione, invece spuntano imprevisti che rendono il tutto più interessante. Ci si dimentica quasi della trama per leggere i dialoghi esilaranti e coloriti tra i due amici. Credo sia dovuto a questa comicità cruda e disssacrante, qualcuno ha detto da pulp fiction, a rendere i titoli di Lansdale con protagonisti Hap e Leonard così tanto desiderati. Oltre ad essere una coppia perfetta, sono davvero una coppia affiatata, amici per la pelle, si dicono di tutto in maniera dura o comica, litigano solo per i biscotti. Non mi perderò le altre puntate e probabilmente leggerò quelle predecenti. 31 Agosto 2013